Addizionale Irpef Comune di Rimini, restiamo al merito. Il 19 Marzo presidio di protesta CGIL CISL UIL

Era da attenderselo. L’amministrazione Comunale di Rimini sentendosi sotto attacco sul fronte dell’aumento dell’addizionale Irpef colpisce a destra e manca e a testa bassa, mettendo in piazza, come ora usa fare, soprattutto sui social media, mail, telefonate e messaggi vari.

Noi però vogliamo continuare a discutere nel merito delle questioni, e il merito è che l’Amministrazione Comunale non ha e non ha mai avuto interesse a mantenere positive relazioni sindacali, non ha e non ha mai avuto, al di là delle formalità, alcun interesse reale a confrontarsi con le organizzazioni sindacali su alcuna voce del Bilancio comunale, dagli investimenti, al reperimento delle risorse, ai temi ambientali, del lavoro, dello sviluppo, dell’inclusione sociale, dei problemi delle fasce più deboli della popolazione. Purtroppo, l’euforia della disintermediazione non ha lasciato indenne neppure il nostro territorio.

E’ una questione di merito, per noi, il fatto che quando c’è bisogno di reperire risorse non si vada ad attingere alla solita platea dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. E’ più facile chiedere 1 euro a mille persone povere piuttosto che mille euro a una persona ricca, è più facile, lo sappiamo, ma non è giusto. Lo abbiamo ripetuto: è una scelta iniqua, ed è per questo che non siamo d’accordo con l’aumento dell’Addizionale Irpef. Governare è un esercizio difficile e quando si prende la strada più corta per risolvere i problemi è facile sbagliare. Chiedere soldi ai lavoratori dipendenti e ai pensionati su cui già grava il 74% del gettito Irpef, a nostro parere è sbagliato. Proposte alternative le abbiamo avanzate, da una ancor più efficace lotta all’evasione, all’aumento della tassa di soggiorno proporzionata alla tipologia di albergo, un’entrata alla quale concorrerebbero i turisti che già usufruiscono di tanti servizi pagati dai cittadini del territorio.

Abbiamo scritto nel titolo del comunicato precedente “non siamo il bancomat del Sindaco”. Ma davvero il Sindaco ha pensato che volessimo accusarlo di intascare egli stesso i soldi dell’Irpef come si percepisce nella nota del Comune? Se fosse così farebbe bene il Sindaco a denunciarci. Se non è così, da una nota ufficiale del Comune capoluogo ci aspetteremmo risposte rispettose e non stizzose battute.

Rispettosamente noi saremo in piazza il 19 marzo per un presidio di protesta.

Segreterie CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini




Condor, Jump e il “salto nel vuoto”. Contro i licenziamenti presidio davanti alla Confcommercio

Comunicato stampa. E’ di 14 il numero di esuberi dichiarati alla Nuova Condor S.r.l., sui 21 dipendenti totali, nell’ambito del piano di riorganizzazione aziendale.

Nuova Condor S.r.l. era nata a luglio 2018 da Settemari S.r.l. (gruppo UVET) per dare seguito allo storico tour operator Condor S.r.l.; importante azienda riminese fondata nel 1958 dall’imprenditore Stefano Patacconi.

Filcams e Fisascat avevano già proclamato dallo scorso settembre lo stato di agitazione dei dipendenti per la grave carenza di informazioni riguardanti il futuro dell’azienda. Da luglio infatti non era stata fornita ai lavoratori alcuna informazione chiara circa il piano industriale; il sospetto delle organizzazioni sindacali era che la nuova proprietà stesse procedendo ad una lenta eutanasia.
Avevamo chiesto la possibilità di definire un accordo quadro che individuasse modalità e condizioni di ogni eventuale riorganizzazione che impattasse sull’occupazione della sede riminese. La risposta, ad ottobre, fu il licenziamento individuale plurimo per tre lavoratori, uno dei quali riguardante anche il delegato sindacale CGIL; successivamente l’azienda ritirò improvvisamente la procedura individuale e a dicembre aprì la procedura collettiva.
I lavoratori di Nuova Condor hanno vissuto mesi d’incertezza rispetto al loro futuro occupazionale in una condizione di grave disagio organizzativo.

