La sicurezza della balneazione non sia legata ai particolari interessi dei concessionari demaniali

Comunicato stampa. Le dichiarazioni pubblicate sulla stampa e sui canali ufficiali del Comune di Riccione riguardanti i “costi del salvamento” sono gravi e palesano una concezione distorta del servizio pubblico essenziale di salvataggio. Le imprese balneari, sulle cui concessioni nel dibattito pubblico sta avanzando l’ipotesi di proroga in deroga alla direttiva Bolkestein e verso le quali la Regione Emilia-Romagna ha annunciato 5 milioni di euro di contributo a “fondo perduto” hanno evidentemente sostenitori molto affiatati nell’Amministrazione Comunale della perla verde. Appare singolare che, di fronte alla grave situazione sociale che colpisce i lavoratori stagionali, come lo sono i marinai di salvataggio, il Comune riesca a prendere posizione al posto delle associazioni di categoria, spostando il dibattito sui particolari interessi d’impresa dei concessionari demaniali. I marinai di salvataggio che, vale sempre la pena ricordare, svolgono con il loro lavoro un servizio pubblico essenziale volto  a garantire il diritto delle persone, costituzionalmente tutelato, alla vita ed alla sicurezza, sono circa 50 lavoratori che con la loro professionalità sul litorale riccionese garantiscono altissimi livelli di qualità all’offerta turistica balneare nell’interesse, questo sì, collettivo. Invocare risparmi sul salvataggio equivale a voler mettere in discussione la qualità del servizio di salvamento, il reddito dei marinai di salvataggio e la loro forza lavoro.

La stagione si annuncia complessa e non ci saranno condizioni per ridurre ulteriormente su tutta la costa della provincia la quantità di torrette di salvamento senza compromettere irrimediabilmente la fattibilità del soccorso e l’efficacia degli interventi (a Riccione già dal 2008 al 2017 è stato ridotto il numero delle torrette di salvataggio). Nel dibattito sul nuovo modello turistico è necessario ribadire l’importanza della sicurezza a 360° gradi come elemento distintivo e centrale dell’offerta turistica del nostro territorio che deve innalzare il livello qualitativo.

FILCAMS CGIL RIMINI – FISASCAT CISL ROMAGNA – UILTUCS UIL RIMINI

Mirco Botteghi – Monica Succi – Daniela Giorgini




Coronavirus. Metalmeccanici pronti allo sciopero se non verrà rispettato il Protocollo

Comunicato stampa. Alla luce dei decreti governativi emanati in questi giorni per far fronte all’emergenza da Covid-19, in particolare visto il Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure di sicurezza da attuare nelle aziende firmato il 14 Marzo 2020 da Cgil Cisl Uil, Confindustria e Governo, che aggiunge ulteriori regole alle aziende per cercare di evitare la diffusione dei contagi, consapevoli di quanto sta accadendo in gran parte delle aziende e di quanto sia difficile attenersi alle norme di sicurezza, i Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini, Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi e Carmelo Bellè, chiedono, a partire dal 16 Marzo, il pieno rispetto della sua applicazione a tutte le imprese del settore metalmeccanico.

Sarà richiesto prioritariamente e nell’immediato:

1) Di concordare fermate produttive, “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa, al fine di consentire alle aziende di sanificare e rendere salubri gli stabilimenti ed avere il tempo necessario per adottare tutte le misure previste dal Protocollo del 14 Marzo 2020.

2) Da Lunedì 16 Marzo 2020, ove presenti le Rsu e Rls, devono essere costituiti i “Comitati per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo” al fine di monitorare costantemente le misure intraprese e le azioni ancora da intraprendere.

Nelle aziende prive di rappresentanza sindacale, sarà chiesto a tutte le Associazioni Datoriali ed all’Ordine dei Consulenti del lavoro, un costante aggiornamento e confronto con le Segreterie Fim Fiom Uilm di Rimini.

In mancanza di ciò ed in carenza di disponibilità al confronto e ad attivare eventuali ammortizzatori fino al 22 Marzo 2020, siamo pronti alla proclamazione dello sciopero, così come indicato da Fim Fiom Uilm nazionali, per tutte le ore necessarie e per l’intera categoria a prescindere dal contratto utilizzato.

Ogni lavoratore deve essere a conoscenza che, indipendentemente dall’azienda in cui lavora, se non si sentisse in una condizione di tranquillità per lavorare, lo sciopero unitario nazionale è posto a sua tutela.

I Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini  Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi, Carmelo Bellè

 




Coronavirus – Cantieri edili aperti, ma solo in sicurezza

Comunicato stampa. I Decreti della Presidenza del Consiglio non hanno imposto, al momento, alcuna chiusura dei cantieri edili, ma resta confermato anche per questo settore, il rispetto delle norme a garanzia della salute e sicurezza di chi lavora. Dunque, le imprese appaltatrici sono obbligate ad adottare tute le misure di protezione individuale indispensabili ad impedire la diffusione del contagio da Coronavirus.

Purtroppo non è ciò che sta succedendo. Riceviamo innumerevoli segnalazioni da lavoratori del comparto edile, che denunciano, ad esempio, l’assenza nei cantieri di prodotti detergenti per le mani oppure lo svolgimento del lavoro con una distanza interpersonale minore di un metro senza avere mascherine e altri dispositivi di sicurezza.

In questi casi interveniamo affinché le irregolarità siano sanate, ma è necessario che le imprese dimostrino tutte maggiore senso di responsabilità osservando immediatamente le regole previste nel Protocollo sulle misure per il contrasto del virus negli ambienti di lavoro, siglato sabato fra Governo e Parti Sociali, altrimenti le segnalazioni ricevute si trasformeranno in formali denunce agli Organi preposti.

L’accordo è una buona base di partenza se non si vogliono chiudere i cantieri, perché definisce quali sono le condizioni per garantire la continuità produttiva in un settore strategico per la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio. Alcune aziende sono in grado di procedere subito, le altre dovranno organizzarsi per salvaguardare al meglio la salute dei lavoratori. In alcuni casi sarà nostro compito intervenire rispetto all’organizzazione del lavoro, in altri occorrerà valutare la sospensione temporanea dell’attività con l’utilizzo della cassa integrazione, restando sempre entro l’ottica della responsabilità sociale.

Un’importante (dal punto di vista occupazionale) cooperativa edile del territorio ha già avviato la consultazione sindacale per collocare da subito e temporaneamente i lavoratori in cassa integrazione ad esclusione di quelli occupati nei cantieri legati al pronto intervento. Una decisione analoga, nel territorio provinciale, è stata assunta anche da altre imprese delle costruzioni, così come nel settore legno, perchè non sono ancora in grado di garantire la prosecuzione delle attività garantendo alla persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Ma non è sufficiente affidarsi al senso di responsabilità delle singole imprese, per questo è importante ribadire che anche le stazioni appaltanti sono tenute a vigilare affinché siano adottate nei cantieri tutte le misure di sicurezza sopra indicate.

Renzo Crociati, Roberto Casanova, Francesco Lorusso Segretari Generali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil




Coronavirus scuote l’intero sistema produttivo. Si convochi immediatamente il tavolo provinciale

Comunicato stampa. Il Presidente della Provincia non ha ancora convocato il tavolo da noi richiesto per affrontare, attraverso un’unica cabina di regia, gli effetti che l’epidemia da coronavirus sta determinando sull’economia del territorio e sui servizi pubblici e privati, azione necessaria di coordinamento al fine di procedere in un’ottica di sistema.

Il primo punto fermo che vogliamo ribadire è che i posti di lavoro devono essere tutti salvaguardati e per questo è indispensabile che si faccia ricorso agli ammortizzatori che, come Organizzazioni sindacali, abbiamo voluto e che la Regione Emilia Romagna ha accolto.

Sono strumenti che, per quanto irrinunciabili, vanno perfezionati perché ancora insufficienti sia per il tempo di copertura che per le risorse messe in campo. Restano esclusi e pertanto senza garanzia di reddito diverse categorie di lavoratori come i collaboratori, i lavoratori a partita Iva, i collaboratori sportivi e le colf badanti.

Da più parti e dove ciò sarebbe possibile, viene invocato lo smart working o il telelavoro, ma poi scopriamo tutta l’arretratezza di aziende che non sono attrezzate per cogliere questa opportunità. Va meglio nella Pubblica Amministrazione.

Le scuole sono chiuse e la cura dei figli è diventata un problema serio in mancanza di adeguati congedi familiari per i quali ribadiamo la necessità che il Governo prenda le dovute decisioni.

