Piano del Lavoro 2020. Scenari in movimento

Video conferenza stampa della Segreteria confederale della CGIL di Rimini per la presentazione del Piano del Lavoro 2020. Con la Segretaria generale Isabella Pavolucci hanno partecipato Mirco Botteghi, Claudia Cicchetti, Ornella Giacomini, Francesca Lilla Parco.
Per la Segretaria generale “la fase storica che sta attraversando il Paese rende necessaria quella che noi definiamo, una rivoluzione delle priorità, con una forte centralità della persona e dei suoi bisogni primari, del territorio e dell’ambiente. Tutto ciò significa progettare un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la qualità delle produzioni, la rivalutazione dei beni comuni e pubblici, il risparmio di energia, la tutela dell’ambiente e il contrasto alle disuguaglianze. Ed è quello che come CGIL ci prefiggiamo e che abbiamo cercato di tracciare nel Piano del Lavoro 2020. Guardiamo ad uno scenario futuro profondamente e necessariamente diverso dall’attuale, da costruirsi con il concorso di chi sarà disponibile a soluzioni innovative e coraggiose.”
Quale strumento e luogo fisico, allora, per dare corso a questa costruzione? Con l’Agenzia per lo Sviluppo Territoriale – dice Isabella Pavolucci – si potrebbe elaborare uno “stock di progetti” ampiamente articolato, suscettibile di usi plurimi, in grado di utilizzare diverse energie intellettuali, a partire da quelle universitarie, che coinvolga tanti campi: salute, scuola, università, ricerca, riconversione ecologica, riqualificazione dei territori, nuova agricoltura, rigenerazione urbana, beni culturali, cura, tempo libero, innovazione sociale.
Il territorio potrebbe avere l’occasione di costruire un luogo di confronto politico, in grado di progettare e orientare lo sviluppo.
Piano del Lavoro 2020



Comunicato sindacale SCM. Interrotte le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale

Comunicato stampa. La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Federmeccanica/Assistal si è interrotta ieri a Roma visto che le associazioni delle imprese metalmeccaniche hanno dichiarato l’indisponibilità ad aumenti salariali che vadano oltre i meccanismi di recupero dell’inflazione IPCA a consuntivo nell’anno seguente.

La trattativa si è interrotta quindi per precisa responsabilità di Federmeccanica/Assistal che dall’inizio della trattativa, a novembre 2019, non è mai voluta entrare nel vivo della discussione.

FIM FIOM UILM nazionali hanno proclamato per questo lo stato di agitazione e lo sciopero del lavoro straordinario e delle flessibilità.

In Italia già ieri ci sono state iniziative di sciopero proclamate dalle RSU aziendali a sostegno delle richieste sindacali per un vero rinnovo contrattuale.

Le Segreterie territoriali di FIM FIOM UILM segnalano che, anche nel nostro territorio, sono partite iniziative di sciopero e mobilitazioni indette dalle RSU di diversi stabilimenti (nel rispetto delle norme vigenti a contrasto del Covid) con una massiccia adesione dei lavoratori a testimonianza che le richieste di FIM FIOM UILM portano avanti le giuste aspettative dei lavoratori di vedere riconosciuti aumenti dignitosi dopo anni di sacrifici, richieste rigettate completamente da parte delle imprese metalmeccaniche.

Dai prossimi giorni partirà una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro.

Rimini, 09/10/2020

FIM FIOM UILM RIMINI




Coronavirus. Metalmeccanici pronti allo sciopero se non verrà rispettato il Protocollo

Comunicato stampa. Alla luce dei decreti governativi emanati in questi giorni per far fronte all’emergenza da Covid-19, in particolare visto il Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure di sicurezza da attuare nelle aziende firmato il 14 Marzo 2020 da Cgil Cisl Uil, Confindustria e Governo, che aggiunge ulteriori regole alle aziende per cercare di evitare la diffusione dei contagi, consapevoli di quanto sta accadendo in gran parte delle aziende e di quanto sia difficile attenersi alle norme di sicurezza, i Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini, Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi e Carmelo Bellè, chiedono, a partire dal 16 Marzo, il pieno rispetto della sua applicazione a tutte le imprese del settore metalmeccanico.

