REDDITO DI ULTIMA ISTANZA. BENE DECRETO PER LIBERI PROFESSIONISTI

Comunicato stampa NIdiL. Roma, 1 aprile2020 -Ora si proceda celermente per gli autonomi occasionali e gli altri esclusi, ancora centinaia di migliaia di lavoratori precari senza nessun sostegno.

Il primo decreto emanato dal Ministero del Lavoro in attuazione dell’art. 44 del DL 18/20 relativo al “Reddito di ultima istanza” è un ulteriore passo verso la tutela e il riconoscimento di lavoratori e lavoratrici normalmente esclusi da forme di sostegno al reddito.

Sono circa 4 milioni, in Italia, i lavoratori atipici e precari (partite iva individuali, collaboratori coordinati e continuativi o occasionali, somministrati e dipendenti a tempo determinato) che operano in tutti i settori. Quasi un milione gli autonomi, circa 3 milioni quelli che hanno un contratto a termine che va da pochi mesi a massimo un anno. A loro si aggiungono alcune centinaia di migliaia di invisibili come gli occasionali, persone il cui lavoro è difficilmente censibile: ad esempio i rider, ma non solo.

Essendo cauti, possiamo stimare che almeno un 90 per cento dei lavoratori atipici, soprattutto nei settori turismo, sport, spettacolo, formazione e consulenza, si trova senzareddito dall’inizio del blocco e resterà in questa situazione fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

200 dei 300 milioni stanziati dal Decreto del Ministero del Lavoro sono stati destinati all’erogazione di un’indennità di 600 Euro per il mese di marzo, per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti iscritti alle casse private,con un reddito lordo 2018 inferiore o pari a 35mila Euro. La stessa indennità è riconosciuta, inoltre, anche a quei lavoratori iscritti alle casse private con reddito 2018 tra i 35 e i 50mila euro, che abbiano chiuso la Partita Iva tra il 23 febbraio e il 31 marzo o abbiano avuto una flessione nel primo trimestre 2020 pari o superiore al 33% rispetto allo stesso periodo del 2019. Su questo versante, sarebbe sicuramente auspicabile anche un intervento, magari in concorso con quello previsto dallo Stato, da parte delle stesse Casse private.

Seppur apprezzabile il tentativo di andare a stabilire criteri per l’erogazione cercando di cogliere l’effettivo bisogno, il sistema individuato rischia di lasciare scoperta la fascia anagraficamente più giovane e vulnerabile dei professionisti.

Pare infatti a una prima lettura che per quanti hanno iniziato la loro attività nel 2019 o nel 2020 non vi sia possibilità di accedere alle indennità.

Altra problematica sulla quale speriamo il Governo chiarisca al più presto è legata alla platea con redditi sotto i 35.000 per i quali si parla di “attività limitate dai provvedimenti restrittivi” quasi ad evocare il DPCM “codici ateco”:ciò genererebbe un’ulteriore e inspiegabile differenziazione tra lavoratori autonomi.

Chiediamo ora che, con la medesima tempestività e attenzione, si provveda a utilizzare le risorse rimanenti, 100 milioni, per dare una prima risposta a quanti sono rimasti fuori da ogni sostegno e vivono una condizione di disagio economico-sociale, centinaia di migliaia di lavoratori precari, come i collaboratori autonomi occasionali (molti rider e non solo) e disoccupati non coperti da indennità per stagionali, solo per fare alcuni esempi. Per fare questo è necessario un rifinanziamento del Reddito della misura di ultima istanza.

Il tema che si pone con urgenza e che la crisi Covid sta mostrando con chiarezza è quello di costruire un sistema di ammortizzatori sociali inclusivo di tutte le tipologie contrattuali. Bisognerà stabilirne presto regole e modalità di finanziamento, al di là dell’emergenza.

 




Coronavirus. Le attività di aiuto concreto e di ascolto dello SPI CGIL e di Auser

SPI CGIL

Se mai ce ne fosse stato bisogno, questa epidemia generata dal Coronavirus ci ha mostrato quanto sia più esposta e più fragile la popolazione anziana e quanto sia necessario dedicarle attenzione e sostegno. Il Sindacato dei pensionati SPI CGIL di Rimini, in ottemperanza ai decreti ministeriali, non sta svolgendo attività di sportello nelle sedi, ma, già da una decina di giorni, si è organizzato da casa telefonando ai propri iscritti per cercare di raccogliere le svariate richieste e i bisogni che in questo difficile momento rischiano di rimanere senza risposte. In ciò lo SPI si è unito alla rete di solidarietà che è rappresentata dai tanti volontari che continuano ad agire sul territorio e alle stesse Amministrazioni Comunali che, attraverso i Servizi Sociali si stanno adoperando in tal senso.

