Addizionale Irpef Comune di Rimini, restiamo al merito. Il 19 Marzo presidio di protesta CGIL CISL UIL

Era da attenderselo. L’amministrazione Comunale di Rimini sentendosi sotto attacco sul fronte dell’aumento dell’addizionale Irpef colpisce a destra e manca e a testa bassa, mettendo in piazza, come ora usa fare, soprattutto sui social media, mail, telefonate e messaggi vari.

Noi però vogliamo continuare a discutere nel merito delle questioni, e il merito è che l’Amministrazione Comunale non ha e non ha mai avuto interesse a mantenere positive relazioni sindacali, non ha e non ha mai avuto, al di là delle formalità, alcun interesse reale a confrontarsi con le organizzazioni sindacali su alcuna voce del Bilancio comunale, dagli investimenti, al reperimento delle risorse, ai temi ambientali, del lavoro, dello sviluppo, dell’inclusione sociale, dei problemi delle fasce più deboli della popolazione. Purtroppo, l’euforia della disintermediazione non ha lasciato indenne neppure il nostro territorio.

E’ una questione di merito, per noi, il fatto che quando c’è bisogno di reperire risorse non si vada ad attingere alla solita platea dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. E’ più facile chiedere 1 euro a mille persone povere piuttosto che mille euro a una persona ricca, è più facile, lo sappiamo, ma non è giusto. Lo abbiamo ripetuto: è una scelta iniqua, ed è per questo che non siamo d’accordo con l’aumento dell’Addizionale Irpef. Governare è un esercizio difficile e quando si prende la strada più corta per risolvere i problemi è facile sbagliare. Chiedere soldi ai lavoratori dipendenti e ai pensionati su cui già grava il 74% del gettito Irpef, a nostro parere è sbagliato. Proposte alternative le abbiamo avanzate, da una ancor più efficace lotta all’evasione, all’aumento della tassa di soggiorno proporzionata alla tipologia di albergo, un’entrata alla quale concorrerebbero i turisti che già usufruiscono di tanti servizi pagati dai cittadini del territorio.

Abbiamo scritto nel titolo del comunicato precedente “non siamo il bancomat del Sindaco”. Ma davvero il Sindaco ha pensato che volessimo accusarlo di intascare egli stesso i soldi dell’Irpef come si percepisce nella nota del Comune? Se fosse così farebbe bene il Sindaco a denunciarci. Se non è così, da una nota ufficiale del Comune capoluogo ci aspetteremmo risposte rispettose e non stizzose battute.

Rispettosamente noi saremo in piazza il 19 marzo per un presidio di protesta.

Segreterie CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini




Sanità Privata: Sciopero regionale il 28 gennaio. A Rimini presidio davanti alla ‘Sol et Salus’

#tempo scaduto, è lo slogan scelto per lo sciopero regionale di lunedì 28 gennaio per l’intera giornata o turno di lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata afferenti ai CCNL AIOP per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da ormai 12 anni.

Sono previsti presidi territoriali in tutte le province, e a Rimini il presidio si terrà dalle ore 11.30 alle 13.30 davanti all’OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO “Sol et salus”.

Lo sciopero è indetto dai sindacati di categoria Fp/Cgil, Cisl/Fp, Uil/Fpl dell’Emilia Romagna e fa seguito alla protesta nella regione Lazio dello scorso 14 dicembre.

A livello regionale coinvolge oltre 7.500 occupati e il settore della sanità privata gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati forniti dalla stessa AIOP) oltre 730 milioni di fatturato.

Nella Provincia di Rimini interessa strutture sanitarie, accreditate, e non, con il Servizio Sanitario Nazionale, quali Casa di cura Villa Salus, l’ospedale privato accreditato Sol et Salus, l’ospedale privato accreditato Villa Maria, Luce sul mare Onlus, Casa di cura Montanari e Centro medico San Patrignano per quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (esclusa la dirigenza medica).

Lo sciopero coinvolge tutte le lavoratrici ed i lavoratori che lavorano in strutture nelle quali viene applicato il CCNL AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Aziende Sanitarie associate e non ad AIOP.

E’ un settore in cui il Contratto Nazionale di Lavoro è scaduto nel 2007, vale a dire da ben 12 anni. L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e per la parte economica dal 2007, i dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste Aziende garantiscano prestazioni “pubbliche” ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato.

Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico.

