SVENTATO TENTATIVO DI SUICIDIO DA AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA AI CASETTI

Comunicato stampa. Venerdì 7 agosto nel pomeriggio, un detenuto di origini magrebine ha tentato di togliersi la vita nella propria camera detentiva del Carcere di Rimini, ma grazie al tempestivo intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria, è stato tratto in salvo. Questa volta la storia è a lieto fine, ma solo grazie all’intervento immediato del giovane Agente e dei superiori è stato sventato il tentativo di impiccagione. Bastavano pochi secondi in più per raccontare una storia molto diversa.

La FP CGIL è vicina agli Agenti che tutti i giorni nelle sezioni detentive si trovano ad affrontare le situazioni più imprevedibili, con i pochi mezzi a disposizione, troppo spesso anche a rischio della propria incolumità. Serve intervenire in maniera concreta con risorse umane, economiche e sul piano organizzativo al fine sanare le carenze di organico per garantire la sicurezza all’interno dell’Istituto riminese. Sono anni che la FP CGIL chiede rinforzi al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna e l’avvio della procedura di interpello straordinario per l’invio in distacco e/o in servizio di missione di adeguate unità, specie nel periodo estivo, quando gli arresti aumentano ed i carichi di lavoro all’interno dell’Istituto riminese diventano estenuanti.

Chiediamo rinforzi per la Polizia Penitenziaria, al pari di tutte le altre Forze dell’Ordine piuttosto che far ricorso alla Vigilanza Dinamica, accorpando più posti di servizio sotto il controllo di un solo Agente indebolendo la sicurezza all’interno delle carceri.

E’ doveroso che la Direzione del carcere proponga un giusto riconoscimento agli Agenti intervenuti con tempestività e destrezza nel salvare una vita umana.

Claudio Palmetti – FP CGIL Rimini




Carcere Rimini, agente ferito da detenuto. FP-CGIL: “E’ ora di intervenire!”

Comunicato stampa. E’ di domenica 30 giugno l’ennesimo atto di violenza da parte di un detenuto della Casa Circondariale di Rimini nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. In questo caso a subire l’aggressione più violenta è stato un Assistente Capo che, accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale riminese, è stato giudicato guaribile in 10 giorni.

Lo stato di criticità permanente all’interno del carcere sta portando all’esasperazione gli agenti di Polizia Penitenziaria. A ciò si aggiunge un organico sottodimensionato (99 tra Agenti Assistenti e Sovrintendenti a fronte dei 124 previsti) e un numero superiore di detenuti (136 invece di 116) destinato a crescere ulteriormente nel corso dell’estate. Pertanto, riteniamo non più rinviabile la revisione dell’organizzazione della vita detentiva all’interno dell’istituto penitenziario al fine di ridurre al minimo il rischio professionale a cui va incontro quotidianamente il Personale di Polizia Penitenziaria.

Nell’esprimere solidarietà al collega vittima della suddetta aggressione, la FP-Cgil rivendica maggiore tutela nei confronti degli Agenti e celerità nelle risposte da parte della Direzione di Rimini di fronte ai casi d’aggressione richiedendo anche un intervento dei superiori uffici dipartimentali e il dovuto coinvolgimento dell’Autorità Giudiziaria competente.

p. FP CGIL Rimini – Claudio Palmetti




‘Il Futuro È Servizi Pubblici’. Manifestazione nazionale Sabato 8 Giugno

Sabato 8 Giugno si terrà in piazza del Popolo a Roma una grande manifestazione nazionale dei servizi pubblici. Scendiamo in piazza per difendere il valore dei servizi pubblici. Alla manifestazione parteciperanno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, oltre che i segretari delle categorie dei servizi Pubblici, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

Ogni realtà nazionale fa perno proprio sull’efficienza dei servizi che offre ai cittadini. Senza una pubblica amministrazione di qualità, senza prendersi cura dei servizi pubblici erogati dal privato, i paesi finiscono al collasso. Ed è quello che sta succedendo in Italia, a causa di una politica che negli ultimi anni ha svilito i servizi pubblici, ha disinvestito, ha tagliato le spese, lasciando i servizi in balia del caos, a dover far fronte ad una grande richiesta da parte dei cittadini ma con le risorse e gli strumenti al minimo. Noi dobbiamo invertire questa tendenza, questa progressiva delegittimazione del valore dei servizi pubblici. Non esiste paese vivibile senza un servizio ai cittadini che si rispetti.

Ripartire non è possibile con i soli slogan elettorali. Rimettere in moto la macchina del nostro paese significa ridare dignità e qualità ai servizi che si offrono. Una causa che restituirebbe non solo orgoglio a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si occupano della collettività, ma anche servizi efficienti sui quali si può tornare a contare come cittadini, senza doversi rassegnare a liste d’attesa lunghe mesi, a servizi scadenti e al limite delle possibilità.