Sarà richiesto prioritariamente e nell’immediato:

1) Di concordare fermate produttive, “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa, al fine di consentire alle aziende di sanificare e rendere salubri gli stabilimenti ed avere il tempo necessario per adottare tutte le misure previste dal Protocollo del 14 Marzo 2020.

2) Da Lunedì 16 Marzo 2020, ove presenti le Rsu e Rls, devono essere costituiti i “Comitati per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo” al fine di monitorare costantemente le misure intraprese e le azioni ancora da intraprendere.

Nelle aziende prive di rappresentanza sindacale, sarà chiesto a tutte le Associazioni Datoriali ed all’Ordine dei Consulenti del lavoro, un costante aggiornamento e confronto con le Segreterie Fim Fiom Uilm di Rimini.

In mancanza di ciò ed in carenza di disponibilità al confronto e ad attivare eventuali ammortizzatori fino al 22 Marzo 2020, siamo pronti alla proclamazione dello sciopero, così come indicato da Fim Fiom Uilm nazionali, per tutte le ore necessarie e per l’intera categoria a prescindere dal contratto utilizzato.

Ogni lavoratore deve essere a conoscenza che, indipendentemente dall’azienda in cui lavora, se non si sentisse in una condizione di tranquillità per lavorare, lo sciopero unitario nazionale è posto a sua tutela.

I Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini  Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi, Carmelo Bellè

 




Coronavirus scuote l’intero sistema produttivo. Si convochi immediatamente il tavolo provinciale

Comunicato stampa. Il Presidente della Provincia non ha ancora convocato il tavolo da noi richiesto per affrontare, attraverso un’unica cabina di regia, gli effetti che l’epidemia da coronavirus sta determinando sull’economia del territorio e sui servizi pubblici e privati, azione necessaria di coordinamento al fine di procedere in un’ottica di sistema.

Il primo punto fermo che vogliamo ribadire è che i posti di lavoro devono essere tutti salvaguardati e per questo è indispensabile che si faccia ricorso agli ammortizzatori che, come Organizzazioni sindacali, abbiamo voluto e che la Regione Emilia Romagna ha accolto.

Sono strumenti che, per quanto irrinunciabili, vanno perfezionati perché ancora insufficienti sia per il tempo di copertura che per le risorse messe in campo. Restano esclusi e pertanto senza garanzia di reddito diverse categorie di lavoratori come i collaboratori, i lavoratori a partita Iva, i collaboratori sportivi e le colf badanti.

Da più parti e dove ciò sarebbe possibile, viene invocato lo smart working o il telelavoro, ma poi scopriamo tutta l’arretratezza di aziende che non sono attrezzate per cogliere questa opportunità. Va meglio nella Pubblica Amministrazione.

Le scuole sono chiuse e la cura dei figli è diventata un problema serio in mancanza di adeguati congedi familiari per i quali ribadiamo la necessità che il Governo prenda le dovute decisioni.

Dobbiamo far fronte, sindacalmente, in questi giorni, a situazioni di estrema criticità, ovvero aziende che, invece di attivare le procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali, chiedono ai lavoratori di consumare esclusivamente le proprie ferie e/o di ridurre l’orario di lavoro. Invitiamo i lavoratori a non sottoscrivere nessun accordo di questo genere e anzi di continuare a segnalarci tali comportamenti da parte delle imprese.

Diciamo no ai licenziamenti che, laddove sono stati messi in atto, abbiamo già impugnato.

Ma al di là della gestione legata alla contingenza, il motivo per cui abbiamo chiesto una cabina di regia territoriale sta soprattutto negli scenari futuri che già l’epidemia ha aperto.

Il nostro territorio a vocazione turistica infatti sta già risentendo fortemente del blocco degli spostamenti e ciò è immaginabile che avrà ripercussioni gravissime sul settore. Per i lavoratori stagionali occorrerà definire specifiche risposte a partire dalla revisione della Naspi che già rivendichiamo da tempo.

L’intero sistema produttivo subirà scossoni e non sono pensabili soluzioni magiche, ma neppure strumentali e di parte.

Come organizzazioni sindacali, pur in ottemperanza alle direttive regionali e nazionali, stiamo continuando nella nostra attività di tutela sia individuale che collettiva dei lavoratori, riteniamo però urgente che, così come richiesto da CGIL CISL UIL nazionali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché all’Inps e all’Inail, vengano sospesi i termini di prescrizione e decadenza legati alla previdenza e all’assistenza. Ciò anche per evitare lo spostamento delle persone e gli assembramenti presso gli uffici.