Queste aziende hanno continuato a fare utili anche in questi anni, ma dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Utili che in pochissime occasioni hanno visto tra l’altro il doveroso riconoscimento ai dipendenti della produttività. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata rivendicano un giusto salario e la più che meritata valorizzazione professionale.

Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl respingono la posizione delle Aziende che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Questo non è accettabile soprattutto perché gli utili generati ad oggi non evidenziano alcuna crisi del settore, e sono anche il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuta la propria professionalità e competenza acquisita in questi 12 anni di blocco contrattuale.

In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni con turni sempre più intensivi e sempre maggior flessibilità/disponibilità chiesta agli operatori. I professionisti si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici come l’obbligo dell’iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione “obbligatoria” professionale per la colpa grave.

Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni.

In preparazione all’iniziativa e il giorno dello sciopero verrà distribuito un adesivo che potrà essere utilizzato anche da tutti i dipendenti che non potranno scioperare perché precettati per garantire i servizi essenziali – concludono i sindacalisti -“

QUINDI, TEMPO SCADUTO

RIVENDICHIAMO : STESSO LAVORO – STESSI DIRITTI – STESSO SALARIO

GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI AL PRESIDIO DAVANTI A SOL ET SALUS  LUNEDI’ 28 GENNAIO DALLE ORE 11:30




Concorso da direttore di segreteria nelle scuole pubbliche. La FLC CGIL organizza un corso di preparazione

Il 28 gennaio 2019 scade il termine per presentare istanza di partecipazione al concorso pubblico per esami e titoli per la copertura di 2.004 posti di Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (D.Sga) nelle scuole statali. In Emilia Romagna il numero dei posti disponibili nel triennio 2019/2021 è pari a 209 unità di cui 17 nella provincia di Rimini. Tante sono infatti le istituzioni scolastiche affidate ad un assistente amministrativo “facente funzione” che si presta a questo delicato e difficile compito per assicurare il corretto funzionamento delle scuole.

“La Flc Cgil di Rimini in collaborazione con Proteo Fare Sapere (Associazione professionale riconosciuta dal Miur) – commenta la segretaria generale della Flc Cgil Rimini Simonetta Ascarelli – sta organizzando un corso di preparazione al concorso, propedeutico al superamento dello stesso.

La volontà di tenere insieme il mondo del lavoro quale prerogativa della Cgil sindacato confederale, trova risposta in un unico corso di formazione pensato per rispondere alle aspirazioni di chi non ha mai svolto questa professione e chi, invece, il D.sga in qualità di reggente lo fa da anni.

Oggi – conclude la Segretaria della Flc riminese – dopo 18 anni di attesa finalmente è stato bandito il concorso. Concorso che, nonostante alcune regole non condivisibili, per le quali metteremo in campo ogni sorta di tutela anche legale, auspichiamo consenta finalmente di assicurare maggiore stabilità ad una scuola che deve vivere e far vivere bene”.

Scheda procedura concorsuale




Bilancio 2019. Nessun accordo con il Comune di Riccione

La CGIL non firmerà nessun accordo con il Comune di Riccione circa il Bilancio di previsione per il 2019. Le motivazioni sono contenute in una lettera che è stata inviata al Sindaco Renata Tosi. Ecco il testo: “La Cgil territoriale, unitamente alle organizzazioni di categoria SPI ed FP, ha deciso di non sottoscrivere alcun accordo relativamente al Bilancio di previsione di codesto Comune per il 2019.

Tale decisione è stata assunta a seguito di valutazioni sia di metodo che di merito. Di metodo, perché le Organizzazioni Sindacali sono state convocate solamente il 12 dicembre a ridosso del voto in Consiglio Comunale e dunque il tempo per un confronto era del tutto insufficiente. Di merito, perché non condividiamo scelte, molte delle quali di matrice isolazionista che, a nostro parere, avranno conseguenze negative per la città, come ad esempio, per citare le ultime in ordine di tempo, l’uscita dall’Acer e dall’Università.

Con ciò, sul terreno della contrattazione sociale, si auspicano per il futuro migliori e più costanti relazioni sindacali. Un confronto permanente non solo al termine del percorso sul Bilancio di previsione e sulla sua parte corrente, ma fin dall’elaborazione delle linee di programmazione della manovra così come sul Documento unico di programmazione (DUP); non solo sulla tariffazione locale, ma anche sugli investimenti, sugli appalti pubblici, sulla mobilità, l’ambiente, l’urbanistica e tutto ciò che è nell’interesse dei cittadini”.

