Start Romagna. Manca un progetto industriale

Comunicato stampa. Le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente comunicato denunciano il totale disinteresse da parte della proprietà di Start Romagna (Sindaci di Rimini, Ravenna, Forlì, Cesena) e dell’Assessorato regionale competente, sulle richieste da noi avanzate. Nessuna risposta infatti abbiamo ricevuto alle nostre lettere inviate il 6 dicembre 2018 e ancora il 2 aprile 2019 con le quali si chiedeva un confronto ai soggetti sopra citati.

Giudichiamo tale atteggiamento molto grave e lesivo di una corretta relazione tra le parti, tanto più in presenza di un’impresa a totale controllo pubblico che in Romagna occupa circa 1.000 dipendenti diretti.

I temi al centro delle nostre richieste attengono al futuro di Start Romagna, anche alla luce di quanto convenuto con il Patto Regionale del dicembre 2017 per il trasporto gomma/ferrosi nella regione Emilia Romagna. Si va verso i bandi di gara. Come si può mantenere un’azienda così importante per il servizio pubblico, senza avere un preciso progetto industriale che traguardi allo sviluppo del servizio?
E possibile discutere di tali argomenti?
Start ha un Cda scaduto, un presidente che ne segue le orme, un bilancio preventivo 2019 non ancora presentato, un piano industriale/finanziario che non trova alcun riscontro.
Le Organizzazioni sindacali ritengono necessario/utile/indispensabile un confronto di merito immediato per tutelare al meglio il lavoro, ma anche un patrimonio del servizio pubblico dell’intera Romagna.

Filt CGIL – Fit CISL – Uiltrasporti UIL – Faisa CISAL – USB




Agenzia interinale Alma. Nessuna certezza per il pagamento degli stipendi

Il Gruppo Alma conta circa 17.000 dipendenti, suddivisi in 32 società, operante prevalentemente nella somministrazione di lavoro interinale attraverso la società madre Alma SpA, nonché operando in appalto nei servizi di pulizie e servizi integrati/multiservizi, logistica, call center e nei settori industriali dell’alimentare e metalmeccanico.
Le società del Gruppo applicano diversi CCNL a seconda della tipologia di appalto.
Vista la complessità e il coinvolgimento di sei categorie, Filcams, Filt, Fiom, Flai, Nidil e SLC, la Cgil nazionale aveva inviato una richiesta urgente di incontro al MISE lo scorso marzo. Nessuna risposta.

Il Gruppo è alle prese con questioni di ordine giudiziario e ultimamente è anche inottemperante rispetto al pagamento degli stipendi e quidi per ciò che riguarda la responsabilità in solido delle imprese utilizzatrici verso lavoratrici e lavoratori in somministrazione. In sostanza l’Agenzia per il lavoro Alma ha comunicato che le retribuzioni del mese di aprile saranno erogate su base forfettaria e saldate soltanto quando avverrà il pagamento da parte dei Committenti.

Il 13 maggio CGIL CISL UIL hanno inoltrato un’ulteriore lettera al Gruppo per chiedere l’incontro.

In allegato il comunicato sindacale

 




Gruppo SGR. Rinnovato il contratto aziendale

Comunicato stampa. I lavoratori di Sgr Servizi, Gruppo Sgr e Adrigas, riuniti in assemblea hanno approvato all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale valevole per il 2019-2021.

Con soddisfazione Filctem Cgil e Femca Cisl consolidano, in importanti imprese del nostro territorio, un modello contrattuale che lascia alle spalle una posizione difensiva, per maggior salario e diritti e un modello di relazioni industriali che pone al centro la dignità del lavoro.

Questo nuovo contratto aziendale consolida nel premio di produzione variabile (che aumenterà del 22%), gli obiettivi di incremento della produttività, qualità e redditività del servizio, obiettivi sempre raggiunti negli anni passati e spesso superati dai lavoratori del Gruppo Sgr.