Dobbiamo far fronte, sindacalmente, in questi giorni, a situazioni di estrema criticità, ovvero aziende che, invece di attivare le procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali, chiedono ai lavoratori di consumare esclusivamente le proprie ferie e/o di ridurre l’orario di lavoro. Invitiamo i lavoratori a non sottoscrivere nessun accordo di questo genere e anzi di continuare a segnalarci tali comportamenti da parte delle imprese.

Diciamo no ai licenziamenti che, laddove sono stati messi in atto, abbiamo già impugnato.

Ma al di là della gestione legata alla contingenza, il motivo per cui abbiamo chiesto una cabina di regia territoriale sta soprattutto negli scenari futuri che già l’epidemia ha aperto.

Il nostro territorio a vocazione turistica infatti sta già risentendo fortemente del blocco degli spostamenti e ciò è immaginabile che avrà ripercussioni gravissime sul settore. Per i lavoratori stagionali occorrerà definire specifiche risposte a partire dalla revisione della Naspi che già rivendichiamo da tempo.

L’intero sistema produttivo subirà scossoni e non sono pensabili soluzioni magiche, ma neppure strumentali e di parte.

Come organizzazioni sindacali, pur in ottemperanza alle direttive regionali e nazionali, stiamo continuando nella nostra attività di tutela sia individuale che collettiva dei lavoratori, riteniamo però urgente che, così come richiesto da CGIL CISL UIL nazionali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché all’Inps e all’Inail, vengano sospesi i termini di prescrizione e decadenza legati alla previdenza e all’assistenza. Ciò anche per evitare lo spostamento delle persone e gli assembramenti presso gli uffici.

Muoversi il meno possibile insieme a tutti gli altri accorgimenti di prevenzione restano al momento le norme di comportamento alle quali anche noi invitiamo tutti i cittadini ad attenersi scrupolosamente.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli




Coronavirus. Cambiano i sistemi di accesso agli uffici della CGIL

Gentili iscritti e utenti, in coerenza con quanto previsto dalla circolare del Ministero della Salute e allo scopo di prevenire inutili allarmismi ed eventuali rischi, l’accesso alla sede sarà regolato limitando gli ingressi.

Consigliamo di rinviare tutto ciò che non è urgente fino alla scadenza dell’ordinanza regionale salvo sua ulteriore proroga e privilegiare il contatto telefonico per informazioni o prenotazioni di appuntamenti.

Gli appuntamenti già fissati vengono garantiti.

Indichiamo i numeri di telefono utili per la sede di Rimini

Patronato INCA:

Pensioni, Invalidità, conteggi… 0541779905

Infortuni, Malattie professionali… 0541779900

Disoccupazioni, Maternità, Bonus, assegni famigliari… 0541779943

Permessi di soggiorno, cittadinanza… 0541779998

Ufficio Pensionati 0541779913 (l’attività dell’ufficio accoglieza e tutela dello SPI CGIL è sospesa)

Ufficio Vertenze 0541779935

Per tutti gli altri uffici contattare 0541779911

Caaf (solo per prenotazioni) 0541790833

Sunia 0541774906

Federconsumatori (dalle 9 alle 12.30) 0541779989

Auser 0541778111




Coronavirus. CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini chiedono un’unica cabina di regia economica sul territorio, in capo alla Provincia.

Comunicato stampa. CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini, senza allarmismi, ma con la preoccupazione dovuta agli effetti che il coronavirus sta determinando anche sul sistema produttivo e dei servizi pubblici e privati, ribadiscono la necessità che si realizzi un’unica cabina di regia economica sul territorio e che sia in capo alla Provincia. Dovranno farne parte le istituzioni, le categorie economiche e le organizzazioni sindacali.

Per quanto contenuta, la diffusione del virus sta lasciando strascichi pesanti nelle attività lavorative oltreché nella vita delle persone a partire, per esempio, dalla chiusura delle scuole che porta con sé la sospensione di alcuni servizi di trasporto, delle mense scolastiche e del pulimento, l’annullamento delle gite scolastiche. Pesanti contraccolpi si rilevano nel settore turistico con le prenotazioni bloccate non solo a Pasqua ma per l’intera stagione estiva.

Sono in sofferenza alcuni artigiani del settore metalmeccanico, le aziende di allestimento fieristico, la cooperazione sociale impiegata nelle scuole.

Difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, soprattutto se provenienti dalla Cina, coinvolgono le aziende tessili che hanno problemi anche riguardo alle campagne vendita dopo la fuga degli acquirenti che hanno presenziato alle sfilate di Milano e, complessivamente, sull’export.

Si conferma a livello locale la richiesta fatta alla Regione da CGIL CISL UIL dell’Emilia Romagna affinché vengano definiti ammortizzatori specifici a copertura di tutti i lavoratori dipendenti e non, che sono temporaneamente sospesi dalle attività lavorative e un provvedimento di carattere nazionale che garantisca uniformità delle tutele salariali e di conservazione del posto di lavoro.

Oggi più che mai si rende necessario che la stessa Naspi venga riformata a garanzia di un maggiore riconoscimento economico del lavoro stagionale nel turismo.

Come CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini chiediamo alle aziende di non assumere iniziative in modo unilaterale che possano ledere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori (si veda ad esempio in alcuni territori la richiesta di autocertificazioni o l’allontanamento ingiustificato dal posto di lavoro) e di attenersi strettamente alle procedure stabilite dalle autorità competenti.

Per gli operatori della Sanità Pubblica che in queste settimane stanno svolgendo un lavoro straordinario è stato convenuto, con le organizzazioni sindacali, che la Regione dia indicazioni affinché tutte le prestazioni straordinarie e aggiuntive del personale del S.S.R. determinate dalla situazione di emergenza collegata al Coronavirus, vengano gestite come prestazioni aggiuntive. Un’emergenza che sta coinvolgendo con particolare accanimento le persone più anziane e di salute più cagionevole.

Nel caso di proroga di chiusura delle scuole e per garantire la continuità delle attività lavorative e ridurre la mobilità delle persone, dovranno essere concordati con le aziende l’utilizzo di permessi straordinari, ferie e quant’altro e dove sarà possibile anche l’utilizzo temporaneo del lavoro agile (smart-working).

La situazione impone il massimo di coordinamento e di competenza. Auspichiamo che la richiesta di una cabina di regia trovi riscontro immediato da parte della Provincia e degli altri soggetti istituzionali e di categoria chiamati a governare l’attuale contingenza economica.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini  Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

 




Prevenzione Coronavirus

AVVERTENZA per iscritti e utenti che si rivolgono agli uffici della CGIL presso le sedi del territorio della provincia di Rimini.

In coerenza con quanto previsto dalla circolare del Ministero della Salute relativa alle indicazioni per gli operatori dei servizi a contatto con il pubblico, vi comunichiamo che:

  • tutte le sedi della CGIL resteranno aperte, perlomeno sino a diverse disposizioni da parte delle autorità competenti;
  • chi dovesse recarsi presso i nostri uffici è preferibile che prima prenda un appuntamento al fine di evitare assembramenti numerosi;
  • consigliamo di rinviare tutto ciò che non è urgente fino alla scadenza dell’ordinanza regionale (e/o salvo sua ulteriore proroga).



START. La vertenza continua

Comunicato stampa. La vertenza sindacale in START procede senza sosta a fronte di una Direzione aziendale che fin dal suo insediamento ha azzerato ogni relazione sindacale e di un’Amministrazione Comunale, quella di Rimini, che, pur essendo proprietaria, al momento non ha mostrato alcun interesse rispetto alle richieste avanzate dai lavoratori.

E sì che il tema del trasporto pubblico, della sua sicurezza ed efficienza è un tema che dovrebbe essere tra le priorità di un buon governo. Lo è innanzitutto per rendere più sicura ed economica la mobilità delle persone, meno inquinata l’aria e più in generale per una questione di sostenibilità ambientale.

Questa è, per sommi capi, la cornice in cui si inserisce la vertenza START Rimini che non riguarda solo gli autisti ma la complessiva carenza di organico comprendendo anche il personale dell’Officina, il fatto che ai lavoratori vengano attribuite responsabilità superiori rispetto al loro inquadramento, i turni stressanti anche a causa delle condizioni del traffico e delle strade, i temi delle indennità, del venduto a bordo, delle ferie non godute. Sono queste, e altre più specifiche richieste, che le Organizzazioni sindacali vorrebbero discutere al tavolo al momento ancora non concesso.

