6 Settembre. NUOVO SCIOPERO DELLE LAVORATRICI e DEI LAVORATORI DELL’APPALTO PULIZIE PRESSO POSTE ITALIANE

Ancora un’amara beffa per le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’appalto pulizie di Poste Italiane in lotta da mesi: solo una parte irrisoria della 14ma mensilità risulta a oggi pagata, malgrado le rassicurazioni di NUOVA IDEA srl che, già in ritardo di due mesi rispetto alla scadenza contrattuale, dopo mille scuse avrebbe finalmente risolto la penosa situazione alla fine del mese di agosto.

I soldi invece non sono arrivati, e nemmeno nessun cenno da parte dell’azienda.

Continua da mesi la presa in giro per decine di lavoratrici e lavoratori del nostro territorio e per le loro famiglie. In questo lungo periodo molti hanno dovuto rinunciare al lavoro, e per tutti si sono verificate condizioni di vita intollerabili per i continui ritardi nel pagamento delle loro pur esigue retribuzioni.

Ancora una volta sollecitiamo POSTE ITALIANE a fare il proprio dovere e ad intervenire per garantire una situazione di normalità in questo appalto, risolvendo una volta per tutte i continui ritardi e le incertezze per tante lavoratrici e lavoratori.

Questa vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sull’insufficienza di regole di effettiva tutela per i dipendenti negli appalti pubblici e privati, e le difficoltà nell’ottenere l’attuazione reale della responsabilità solidale da parte dei committenti.

Le OO.SS congiuntamente alle RSA e alle Lavoratrici e ai Lavoratori, dopo avere già effettuato tre giorni di sciopero a giugno e a luglio e aver segnalato agli organi di vigilanza le gravi inadempienze della ditta NUOVA IDEA SRL proclamano una giornata di sciopero Venerdì 6 Settembre

E’ ORA DI PRENDERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ E DI SBLOCCARE QUESTA INCRESCIOSA SITUAZIONE DANDO IMMEDIATA RISPOSTA AI LAVORATORI!!

FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTRASPORTI-UIL dei territori di CESENA, FORLI’ e RIMINI vogliono, con questa comunicazione, sensibilizzare tutta la cittadinanza e le istituzioni locali in merito alla grave situazione di questi lavoratori e lavoratrici che da anni subiscono riduzioni degli orari di lavoro e cambi appalto che non garantiscono i loro diritti fondamentali!

Per le OO.SS di Cesena – Forli’ – Rimini




Controlli sulle attività economiche. Anche il lavoro nero va inserito nel Regolamento del Comune di Rimini

Comunicato stampa. La Cgil di Rimini ha inviato una lettera al Sindaco e all’Assessore al Bilancio del Comune di Rimini per chiedere un incontro circa l’annunciato Regolamento che introduce misure, fino alla revoca della licenza, per le imprese che non pagano i tributi comunali.

Il Regolamento si è reso necessario per attuare le indicazioni contenute nel Decreto Crescita, indicazioni che offrono una copertura legislativa ai provvedimenti antievasione annunciati da tempo dall’Amministrazione Comunale di Rimini che, a tal proposito, aveva chiesto anche l’intervento dell’ANCI presso il Governo.

Stando a ciò che abbiamo letto sugli organi di informazione si tratta di misure tese, non solo a recuperare risorse dovute all’Ente, ma anche a salvaguardare il lavoro degli imprenditori vittime di concorrenza sleale da parte degli evasori.

Condividiamo la soddisfazione dell’Amministrazione e delle categorie economiche che si sono espresse in tal senso per il risultato in sé, ma, aggiungiamo, perché apre nuove opportunità di tutela per gli altri indispensabili e imprescindibili soggetti che permettono alle attività economiche di esistere. Ci riferiamo naturalmente alle lavoratrici e ai lavoratori.

Riteniamo che il lavoro irregolare possa, meglio, debba, essere calato all’interno del Regolamento che verrà presentato in Consiglio Comunale.