Tutela i lavoratori che si trovano in gravi condizioni di salute, prevedendo una procedura sindacale congiunta, affinché si difenda la conservazione del posto di lavoro, anche ove tale periodo di malattia sia stato superato secondo il contratto nazionale.

Aumenta la quota a carico azienda nel Fondo Pensione Complementare di settore, rispetto a quanto previsto dal Contratto nazionale di riferimento, rafforzando così attraverso la contrattazione, uno strumento di governance trasparente e partecipata dei lavoratori.

Interviene sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori dai luoghi di lavoro. La Filctem Cgil e la Femca Cisl, giudicano un traguardo molto positivo aver esteso, in un’altra importante azienda del territorio (vedi contratto AEFFE), l’accordo sulle molestie e violenze, che prevede: un aiuto concreto nei confronti delle vittime, con l’aspettativa retribuita da SGR, ricollocazione ove fosse necessario e la costituzione di un fondo economico aziendale, che ci permetterà di svolgere iniziative congiunte con la rete antiviolenza e la Consigliera di pari opportunità, e diffondere tra i lavoratori il riconoscimento sociale della violenza contro le donne.

p. FILCTEM CGIL – p. FEMCA CISL

Francesca Lilla Parco – Cristian Fabbri




Convegno 18 Maggio – Il lavoratore di frontiera. Lavorare a san Marino aspettando l’Europa

Comunicato stampa. Si terrà Sabato mattina 18 maggio a partire dalle 9,30 al Cinema Teatro Tiberio di Rimini il convegno “Il lavoratore di frontiera. Lavorare a San Marino aspettando l’Europa”.

Questo appuntamento è promosso dal CSIR, organismo di cooperazione sovranazionale che riunisce CGIL-CISL-UIL delle Regioni Emilia Romagna e Marche e la CSdL e CDLS della Repubblica di San Marino.

L’ incontro vede il Patrocino della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e vuole essere l’occasione da un lato di ripercorrere le tappe di un lungo percorso di lavoro che ci ha visti impegnati da oltre 24 anni nella rappresentanza dei lavoratori transfrontalieri e nella difesa e promozione dei loro diritti, dall’altro ha “l’ambizione” di voler richiamare tutti, Istituzioni e Rappresentanze Politiche ai diversi livelli, a proseguire con rinnovata attenzione il proprio impegno verso le problematiche insite in questa particolare tipologia di lavoro svolto da una parte importante di nostri concittadini nella Repubblica di San Marino.

Sono infatti oltre 5.900 i lavoratori Italiani che risiedono nei nostri Comuni e lavorano oltre frontiera.

Essi rappresentano una importante risorsa economica per i territori di confine ed allo stesso tempo un volano importante per la nostra economia locale, sul quale è bene tenere accesi i riflettori portandone in evidenza le problematiche sociali e lavorative.

Il programma dei lavori prevede la relazione d’apertura di Giuseppina Morolli (presidente CSIR) che illustrerà il lavoro fatto in questi anni da questo organismo nato nel 1995 a partire dall’annosa questione della franchigia oggi risolta e riconosciuta in via strutturale e definitiva di euro 7.500.

Altro tema per i frontalieri quello della precarietà, infatti fino a poco tempo fa non avevano possibilità di essere assunti a tempo indeterminato, con la battaglia fatta dalle Organizzazioni sindacali di San Marino con la recente Legge Sviluppo si è previsto il tempo indeterminato anche per i frontalieri. Inoltre è necessario dotarsi di uno Statuto dei frontalieri, al quale le Organizzazioni sindacali di CGIL CISL UIL a livello nazionale stanno lavorando con la possibilità di trasformarlo in legge di stato, è stato aperto un tavolo di confronto interministeriale, partito nel 2016presso il ministero degli Affari Esteri, con successivo incontro a Palazzo Ghigi. Chiediamo che anche questo governo prosegua sulla stessa linea convocando al più presto le Organizzazioni Sindacali.

