Addizionale Irpef Comune di Rimini, restiamo al merito. Il 19 Marzo presidio di protesta CGIL CISL UIL

Era da attenderselo. L’amministrazione Comunale di Rimini sentendosi sotto attacco sul fronte dell’aumento dell’addizionale Irpef colpisce a destra e manca e a testa bassa, mettendo in piazza, come ora usa fare, soprattutto sui social media, mail, telefonate e messaggi vari.

Noi però vogliamo continuare a discutere nel merito delle questioni, e il merito è che l’Amministrazione Comunale non ha e non ha mai avuto interesse a mantenere positive relazioni sindacali, non ha e non ha mai avuto, al di là delle formalità, alcun interesse reale a confrontarsi con le organizzazioni sindacali su alcuna voce del Bilancio comunale, dagli investimenti, al reperimento delle risorse, ai temi ambientali, del lavoro, dello sviluppo, dell’inclusione sociale, dei problemi delle fasce più deboli della popolazione. Purtroppo, l’euforia della disintermediazione non ha lasciato indenne neppure il nostro territorio.

E’ una questione di merito, per noi, il fatto che quando c’è bisogno di reperire risorse non si vada ad attingere alla solita platea dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. E’ più facile chiedere 1 euro a mille persone povere piuttosto che mille euro a una persona ricca, è più facile, lo sappiamo, ma non è giusto. Lo abbiamo ripetuto: è una scelta iniqua, ed è per questo che non siamo d’accordo con l’aumento dell’Addizionale Irpef. Governare è un esercizio difficile e quando si prende la strada più corta per risolvere i problemi è facile sbagliare. Chiedere soldi ai lavoratori dipendenti e ai pensionati su cui già grava il 74% del gettito Irpef, a nostro parere è sbagliato. Proposte alternative le abbiamo avanzate, da una ancor più efficace lotta all’evasione, all’aumento della tassa di soggiorno proporzionata alla tipologia di albergo, un’entrata alla quale concorrerebbero i turisti che già usufruiscono di tanti servizi pagati dai cittadini del territorio.

Abbiamo scritto nel titolo del comunicato precedente “non siamo il bancomat del Sindaco”. Ma davvero il Sindaco ha pensato che volessimo accusarlo di intascare egli stesso i soldi dell’Irpef come si percepisce nella nota del Comune? Se fosse così farebbe bene il Sindaco a denunciarci. Se non è così, da una nota ufficiale del Comune capoluogo ci aspetteremmo risposte rispettose e non stizzose battute.

Rispettosamente noi saremo in piazza il 19 marzo per un presidio di protesta.

Segreterie CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini




9 FEBBRAIO. Una grande manifestazione unitaria per un vero cambiamento

Una grande manifestazione unitaria a Roma il 9 febbraio 2019, per sostenere la piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte del Governo e per aprire un confronto serio e di merito.

La legge di bilancio ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili.

Sarà una grande manifestazione – ha dichiarato il Segretario nazionale Maurizio Landini – perché c’é una grande voglia di cambiamento. E sarà l’occasione per chiedere al Governo che si apra una vera trattativa con il sindacato, per arrivare a un cambiamento vero”. E sulle due misure principali varate dal Governo – aggiunge il Segretario “noi non critichiamo la lotta contro la povertà, non diciamo che non si deve fare il provvedimento, ma critichiamo come il reddito di cittadinanza si sta facendo, perché oggi si è poveri anche lavorando. Andava allargato lo strumento del passato Governo, il Rei, e ampliati gli ammortizzatori sociali per tutti”. Riguardo le pensioni, infine, per Landini l’Esecutivo “non deve spacciare quota 100 per un cambiamento della Fornero, così non si cambia nulla”.

Partenza pullman

Santarcangelo Arco: 02.45 – Rimini Nord casello: 03.00 – Rimini Parcheggio CGIL: 03.15 Riccione casello: 03.30 – Cattolica casello: 03.45




Il Posto delle fragole di Bellaria-Igea Marina celebra il Giorno della memoria

Con alcuni anni di anticipo rispetto alla risoluzione delle Nazioni Unite, l’Italia ha istituito formalmente, nel 2000, la giornata commemorativa per ricordare le vittime dell’Olocausto e tutti coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei.

«La Repubblica italiana – è scritto nella legge che istituisce la giornata commemorativa riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».