A tal fine abbiamo chiesto al Sindaco e all’assessore al Bilancio del Comune di Rimini un incontro per affrontare il tema del lavoro irregolare che, non solo è ingiusto per i lavoratori ma è, anche questo, causa di concorrenza sleale tra le imprese, forse ancor più del mancato pagamento dei tributi.

Citiamo a tal proposito un passaggio dell’ordine del giorno approvato il 15 marzo 2013 in una seduta aperta del Consiglio Comunale, nel quale si asseriva che:

l’utilizzo del lavoro gravemente sfruttato rappresenta, oltreché una violazione dei diritti delle persone e delle norme che regolano i rapporti di lavoro, un pesante elemento di inquinamento della leale concorrenza e delle dinamiche di mercato”.

Nello stesso ordine del giorno, tra l’altro, l’Amministrazione Comunale si era impegnata a “dare mandato agli uffici affinchè in sede di SCIA o di richiesta di rilascio di nuove autorizzazioni, fosse prevista una nuova dichiarazione, a carico del richiedente, circa il rispetto della normativa vigente in tema di: tutela del lavoratore, salute, ambiente, condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

L’incontro sarà un’occasione utile anche per fare il punto rispetto a quegli impegni.

La Segreteria CGIL di Rimini




Economia illegale, lavoro irregolare, scarsa qualità del Turismo: maglie di una stessa catena

Comunicato stampa. La notizia del sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Rimini, relativo ad una società che gestisce un hotel a Torre Pedrera, si inserisce nel contesto di un territorio dove sempre più frequenti sono i fenomeni sentinella di un’economia illegale. Economia illegale e lavoro irregolare fanno il paio con la scarsa qualità del prodotto turistico, anzi, si potrebbe dire che si tratta di aspetti fortemente correlati, se non conseguenti.

Il radicamento della criminalità organizzata ed il lavoro.
La relazione del II semestre 2018 della Direzione Investigativa Antimafia ed i contenuti in essa riferiti all’Emilia Romagna e più nello specifico al Riminese, suggeriscono ulteriori riflessioni sul tema della legalità nel nostro territorio. Destano infatti preoccupazione il modus operandi affaristico portato avanti dalle mafie nei territori emiliano romagnoli e la confermata presenza nel riminese di criminalità organizzata di matrice nazionale ed internazionale.
Da ultimo i “Quaderni dell’Antiriciclaggio dell’Unità di Informazione Finanziaria” della Banca D’Italia evidenziano in provincia di Rimini un aumento di segnalazioni di operazioni sospette nel 2018 rispetto al 2017 (questo in attesa che escano i dati del I semestre 2019).
Il radicarsi di organizzazioni criminali è oramai assodato che implichi sfruttamento del lavoro, cancellazione di diritti fondamentali per i lavoratori e l’impedimento dell’esercizio delle libertà sindacali.

Il mercato del lavoro stagionale nel turismo.
Va ricordato, come dato di contesto, che a Rimini circa il 25% dei lavoratori nel turismo sono assunti in maniera irregolare. Tutto ciò avviene mentre si assiste, da un triennio, all’evolversi di una crisi del mercato del lavoro stagionale; se è vero che l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro evidenzia preoccupanti criticità (non solo nel turismo riminese). Su questo specifico punto, per i lavoratori stagionali del turismo e per riqualificare il lavoro rendendolo più appetibile, serve urgentemente un meccanismo d’indennità di disoccupazione che da un lato incentivi formazione e legalità e dall’altro garantisca continuità di reddito durante l’anno.

Un patto territoriale per il lavoro di qualità nel turismo.
L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo. Sui temi dell’economia turistica e del lavoro è necessaria una regia condivisa anche in questo territorio. E’ urgente l’attuazione dell’ordine del giorno contro il lavoro gravemente sfruttato, adottato nel marzo 2013 dal Comune di Rimini ma mai portato a compimento. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata e per la legalità del lavoro. Occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio, come già ribadito nel nostro Manifesto per il lavoro nel settore del turismo sul quale più volte da diversi mesi abbiamo pubblicamente posto la necessità di avviare un confronto.