Ai lavori porteranno i loro saluti le Autorità presenti, Emma Petitti in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, il Segretario di Stato al Lavoro di San Marino, Andrea Zafferani. Interverranno inoltre le Organizzazioni Sindacali attive nel CSIR e l’intervento conclusivo sarà svolto da Giuseppe Augurusa (coordinatore nazionale frontalieri CGIL). Coordinatore e moderatore dell’incontro sarà Massimo Fossati componente CSIR.

Durante l’incontro, a nome del CSIR, verrà illustrata da parte di Paride Neri (vice presidente CSIR) la “Guida al lavoro frontaliero”.

Una guida essenziale che, nella sua estrema semplicità, vuole essere un utile strumento per tutti coloro che lavorano oltre frontiera”.

Si tratta di un opuscolo che vuole far comprendere ai 5.900 lavoratori italiani occupati in Repubblica, circa il 40% di tutti gli occupati del settore privato sammarinese, le regole basilari sulle condizioni contrattuali, i diritti, le norme previdenziali, il trattamento fiscale. “Un manuale di facile consultazione – spiega il CSIR – per quanti vivono la condizione di lavoratore transfrontaliero, per coloro che aspirano a diventarlo e per chi vuole comprendere le condizioni di chi vive in uno Stato e lavora in un altro. La questione della residenza è infatti il comune denominatore che porta spesso a determinare profonde ed ingiustificate differenze di trattamento”.

Discriminazioni e disparità di trattamento, sottolinea il CSIR, che “abbiamo sempre combattuto attraverso numerose iniziative come quella per l’eliminazione della cosiddetta Tassa Etnica, che ci ha visto promotori dell’invio di oltre 3mila cartoline al Presidente della Repubblica italiana, e all’intesa offensiva politico-diplomatica per superare la precarietà fiscale e quella contrattuale”.

L’impegno delle organizzazioni sindacali riunite nel CSIR continua ora sul fronte del riconoscimento giuridico del ruolo e della figura del lavoratore di confine.

Abbiamo bisogno insieme di rafforzare la Confederazione Europea dei Sindacati (CES), per questo è importante esserci e proseguire quella politica di alleanze che possa permetterci di costruire una Europa migliore.

Rimini, 16 maggio 2019




Turismo balneare, Bolkestein e lavoro. Incontro pubblico promosso da Cgil e Filcams Cgil di Rimini

Comunicato stampa. In coerenza con il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 frutto di un percorso aperto e partecipativo, Filcams CGIL e CGIL Rimini hanno elaborato il proprio Manifesto provinciale a partire dal presupposto che non può esservi un modello turistico sostenibile e di sviluppo se non fondato sul concetto della piena e buona occupazione. Per questo riteniamo che sia necessario definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del territorio, che la CGIL si è proposta di elaborare aggiornando il proprio Piano del Lavoro.

Nell’immediato futuro è intenzione della nostra organizzazione sindacale mettere in atto una serie di iniziative che andranno nella direzione dei contenuti del Manifesto stesso.

Tra le criticità dell’attuale sistema che abbiamo portato in primo piano vi sono quelle che periodicamente e stagionalmente sono oggetto di dibattito pubblico: carenza di forza lavoro, qualità dell’offerta turistica, sfruttamento del lavoro, infiltrazioni criminali. A ciò si aggiungono le novità introdotte dalle più recenti normative, annunciate e rimandate o già in essere, sia nazionali che europee. Dalla direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali, ai condhotel, alla cancellazione dell’indennità di disoccupazione stagionale

Quali soluzioni, dunque, occorrerebbero affinché non si ripropongano all’infinito le criticità che ben conosciamo? Quali prospettive per la riqualificazione del turismo balneare? Quali servizi pubblici essenziali per la sicurezza della balneazione?