I pensionati iscritti allo SPI del territorio di Rimini sono 24.000, di cui 2.204 superano i novant’ani e 62 i centenari. I primi ad essere contattati dagli attivisti delle Leghe SPI sono i novantenni e via via i meno anziani. Molti hanno problemi concreti da risolvere e le loro esigenze vengono raccolte e girate agli uffici e alle strutture competenti, altri vivono momenti di grande solitudine e dunque parlare e ascoltarli può contribuire a sollevare almeno per un po’ il loro stato depressivo. Metterli in allerta rispetto ad eventuali approfittatori, consigliare di restare in casa e non aprire a sconosciuti sono altre raccomandazioni che è sempre importante ribadire.

AUSER

In questo momento di grande emergenza sanitaria e sociale e di isolamento forzato, un importante contributo pratico anche dall’associazione di volontariato Auser che si è messa a disposizione ed in rete con i Comuni, le Unità Sanitarie Locali, i Prefetti e la Protezione Civile. Auser, oltre alla spesa, ai farmaci e ai pasti caldi consegnati a casa alle persone non autosufficienti e fragili, è impegnata nell’ascolto telefonico e nel più impegnativo accompagnamento verso i luoghi di cura.
Per contattare Auser: tel e fax 0541778111, tel. 0541779997, e.mail: auser-rimini@libero.it, presidenza@auserrimini.it.
I volontari di Auser sono muniti del modulo di autocertificazione che dice esplicitamente che escono per “attività di volontariato di prima necessità” rivolto a persone sole e fragili e lettera di incarico firmata dal Presidente dell’associazione. I Comuni sono informati sulle attività dei volontari che sono dotati dei necessari strumenti di protezione (mascherine, guanti, gel, chiesti ai Comuni).
Per quanto riguarda l’attività più generale della CGIL provinciale di Rimini è attivo il centro unico telefonico 0541 779911 oppure l’indirizzo mail info@cgilrimini.it

 

Meris Soldati Segr. Generale SPI CGIL Rimini Massimo Fusini Presidente AUSER Rimini




Coronavirus. Il cantiere Parco del Mare riaprirà senza i dipendenti Enel

Comunicato stampa. L’Amministrazione Comunale di Rimini ha annunciato la riapertura del cantiere Parco del Mare, ma i dipendenti del gruppo ENEL non prenderanno parte ai lavori. I lavoratori, infatti, a difesa della salute propria e collettiva, si atterranno ai contenuti sottoscritti tra le Segreterie delle Federazioni Nazionali di Cgil, Cisl e Uil e il Gruppo ENEL che già del 21 febbraio scorso hanno definito le indicazioni operative utili alla gestione dell’emergenza COVID-19 nell’ambito delle società italiane del gruppo ENEL.

In relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria ed in linea con le disposizioni normative intervenute in materia, sono state inoltre attivate ulteriori misure precauzionali per limitare il rischio di potenziale contagio da COVID-19 e in particolare sono stati adottati piani operativi emergenziali e soluzioni organizzative finalizzate a ridurre il numero delle persone fisicamente presenti in azienda, anche nell’ottica di assicurare la continuità del servizio e la sicurezza del sistema elettrico.

In pochi giorni, anche anticipando le indicazioni governative, le Segreterie Nazionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil sono riuscite ad ottenere la chiusura di tutti i Punti Enel, la modalità di lavoro in Smart Working al 100% di tutti i lavoratori già abilitati a tale strumento e l’estensione dello stesso ad altri 3.000 addetti circa, così come la sospensione di tutte le attività non indispensabili nell’ambito della generazione e della distribuzione con la contestuale messa in “disponibilità” di quasi il 50% degli operativi. Questo accordo prevede lo svolgimento esclusivo delle sole attività legate alla continuità del servizio, mentre tutte le altre sono state sospese.

Per semplificare, le riparazioni dei guasti, l’eliminazione delle situazioni di pericolo, l’allaccio o il riallaccio delle utenze civili, l’allaccio di utenze indispensabili o indicate dalle Autorità, rientrano sicuramente fra quelle attività tipiche per il mantenimento del servizio, mentre i restanti interventi, come le opere previste per i cantieri “Parco del Mare” di Rimini, non rientrano nelle attività legate alla continuità del servizio.