Quello che si paventa con “Jump”, il brand che dovrebbe sostituire Nuova Condor, a nostro avviso è tutt’altro che un rilancio basato sul lavoro e sul rispetto dei lavoratori e delle relazioni sindacali.

Martedì 29 gennaio alle ore 11,00 si terrà un presidio a sostegno della vertenza davanti alla sede di Confcommercio (Via Italia 9/11), mentre negli uffici dell’associazione prenderà avvio il tavolo sindacale per la gestione della grave crisi.
Chiediamo rispetto per i lavoratori ex Condor che hanno reso grande l’azienda riminese, nel contempo vogliamo garanzie contro l’impatto sociale negativo determinato da una riorganizzazione che, per chi lavora, ha il sapore di un salto nel vuoto.

FILCAMS CGIL RIMINI – FISASCAT CISL ROMAGNA

Mirco Botteghi – Monica Succi




Sanità Privata: Sciopero regionale il 28 gennaio. A Rimini presidio davanti alla ‘Sol et Salus’

#tempo scaduto, è lo slogan scelto per lo sciopero regionale di lunedì 28 gennaio per l’intera giornata o turno di lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata afferenti ai CCNL AIOP per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da ormai 12 anni.

Sono previsti presidi territoriali in tutte le province, e a Rimini il presidio si terrà dalle ore 11.30 alle 13.30 davanti all’OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO “Sol et salus”.

Lo sciopero è indetto dai sindacati di categoria Fp/Cgil, Cisl/Fp, Uil/Fpl dell’Emilia Romagna e fa seguito alla protesta nella regione Lazio dello scorso 14 dicembre.

A livello regionale coinvolge oltre 7.500 occupati e il settore della sanità privata gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati forniti dalla stessa AIOP) oltre 730 milioni di fatturato.

Nella Provincia di Rimini interessa strutture sanitarie, accreditate, e non, con il Servizio Sanitario Nazionale, quali Casa di cura Villa Salus, l’ospedale privato accreditato Sol et Salus, l’ospedale privato accreditato Villa Maria, Luce sul mare Onlus, Casa di cura Montanari e Centro medico San Patrignano per quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (esclusa la dirigenza medica).

Lo sciopero coinvolge tutte le lavoratrici ed i lavoratori che lavorano in strutture nelle quali viene applicato il CCNL AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Aziende Sanitarie associate e non ad AIOP.

E’ un settore in cui il Contratto Nazionale di Lavoro è scaduto nel 2007, vale a dire da ben 12 anni. L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e per la parte economica dal 2007, i dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste Aziende garantiscano prestazioni “pubbliche” ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato.

Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico.

Queste aziende hanno continuato a fare utili anche in questi anni, ma dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Utili che in pochissime occasioni hanno visto tra l’altro il doveroso riconoscimento ai dipendenti della produttività. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata rivendicano un giusto salario e la più che meritata valorizzazione professionale.

Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl respingono la posizione delle Aziende che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Questo non è accettabile soprattutto perché gli utili generati ad oggi non evidenziano alcuna crisi del settore, e sono anche il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuta la propria professionalità e competenza acquisita in questi 12 anni di blocco contrattuale.

In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni con turni sempre più intensivi e sempre maggior flessibilità/disponibilità chiesta agli operatori. I professionisti si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici come l’obbligo dell’iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione “obbligatoria” professionale per la colpa grave.

Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni.

In preparazione all’iniziativa e il giorno dello sciopero verrà distribuito un adesivo che potrà essere utilizzato anche da tutti i dipendenti che non potranno scioperare perché precettati per garantire i servizi essenziali – concludono i sindacalisti -“

QUINDI, TEMPO SCADUTO

RIVENDICHIAMO : STESSO LAVORO – STESSI DIRITTI – STESSO SALARIO

GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI AL PRESIDIO DAVANTI A SOL ET SALUS  LUNEDI’ 28 GENNAIO DALLE ORE 11:30




SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO: firmata l’ipotesi di accordo sul rinnovo del Ccnl

NIdiL Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp il 20 dicembre 2018 hanno siglato con l’associazione datoriale Assolavoro, l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale della somministrazione di lavoro. Le Organizzazioni sindacali si ritengono soddisfatte per l’importante traguardo.