Se ne parlerà nel dibattito promosso da Camera del Lavoro e Filcams Cgil Rimini il 16 maggio in Sala Marvelli, presso la Provincia di Rimini in via Dario Campana 64.
Dalle ore 10 si alterneranno nel dibattito Paolo Montalti (Segretario Generale Filcams Emilia Romagna), Roberto Biagini (Avvocato, ex Assessore comunale al Demanio del Comune di Rimini), Aleardo Maria Cingolani (Ammiraglio, Presidente Lega Navale Rimini) e Marco Broccati (Dipartimento delle politiche del Turismo CGIL nazionale).

Mirco Botteghi Segr. generale Filcams Cgil Rimini




“Più diritti, più salario e avvio della contrattazione di genere”. Approvato dai lavoratori di AEFFE e VELMAR il contratto aziendale

Comunicato stampa. Dopo una lunga trattativa durata un anno, i lavoratori dipendenti di AEFFE e VELMAR (piccola impresa, presente nel Gruppo), nelle cinque assemblee svolte dalle Organizzazioni Sindacali e dalle RSU (Rappresentanti Sindacali Unitarie) hanno votato favorevolmente all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale.

Le piattaforme presentate un anno fa dalle OO.SS e RSU rappresentavano un’importante sfida, perché incentrate sui diritti, ed in particolare sui diritti delle donne che rappresentano l’80% degli oltre 500 dipendenti che compongono la forza lavoro del gruppo Aeffe presso l’unità produttiva di San Giovanni in Marignano.

Il nostro impegno per l’ampliamento dei diritti, ha voluto salvaguardare la cultura sindacale del settore tessile, come patrimonio da attualizzare in un sistema d’impresa cambiato, ma che continua ad affermare un modello, di relazioni industriali nel territorio con le grandi imprese come AEFFE, capace di rispondere alle sfide e a pratiche di sperimentazione. Il nuovo contratto aziendale composto da 34 articoli, migliora la normativa esistente in precedenza e introduce nuovi diritti, che lasciano i lunghi anni di crisi economica per guardare al futuro, tanto da poter affermare che è stato fatto un salto di qualità nel modello contrattuale.

I principali punti del contratto aziendale:

  • Tutela della maternità con part-time volontari sino al 21° mese di vita del bambino senza limiti numerici. Questo nuovo articolo inizia finalmente a rispondere ad un bisogno che da tempo emergeva e che purtroppo portava troppo spesso le lavoratrici ad abbandonare il posto di lavoro nel primo anno di vita del bambino;

  • Aumento delle ore aggiuntive di permesso per visite di prevenzione oncologica;

  • Ruolo attivo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con un parere sulla tutela della salute della lavoratrice nel luogo di lavoro quando verrà richiesta l’astensione al 9° mese di gravidanza;

  • Istituzione del delegato alla formazione che svolgerà un ruolo attivo con i responsabili alla formazione aziendale, nella realizzazione dei progetti. Questo ci permetterà di intervenire non solo sui reali fabbisogni, ma anche nel recupero di tutte quelle professionalità che stanno scomparendo e che con i pensionamenti non vengono più recuperate;

  • Miglioramento della copertura economica per le lunghe malattie;

  • Istituzione dello smart-working, tra i primi nel settore a livello nazionale;

  • Cessione solidale dei permessi e ferie da parte dei dipendenti per sostenere lavoratori che si trovano nella condizione di assistere non solo figli minori come prevede la legge, ma anche maggiorenni e familiari di primo grado;

  • Aumento dell’80% sulla copertura economica per l’utilizzo della mensa interaziendale di San Giovanni in Marignano ed estensione del diritto anche a i lavoratori con contratto part-time, in precedenza esclusi dal diritto;

  • Sperimentazione di un nuovo accordo sulla flessibilità dell’orario di lavoro, che limita le ore che l’azienda può richiedere come da contratto nazionale di lavoro, e sfida la direzione aziendale, affinché dimostri di poter organizzare collettivamente il lavoro in efficienza, senza costi aziendali aggiuntivi e nel rispetto della conciliazione della vita lavorativa e familiare dei dipendenti;

