Didattica a distanza al tempo del Coronavirus

Comunicato stampa. Sconcerta e amareggia l’intervista al dott. Nanni, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Rimini, Forlì-Cesena, pubblicata sui quotidiani locali sabato.

La sfida a cui sono chiamate le scuole in questo difficilissimo frangente non necessita di atteggiamenti manicheistici che riducano quanto docenti e personale ATA stanno facendo in una semplicistica distinzione fra impegnati e disimpegnati, da governare con l’occhiuto controllo del dirigente scolastico.

La realtà ben più complessa e articolata – che certamente non sfugge a chi di navigata esperienza come il Provveditore – avrebbe meritato una diversa restituzione alla cittadinanza.

In primo luogo, perché tutte le istituzioni scolastiche si sono attivate per garantire le attività didattiche a distanza, in secondo luogo perché, se anche delle criticità sono presenti, queste andrebbero rilevate e lette con gli occhiali giusti, senza ridurne l’attribuzione alla buona volontà dei singoli.

La scuola, oggi più che mai, è chiamata a dare una risposta di sistema al Paese, ma non è possibile valutare l’impatto di tali azioni senza soppesarne contesti e condizioni di partenza.

A guardar bene, il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), ha innalzato le competenze dei docenti ma non ha certamente messo a sistema gli ambienti di apprendimento virtuali e gli insegnanti si sono trovati a doversi cimentare, quasi ex novo, con piattaforme mai utilizzate prima. A ciò va aggiunto che, se una platea consistente si è dotata, nel tempo, degli strumenti informatici adeguati, il corposo contingente di docenti precari, che non ha mai beneficiato della Card, sta provvedendo con mezzi propri. 

Se poi, la rilevazione ancora in corso del Miur, sulla didattica a distanza confermerà, come probabile, un’attivazione delle scuole a geometria variabile, occorrerà tener conto dei faticosi percorsi compiuti nel tentativo di superamento della didattica tradizionale: disponibilità di reti a fibra, acquisti di beni e piattaforme, formazione dei docenti, adeguamento delle informative per il trattamento dati e dei regolamenti di istituto.

Perché, poi, non riferire del vivace dibattito in corso attraverso il quale docenti e dirigenti si stanno interrogando su come raggiungere tutti, posto che oggi più che mai il digital divide segna fortemente le differenze socio-culturali del Paese? Come essere scuola inclusiva per tutti coloro che hanno nella presenza fisica del docente al loro fianco la chiave del successo formativo? Come la valutazione delle attività aprirà scenari del tutto inediti, per la quale occorreranno riflessioni approfondite e approcci cauti?

Perché non riconoscere come le segreterie si stanno riorganizzando, per supportare insegnanti e famiglie, nonostante la drammatica carenza di personale, la pressoché totale assenza di corsi di formazione ed il mancato di adeguamento dei profili professionali ai compiti che sono chiamate a svolgere?

Nella speranza di aver fatto luce sulla complessità che la scuola, tutta, oggi affronta proprio per garantire il diritto costituzionale all’istruzione, con sacrifici che vanno ben oltre gli inquadramenti contrattuali del personale, si auspica che l’amministrazione continui a svolgere quel  ruolo di coordinamento e supporto alle scuole, oggi più che mai strategico.

Simonetta Ascarelli  Flc CGIL – Maura Consoli CISL Fsur – Antonio Pagnotta Uil Scuola Rua




Presidio contro la precarietà. Una delegazione di lavoratori della scuola ricevuta dal Prefetto

Martedì 12 marzo alle 17.30, in occasione del presidio contro la precarietà, una delegazione costituita dai Segretari territoriali della Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua e da alcuni lavoratori precari è stata ricevuta dal Prefetto dott.ssa Alessandra Camporota.

Il Prefetto ha ascoltato con grande attenzione ed interesse tutte le problematiche esposte dalle organizzazioni sindacali che hanno illustrato i dati delle cattedre vacanti a livello nazionale per arrivare ad un focus sulla provincia di Rimini, specificando come sia a rischio un ordinato avvio del prossimo anno scolastico. Sono state poi illustrate le criticità relative ai percorsi di reclutamento in atto ed esposte le proposte delle parti sindacali.

L’incontro è proseguito con le testimonianze delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola che hanno raccontato i loro vissuti: dalla difficoltà a conciliare vite lontane dalle famiglie pur di ottenere un contratto anche se a tempo determinato, ai problemi connessi all’erogazione dei salari, dalla fatica a rincorrere percorsi di reclutamento in continua trasformazione, alla preoccupazione di garantire un lavoro di qualità nelle scuole.

E’ stato poi affrontato il delicato tema degli insegnanti di sostegno che, insieme ai diplomati magistrali, pagano forse più di altri l’assenza di prospettive certe. Si è anche entrati nel merito delle condizioni di lavoro del personale ATA che, tra compiti devoluti dall’Amministrazione, riduzione dei contingenti e blocco delle sostituzioni, vive quotidianamente una condizione di lavoro ormai insostenibile.

In chiusura si è ribadito come la diffusa condizione di precarietà assieme a stipendi ampiamente sotto la media europea rappresentano una criticità che non può più essere disconosciuta dal Governo.

Poiché la prospettiva di una stabilizzazione si intreccia, oggi, anche con la questione dell’autonomia differenziata, la delegazione sindacale ha espresso anche una forte preoccupazione per la tenuta del sistema di istruzione Statale.

Il Prefetto ha mostrato una grande sensibilità sul tema e, quale garante della coesione sociale, si è impegnata a farsi portavoce, attraverso un’articolata relazione al Governo, delle istanze dei lavoratori della provincia di Rimini che intrecciano la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori con quelli del diritto allo studio.

per Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua / Simonetta Ascarelli – Francesco Mastromatteo – Antonio Pagnotta