L’intesa, raggiunta a conclusione di un articolato percorso negoziale iniziato nel 2016 e sul quale ha impattato un complesso e mutato contesto normativo, riguarderà circa 650mila lavoratrici e lavoratori in somministrazione.

Tra i punti caratterizzanti l’accordo:

1) intervento sulla durata massima dei contratti a tempo determinato e sul numero delle proroghe

2) regime transitorio per i periodi di lavoro a termine svolti con la medesima agenzia per il lavoro dal 01/01/14 al 31/12/18 sono conteggiato per un max di 12 mesi

3) rafforzamento delle tutele economiche in caso di disoccupazione

4) implementazione di specifici ed innovati percorsi di formazione per adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro

5) maggiore parità di trattamento attraverso una nuova previsione di applicazione del divisore orario del CCNL dell’utilizzatore

6) nuova norma su maternità, infortunio, terapie salvavita

7) nuova normativa sul diritto d’assemblea e sulla rappresentanza sindacale che tende ad affermare il principio del non separatezza dei lavoratori somministrati rispetto ai lavoratori dipendenti dell’utilizzatore

8) infine l’ipotesi sposta in maniera importante e inedita una parte dell’azione sindacale a livello territoriale e aziendale.

Nelle prossime settimane si terranno le assemblee nei luoghi di lavoro per la valutazione e validazione dei contenuti dell’ipotesi di accordo.

Per informazioni potete contattare la categoria sindacale NIdiL presso la sede di Rimini in via Caduti di Marzabotto, 30 – ufficio n.28 Telefono 0541 779976




Bilancio 2019. Nessun accordo con il Comune di Riccione

La CGIL non firmerà nessun accordo con il Comune di Riccione circa il Bilancio di previsione per il 2019. Le motivazioni sono contenute in una lettera che è stata inviata al Sindaco Renata Tosi. Ecco il testo: “La Cgil territoriale, unitamente alle organizzazioni di categoria SPI ed FP, ha deciso di non sottoscrivere alcun accordo relativamente al Bilancio di previsione di codesto Comune per il 2019.

Tale decisione è stata assunta a seguito di valutazioni sia di metodo che di merito. Di metodo, perché le Organizzazioni Sindacali sono state convocate solamente il 12 dicembre a ridosso del voto in Consiglio Comunale e dunque il tempo per un confronto era del tutto insufficiente. Di merito, perché non condividiamo scelte, molte delle quali di matrice isolazionista che, a nostro parere, avranno conseguenze negative per la città, come ad esempio, per citare le ultime in ordine di tempo, l’uscita dall’Acer e dall’Università.

Con ciò, sul terreno della contrattazione sociale, si auspicano per il futuro migliori e più costanti relazioni sindacali. Un confronto permanente non solo al termine del percorso sul Bilancio di previsione e sulla sua parte corrente, ma fin dall’elaborazione delle linee di programmazione della manovra così come sul Documento unico di programmazione (DUP); non solo sulla tariffazione locale, ma anche sugli investimenti, sugli appalti pubblici, sulla mobilità, l’ambiente, l’urbanistica e tutto ciò che è nell’interesse dei cittadini”.

I Segretari generali di CGIL – SPI CGIL – FP CGIL Rimini Primo Gatta – Meris Soldati – Ornella Giacomini




Settimana cruciale per i Bilanci dei Comuni. Il punto sulla contrattazione sociale

Tagli alle risorse

La manovra economica del Governo, nel capitolo sui tagli alla spesa pubblica, rispetto allo scorso anno contiene la sottrazione di 1 miliardo di euro di trasferimenti ai Comuni. Inoltre, non prevede la proroga del blocco sull’aumento della tassazione locale e in particolare sull’addizionale Irpef. Cambiano i Governi ma l’andamento su questo fronte resta identico: si taglia a Roma e si scarica sulle Amministrazioni periferiche e di conseguenza sui cittadini, il peso della tassazione per poter coprire il fabbisogno locale di servizi e spesa sociale.