La Filctem Cgil ritiene di dover intervenire su questo punto perché, per quanto non competa alla scrivente categoria sindacale disquisire se tali cantieri possano essere definiti o meno opere pubbliche urgenti, le compete invece difendere l’applicazione dell’accordo sindacale nazionale sottoscritto con Enel. I dipendenti di ENEL, a difesa della salute, si atterranno ai contenuti sottoscritti tra le Segreterie Nazionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil e il Gruppo ENEL.

Francesca Lilla Parco Segretaria Generale Filctem Cgil Rimini

 




Coronavirus.Rispetto delle norme anche per le banche

Comunicato stampa. A seguito dei successivi DPCM, delle Ordinanze Regionali riguardanti la provincia di Rimini e degli accordi firmati il 16 e 24 marzo tra Organizzazioni Sindacali ed ABI e Ferdercasse, riassumiamo il combinato disposto delle norme di settore  che a nostro avviso devono essere applicate nel territorio riminese.

1 – Le banche sono chiuse al pubblico;

2 – Gli unici servizi erogabili in presenza fisica sono quelli disponibili dai bancomat;

3 – Solo se il cliente non può utilizzare il bancomat oppure per l’esercizio di servizi indifferibili e di comprovata necessità, le banche possono (quindi potrebbero anche non farlo) prevedere esclusivamente su appuntamento, l’apertura straordinaria e temporanea. In ogni caso, gli eventuali appuntamenti dovranno essere scaglionati per impedire flussi di persone in contemporanea, nel rispetto delle norme di prevenzione.

4 – Per caricare l’ATM e per eventuali aperture straordinarie e temporanee, l’accesso alle agenzie è consentito solo al personale strettamente necessario (il punto 19 dell’Ordinanza, 48 del 24 marzo, vieta tutti gli assembramenti di persone in numero superiore alle 2 unità);

5 – L’eventuale servizio allorché la banca decida offrirlo ancorché non obbligatorio, deve essere svolto in un ambiente sistematicamente sanificato, nel rispetto della distanza tra persone di almeno 1,5 metri e con i necessari DPI (mascherine, guanti, detergenti per le mani e pannelli di plexiglas), considerato che in molte agenzie della provincia, è difficile garantire la distanza minima di sicurezza interpersonale descritta.

Confidando nell’assidua e scrupolosa attività di vigilanza e controllo da parte delle Forze dell’ordine, abbiamo anche scritto al Prefetto per rinnovargli la nostra collaborazione nel presidio della puntuale applicazione delle norme in vigore, al fine di salvaguardare la salute dei bancari e della clientela.

E’ anche per questo che invitiamo tutti i lavoratori degli Istituti di credito della Provincia a segnalare eventuali comportamenti difformi alle scriventi Organizzazioni Sindacali

Le Segreterie Territoriali FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA




Imprese artigiane. Niente ammortizzatori se non sono state versate le quote all’EBER

Comunicato stampa. Impegnati a sottoscrivere decine di accordi di cassa integrazione a copertura delle migliaia di lavoratori dei settori industriali (Moda, Chimica, Gomma Plastica, Energia) rappresentati dalla Filctem Cgil di Rimini, non vogliamo tralasciare ciò che sta accadendo nel settore Artigiano della nostra provincia. Sta emergendo con frequenza un fenomeno che solo questa fase straordinaria poteva far emergere e che ci preoccupa fortemente. Decine, se non centinaia di imprese artigiane, hanno in questi anni violato i contratti nazionali e le norme di legge, omettendo di versare per i propri dipendenti le quote all’Ente Bilaterale dell’Emilia Romagna- Eber, quote che permettono ai lavoratori non solo di accedere al welfare familiare, ma anche alla copertura economica in caso di rallentamento o sospensione dell’attività produttiva.

Questa omissione contributiva priva ora i lavoratori della copertura dell’ammortizzatore sociale, a meno che l’impresa non regolarizzi la sua posizione. Si tratta di centinaia di lavoratori appartenenti ai diversi settori produttivi.

In questa fase emergenziale è importante che tutti i lavoratori possano percepire un sostentamento economico, e che lo possano ricevere in tempi brevi. Purtroppo però i lavoratori, dipendenti di imprese artigiane che hanno omesso di versare negli anni passati, non avranno nessuna copertura economica, amplificando così il disagio che le famiglie stanno vivendo. La Filctem Cgil si rivolge a questi lavoratori, che possono contattarci allo 0541-779920/48, affinché nessuno resti solo.