Mirco Botteghi – Segr. Generale FILCAMS CGIL Rimini

 




“Sindacato di strada”. Il Segretario nazionale Maurizio Landini al banchetto della Filcams Cgil di Rimini

Giovedì 8 Agosto, nell’ambito della campagna sul lavoro stagionale nel Turismo, il banchetto informativo della Filcams Cgil territoriale sarà allestito a Rimini in piazzale Fellini (presso la Fontana dei quattro cavalli) dalle ore 18.00 alle 21.30. Alle 18.00 è attesa la partecipazione del Segretario nazionale Maurizio Landini, “a sottolineare – ci tiene a dire la Segretaria Isabella Pavolucci – l’importanza che la Cgil attribuisce alle criticità del Sistema Turismo. Sarà un’occasione per parlare anche delle tante emergenze che l’Italia sta attraversando in questa fase politica e dei provvedimenti del Governo che stanno minando fino alla radice i principi e i valori di uguaglianza e di solidarietà che sono alla base della nostra Costituzione”.

“Il mondo del lavoro è cambiato, purtroppo in peggio. La frammentazione delle unità produttive ha indebolito i lavoratori e la precarizzazione li ha resi più isolati e con meno tutele. Tanti anni di crisi hanno avuto effetti deleteri sul contesto socio-economico, effetti che hanno modificato anche il modello organizzativo e operativo del nostro sindacato che sempre di più sceglie di essere sindacato di strada”. Così Isabella Pavolucci e Mirco Botteghi, rispettivamente segretari generali della Cgil e della Filcams Cgil di Rimini, spiegano l’impegno di tutta l’Organizzazione ad essere ancor più vicini e presenti là dove i lavoratori sono precari e dove i cittadini vivono situazioni di disagio sociale ed economico.

In particolare, per quanto riguarda il settore turistico, in tutti i territori del Paese, anche quest’anno è in corso una campagna per combattere le irregolarità, gli abusi e il mancato rispetto delle norme. Ha per titolo #Backstage: il lavoro che non vedi, vale e ha come obiettivo di contrastare e migliorare le condizioni di chi lavora nel settore turistico che ha bisogno di professionalità e qualità a partire dal fattore lavoro. Un’ulteriore opportunità affinché le lavoratrici e i lavoratori possano porre domande e richiedere informazioni per conoscere, e conseguentemente per esigere, i propri diritti.

Dalle ore 18.00 diretta streaming su https://www.facebook.com/rn.filcams/

In caso di maltempo ci sposteremo presso la Sala del Palazzo del Turismo (piazzale Fellini 3).




Vigili del Fuoco: Fp Cgil ricorda incidente Rieti e lancia petizione per assicurazione Inail. Maurizio Landini e Serena Sorrentino sono i primi firmatari

Roma, 7 agosto – “Salvano vite ogni giorno, al servizio della collettività, vivono quotidianamente situazioni di pericolo, sono soggetti a frequenti infortuni. Eppure i Vigili del Fuoco non hanno una assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che devono affrontare a proprio spese”. Queste le ragioni per cui la Funzione Pubblica Cgil Vvf lancia una petizione su change.org chiedendo che venga prevista un’assicurazione Inail per gli uomini e le donne del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, sono i primi firmatari.Una iniziativa che la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco lega, racconta la categoria, “all’incidente di appena 8 mesi fa al distributore di carburanti lungo la via Salaria, all’altezza di Borgo Quinzio in provincia di Rieti, dove un autocisterna di Gpl esplose, causando decine di feriti e la morte di Stefano Colasanti, Vigile del Fuoco non in servizio con la squadra di soccorso intervenuta ma lì per aiutare le persone coinvolte, e un altro uomo investito dalla forte esplosione. Tra i feriti Giuseppe, Vigile del Fuoco del comando di Rieti che rimase ustionato e dopo aver subito un trapianto di pelle, appena 5 mesi dopo è rientrato in servizio senza aver ricevuto alcun rimborso o indennizzo“.

