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CSIR. Inaccettabile la “tassa” del 7% sui lavoratori frontalieri

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Di seguito il testo del comunicato inviato dal Consiglio Intersindacale composto da Cgil Cisl Uil Rimini – Emilia Romagna – Marche e Csdl, Cdls San Marino in merito al progetto di legge predisposto dal Governo sammarinese che, se approvato, introdurrebbe un’inaccettabile discriminazione di fatto verso i lavoratori frontalieri.

La “tassa” del 7% sui lavoratori frontalieri è inaccettabile. Questa discriminazione peserebbe, tra l’altro, come un macigno nel percorso di avvicinamento di San Marino all’Unione Europea. Va senz’altro ripreso al più presto il percorso per la stabilizzazione contrattuale dei lavoratori frontalieri

L’Ufficio di Presidenza del CSIR San Marino – Emilia Romagna – Marche, riunitosi nei giorni scorsi al fine di convocare l’Assemblea relativa al cambio delle cariche, ha colto l’occasione per fare alcune valutazioni sul progetto di legge “MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLE NORME IN MATERIA DI SVILUPPO ECONOMICO”, che il Segretario di Stato per il Lavoro di San Marino Andrea Zafferani ha presentato alle Parti nelle scorse settimane.

In primo luogo il CSIR ritiene inaccettabile la differenziazione di peso contributivo per le imprese, pari al 7%, che questo intervento legislativo stabilirebbe sulla base della residenza dei lavoratori assunti, vedendo in questa impostazione una chiara discriminazione nei confronti dei lavoratori frontalieri.

Di fatto, si torna alla tassa etnica! Si è solo cambiato il soggetto su cui caricare una maggiore imposizione, ma non cambia la filosofia che vuole i lavoratori economicamente diversificati sulla base della loro residenza.

Il CSIR non riesce a concepire come uno Stato che si sta approcciando ad un accordo di associazione con la UE, possa mettere in atto queste forme discriminatorie, senza rendersi conto che le stesse saranno dei veri e propri macigni sul percorso di avvicinamento all’Unione Europea. Nello stesso progetto di legge, non vi è invece nessun accenno alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro per i lavoratori frontalieri che operano nella Repubblica di San Marino.

Il CSIR, unitamente alle sigle sindacali che lo compongono, ribadisce con forza che questo percorso va assolutamente portato avanti al fine di dare garanzie di stabilità a chi lavora da tempo nel territorio sammarinese, contribuendo all’economia di quello Stato. L’accordo di stabilizzazione del 2010, fatto sulla base di un accordo contrattuale del settore industriale, deve trovare una sua continuità, essendo venute a meno ormai le ragioni che lo tengono bloccato!

Il CSIR invita quindi il Segretario Zafferani e l’intero Governo sammarinese a ripensare l’intervento in materia di lavoro frontaliero, eliminando le parti evidentemente discriminatorie, ed inserendo invece le parti che portino ad un passo avanti nel riconoscimento dell’importante contributo che i lavoratori frontalieri hanno dato, e continuano a dare, all’economia sammarinese.

Il CSIR valuterà eventuali azioni da intraprendere per sensibilizzare e coinvolgere su questi punti fondamentali i lavoratori e i cittadini qualora l’impostazione del progetto di legge non venisse opportunamente modificata.

Ufficio di Presidenza del CSIR San Marino – Emilia Romagna – Marche

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