Muoversi il meno possibile insieme a tutti gli altri accorgimenti di prevenzione restano al momento le norme di comportamento alle quali anche noi invitiamo tutti i cittadini ad attenersi scrupolosamente.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli




Appello al voto. La Regione resti il punto di riferimento che con il Patto per il lavoro è stata in questi ultimi 5 anni.

Comunicato stampa. Domenica 26 Gennaio le cittadine e i cittadini Emiliano Romagnoli si recheranno alle urne per eleggere il Consiglio Regionale e il Presidente di questa Regione.

Questo voto è un momento essenziale perché la Regione del domani sappia affrontare, con un metodo di lavoro inclusivo e partecipato, le nuove sfide, in particolare quella della transizione tecnologica, ambientale e demografica che attraverseranno il mondo del lavoro, della formazione e dei servizi, in particolare quelli rivolti alle fasce più deboli della società.

Come sindacati, Cgil insieme a Cisl e Uil, abbiamo dato un contributo al dibattito elettorale proponendo un Nuovo Patto per il lavoro, per una Regione che in continuità valorizzi i risultati già raggiunti e mantenga al centro dell’agenda politica, i temi della qualità del lavoro, del contrasto alla criminalità organizzata, allo sfruttamento e al caporalato, la qualità e diffusione dei servizi pubblici dal socio sanitario ai trasporti, gli investimenti.

Se questa regione si affidasse all’odio, alle paure, se si chiudesse in visioni sovranistiche o nazionaliste, non raggiungerebbe gli obiettivi che ci siamo posti e non risponderebbe ai bisogni universali di diritti e di tutele in difesa dei più deboli.

Le Camere del lavoro della Romagna – Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini – si appellano dunque affinché le cittadine e i cittadini romagnoli si rechino alle urne per esercitare il diritto di voto per una regione solidale, inclusiva per una sanità efficiente e pubblica, per un metodo di governo partecipato, insomma per far sì che la Regione resti il punto di riferimento che con il Patto per il lavoro è stata in questi ultimi 5 anni.

Segretari Generali CGIL Ravenna – Forlì- Cesena – Rimini

C.Ricci-M.Giorgini-S.Bucci-I.Pavolucci




Belle Ciao. Le linee guida per la contrattazione di genere. Discussione pubblica il 25 ottobre con Susanna Camusso

Il Dipartimento della CGIL di Rimini, che si occupa delle politiche di genere, ha elaborato un documento che contiene le Linee guida per la contrattazione di genere sia aziendale che sociale territoriale.
Si tratta di un traguardo di cui possiamo ritenerci molto orgogliose e orgogliosi, che sta dentro il percorso approvato nell’ultimo Congresso per dare concretezza nelle aziende e nel sociale alle rivendicazioni delle donne che il mercato del lavoro continua a spingere verso condizioni di disparità rispetto agli uomini.

“Le linee guida per le azioni e la contrattazione di genere aziendale e territoriale” approvate dall’Assemblea Generale della CGIL di Rimini riunita il 10 ottobre 2019, verranno presentate pubblicamente venerdì 25 ottobre prossimo, al mattino, presso la sede della CGIL di Rimini con la partecipazione di Susanna Camusso.

Ecco il testo dell’ordine del giorno approvato dall’Assemblea Generale:

Nella piattaforma di genere nazionale “Tutte insieme, vogliamo tutto”, assunta dal XVIII Congresso, abbiamo avviato una grande vertenza per agire sulla condizione sociale, economica e lavorativa delle donne. Questa vertenza conferma la determinazione che la nostra Organizzazione ha messo in campo in questi anni sul tema del divario di genere, del rispetto delle differenze e per la lotta ai femminicidi e alla violenza sulle donne ed è anche ciò che ci impegniamo a sostenere nella contrattazione di genere nei luoghi di lavoro e sul territorio.

E’ nostra intenzione perseguire azioni mirate all’occupazione femminile con uno sguardo rivolto all’impoverimento generale sia sociale che economico e anche alla particolare condizione pensionistica delle donne. Il lavoro è il principale strumento di inclusione sociale e una delle vie per assicurare ad ogni soggetto un’esistenza libera e dignitosa. Vogliamo rivendicare un lavoro di qualità e nel contempo rimuovere le cause che non consentono alle donne di accedere ai posti apicali in tutti i settori.