Un caso simbolo, ancora vivo nella memoria collettiva, a sostegno di questa petizione. “Crediamo – conclude Fp Cgil Vvf – che tutti dovrebbero firmare la petizione per riconoscere ai Vigili del Fuoco, che ogni giorno si adoperano per il bene comune, un assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali per impedire che vengano lasciati soli ad affrontare le spese di un lavoro svolto con efficienza e professionalità. Lo dobbiamo a Giuseppe e ai tanti colleghi feriti e non rimborsati”.

Ufficio stampa Fp Cgil nazionale




#Backstage. Campagna contro le irregolarità nel lavoro stagionale

#Backstage: il lavoro che non vedi, vale

Una campagna per combattere le irregolarità, gli abusi, il mancato rispetto delle norme promossa dalla Filcams Cgil e dalla Cgil Emilia Romagna.

Come ogni anno, la Filcams Cgil lancia la campagna di informazione e comunicazione a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori stagionali del turismo: cuochi, bagnini, camerieri, addetti alle pulizie.

Partiremo giovedì 25 luglio presso il Parco Fellini di Rimini dove verrà allestito uno stand informativo dalle ore 20.30 alle 22.30.

#BackStage: il lavoro che non vedi, vale, vuole mettere in evidenza e valorizzare l’impegno e la professionalità di chi lavora dietro le quinte, richiamando l’attenzione dei viaggiatori sull’importanza di tutto quello che non vedono, ma che è fondamentale per rendere “indimenticabile” la loro vacanza.

“Dalle cucine dei ristoranti, alle spiagge, passando per i guardaroba dei musei delle città d’arte, il lavoro è centrale, necessario, insostituibile, un buon lavoro, professionalizzato, equamente retribuito, formato, è garanzia di un servizio all’altezza delle aspettative.”

Anche quest’anno abbiamo assistito alla solita litania delle associazioni di categoria e delle imprese della Riviera sulle difficoltà nel reperire la necessaria manodopera stagionale. Lamentano la mancanza di qualche migliaio di lavoratori ed in particolar modo la difficoltà nel trovare personale qualificato. Un tema, come detto, che negli ultimi anni ha occupato le cronache alla vigilia di ogni stagione estiva.

Alcune considerazioni e valutazioni sui motivi, che a nostro avviso, sono causa di questo fenomeno.

Nel corso dello scorso anno, nelle provincie della costa, sono state oltre mille le vertenze attivate dalla Filcams Cgil per contenziosi in rapporti di lavoro stagionale nel settore turistico, la maggior parte di queste per recupero crediti dovuti a pagamenti non effettuati, mancato riconoscimento del lavoro straordinario e del corretto inquadramento rispetto alla mansione svolta. Molti sono anche i casi di denuncia sulle condizioni di lavoro, del riposo settimanale mai concesso. Non sono poi mancati i casi di licenziamento ingiustificato, anche comunicato verbalmente, il ricorso al lavoro grigio, se non quando al lavoro nero, come confermano anche gli interventi della Guardia di Finanza.

Tali abusi hanno, per le lavoratrici e per i lavoratori del settore, un duplice effetto negativo, oltre al non pagamento corretto delle retribuzioni contrattuali, all’evasione previdenziale e quindi anche fiscale, comportano anche una diminuzione in termini economici e previdenziali per la maturazione del diritto alla NASPI.

Ancora una volta rilanciamo la richiesta agli organismi Istituzionali preposti, perché mettano in campo tutte le energie per estirpare questo mal costume, fatto di irregolarità, illegalità, che mette in serio pericolo oltre il lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori, anche le aziende virtuose che applicano integralmente le norme contrattuali e sociali.

Per questo, come ogni anno, è partita, anche nel nostro territorio, la campagna per combattere le irregolarità, gli abusi, il mancato rispetto delle norme, per contrastare e migliorare condizioni di chi lavora nel settore: il turismo ha bisogno di professionalità e qualità a partire dal fattore lavoro.

Attraverso l’affissione di decine e decine di manifesti informativi e le iniziative che la FILCAMS CGIL di Rimini ha messo e continuerà a mettere in campo nel corso della stagione estiva, si cercherà di dare la possibilità alle lavoratrici e ai lavoratori di poter porre domande e richiedere informazioni per conoscere, e conseguentemente per esigere, i propri diritti.