Francesca Lilla Parco Segr. generale FILCTEM CGIL




Didattica a distanza al tempo del Coronavirus

Comunicato stampa. Sconcerta e amareggia l’intervista al dott. Nanni, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Rimini, Forlì-Cesena, pubblicata sui quotidiani locali sabato.

La sfida a cui sono chiamate le scuole in questo difficilissimo frangente non necessita di atteggiamenti manicheistici che riducano quanto docenti e personale ATA stanno facendo in una semplicistica distinzione fra impegnati e disimpegnati, da governare con l’occhiuto controllo del dirigente scolastico.

La realtà ben più complessa e articolata – che certamente non sfugge a chi di navigata esperienza come il Provveditore – avrebbe meritato una diversa restituzione alla cittadinanza.

In primo luogo, perché tutte le istituzioni scolastiche si sono attivate per garantire le attività didattiche a distanza, in secondo luogo perché, se anche delle criticità sono presenti, queste andrebbero rilevate e lette con gli occhiali giusti, senza ridurne l’attribuzione alla buona volontà dei singoli.

La scuola, oggi più che mai, è chiamata a dare una risposta di sistema al Paese, ma non è possibile valutare l’impatto di tali azioni senza soppesarne contesti e condizioni di partenza.

A guardar bene, il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), ha innalzato le competenze dei docenti ma non ha certamente messo a sistema gli ambienti di apprendimento virtuali e gli insegnanti si sono trovati a doversi cimentare, quasi ex novo, con piattaforme mai utilizzate prima. A ciò va aggiunto che, se una platea consistente si è dotata, nel tempo, degli strumenti informatici adeguati, il corposo contingente di docenti precari, che non ha mai beneficiato della Card, sta provvedendo con mezzi propri. 

Se poi, la rilevazione ancora in corso del Miur, sulla didattica a distanza confermerà, come probabile, un’attivazione delle scuole a geometria variabile, occorrerà tener conto dei faticosi percorsi compiuti nel tentativo di superamento della didattica tradizionale: disponibilità di reti a fibra, acquisti di beni e piattaforme, formazione dei docenti, adeguamento delle informative per il trattamento dati e dei regolamenti di istituto.

Perché, poi, non riferire del vivace dibattito in corso attraverso il quale docenti e dirigenti si stanno interrogando su come raggiungere tutti, posto che oggi più che mai il digital divide segna fortemente le differenze socio-culturali del Paese? Come essere scuola inclusiva per tutti coloro che hanno nella presenza fisica del docente al loro fianco la chiave del successo formativo? Come la valutazione delle attività aprirà scenari del tutto inediti, per la quale occorreranno riflessioni approfondite e approcci cauti?

Perché non riconoscere come le segreterie si stanno riorganizzando, per supportare insegnanti e famiglie, nonostante la drammatica carenza di personale, la pressoché totale assenza di corsi di formazione ed il mancato di adeguamento dei profili professionali ai compiti che sono chiamate a svolgere?

Nella speranza di aver fatto luce sulla complessità che la scuola, tutta, oggi affronta proprio per garantire il diritto costituzionale all’istruzione, con sacrifici che vanno ben oltre gli inquadramenti contrattuali del personale, si auspica che l’amministrazione continui a svolgere quel  ruolo di coordinamento e supporto alle scuole, oggi più che mai strategico.

Simonetta Ascarelli  Flc CGIL – Maura Consoli CISL Fsur – Antonio Pagnotta Uil Scuola Rua




Coronavirus. Più tempo per il rinnovo dei bonus (elettrico, gas, idrico)

Slittano i tempi per poter richiedere il rinnovo dei bonus sociali nazionali (elettrico, gas e idrico), ma la loro continuità è garantita.

L’Autorità ha deciso che per i consumatori cui il bonus è in scadenza nel periodo 1 marzo-30 aprile 2020, è data la facoltà di rinnovare la domanda per l’erogazione dei bonus oltre la scadenza originaria prevista, ma comunque entro i 60 giorni successivi al termine di questo periodo.

Verrà quindi garantita (dopo le consuete verifiche sulle condizioni di accesso) la continuità degli stessi bonus, con validità retroattiva a partire dalla data di scadenza originaria. Il rinnovo ha la consueta durata di 12 mesi, come previsto dalle norme attuali.

Il periodo di validità delle previsioni potrà essere aggiornato in conformità ai possibili futuri provvedimenti normativi in materia di emergenza COVID-19.




Spostata al 30 settembre la scadenza per presentare il Modello 730

Il decreto coronavirus del 28 febbraio 2020 ha prorogato al 30 settembre 2020 il termine per la presentazione del modello 730/2020.