Per ricordare e riflettere su questo sterminio e sulle cause che lo hanno determinato, il coordinamento delle donne del sindacato dei pensionati SPI CGIL ha inserito nel programma di iniziative del Posto delle fragole di Bellaria- Igea Marina l’incontro dal titolo Non solo Hitler. La politica razziale del regime fascista. La discussione sarà condotta dallo storico Alessandro Agnoletti.

L’appuntamento è per giovedì 17 gennaio 2019 alle ore 15.00 presso la Saletta verde del Comune di Bellaria Igea Marina – Piazza del Popolo, 1. L’ingresso è libero.




Bilancio 2019. Nessun accordo con il Comune di Riccione

La CGIL non firmerà nessun accordo con il Comune di Riccione circa il Bilancio di previsione per il 2019. Le motivazioni sono contenute in una lettera che è stata inviata al Sindaco Renata Tosi. Ecco il testo: “La Cgil territoriale, unitamente alle organizzazioni di categoria SPI ed FP, ha deciso di non sottoscrivere alcun accordo relativamente al Bilancio di previsione di codesto Comune per il 2019.

Tale decisione è stata assunta a seguito di valutazioni sia di metodo che di merito. Di metodo, perché le Organizzazioni Sindacali sono state convocate solamente il 12 dicembre a ridosso del voto in Consiglio Comunale e dunque il tempo per un confronto era del tutto insufficiente. Di merito, perché non condividiamo scelte, molte delle quali di matrice isolazionista che, a nostro parere, avranno conseguenze negative per la città, come ad esempio, per citare le ultime in ordine di tempo, l’uscita dall’Acer e dall’Università.

Con ciò, sul terreno della contrattazione sociale, si auspicano per il futuro migliori e più costanti relazioni sindacali. Un confronto permanente non solo al termine del percorso sul Bilancio di previsione e sulla sua parte corrente, ma fin dall’elaborazione delle linee di programmazione della manovra così come sul Documento unico di programmazione (DUP); non solo sulla tariffazione locale, ma anche sugli investimenti, sugli appalti pubblici, sulla mobilità, l’ambiente, l’urbanistica e tutto ciò che è nell’interesse dei cittadini”.

I Segretari generali di CGIL – SPI CGIL – FP CGIL Rimini Primo Gatta – Meris Soldati – Ornella Giacomini




Il Governo mette le mani nelle tasche dei pensionati. Presidio 4 gennaio a Rimini. La mobilitazione non è che all’inizio

Comunicato stampa. I pensionati protestano perché ancora una volta il Governo di turno ha deciso di fare cassa su di loro. La manovra di Bilancio 2019 ha introdotto, infatti, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni per gli importi superiori a 1.522 euro lordi (1.100 euro netti che proprio pensioni d’oro non sono). Secondo alcune stime questa mancata rivalutazione, che il precedente Governo si era impegnato a superare, dal 2011 al 2019 avrebbe già comportato una perdita netta di mille euro all’anno. Un vero e proprio furto ai danni di persone molte delle quali hanno lavorato una vita intera per assicurarsi la sopravvivenza. Una misura inaccettabile!

Già nei giorni scorsi in diverse città italiane si sono svolti dei presidi di protesta. A Rimini i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati manifesteranno Venerdì 4 Gennaio 2019 davanti alla Prefettura a partire dalle 10.30. Al Prefetto, che ha dato la propria disponibilità a ricevere una delegazione, sarà consegnata una lettera affinché venga inoltrata al Presidente del Consiglio. A quello stesso Presidente che non si è fatto scrupolo di sbeffeggiare i pensionati paragonandoli all’Avaro di Molière. Eppure dovrebbe sapere che a differenza della maggioranza dei pensionati che andrà a colpire, l’Avaro di Molière era ricco veramente.

Il 10 dicembre scorso il Presidente del Consiglio Conte aveva incontrato le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil a cui erano state fatte proposte a sostegno dello sviluppo, degli investimenti, dell’occupazione, del sistema di welfare pubblico, della previdenza e del sistema educativo nazionale. A conclusione di tale incontro ne era scaturito un impegno al confronto sulle singole misure. Ma, non solo il confronto con il Sindacato non c’è stato, addirittura neppure il Parlamento ha potuto discutere la Manovra di Bilancio che a quanto pare mostra molta attenzione verso gli inadempienti e gli evasori, togliendo agli onesti che hanno versato e versano regolarmente le tasse allo Stato.

Riteniamo inaccettabile questo metodo di Governo che mette le mani nelle tasche dei pensionati, andando ad alimentare le schiere dei nuovi poveri. Chiediamo che sia aperto un confronto, partendo dal contenuto delle proposte di Cgil, Cisl e Uil su Sanità, Non autosufficienza, Previdenza e Fisco per lavoratori e pensionati italiani, i più tartassati in Europa, proposte che risultano disattese dalla legge di Bilancio.