La battaglia di sabato 8 giugno è una battaglia che ci riguarda tutti, la cui eco dovrà convertirsi in un cambio di rotta della politica. Assunzioni, contratti e dignità al lavoro: questi i tre grandi temi su cui verterà la nostra azione rivendicativa. Dobbiamo partire dalle assunzioni, perché avere meno personale vuol dire penalizzare la qualità e la quantità dei servizi che si offrono ai cittadini. Bisogna rinnovare tutti i contratti, e con le risorse necessarie, non al ribasso. Dobbiamo difendere il valore dei servizi pubblici garantendo investimenti adeguati.

I nostri obiettivi:

• lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini
• il rinnovo di tutti i contratti, pubblici per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate e privati alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili
• cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati
• una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere
• rivendicare più investimenti nei servizi pubblici per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione dei servizi pubblici che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini
• un taglio netto a consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato
• l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità
• finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.
• che il Governo e le Autonomie Locali aprano un vero confronto con i Sindacati Confederali, sia sul rinnovo dei Contratti che sul Welfare
• che le Associazioni Datoriali diano risposte sui Contratti a partire da quello della Sanità Privata

Scendiamo in Piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti.

Dunque, sabato 8 giugno scendiamo tutti insieme in piazza, cittadini e lavoratori, per difendere il valore del lavoro. Perché non c’è futuro senza lavoro, e non c’è uguaglianza senza servizi pubblici.




Carcere di Rimini. Pochi agenti penitenziari e troppi reclusi, occorrono rinforzi

Comunicato. La FP-CGIL sottolinea la grave sofferenza del carcere di Rimini con gli agenti penitenziari costretti a turni massacranti, senza sapere ancora se avranno diritto alle ferie estive.

Non avere ancora una programmazione estiva è una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori che con enorme sacrificio e senso di abnegazione quotidianamente, con enormi disagi, svolgono il proprio dovere.

Altre forze dell’ordine della provincia di Rimini hanno ormai da tempo ricevuto i dovuti rinforzi in termini di organico per poter affrontare al meglio il periodo estivo, mentre la Polizia Penitenziaria di Rimini conta un incremento di poche unità per poter affrontare l’intera estate.

Il carcere di Rimini dovrebbe accogliere massimo 126 persone, attualmente sono 158 destinate a crescere nel corso dell’estate, creando una mole lavorativa difficile da affrontare con il personale presente.

La carenza di personale in carcere si ripercuote negativamente anche sulla gestione dei detenuti e sull’opera di osservazione dei soggetti rispetto ai quali, oltre alla gamma di problematiche più consuete, negli ultimi tempi si è aggiunto anche l’allarme proselitismo molto attivo nelle carceri rispetto a possibili atti terroristici. Un servizio di attenzione e monitoraggio che ci viene richiesto dalle forze dell’ordine di tutta Europa.

Il Direttore è chiamato gestire sia il carcere di Rimini che quello di Ravenna, mentre il Comandante effettivo è assente ormai da mesi ed è sostituito in modo non continuativo da un Commissario di un altro Istituto.

Gli agenti si sentono abbandonati e, dopo la protesta dell’8 giugno a Bologna effettuata unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali, chiedono l’intervento urgente del Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna per affrontare le attuali problematiche che pervadono l’istituto penitenziario di Rimini e riuscire così ad assicurare a tutto il personale il godimento delle ferie estive, attese ormai dal 15 maggio.

La FP-CGIL, pur comprendendo le difficoltà della Direzione di Rimini, non può tollerare ulteriori ritardi nei confronti degli agenti della Casa Circondariale di Rimini e chiede risposte immediate.

Claudio Palmetti FP CGIL Rimini




Sit in di protesta davanti al carcere di Rimini: 1 febbraio ore 10


Rimini, 30 gennaio 2017 |
 Il carcere di Rimini vive momenti di particolare gravità, per le croniche carenze di organico, strutturali, organizzative. 

Le organizzazioni sindacali SAPPE, OSAPP, UIL, FP CGIL, USPP, CNPP, CISL, hanno indetto lo stato di agitazione, domani 1 febbraio dalle 10 alle 11:30 si terrà un sit in di protesta, al fine di invitare la stessa Amministrazione Penitenziaria a considerare le problematiche in essere ed adottare i dovuti provvedimenti in grado di ripristinare un sereno clima lavorativo.

La manifestazione di protesta verte sui seguenti punti, tutti di natura prioritaria.

  1. Carenza d’organico di almeno 44 unità (Agenti, Assistenti, Sottufficiali);
  2. Assenza di un Funzionario in grado di supportare l’attuale Comandante del Reparto;
  3. Assenza di un Direttore effettivo ed assegnato in pianta stabile alla struttura riminese;
  4. La necessità di indire interpelli nazionali e regionali, in grado di integrare (nelle more di assegnazioni effettive) il contingente di Polizia Penitenziaria di Rimini (in particolar modo, nei periodi estivi).
  5. Una più efficiente organizzazione del lavoro.
Sappe Osapp UILPA CGIL USPP CISL CNPP
f.to Campobasso f.to Marro f.to Crescenza f.to. Ianigro f.to Narducci f.to Castelli f.to Sarti