Chi, l’anno scorso, ha presentato la dichiarazione dei redditi tramite gli uffici del CAAF CGIL della provincia di Rimini, come tutti gli anni, sarà contattato telefonicamente dal nostro ufficio fiscale per fissare un appuntamento.

Le attività del CAAF CGIL per la dichiarazione dei redditi, avranno inizio compatibilmente con le disposizioni sanitarie.




Casa. Scadenze posticipate anche per gli alloggi ACER della provincia

Per far fronte alla situazione di emergenza dovuta al contagio da COVID-19, anche l’ACER (Azienda Casa Emilia-Romagna) della provincia di Rimini sposta le scadenze per il pagamento dell’affitto dei suoi alloggi.
La scadenza del pagamento del bollettino di Marzo 2020 è posticipata al 5 Maggio 2020, senza applicazione dell’indennità di mora.
La scadenza del pagamento del bollettino di Aprile 2020 è posticipata al 5 Giugno 2020, senza applicazione dell’indennità di mora.
ACER invita comunque gli assegnatari, non appena sarà possibile accedere a banche ed uffici postali, a regolarizzarsi con il pagamento dei canoni di Marzo ed Aprile 2020.

Prorogato anche il termine di consegna dell’ISEE 2020 (redditi 2018). La scadenza per la presentazione dell’attestato è stata fissata al 15 Maggio 2020. ACER precisa che tale scadenza va considerata come data ultima e improrogabile per la consegna della documentazione ISEE alla stessa ACER. Gli assegnatari che avessero già presentato l’attestazione non devono tener conto di questa comunicazione.




CONCORDATO IN BIANCO PER LE INDUSTRIE VALENTINI. Il Sindacato impegnato nella difesa del posto di lavoro per circa 200 occupati

Comunicato stampa. La società Industrie Valentini S.p.A. ha comunicato, il 18 marzo, alle Organizzazioni Sindacali, di aver depositato presso il Tribunale di Rimini il ricorso per concordato in bianco, già iscritto al registro imprese di Rimini.

Una procedura che intende tutelare il ceto creditorio congelando tutti i debiti aziendali, compresi quelli verso i lavoratori, alla data del 17 marzo 2020.

Questa decisione assunta dalla più importante azienda del legno di Rimini, specializzata nella produzione di mobili in kit e nell’arredamento per la casa, è legata anche al recente inasprirsi della crisi del settore.  In questi ultimi anni la società ha subito consistenti cali di fatturato e ha dovuto assorbire – anche negli ultimi mesi – importanti insoluti e ritardi negli incassi da clienti. Tra questi la società ci ha evidenziato il triplice default del Gruppo Mercatone Uno, che ha lasciato impagati debiti sia da parte del Gruppo ante Amministrazione Straordinaria che successivamente da parte della procedura ministeriale e da ultimo dall’assuntore (ora fallito) Shernon Holding.

Da tempo l’azienda aveva avviato programmi ed attività di riposizionamento sul mercato, ed in particolare dall’estate scorsa ha cercato un nuovo partner industriale per rilanciare la produzione ed il marchio. Negli ultimi mesi l’azienda ci ha comunicato di essere in procinto di chiudere una trattativa con un importante Gruppo del settore, prevedendo un intervento finalizzato a mantenere la continuità aziendale e a tutelare il presidio occupazionale. Purtroppo, l’aggravarsi della situazione del mercato per le note vicende sanitarie che hanno indotto alla chiusura di tutti i centri commerciali e della clientela al dettaglio, ha portato ad un peggioramento della situazione e ad una sospensione della trattativa con il terzo interessato. I tempi dell’auspicata operazione sono stati sospesi e rinviati al necessario miglioramento del contesto economico nazionale.

Fiduciosi che le trattative per la ripresa e la prosecuzione dell’attività, anche tramite l’affitto o la vendita di ramo d’azienda, possano essere riavviate prima possibile per garantire la continuità di una realtà storica che attualmente occupa 160 lavoratori diretti più circa 40 per attività in appalto, abbiamo chiesto un ulteriore incontro all’azienda e chiederemo immediatamente un incontro al commissario giudiziale, appena sarà nominato.

Ciò per attivare gli opportuni strumenti e fare ricorso alla cassa integrazione straordinaria, con gli obbiettivi di continuare a garantire una forma di sostegno al reddito per i tanti lavoratori occupati e per evitare la perdita di posti di lavoro.

Renzo Crociati, Roberto Casanova, Francesco Lorusso Segretari Generali FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL