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Coronavirus – Cantieri edili aperti, ma solo in sicurezza

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Comunicato stampa. I Decreti della Presidenza del Consiglio non hanno imposto, al momento, alcuna chiusura dei cantieri edili, ma resta confermato anche per questo settore, il rispetto delle norme a garanzia della salute e sicurezza di chi lavora. Dunque, le imprese appaltatrici sono obbligate ad adottare tute le misure di protezione individuale indispensabili ad impedire la diffusione del contagio da Coronavirus.

Purtroppo non è ciò che sta succedendo. Riceviamo innumerevoli segnalazioni da lavoratori del comparto edile, che denunciano, ad esempio, l’assenza nei cantieri di prodotti detergenti per le mani oppure lo svolgimento del lavoro con una distanza interpersonale minore di un metro senza avere mascherine e altri dispositivi di sicurezza.

In questi casi interveniamo affinché le irregolarità siano sanate, ma è necessario che le imprese dimostrino tutte maggiore senso di responsabilità osservando immediatamente le regole previste nel Protocollo sulle misure per il contrasto del virus negli ambienti di lavoro, siglato sabato fra Governo e Parti Sociali, altrimenti le segnalazioni ricevute si trasformeranno in formali denunce agli Organi preposti.

L’accordo è una buona base di partenza se non si vogliono chiudere i cantieri, perché definisce quali sono le condizioni per garantire la continuità produttiva in un settore strategico per la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio. Alcune aziende sono in grado di procedere subito, le altre dovranno organizzarsi per salvaguardare al meglio la salute dei lavoratori. In alcuni casi sarà nostro compito intervenire rispetto all’organizzazione del lavoro, in altri occorrerà valutare la sospensione temporanea dell’attività con l’utilizzo della cassa integrazione, restando sempre entro l’ottica della responsabilità sociale.

Un’importante (dal punto di vista occupazionale) cooperativa edile del territorio ha già avviato la consultazione sindacale per collocare da subito e temporaneamente i lavoratori in cassa integrazione ad esclusione di quelli occupati nei cantieri legati al pronto intervento. Una decisione analoga, nel territorio provinciale, è stata assunta anche da altre imprese delle costruzioni, così come nel settore legno, perchè non sono ancora in grado di garantire la prosecuzione delle attività garantendo alla persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Ma non è sufficiente affidarsi al senso di responsabilità delle singole imprese, per questo è importante ribadire che anche le stazioni appaltanti sono tenute a vigilare affinché siano adottate nei cantieri tutte le misure di sicurezza sopra indicate.

Renzo Crociati, Roberto Casanova, Francesco Lorusso Segretari Generali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil

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