I pensionati non si sono mai sottratti alla solidarietà, che è peraltro lo spirito ispiratore del sistema previdenziale pubblico, e dalla necessità di acquisire, già oggi, una pensione contributiva di garanzia per i giovani. Di tutto questo però non vi è traccia nella Legge di Bilancio.

I pensionati faranno sentire la loro voce proseguendo nella mobilitazione e già si preannuncia, entro gennaio, una manifestazione nazionale CGIL CISL UIL contro l’insieme della Manovra di Bilancio.




CGIL Rimini. Confermata la Segreteria

Riconfermata la Segreteria confederale della Cgil di Rimini. Dopo l’elezione del Segretario generale Primo Gatta a conclusione del Congresso, martedì 18 dicembre l’Assemblea generale ha riconfermato con l’87,5% dei voti Claudia Cicchetti e Isabella Pavolucci.

Il percorso congressuale è stato intenso e partecipato da migliaia e migliaia di iscritti, lavoratori, precari, disoccupati e pensionati.  Un percorso denso di contenuti e aspettative per il futuro della Cgil che è venuto a coincidere con un radicale cambiamento della situazione politica e di Governo di cui ancora non si intravvedono completamente tutti gli sviluppi, ma che preoccupa.

Concluso il Congresso nazionale del sindacato dei pensionati SPI Cgil che si terrà  dal 9 all’11 gennaio del 2019, si andrà direttamente a chiudere con l’assise nazionale che avrà luogo a Bari, presso la Fiera del Levante, dal 22 al 25 gennaio. Il XVIII Congresso della Cgil nazionale avrà il compito di eleggere il nuovo Segretario nazionale che andrà a sostituire Susanna Camusso giunta al termine del suo mandato e di definire il documento politico finale.

 




Settimana cruciale per i Bilanci dei Comuni. Il punto sulla contrattazione sociale

Tagli alle risorse

La manovra economica del Governo, nel capitolo sui tagli alla spesa pubblica, rispetto allo scorso anno contiene la sottrazione di 1 miliardo di euro di trasferimenti ai Comuni. Inoltre, non prevede la proroga del blocco sull’aumento della tassazione locale e in particolare sull’addizionale Irpef. Cambiano i Governi ma l’andamento su questo fronte resta identico: si taglia a Roma e si scarica sulle Amministrazioni periferiche e di conseguenza sui cittadini, il peso della tassazione per poter coprire il fabbisogno locale di servizi e spesa sociale.

Questo è il primo principio di realtà con il quale occorre fare i conti ai tavoli di confronto con i Comuni sui Bilanci di previsione per l’esercizio finanziario.

Relazioni sindacali e disintermediazione

L’altro problema, che ci riguarda come sindacato, ma il discorso si potrebbe allargare anche ad altre componenti sociali, è che si è fatta strada in diversi ambienti politici e amministrativi una sorta di insofferenza verso il sindacato e l’idea che il dialogo sociale sia un esercizio di democrazia partecipativa di cui si può fare a meno. Il punto di approdo di questa idea diventa la disintermediazione, il superamento della rappresentanza, il rapporto diretto tra chi “comanda” e il popolo. Una strada molto pericolosa che magari non viene espressa esplicitamente, ma che viene perseguita nei fatti. Come si concretizza? Per esempio, stando all’oggetto, invitando le Organizzazioni sindacali a discutere del Bilancio a poche ore dal voto nei vari Consigli Comunali oppure non considerando per nulla la richiesta di incontro come hanno fatto, ad esempio, Misano, Novafeltria, Verucchio. La nostra è una denuncia nei confronti delle Amministrazioni Comunali che avanziamo non da ora e che, a parte qualche eccezione, intendiamo ribadire anche in questa occasione.

La contrattazione sociale

Da molto tempo la CGIL ha scelto di affiancare la tradizionale contrattazione nelle aziende con quella territoriale, sia sui temi sociali che di sviluppo locale. Una pratica di negoziazione con i Comuni, le Aziende di servizi, i Distretti socio-sanitari su prestazioni, tariffe e tanto altro, che diventa sempre più indispensabile in un contesto di progressiva riduzione delle risorse e di tagli che investono i cittadini, l’organizzazione sociale, la qualità e l’accessibilità dei servizi. Al centro della nostra attività di rappresentanza sono i bisogni e i diritti delle persone per accrescerne la qualità della vita e per contrastare situazioni sempre più pressanti ed estese di impoverimento.