Vogliamo realizzare l’eguaglianza di genere, la parità salariale, il riconoscimento dei diritti e delle tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori titolari di contratti di lavoro subordinato e di lavoro autonomo, comprese le collaborazioni coordinate e continuative anche se occasionali, tirocini di formazione e orientamento e le attività socialmente utili.

Gli obiettivi di efficacia, produttività ed efficienza, devono tener conto delle esigenze di uomini e donne garantendo un equilibrio tra vita privata e professionale, e tenendo sempre salde le tutele. Al fine del superamento delle disparità tra uomini e donne è fondamentale che questo equilibrio si traduca nella fruizione bilanciata dei diritti rivendicati nella piattaforma, da parte di entrambi i generi.

Parlare di contrattazione di genere significa prendere atto delle differenze che oggettivamente esistono tra uomini e donne. Ad oggi, infatti, la contrattazione, là dove si realizza, è stata prevalentemente neutra o rivolta alla famiglia, quindi anche alla donna, ma per il ruolo che ricopre all’interno della famiglia. Ciò che si rende necessario è assumere le politiche di genere all’interno delle politiche più generali e ricomprendere la differenza come valore, politiche di genere come elementi integranti e trasversali delle nostre rivendicazioni, anche a livello territoriale.

Il principio di parità fra uomini e donne è un principio ancorato alla nostra Costituzione e non ammette discriminazioni, ma nella realtà non è così e non lo è in primo luogo rispetto al lavoro di cura. Infatti è in carico alle donne in massima parte la cura dei figli e della famiglia da cui deriva la necessità di un maggiore welfare pubblico e di maggiori servizi.

Per tutto questo, l’Assemblea Generale della Camera del Lavoro Territoriale di Rimini assume la piattaforma Linee guida per le azioni e la contrattazione di genere aziendale e territoriale ivi comprese le integrazioni proposte durante l’Assemblea, e impegna tutte le strutture a promuoverne la realizzazione.”

 

Locandina

 

 




14 Giugno. Sciopero generale dei metalmeccanici

I lavoratori metalmeccanici sciopereranno in tutta Italia venerdì 14 giugno con tre grandi manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli per chiedere al Governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, i salari, i diritti. Una decisione determinata dalla sempre maggiore incertezza sul futuro vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro. I lavoratori riminesi parteciperanno alla manifestazione di Firenze.

Il Governo e le imprese non possono scaricare sui lavoratori la nuova crisi che stiamo vivendo: per affrontare la situazione sono necessari investimenti pubblici e privati per l’innovazione, le competenze, l’ecosostenibilità, l’occupazione, la prevenzione e la salvaguardia di salute e sicurezza.

Per rilanciare il mercato interno è indispensabile aumentare i salari, ridurre la tassazione, garantire lo stato sociale.

E’ necessario che Governo e sistema delle imprese riconoscano il ruolo dei lavoratori. Il Governo deve adottare politiche mirate a contrastare delocalizzazioni e le chiusure di stabilimenti, a partire dal Mezzogiorno, ancora una volta, duramente colpito dalla crisi e a sostenere i buoni motivi per attrarre investimenti industriali. Vanno rafforzati i vincoli della responsabilità sociale delle imprese verso i lavoratori e il territorio. Occorre investire per creare occupazione per i giovani disoccupati, attraverso il consolidamento di alcuni settori in cui il nostro paese ha una leadership e incentivi per l’ecosostenibilità del nostro sistema industriale.

Per Fim Fiom e Uilm, le politiche pubbliche devono concentrarsi su ciò che crea lavoro, sull’occupazione, sulla qualità e la dignità del lavoro e in questo contesto misure come il reddito di cittadinanza non possono essere sostitutive di questo impegno e soprattutto non possono essere il solo strumento di lotta alla povertà.