Questo è il primo principio di realtà con il quale occorre fare i conti ai tavoli di confronto con i Comuni sui Bilanci di previsione per l’esercizio finanziario.

Relazioni sindacali e disintermediazione

L’altro problema, che ci riguarda come sindacato, ma il discorso si potrebbe allargare anche ad altre componenti sociali, è che si è fatta strada in diversi ambienti politici e amministrativi una sorta di insofferenza verso il sindacato e l’idea che il dialogo sociale sia un esercizio di democrazia partecipativa di cui si può fare a meno. Il punto di approdo di questa idea diventa la disintermediazione, il superamento della rappresentanza, il rapporto diretto tra chi “comanda” e il popolo. Una strada molto pericolosa che magari non viene espressa esplicitamente, ma che viene perseguita nei fatti. Come si concretizza? Per esempio, stando all’oggetto, invitando le Organizzazioni sindacali a discutere del Bilancio a poche ore dal voto nei vari Consigli Comunali oppure non considerando per nulla la richiesta di incontro come hanno fatto, ad esempio, Misano, Novafeltria, Verucchio. La nostra è una denuncia nei confronti delle Amministrazioni Comunali che avanziamo non da ora e che, a parte qualche eccezione, intendiamo ribadire anche in questa occasione.

La contrattazione sociale

Da molto tempo la CGIL ha scelto di affiancare la tradizionale contrattazione nelle aziende con quella territoriale, sia sui temi sociali che di sviluppo locale. Una pratica di negoziazione con i Comuni, le Aziende di servizi, i Distretti socio-sanitari su prestazioni, tariffe e tanto altro, che diventa sempre più indispensabile in un contesto di progressiva riduzione delle risorse e di tagli che investono i cittadini, l’organizzazione sociale, la qualità e l’accessibilità dei servizi. Al centro della nostra attività di rappresentanza sono i bisogni e i diritti delle persone per accrescerne la qualità della vita e per contrastare situazioni sempre più pressanti ed estese di impoverimento.

Andamento del confronto

Questa è la settimana in cui molti Comuni approveranno i Bilanci di previsione.

Quanto affermato fin qui sulla situazione generale, fa ben capire che i presupposti per poter firmare degli accordi siano davvero pochi.

Per ovvie ragioni non possiamo in questo frangente dar conto di tutti i temi affrontati ai tavoli di confronto, ma ci limiteremo alla tassazione locale e alle spese in campo sociale.

Condizioni per raggiungere un accordo si stanno definendo a Santarcangelo e forse sarà l’unico ad essere sottoscritto, almeno per la CGIL. In questo Comune, dove si praticano buone relazioni sindacali, è stata aumentata la soglia dell’esenzione per l’addizionale Irpef da 13mila a 15mila euro e, per lo scaglione 15mila -28mila euro è stata applicata una riduzione del tributo come da noi richiesto.

Abbiamo incontrato disponibilità a discutere delle strutture che ospitano gli anziani, anche alla luce degli ultimi orribili fatti di cronaca, e condivisione sulla necessità di aprire un tavolo provinciale sullo sviluppo.

A Morciano, dove le relazioni sindacali procedono correttamente, non si chiuderà proprio con un accordo, ma è prevedibile la sottoscrizione di un verbale di incontro. Nel merito del Bilancio abbiamo espresso sostanzialmente un giudizio positivo pur ribadendo la necessità di eliminare o ridurre l’addizionale Irpef.

Neppure nel 2019 il Comune di Bellaria introdurrà la tassa di soggiorno, mentre manterrà l’addizionale Irpef. Anche per questo il nostro giudizio rimane negativo.

A San Giovanni in Marignano hanno dichiarato di essere costretti a rimodulare l’aliquota Irpef introducendo degli scaglioni (fino ad oggi avevano utilizzato una sorta di flat tax), ma riducendo l’esenzione da 13mila a 7mila euro. Di fronte alla nostra contrarietà sembra che porteranno il limite almeno a 10mila euro, ciò non toglie che il nostro giudizio permane negativo perché l’aumento del gettito dell’addizionale graverà ancora una volta su lavoratori dipendenti e pensionati che già contribuiscono per l’84%.