Andamento del confronto

Questa è la settimana in cui molti Comuni approveranno i Bilanci di previsione.

Quanto affermato fin qui sulla situazione generale, fa ben capire che i presupposti per poter firmare degli accordi siano davvero pochi.

Per ovvie ragioni non possiamo in questo frangente dar conto di tutti i temi affrontati ai tavoli di confronto, ma ci limiteremo alla tassazione locale e alle spese in campo sociale.

Condizioni per raggiungere un accordo si stanno definendo a Santarcangelo e forse sarà l’unico ad essere sottoscritto, almeno per la CGIL. In questo Comune, dove si praticano buone relazioni sindacali, è stata aumentata la soglia dell’esenzione per l’addizionale Irpef da 13mila a 15mila euro e, per lo scaglione 15mila -28mila euro è stata applicata una riduzione del tributo come da noi richiesto.

Abbiamo incontrato disponibilità a discutere delle strutture che ospitano gli anziani, anche alla luce degli ultimi orribili fatti di cronaca, e condivisione sulla necessità di aprire un tavolo provinciale sullo sviluppo.

A Morciano, dove le relazioni sindacali procedono correttamente, non si chiuderà proprio con un accordo, ma è prevedibile la sottoscrizione di un verbale di incontro. Nel merito del Bilancio abbiamo espresso sostanzialmente un giudizio positivo pur ribadendo la necessità di eliminare o ridurre l’addizionale Irpef.

Neppure nel 2019 il Comune di Bellaria introdurrà la tassa di soggiorno, mentre manterrà l’addizionale Irpef. Anche per questo il nostro giudizio rimane negativo.

A San Giovanni in Marignano hanno dichiarato di essere costretti a rimodulare l’aliquota Irpef introducendo degli scaglioni (fino ad oggi avevano utilizzato una sorta di flat tax), ma riducendo l’esenzione da 13mila a 7mila euro. Di fronte alla nostra contrarietà sembra che porteranno il limite almeno a 10mila euro, ciò non toglie che il nostro giudizio permane negativo perché l’aumento del gettito dell’addizionale graverà ancora una volta su lavoratori dipendenti e pensionati che già contribuiscono per l’84%.

Con l’Amministrazione Comunale di Cattolica abbiamo avuto un incontro, ma non è stato possibile fare una discussione di merito perché non ci sono stati forniti elementi conoscitivi sufficienti. Attendevamo di essere riconvocati ma ciò non è ancora avvenuto. Da aggiungere che l’accordo stretto con la precedente Amministrazione per l’eliminazione dell’addizionale Irpef dal gennaio 2017, continuerà a non essere rispettato dall’attuale Amministrazione.

A Riccione e Rimini entrambe le Amministrazioni Comunali non hanno mantenuto corrette relazioni sindacali in merito ai Bilanci rendendosi disponibili a incontrarci a ridosso dei Conigli Comunali senza la possibilità di modifiche da parte sindacale. In particolare, per quanto riguarda il Comune di Riccione, ci preoccupa la scelta isolazionista del Comune, una sorta di sovranismo di periferia che ha già prodotto, per esempio, l’uscita dall’Acer e dall’Università.

Sul terreno della contrattazione sociale a nostro avviso si può e si deve fare di più. E’ indispensabile un salto di qualità fondato su un confronto permanente e non solo al termine del percorso sul Bilancio di previsione e sulla sua parte corrente, ma fin dall’elaborazione delle linee di programmazione della manovra; non solo sulla tariffazione locale, ma anche sugli investimenti, sugli appalti pubblici, sulla mobilità, l’ambiente, l’urbanistica e tutto ciò che è nell’interesse dei cittadini. Questo a prescindere dal colore politico delle Amministrazioni Locali verso cui la CGIL rivendica la sua totale autonomia.

Per tutto ciò abbiamo ritenuto opportuno fare il punto sulla contrattazione territoriale in maniera complessiva e non limitando il nostro giudizio a un singolo Comune.

I Segretari generali di CGIL e SPI CGIL Rimini

Primo Gatta – Meris Soldati




Violenze nelle strutture per anziani. Ingiustificabili ritardi istituzionali

Comunicato stampa. Mai come in questo caso ci dispiace aver ragione, ma noi l’avevamo detto e soprattutto avevamo chiesto, in maniera formale già nel maggio 2017, di avere informazioni dai Comuni sulle strutture che ospitano anziani per un indispensabile monitoraggio sulle condizioni in essere. La stragrande maggioranza non ci rispose, in alcuni casi anche sottovalutando esplicitamente l’importanza del tema.