Serve subito un cambio di rotta, sia da parte del governo che delle imprese e agire con urgenza sui seguenti elementi:

FUTURO PER L’INDUSTRIA

Difendere e aumentare l’occupazione con gli investimenti pubblici e privati, per produrre con qualità e sostenibilità sociale e ambientale, per rilanciare settori strategici del paese e reindustrializzare le aree di crisi;

AUMENTARE I SALARI

E’ necessario aumetare i salari con i contratti nazionali e di secondo livello, e attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente;

DIRITTI PER IL LAVORO

Contrastare la precarietà con la stabilizzazione dell’occupazione, applicare i contratti erga omnes, ed estendere i diritti ai lavoratori degli appalti, allargare la rappresentanza e la partecipazione collettiva dei lavoratori;

CONTRATTARE L’INNOVAZIONE

Redistribuire la produttività delle nuove tecnologie per creare nuovo lavoro e aumentare i salari, diminuire gli orari di lavoro attraverso le opportunità che la tecnologia mette a disposizione;

EQUITÀ FISCALE

Diminuire le tasse sul lavoro dipendente, lotta all’evasione, basta condoni che premiano i furbi;

GIUSTIZIA SOCIALE

Riformare l’iniqua legislazione sulle pensione, estendere e qualificare gli ammortizzatori sociali, garantire a tutti salute e istruzione di qualità;

SALUTE E SICUREZZA

Investire sulla salute dei lavoratori e sull’ambiente di lavoro, combattere gli infortuni con la prevenzione e la formazione professionale.

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CGIL Rimini. Confermata la Segreteria

Riconfermata la Segreteria confederale della Cgil di Rimini. Dopo l’elezione del Segretario generale Primo Gatta a conclusione del Congresso, martedì 18 dicembre l’Assemblea generale ha riconfermato con l’87,5% dei voti Claudia Cicchetti e Isabella Pavolucci.

Il percorso congressuale è stato intenso e partecipato da migliaia e migliaia di iscritti, lavoratori, precari, disoccupati e pensionati.  Un percorso denso di contenuti e aspettative per il futuro della Cgil che è venuto a coincidere con un radicale cambiamento della situazione politica e di Governo di cui ancora non si intravvedono completamente tutti gli sviluppi, ma che preoccupa.

Concluso il Congresso nazionale del sindacato dei pensionati SPI Cgil che si terrà  dal 9 all’11 gennaio del 2019, si andrà direttamente a chiudere con l’assise nazionale che avrà luogo a Bari, presso la Fiera del Levante, dal 22 al 25 gennaio. Il XVIII Congresso della Cgil nazionale avrà il compito di eleggere il nuovo Segretario nazionale che andrà a sostituire Susanna Camusso giunta al termine del suo mandato e di definire il documento politico finale.

 




Petroltecnica. Gravissimo comportamento antisindacale

Comunicato stampa. Oggi è accaduto un fatto gravissimo: convocati via mail, d’urgenza e con 2 minuti di preavviso, da un responsabile per questioni organizzative, le lavoratrici ed i lavoratori dell’unità che più ha partecipato allo sciopero di lunedì scorso, si sono ritrovati davanti la Proprietà ed il Responsabile del Personale dell’azienda.

Gli argomenti affrontati erano mirati a screditare l’azione delle Organizzazioni Sindacali e della RSU in qualità di rappresentanti di chi lavora.

A partire dall’affermazione che il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe annullato l’incontro previsto per il 01 Marzo scorso a causa dello sciopero posto in atto il 26/2.

Il MISE ha semplicemente mandato una comunicazione, trasmessa dalla RSU a tutti i dipendenti Petroltecnica per conoscenza, di rinvio per “approfondimenti”; mentre l’azienda sostiene di avere comunicazioni scritte dal Ministero in merito, e di queste, se esistono, vorremmo e dovremmo averne copia.

L’atteggiamento aziendale era mirato a creare un clima di paura, in un confronto diretto faccia a faccia con i lavoratori, e annientamento della rappresentanza, tutelata, è bene ribadirlo, dallo Statuto dei Lavoratori e dalla Costituzione.

Più volte negli incontri tra le parti la Proprietà ha chiesto di avere confronti con singoli lavoratori o gruppetti ed ha continuato così anche oggi: insistendo per incontrare 2 o 3 lavoratori (non rappresentanti, non delegati) per affrontare la questione esuberi e gestione degli ammortizzatori sociali.

E’ chiaro che l’obiettivo è far leva sulla debolezza dei singoli lavoratori per “convincerli” ad accettare cose che, quando possono decidere liberamente non solo rifiutano, ma scioperano contro.