Intanto, dopo un ulteriore presidio mercoledì 19 febbraio davanti alla sede di SGR dove START presenta il Piano industriale 2020-2023, giovedì 20 febbraio, con l’Azienda, dovrebbe tenersi l’incontro che rientra nel percorso delle procedure di raffreddamento vista la proclamazione di uno sciopero da tenersi prossimamente.

FILT – FIT – UILT – FAISA – UGL – USB Rimini




SANITA’. Non c’è tempo da perdere servono risposte per i servizi ai cittadini e per i lavoratori

La Romagna, sulla Sanità, si è cimentata in questi anni in un progetto che ha comportato una modifica organizzativa ed istituzionale che per dimensioni e complessità non ha paragoni in campo nazionale.

Se in questi anni di rivoluzione e di riassetti i cittadini hanno usufruito di livelli alti di Servizio Sanitario, bisogna dire grazie soprattutto al senso del dovere, sacrificio e abnegazione di tutto il personale dipendente.

Sono stati messi in campo e realizzati importanti accordi e regolamenti in linea con gli intenti contenuti nella legge di istituzione dell’Azienda USL della Romagna, si è iniziato a registrare un consistente aumento del personale oltre alla normale copertura del turn-over, tutti fattori e percorsi non semplici, dove la FP CGIL SANITÀ dei territori della Romagna, ha sempre fatto sentire la propria voce, condividendo e sottoscrivendo accordi nell’interesse dei lavoratori che rappresentiamo e dei cittadini che usufruiscono dei servizi.

Ora è necessario completare con urgenza il modello organizzativo progettato, così da fornire migliori risposte ai cittadini, in particolare rispetto ai tempi di attesa e alla prossimità del servizio, per uscire dalla fase “emergenziale” anche rispetto alla gestione del personale.

Come Fp CGIL Sanità siamo pronti, ma per fare questo servono due cose: maggiori risorse ed una Direzione fin da subito nella piena facoltà decisionale e programmatoria a lungo termine.

In questo senso chiediamo agli Organi Istituzionali: al Neo Assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna, alla Conferenza dei Sindaci, quali responsabili della politica Sanitaria, di non perdere tempo in quanto, per FP CGIL SANITA’ dei territori della Romagna, c’è la necessità di proseguire sui tavoli di confronto per dare risposte ai lavoratori e ai cittadini, evitando ulteriori fibrillazioni e tempi morti dove non si va oltre alla gestione ordinaria.

per FP Sanita’ CGIL Rimini Cristian Lucarelli, Daniele Esposito




START ROMGNA. Sciopero a Rimini il 15 febbraio

Comunicato stampa. A distanza di poco meno di un mese le lavoratrici e i lavoratori di START ROMAGNA tornano a scioperare sabato 15 febbraio per 24 ore. Nel corso dello sciopero, dalle ore 9.00 alle 12.00 verrà effettuato un presidio a Rimini in piazzale Clementini.

I motivi dell’astensione sono gli stessi che abbiamo ribadito negli ultimi mesi aggravati dal tempo che passa senza che la Direzione aziendale mostri la minima intenzione di voler discutere le problematiche avanzate da parte sindacale.

Sono temi che riguardano: la carenza di organico, le ferie non godute, l’armonizzazione contrattuale fra i vari bacini; il riconoscimento e la valorizzazione, seppure in un’ottica solidaristica, della quota di incassi per biglietti e abbonamenti realizzati nel bacino di Rimini; un analogo trattamento economico, rispetto agli altri territori, per i conducenti dei bus 18 metri. In generale, denunciamo il fatto che dopo otto anni di trattative (Start è stata costituita nel 2012) non si è ancora arrivati ad un’armonizzazione degli accordi di secondo livello. E ciò perchè Azienda e proprietà (Comuni di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna, oltre che TPER ed altri soci sempre pubblici in Area Vasta) vogliono armonizzare al ribasso tutti gli accordi esistenti.

Come abbiamo già ribadito in passato, la vertenza sindacale prevede, fra i punti, anche la sicurezza del viaggio a partire dai comportamenti dei vari soggetti (passeggeri, conducente, azienda, personale di manutenzione) per fare in modo che tutti abbiano presente e chiaro il proprio compito, così da viaggiare in modo sicuro con ben definite le responsabilità ed i confini dei comportamenti.

Azienda e proprietà continuano a fare muro contrari a qualsiasi discussione. Lo sciopero era inevitabile.

FILT – FIT – UILT – FAISA – UGL – USB