FILCAMS CGIL Rimini




Tutto il trasporto pubblico sciopera il 24 luglio. Tutto il trasporto aereo il 26 luglio

Comunicato stampa. Sarà il primo sciopero nazionale, dopo vent’anni, il prossimo 24 luglio, in tutti i settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, marittimo e porti, autostrade, taxi, autonoleggio e il 26 luglio in tutto il trasporto aereo.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dell’Emilia Romagna con questo sciopero intendono dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte ‘Rimettiamo in movimento il Paese’ indirizzata al Governo. Questo Governo, che si contraddistingue per l’assenza di risposte strategiche, non ha mai convocato le organizzazioni sindacali e lo ha fatto solo per sporadici incontri per la gestione delle singole crisi aziendali.

A seguito di questo bisogno di scelte si deve aprire immediatamente un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole ed arrivare alla sottoscrizione di un Patto Nazionale per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci.

L’Italia, dal punto di vista infrastrutturale, sta rischiando di diventare la cenerentola d’Europa se non si sbloccano le opere che la fanno viaggiare fra sud e nord a due velocità.

Il sistema di regolazione dei trasporti sta penalizzando sia le lavoratrici che i lavoratori del settore. Basta osservare cos’è accaduto nel trasporto aereo, dove al crescere del traffico, una serie di aziende, anziché svilupparsi, sono entrate in crisi che durano tuttora.

Nel trasporto pubblico locale resta l’incognita dei 58 Mln di euro che non sono previsti dal DEF a copertura degli eventi di malattia degli addetti al settore.

Allo stesso tempo nel settore ferroviario la liberalizzazione ha aperto le infrastrutture senza garantire alle imprese italiane condizioni di reciprocità verso i Paesi europei.

Inoltre le dichiarazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti destano inquietudine per i provvedimenti che dovrebbero colpire la Soc. Rfi, mentre non è ben chiaro cosa esattamente il governo intende per “aggiornamento del rapporto concessorio per le autostrade”.

Il nostro Paese ha bisogno di regole, pianificazione e programmazione. Questo è uno sciopero politico contro l’immobilismo di questo Governo.

Nel settore dell’autotrasporto delle merci, nelle spedizioni e nella logistica la durata dello sciopero sarà dell’intera prestazione lavorativa, per sottolineare l’importanza e l’attenzione che questo segmento della produzione merita, visto che lo sviluppo della digitalizzazione e dell’informatizzazione dei processi di vendita on line, ha incrementato rapidamente i volumi dei fatturati dei grandi player internazionali mutando radicalmente le condizioni di lavoro degli addetti.

Si stima infatti che siano circa un milione i lavoratori legati all’E-commerce, con un valore del PIL nazionale vicino all’8%.

E’ il momento in cui parte di questa ricchezza prodotta venga redistribuita a chi questa ricchezza la produce. Infine noi scioperiamo perché i lavoratori dei trasporti vogliono rivendicare il rinnovo dei contratti. Perché senza trasporti moderni ed efficienti e senza i lavoratori tutelati dai Ccnl, questo Paese non potrà ripartire.

Massimo Colognese – Segretario generale FIL CGIL Emilia Romagna




Educatrici di Cattolica senza stipendio. Se all’inefficienza amministrativa risponde l’incompetenza di certa politica, il problema si fa doppio.

Da sei mesi 4 educatrici dipendenti della cooperativa Domino, vincitrice dell’appalto bandito dal Comune di Cattolica, sono senza stipendio.

La cooperativa Domino, di Pesaro, ha lavorato per il Comune di Cattolica dal settembre 2013 ad agosto 2015 e poi da ottobre 2017 ad oggi. In quest’ultima gara si è presentata da sola e ha vinto. Non è sconosciuta nel mondo delle cooperative. Da tempo è insolvente con le lavoratrici, non paga stipendi e contributi, ma neppure il commercialista, e si nega ad ogni tentativo di contatto.

Il Comune appaltante è responsabile in solido e deve pagare se la Cooperativa è insolvente, ma la burocrazia ha le sue regole (documentazione da reperire ecc. ecc.) e l’Amministrazione ancora non ne è venuta a capo. Da aggiungere, tra l’altro, che il commercialista non essendo stato pagato dalla Domino non ha fornito le buste paga degli ultimi tre mesi, con il rischio che le lavoratrici ricevano soltanto lo stipendio di febbraio marzo aprile e non degli ultimi mesi.

Della situazione il Comune è stato informato da tempo, abbiamo avuto degli incontri con il Sindaco, l’Assessore e il dirigente competenti in materia, per cercare la maniera affinché le lavoratrici possano ricevere lo stipendio ed essere tutelate senza effetti collaterali negativi.

Fosse stato revocato l’appalto, infatti, le lavoratrici, precarie da 16/17 anni, avrebbero perso il lavoro.

E ancora. La Funzione Pubblica CGIL, in linea di massima, è contraria alle esternalizzazioni e uno dei motivi sta proprio nei problemi che questo stesso caso di Cattolica ci sta rappresentando. Tanti anni di precarietà non giustificherebbero il ricorso all’esternalizzazione ed indica che si è trattato di una scelta sbagliata, ma far rientrare il lavoro significherebbe, nell’immediato, indire un concorso pubblico lasciando le lavoratrici, dipendenti di una cooperativa privata, senza alcuna tutela.

Questi sono soltanto alcuni degli aspetti che come Sindacato abbiamo il dovere di considerare per ottenere la massima tutela delle lavoratrici.

Giudichiamo davvero deprecabile qualsiasi speculazione politica che si alimenti del loro stato di precarietà e di bisogno. Riconosciamo al gruppo di genitori che ha solidarizzato con le insegnanti la volontà di voler risolvere positivamente la questione anche se, la strumentalizzazione politica che ne è stata fatta, è evidente, così come è evidente il tentativo di scavalcare il Sindacato che le lavoratrici liberamente hanno scelto per farsi rappresentare.

La cosa che più urgentemente chiediamo come Funzione Pubblica CGIL è che tutti gli stipendi vengano pagati. Sui temi più generali relativi a esternalizzazioni e appalti, contro la precarietà e a garanzia della legalità, continueremo ad incalzare l’Amministrazione Comunale.

Ario Fabbri – F.P. CGIL Rimini




Appalto pulizie Poste Italiane. Proclamato lo sciopero per il 17 e 18 luglio

Comunicato stampa. Non sono più disagi, sono vere e proprie difficoltà quelle che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori dell’appalto pulizie di Poste Italiane. 60 giorni senza retribuzione, famiglie allo sbando, mutui e affitti da pagare e le lavoratrici non riescono a raggiungere il lavoro perché non ci sono i soldi per il carburante.

Ancora una volta le promesse dell’azienda NUOVA IDEA SRL, facente parte del Consorzio Meridionale, sono state disattese: la lettera formale di Idea Servizi in cui assicurava il pagamento delle retribuzioni entro il 15 Luglio è rimasta una promessa non mantenuta!!! Ad oggi non c’è la retribuzione di Maggio 2019 nonché Giugno 2019 e la Quattordicesima 2019 e neppure i cedolini paga.

Le organizzazioni sindacali FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTRASPORTI-UIL dei territori di CESENA, FORLI’ e RIMINI congiuntamente alle RSA, alle lavoratrici e ai lavoratori sono sconcertati, delusi e arrabbiati e dopo lo stato di agitazione proclamato il 23 aprile 2019 e la giornata di sciopero già effettuata il giorno 26 giugno 2019, proclamano SCIOPERO PER I GIORNI 17 E 18 LUGLIO 2019.

Come OO.SS abbiamo sempre denunciato la condizione di questi lavoratori che hanno subito negli anni continui tagli alle ore rendendo le loro vite precarie al limite del non sostentamento.

Non vogliamo e non possiamo lasciare proseguire questa offesa alle dignità delle persone.

Scioperiamo con presidio mercoledì 17 luglio, presso la sede di Poste Italiane SPA di Bologna via Zanardi, 25 alle ore 10:30 per porre ancora una volta l’attenzione sui LAVORATORI E LAVORATRICI e sui loro diritti!