Questo è un intento antisindacale, perché la RSU e le organizzazioni sindacali portano avanti le posizioni collettive, decise insieme, senza che nessuno si senta solo, e senza che prevalgano interessi singoli.

Daremo mandato ai nostri legali di valutare questo comportamento messo in atto dalla Petroltecnica.

Non possiamo che evidenziare, con estrema preoccupazione, il fatto, evidente ora più che mai, che l’azienda vuole, anzi pretende, di costringere le parti rappresentative delle lavoratrici e dei lavoratori ad accettare le sue condizioni senza fare alcun passo avanti per raggiungere una mediazione e un possibile accordo.

Ricordiamo che la proposta aziendale prevede un numero di circa 110 lavoratori che non verranno interessati da alcun ammortizzatore sociale, un numero di circa 70 esuberi solo tra coloro che sono assunti a tempo indeterminato e per tutti gli altri chissà.

Le trattative si fanno ai tavoli nelle sedi deputate, gli accordi si raggiungono con il confronto, basato sul reciproco rispetto e riconoscimento, e le mediazioni. Questo è l’ABC delle relazioni sindacali.

E’ tempo di affrontare le situazioni problematiche della Petroltecnica, ognuno nel proprio ruolo e rispettando quello altrui, per trovare le soluzioni che portino al rilancio dell’azienda senza prescindere dalla salvaguardia delle maestranze e delle loro competenze.

Le RSU Petroltecnica

FIM CISL Romagna, FIOM CGIL e UILM UIL Rimini

nelle persone di  Luca Giacobbe, Maria Teresa Marano e Carmelo Bellè




Masterwood. Fiom CGIL chiede di conoscere il piano industriale e garanzie affinché nel futuro l’azienda resti a Rimini

Comunicato stampa. Nell’incontro di lunedì 12 febbraio tra la rappresentanza sindacale aziendale (RSU), la FIOM CGIL di Rimini e Masterwood Spa, l’azienda ha comunicato ufficialmente l’avvenuto accordo per la cessione del 75% del pacchetto azionario al gruppo cinese Guangzhou KDT Machinery Co.

Un altro pezzo di storia industriale riminese passa così di mano, pur rimanendo all’attuale proprietà il 25% delle quote societarie.

La cessione dell’azienda, produttrice di macchine per la lavorazione del legno, avviene nel momento in cui Masterwood si è lasciata alle spalle gli anni difficili della crisi, superata anche grazie ai sacrifici dei lavoratori (attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali), è tornata a produrre a pieno regime e nel momento in cui, proprio in questi giorni, è ripartita anche la contrattazione integrativa aziendale.

Nell’incontro di lunedì la dirigenza Masterwood ha ribadito che l’accordo siglato a Milano venerdì 9 febbraio è fondamentale per avere prospettive di sviluppo in un mercato mondiale delle macchine per la lavorazione del legno profodamente cambiato.

Nelle parole di Masterwood l’accordo contiene garanzie in tema di progettazione, tecnologie, occupazione e mantenimento dello stabilimento produttivo e sempre secondo l’azienda le garanzie maggiori sono nell’avere Giancarlo Muti come Amministratore Delegato nel futuro C.D.A. di Masterwood.

Per i lavoratori e le rappresentanze sindacali è fondamentale mantenere a Rimini la produzione, il know how e l’occupazione di Masterwood.

Con la crisi il territorio negli ultimi anni ha perso una parte significativa del proprio tessuto produttivo e non può permettersi di perdere altri pezzi di quella che è buona occupazione ad alto valore aggiunto, che produce saperi e ricchezza.

Ci auguriamo che la scelta di Masterwood di cedere la quota di maggioranza dell’azienda al gruppo KDT possa essere occasione di sviluppo, per espandersi in nuovi mercati ed aumentare così fatturato e occupazione.

Nelle prossime settimane chiederemo alla proprietà di conoscere nel dettaglio l’operazione di acquisizione e lì ribadiremo la necessità di presentare un piano industriale che possa fornire prospettive di sviluppo sul medio e lungo periodo ed avere quelle indispensabili garanzie affinchè nel futuro Masterwood sia ancora a Rimini.

Fiom CGIL Rimini