I Segretari generali di CGIL – SPI CGIL – FP CGIL Rimini Primo Gatta – Meris Soldati – Ornella Giacomini




Arresti a Villa Franca. Per l’apertura delle Case famiglia per anziani non può bastare la comunicazione di inizio attività

Comunicato stampa. Calore umano, competenza, professionalità, serenità. Suonano oggi come una tragica beffa le parole scritte sul cartello pubblicitario all’ingresso di Villa Franca, casa famiglia per anziani di Rimini. Qui i Carabinieri hanno compiuto un’operazione con arresti per maltrattamenti gravi nei confronti dei degenti. Si occuperanno le forze dell’ordine e la Magistratura di appurare le responsabilità degli operatori della cooperativa Bella Età che gestiva la casa famiglia, per quanto la documentazione raccolta sembra non lasciare dubbi sulle terribili violenze a cui venivano sottoposti gli anziani. A noi preme riaprire una discussione sulla legislazione nazionale in atto che purtroppo consente l’apertura di queste piccole strutture con un massimo di 5 ospiti senza che debbano sottoporsi a particolari controlli. Infatti, è sufficiente una comunicazione di inizio attività (SCIA) al settore delle attività economiche del Comune e niente altro. Questo tema non è nuovo per i sindacati che, anche alla luce di quanto accaduto in altre località della Regione e nazionali, hanno posto il problema della necessità di un Regolamento provinciale sia in ambito distrettuale che ai tavoli della contrattazione territoriale sui Bilanci dei Comuni. L’offerta delle strutture per anziani è molto variegata e le informazioni disponibili sono spesso poco trasparenti. Ciò penalizza in primo luogo gli anziani ospiti ma anche le famiglie che necessitano dei servizi residenziali. Pertanto nelle nostre richieste sia sui Piani di Zona con i Distretti che con i Comuni sui Bilanci e politiche sociali abbiamo inserito uno specifico capitolo sulle Casa famiglia per anziani affermando:

Visto che in data 18/7/2018 è stato sottoscritto un “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case Famiglia”, abbiamo chiesto di aprire confronti in sede Distrettuale e Comunale per la definizione di appositi regolamenti locali in materia di case famiglia per anziani, al fine di tutelare gli anziani e le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di tali servizi.

Abbiamo ribadito altresì necessario che venga messa in atto una vera e propria mappatura dell’esistente, al fine di conoscere quali e quante case famiglia/appartamenti per anziani insistono nei rispettivi territori.

A tal fine riteniamo necessario che tra Assessorato alle attività produttive che riceve la SCIA e l’Assessorato ai Servizi sociali vi sia uno scambio di informazioni e azioni comuni per il monitoraggio e controllo.

La violenza è sempre da rinnegare ma lo è semmai ancora di più nei confronti di persone indifese e fragili. Regolamentare, monitorare e controllare l’efficienza delle strutture e la professionalità di chi vi opera, sono condizioni essenziali nella ricerca di soluzioni assistenziali capaci di rispondere alle esigenze degli anziani e conseguentemente delle loro famiglie.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini

Primo Gatta – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Di Fino – Antonello Cimatti

Rimini 6 dicembre 2018




Unione Valmarecchia. Chi ci crede veramente? Dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti

Comunicato stampa. Le Organizzazioni sindacali di categoria del pubblico impiego, FP CGIL, CISL FP e UILFPL, unitamente ai componenti della RSU aziendale, hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente dell’Unione Valmarecchia (circa 60 lavoratori).

Facendosi interpreti di un malessere diffuso tra i dipendenti, nelle scorse settimane le Organizzazioni sindacali hanno inviato una lettera al Presidente dell’Unione e ai Sindaci per chiedere un incontro.

Nella lettera venivano elencati una serie di temi quali:

– centralità organizzativa del lavoro e dei servizi

– programmazione strategica e azioni susseguenti

– politiche e fabbisogni del personale

– politiche e scelte strategiche sul futuro dell’Unione

– contratto decentrato 2018/2020 e Fondo 2018.

Non avendo ricevuto alcuna risposta le stesse organizzazioni si sono rivolte anche al Prefetto di Rimini con un’altra lettera nella quale si sottolinea come l’assenza di una visione strategica della dirigenza politica di cosa debba essere l’Unione, penalizzi i dipendenti lasciati sempre più soli nella gestione del lavoro.