E’ ORA DI PRENDERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ E DI SBLOCCARE QUESTA INCRESCIOSA SITUAZIONE DANDO IMMEDIATA RISPOSTA AI LAVORATORI!

FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTRASPORTI-UIL dei territori di CESENA, FORLI e RIMINI vogliono, con questa comunicazione, sensibilizzare tutta la cittadinanza in merito alla grave situazione di questi lavoratori e lavoratrici che da anni subiscono riduzioni degli orari di lavoro e cambi appalto che non garantiscono i loro diritti e delle degne retribuzioni.

 




Turismo e Lavoro. Lettera aperta a istituzioni e imprese

Lettera aperta indirizzata a

Presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi,

Sindaci della Provincia di Rimini,

Presidente AIA Cattolica Massimo Cavalieri,

Presidente AIA Misano Adriatico Iliana Baldelli,

Presidente Federalberghi Riccione Bruno Bianchini,

Presidente AIA Rimini Patrizia Rinaldis,

Presidente Federalberghi Bellaria – Igea Marina Simona Pagliarani,

Presidente Confcommercio Provincia di Rimini Gianni Indino,

Presidente Confesercenti Rimini Fabrizio Vagnini,

Presidente Oasi Confartigianato Rimini Diego Casadei,

Presidente Legacoop Romagna Mario Mazzotti,

Ciò a cui stiamo assistendo da almeno un triennio, circa la crisi di offerta di lavoro stagionale nel Turismo, è un segnale della crisi più vasta del sistema turistico riminese. L’ostinazione con cui taluni continuano a guardare il dito senza vedere la Luna è inferiore solo alla carenza di proposte per uscire da questo vicolo cieco.

Affermare che la qualità del lavoro è un fattore produttivo strategico fondamentale, al pari di investimenti privati e pubblici, può apparire scomodo nell’epoca della disintermediazione e del lavoro “agile” o dei “collaboratori”; ma è necessario farlo. Non è più rinviabile una discussione complessiva che, a partire dagli investimenti straordinari che in questi anni il pubblico ha disposto per riqualificare il prodotto turistico, inizi ad approfondire il tema degli investimenti privati anche nella qualificazione del lavoro.

La questione di fondo, che la CGIL, insieme alla Filcams, ha messo in campo dalla primavera scorsa con il “Manifesto del lavoro nel turismo riminese”, è appunto sistemica: una più equa redistribuzione del reddito prodotto dal Turismo.

Di lavoro il sistema economico del turismo ne richiede; ne richiederebbe anche di più se i nastri orari fossero da 40 ore settimanali, se non ci fosse lavoro irregolare, se si offrisse impiego di qualità agli oltre 2.000 studenti che nel riminese studiano per occuparsi nel turismo e se si reintroducesse un ammortizzatore sociale specifico (dal 2013, anno dell’avvio dell’eliminazione della indennità di disoccupazione stagionale, si è anche avviata la fase di corto circuito tra domanda ed offerta di lavoro stagionale). Da aggiungere che il Decreto Dignità, introducendo l’incremento contributivo ad ogni rinnovo, di fatto colpisce la continuità occupazionale favorendo la ripetuta sostituzione del personale da assumere.

Di lavoro e qualità dello stesso se ne dovrebbe tenere conto anche nel dibattito politico sulle concessioni balneari, dal momento che dietro ad esse si cela uno strategico tema d’interesse generale.

Si può scegliere se affrontare questi problemi o alimentare periodiche polemiche francamente incomprensibili nella loro funzione strategica.

Noi abbiamo scelto da che parte stare. Abbiamo messo in campo una proposta complessiva che nel medio periodo può aumentare la propensione delle persone a scegliere il turismo stagionale come settore nel quale investire la propria vita lavorativa.

Sulla base di questi presupposti la nostra Organizzazione è disponibile ad avviare un confronto. Che i nodi siano venuti al pettine è chiaro, ora servono soluzioni complessive.

Isabella Pavolucci Segr. generale CGIL Rimini – Mirco Botteghi Segr. generale FILCAMS CGIL Rimini