Sono passati appena pochi giorni dalla scoperta delle violenze subite dagli anziani ospiti della casa famiglia Villa Franca di Rimini e un’altra terribile situazione è venuta alla luce nella casa di riposo La Collina di Mondaino. Delle pietose condizioni dei 36 anziani rinvenute dai Carabinieri all’interno della struttura, al momento sono state prese misure cautelari nei confronti di 5 persone ed è stata tratta in arresto la titolare Maria Luisa Bulli. E già da questo arresto emerge un problema nel problema. Infatti, si tratta di una donna condannata per un fatto analogo risalente al 2001 e nella medesima casa di riposo che allora si chiamava Montebello e che oggi si chiama La Collina.

Abbiamo chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente ai Presidenti dei Distretti di Rimini Nord e Rimini Sud per vere un quadro completo case famiglia per anziani presenti nei Comuni dei rispettivi distretti e conoscere quanti e quali controlli sono stati fatti sino ad ora e quali risultati hanno prodotto, inoltre, per definire un regolamento locale sulle case famiglia per anziani, come prevede il “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle case famiglia per anziani.

Ora occorre fare chiarezza chiamando anche in causa gli uffici comunali preposti e chi ha responsabilità di governo e di controllo sulle strutture socio-sanitarie e assistenziali, pubbliche e private, relative ai cittadini anziani.

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Difino – Antonello Cimatti




Arresti a Villa Franca. Per l’apertura delle Case famiglia per anziani non può bastare la comunicazione di inizio attività

Comunicato stampa. Calore umano, competenza, professionalità, serenità. Suonano oggi come una tragica beffa le parole scritte sul cartello pubblicitario all’ingresso di Villa Franca, casa famiglia per anziani di Rimini. Qui i Carabinieri hanno compiuto un’operazione con arresti per maltrattamenti gravi nei confronti dei degenti. Si occuperanno le forze dell’ordine e la Magistratura di appurare le responsabilità degli operatori della cooperativa Bella Età che gestiva la casa famiglia, per quanto la documentazione raccolta sembra non lasciare dubbi sulle terribili violenze a cui venivano sottoposti gli anziani. A noi preme riaprire una discussione sulla legislazione nazionale in atto che purtroppo consente l’apertura di queste piccole strutture con un massimo di 5 ospiti senza che debbano sottoporsi a particolari controlli. Infatti, è sufficiente una comunicazione di inizio attività (SCIA) al settore delle attività economiche del Comune e niente altro. Questo tema non è nuovo per i sindacati che, anche alla luce di quanto accaduto in altre località della Regione e nazionali, hanno posto il problema della necessità di un Regolamento provinciale sia in ambito distrettuale che ai tavoli della contrattazione territoriale sui Bilanci dei Comuni. L’offerta delle strutture per anziani è molto variegata e le informazioni disponibili sono spesso poco trasparenti. Ciò penalizza in primo luogo gli anziani ospiti ma anche le famiglie che necessitano dei servizi residenziali. Pertanto nelle nostre richieste sia sui Piani di Zona con i Distretti che con i Comuni sui Bilanci e politiche sociali abbiamo inserito uno specifico capitolo sulle Casa famiglia per anziani affermando:

Visto che in data 18/7/2018 è stato sottoscritto un “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case Famiglia”, abbiamo chiesto di aprire confronti in sede Distrettuale e Comunale per la definizione di appositi regolamenti locali in materia di case famiglia per anziani, al fine di tutelare gli anziani e le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di tali servizi.

Abbiamo ribadito altresì necessario che venga messa in atto una vera e propria mappatura dell’esistente, al fine di conoscere quali e quante case famiglia/appartamenti per anziani insistono nei rispettivi territori.

A tal fine riteniamo necessario che tra Assessorato alle attività produttive che riceve la SCIA e l’Assessorato ai Servizi sociali vi sia uno scambio di informazioni e azioni comuni per il monitoraggio e controllo.

La violenza è sempre da rinnegare ma lo è semmai ancora di più nei confronti di persone indifese e fragili. Regolamentare, monitorare e controllare l’efficienza delle strutture e la professionalità di chi vi opera, sono condizioni essenziali nella ricerca di soluzioni assistenziali capaci di rispondere alle esigenze degli anziani e conseguentemente delle loro famiglie.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini

Primo Gatta – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Di Fino – Antonello Cimatti

Rimini 6 dicembre 2018




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.