Manca una prospettiva e manca una seria politica unitaria tra i Comuni e l’Unione, necessaria per garantire efficienti servizi ai cittadini. Da qui la necessità di aprire un tavolo di confronto con il Presidente dell’Unione Valmarecchia e di tutti i Sindaci dei Comuni che ne fanno parte.

Ma, è stato fatto presente al Prefetto, alla richiesta sindacale è arrivata soltanto la risposta dei tecnici relativa al contratto decentrato 2018 e al Fondo.

Ora si attende dal Prefetto una risposta alla richiesta sindacale di un incontro in sede prefettizia.

 

FP CGIL Rimini – CISL FP Romagna – UILFPL Rimini




RSU. GRANDE RISULTATO ELETTORALE DELLA FP CGIL

Il 17.18.19 aprile 2018 si è votato per il rinnovo delle RSU in tutti i Comparti delle Pubbliche Amministrazioni.

L’Accordo Collettivo Quadro del 7 agosto 1998 dando attuazione all’art.47 del Dlgs 3 febbraio 1993 n.29 ha dato l’avvio alla costituzione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie “RSU” per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni. Da allora sono trascorsi 20 anni 1998/ 2018.

In questi 20 anni i lavoratori hanno esercitato il loro diritto di voto; hanno deciso democraticamente chi doveva rappresentarli, la Funzione Pubblica CGIL è sempre stata in prima linea, sempre al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Dopo quasi 10 anni di blocco dei rinnovi contrattuali abbiamo ridato il contratto di lavoro ai dipendenti pubblici delle Funzioni Centrali e siglate le preintese per i rinnovi dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici delle Funzioni Locali e della Sanità Pubblica riconquistando la contrattazione decentrata con più salario e più diritti. Un risultato raggiunto grazie alla mobilitazione messa in campo in questi anni dal sindacato con i lavoratori.

Nella Provincia di Rimini i lavoratori che avevano diritto al voto erano circa 7.383 suddivisi in 42 Enti. La FP CGIL ha presentato le liste in ogni posto di lavoro ed il risultato di oggi ci premia: la FP CGIL si riconferma Primo Sindacato.

Punte d’eccellenza: il Comune di Rimini, di Riccione, di Santarcangelo di Romagna, di Cattolica, di Misano, la Provincia, l’ASP Valloni Marecchia e le Unioni dei Comuni. Ottimo il risultato elettorale anche in tutti i Comuni della Provincia di Rimini.

Nella Sanità pubblica il voto riguarda i quattro territori dell’ASL Unica della Romagna: Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna. Nell’ambito di Rimini la FP CGIL è il primo sindacato. Il seggio n. 11 di ARPAE Emilia Romagna riporta la vittoria della FP CGIL.

Nelle Funzioni Centrali la FP CGIL registra un ottimo risultato all’INPS, al Ministero del Lavoro, all’INAIL.

Gli elenchi sono numeri, sono parole, ma qui ci sono le lavoratrici e i lavoratori che con una elevata partecipazione al voto hanno dimostrato che c’è voglia di sindacato, voglia di partecipare e di scegliere i propri rappresentanti. E’ stata una bella prova di democrazia, quella vera, che viene dai posti di lavoro.

Un grazie va a tutte le candidate e candidati che mettendosi in gioco hanno accettato la sfida della rappresentanza nei luoghi di lavoro, al fianco delle e dei colleghi, grazie anche a chi, a diverso titolo, componenti delle Commissioni Elettorali, scrutatori, hanno permesso lo svolgimento di tutte le operazioni di voto e scrutinio.