Con l’Amministrazione Comunale di Cattolica abbiamo avuto un incontro, ma non è stato possibile fare una discussione di merito perché non ci sono stati forniti elementi conoscitivi sufficienti. Attendevamo di essere riconvocati ma ciò non è ancora avvenuto. Da aggiungere che l’accordo stretto con la precedente Amministrazione per l’eliminazione dell’addizionale Irpef dal gennaio 2017, continuerà a non essere rispettato dall’attuale Amministrazione.

A Riccione e Rimini entrambe le Amministrazioni Comunali non hanno mantenuto corrette relazioni sindacali in merito ai Bilanci rendendosi disponibili a incontrarci a ridosso dei Conigli Comunali senza la possibilità di modifiche da parte sindacale. In particolare, per quanto riguarda il Comune di Riccione, ci preoccupa la scelta isolazionista del Comune, una sorta di sovranismo di periferia che ha già prodotto, per esempio, l’uscita dall’Acer e dall’Università.

Sul terreno della contrattazione sociale a nostro avviso si può e si deve fare di più. E’ indispensabile un salto di qualità fondato su un confronto permanente e non solo al termine del percorso sul Bilancio di previsione e sulla sua parte corrente, ma fin dall’elaborazione delle linee di programmazione della manovra; non solo sulla tariffazione locale, ma anche sugli investimenti, sugli appalti pubblici, sulla mobilità, l’ambiente, l’urbanistica e tutto ciò che è nell’interesse dei cittadini. Questo a prescindere dal colore politico delle Amministrazioni Locali verso cui la CGIL rivendica la sua totale autonomia.

Per tutto ciò abbiamo ritenuto opportuno fare il punto sulla contrattazione territoriale in maniera complessiva e non limitando il nostro giudizio a un singolo Comune.

I Segretari generali di CGIL e SPI CGIL Rimini

Primo Gatta – Meris Soldati




Unione Valmarecchia. Chi ci crede veramente? Dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti

Comunicato stampa. Le Organizzazioni sindacali di categoria del pubblico impiego, FP CGIL, CISL FP e UILFPL, unitamente ai componenti della RSU aziendale, hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente dell’Unione Valmarecchia (circa 60 lavoratori).

Facendosi interpreti di un malessere diffuso tra i dipendenti, nelle scorse settimane le Organizzazioni sindacali hanno inviato una lettera al Presidente dell’Unione e ai Sindaci per chiedere un incontro.

Nella lettera venivano elencati una serie di temi quali:

– centralità organizzativa del lavoro e dei servizi

– programmazione strategica e azioni susseguenti

– politiche e fabbisogni del personale

– politiche e scelte strategiche sul futuro dell’Unione

– contratto decentrato 2018/2020 e Fondo 2018.

Non avendo ricevuto alcuna risposta le stesse organizzazioni si sono rivolte anche al Prefetto di Rimini con un’altra lettera nella quale si sottolinea come l’assenza di una visione strategica della dirigenza politica di cosa debba essere l’Unione, penalizzi i dipendenti lasciati sempre più soli nella gestione del lavoro.

Manca una prospettiva e manca una seria politica unitaria tra i Comuni e l’Unione, necessaria per garantire efficienti servizi ai cittadini. Da qui la necessità di aprire un tavolo di confronto con il Presidente dell’Unione Valmarecchia e di tutti i Sindaci dei Comuni che ne fanno parte.

Ma, è stato fatto presente al Prefetto, alla richiesta sindacale è arrivata soltanto la risposta dei tecnici relativa al contratto decentrato 2018 e al Fondo.

Ora si attende dal Prefetto una risposta alla richiesta sindacale di un incontro in sede prefettizia.

 

FP CGIL Rimini – CISL FP Romagna – UILFPL Rimini




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.




APP’osta per te. Colonia Bolognese Rimini, 29 agosto 2018 ore 16.30

Comunicato stampa. I grandi cambiamenti producono nuove esigenze, nuove virtù e nuovi problemi. Siamo nella Chicago del 1900 e per l’esposizione universale fu scelto il motto “la scienza inventa, l’industria applica, l’uomo si adegua”.