Da domani, al Lavoro e alla Lotta. #siamoValorePubblico

Elisabetta Morolli Segretaria Generale FP CGIL Rimini




Personale carente negli Ospedali della Romagna. La denuncia della FP CGIL

Permangono e sono evidenti le difficoltà, legate alla carenza di personale nei reparti degli Ospedali della Romagna. 
La FP CGIL denuncia le criticità legate alle condizioni di lavoro degli infermieri e degli OSS e le inevitabili ripercussioni 
sulla qualità dell'assistenza e richiede interventi con carattere di urgenza.
Dopo aver più volte sollecitato l'azienda, ancora non c'è certezza rispetto ai tempi che saranno necessari per coprire tutte le posizioni di 
lavoro che ad oggi risultano vacanti. La risposta è più che urgente tenendo conto anche del dato di partenza sul numero del personale in
servizio, infatti, nell'ultima verifica sul personale in servizio alla data del  31/12/2016, il rapporto del numero di infermieri ogni 1000 abitanti 
per la Romagna era di poco superiore al 5/1000. Un  dato che, se raffrontato con i dati nazionali attestati su un rapporto pari o poco inferiore 
a 6 inf/1000 abitanti, evidenzia una importante carenza strutturale nella assistenza del nostro territorio.
Inoltre la situazione assunzioni e pensionamenti in sanità pubblica è totalmente in disequilibrio.
Dobbiamo prevedere che in soli 6 anni circa il 30 % dei lavoratori e delle lavoratrici della Sanità Pubblica potrebbero raggiungere i requisiti
per la pensione. Oggi i lavoratori over 60 anni di età sono 230.057. Per mantenere almeno l'attuale livello dei servizi e delle prestazioni è
necessario assumere più personale rispetto il semplice turn-over. I servizi della Sanità soffrono, vanno rafforzati.
Ribadiamo quanto già affermato pubblicamente della Segretaria Generale nazionale della FP CGIL, Serena Sorrentino, quando afferma che per
riuscire a mantenere un buon livello dei servizi della Sanità, non solo bisogna sbloccare il turn-over, ma è il momento di lanciare “un
piano straordinario di assunzioni” che vada oltre il ricambio tra chi esce e chi entra, superando anche il programma di stabilizzazioni
previsto dalla riforma Madia.



Rinnovo Rappresentanze Sindacali Unitarie. Il 17, 18, 19 Aprile si vota

Il 17, 18, 19 aprile 2018 si vota per il rinnovo delle RSU, Rappresentanze Sindacali Unitarie, in tutti i settori del pubblico impiego: comparto Enti locali; Comuni, Province, Regione, Asp; Aziende di servizi alla persona, Comparto funzioni centrali; Stato e Parastato, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, Sanità pubblica

Nella provincia di Rimini i lavoratori che hanno diritto al voto sono 7.373 per un totale di 42 Enti, la FP CGIL ha presentato in ogni posto di lavoro le proprie liste rispettando la parità di genere: 49% donne e 51% uomini.

Votare significa partecipare ed essere rappresentati da chi lavora al proprio fianco tutti i giorni, è un elemento di qualità del proprio lavoro.

Con il rinnovo dei contratti di lavoro è stato raggiunto un gran risultato che ha messo insieme salario, diritti e riconsegnato la contrattazione decentrata ai settori pubblici.

Votare le liste FP CGIL significa garantire il perimetro pubblico, credere nei servizi pubblici come risposta ai cittadini.




Corte dei Conti e contratto della Sanità. Mettiamo in ordine le cose, la verità è una sola.

Comunicato stampa. Serpeggia nei servizi sanitari la voce che del rinnovo contrattuale del comparto sanità non se ne farà nulla perché bocciato dalla Corte dei Conti, voce alimentata ad arte dai maestri della disinformazione che non hanno sottoscritto il contratto e che nel malessere e nel caos vedono la possibilità di raccogliere dei voti alle prossime elezioni RSU.

La voce prende spunto da un articolo di ADKronos, agenzia con cinquant’anni di storia, che titola, “Statali, Corte conti boccia il nuovo contratto”, titolo fuorviante e inopportuno, immediatamente rilanciato da un altro organo di stampa on line di nome ASSOCARENEWS e subito dopo da NURSETIME.

Inopportuno perché la delibera ha come oggetto, viceversa da quanto si legge nel titolo, l’approvazione dell’ipotesi di rinnovo del CCNL delle funzioni centrali.

Un’approvazione netta e senza dubbi, sia della parte normativa che della parte economica.

Per trasparenza e chiarezza alleghiamo la delibera n.1 della Corte dei Conti di approvazione del CCNL delle funzioni centrali.

La bocciatura di cui ADNKronos parla è legata a un’interpretazione del giornalista di un passaggio della delibera della Corte, in cui si definisce deludente la differenziazione salariale che alla luce della legge Brunetta, defunta fortunatamente in alcune delle sue parti peggiori, doveva essere più ampia. La Corte auspicava una maggiore differenziazione.

Così invece non è andata perché abbiamo voluto un contratto perequativo che la ricchezza la distribuisca anziché differenziarla.

Premesso che la bocciatura della Corte sull’ipotesi di contratto non esiste, se l’oggetto del contendere è la distribuzione della ricchezza, per noi quella della Corte è una promozione con 10 in condotta.

FP CGIL Sanità Romagna