Da allora abbiamo vissuto tanti altri cambiamenti tecnologici, rivoluzioni industriali e a differenza di quanto rappresentato nel motto di Chicago, questi cambiamenti hanno visto l’Uomo in posizione di protagonista e non di spettatore.

Oggi come allora siamo chiamati a dare nuove risposte a nuovi bisogni. Infatti, l’e-commerce, sistemi di consegna rapida e più in generale le piattaforme digitali, sta disegnando opportunità per alcuni e svantaggi per chi cerca un’occupazione lavorativa che per lo più è sottopagata, precaria e impersonale.

Da questa constatazione nasce “APP’osta per te”, l’iniziativa di tre categorie sindacali della CGIL di Rimini, rivolta ad incontrare chi lavora attraverso le piattaforme digitali.

L’obiettivo è quello di creare un momento di incontro per ascoltare, confrontarsi con i lavoratori digitali ed insieme elaborare proposte di mutamento positivo delle condizioni di lavoro delle persone.

Non partiamo dall’anno zero, c’è infatti un importante documento sottoscritto a Bologna “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”, c’è la definizione della figura del Rider e del Driver nel recente rinnovo del CCNL Merci e Logistica, ci sono proposte di Legge al vaglio del Parlamento, ma riteniamo che solo attraverso il protagonismo dei lavoratori digitali potremmo dare una nuova qualità alla contrattazione.

Abbiamo scelto di incontrare questi lavoratori presso la Colonia Bolognese, che è stata gentilmente messa a disposizione dall’associazione “Palloncino Rosso”, come luogo di per sè rappresentativo della precarietà di una condizione, materiale ma soprattutto umana e lavorativa che è propria delle persone a cui ci rivolgiamo con questa iniziativa.

 

Mirco Botteghi – Ornella Giacomini – Alessandra Gori

Filcams Cgil – Filt Cgil – NIdiL Cgil




Il 14 giugno scioperano i lavoratori in appalto MARR Romagna

Comunicato stampa. La politica di esternalizzazioni e appalti, messa in atto da tempo dalla MARR, ha generato un pesante peggioramento delle condizioni dei lavoratori coinvolti a fronte di un andamento dell’azienda che nel 2017 ha raggiunto un utile netto di 65,5 milioni di euro.

Oggi sono i circa 80 lavoratori occupati nell’appalto MARR ROMAGNA assunti, dopo l’ennesimo cambio di appalto, dalla ditta ONEBUSINESS, a chiedere che venga rispettato il verbale di accordo siglato lo scorso 8 marzo, verbale che prevedeva, tra l’altro, il rispetto del CCNL Multiservizi per i primi tre mesi e in seguito l’applicazione del CCNL Merci Logistica.

Alla scadenza dei tre mesi, infatti, la risposta ricevuta da ONEBUSINESS è stata di non voler dare seguito agli impegni proponendo qualche aggiustamento alle attuali condizioni contrattuali e agli errori nelle buste paga che vedono fra l’altro molti lavoratori sotto inquadrati.

Tali proposte risultano largamente insufficienti, tenuto conto della provenienza dei lavoratori che precedentemente erano giustamente inquadrati da Marr con il Contratto Collettivo Nazionale del Terziario Distribuzione e Servizi, e anche del fatto che si è in una fase lavorativa in cui sono richieste flessibilità e disponibilità di lavoro notturno, festivo, straordinario etc., a fronte di inquadramenti contrattuali e retribuzioni del tutto inadeguate.

I lavoratori, attraverso le Organizzazioni Sindacali, hanno già chiesto da tempo un incontro a MARR, su cui grava la responsabilità dell’appalto, ma finora non hanno avuto risposta quando invece sarebbe necessario un intervento immediato per risolvere il problema.

Dopo anni di appalti e cambi di gestione da un lato e di utili per gli azionisti dall’altro, è tempo di ridare valore al lavoro!

Pertanto, l’assemblea dei lavoratori è stata concorde nel proclamare lo stato di agitazione con un primo pacchetto di ore di SCIOPERO di 24 ore a partire da GIOVEDI’ 14 GIUGNO dalle ore 7,00.

 

per FILCAMS CGIL -FISASCAT CISL Romagna – UILTRASPORTI

Lora Parmiani – Monica Succi – Saverio Messina