  • Un premio variabile che per il 2019 terrà conto solo del valore della produzione;

  • Una cifra economica, aggiuntiva al premio variabile e distinta da esso, sarà destinata al welfare aziendale;

  • Abbiamo per la prima volta ottenuto il riconoscimento, anche per i dipendenti di Velmar, di tutti i diritti conquistati in questo nuovo contratto aziendale. Finalmente i dipendenti di Velmar, che lavorano accanto ai dipendenti di Aeffe, avranno i medesimi diritti;

  • Infine, con orgoglio abbiamo sottoscritto un accordo sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori il luogo di lavoro che va oltre un’adesione aziendale formale sul principio definito dall’Accordo Quadro, ma interviene con delle azioni e delle pratiche. L’accordo è composto da 7 punti di intervento, ed in particolare sostiene la vittima di violenza inserita nel percorso di protezione con 2 mesi aggiuntivi retribuiti di permesso, con il sostegno aziendale, qualora fosse necessario, di ricollocazione in un’altra sede del gruppo, o ricollocazione presso un’altra azienda. E ancora, l’attivazione di una procedura aziendale a fronte di segnalazioni interne, l’utilizzo del fondo aziendale per iniziative di formazione e informazione dei lavoratori, e un’ora aggiuntiva di assemblea all’anno con la partecipazione della rete anti violenza e della Consiglierà di Parità.

Il voto unanime dei lavoratori in assemblea e i complimenti ricevuti dagli stessi, sui contenuti di questo nuovo contratto, conferma l’importanza e la necessità che questo settore abbia di definire un modello contrattuale che risponda non solo al bisogno di aumento del salario, ma che abbia il coraggio di ampliare la sfera dei diritti, e al contempo possa conciliare senza rinunce la propria vita familiare.

Rimini 13 maggio 2019

p. FILCTEM CGIL –  FEMCA CISL – UILTEC UIL / Francesca Lilla Parco – Cristian Fabbri – Paolo Foschi




Unione Valconca. I lavoratori pronti ad aprire lo stato di agitazione sindacale

Comunicato stampa. I dipendenti dell’Unione dei Comuni della Valconca, la R.S.U. e l’organizzazione sindacale FP Cgil, a conclusione dell’Assemblea Sindacale del 24 Aprile 2019, hanno stabilito di essere pronti per aprire lo stato di agitazione sindacale.

Alla base della vertenza vi è la mancanza di investimenti concreti da parte degli Amministratori sugli organici dell’Ente, con particolare riferimento alla Polizia Locale che nel corso degli anni ha visto un continuo calo nel numero degli agenti.

In forza sul territorio dell’Unione vi sono ad oggi circa 7 agenti operativi, compreso il Comandante, mentre le vigenti normative, nazionale e regionale, ne prevedono almeno 24; questi numeri non permettono di poter garantire tutti i servizi fondamentali sul territorio.

Ciò nonostante sia le funzioni proprie dell’Unione sia quelle delegate dai Comuni vengono esercitate grazie al grande senso del dovere di tutto il personale che continua ad assicurare al meglio delle proprie possibilità lo svolgimento dei servizi, facendo fronte a carichi di lavoro pesanti e a notevoli responsabilità.

Da troppo tempo i lavoratori attendono risposte, i vari avvicendamenti dei Presidenti dell’Unione non hanno contribuito a risolvere i problemi che nel frattempo, lasciati lì, si sono acuiti: in ultimo anche lo sfratto da entrambe le sedi assegnate all’Unione.

I lavoratori, la Rsu, la FP Cgil chiedono chiarezza!

Come si può continuare a lavorare se non si è considerati parte degli Enti per i quali si lavora?

Come possono gli attuali Amministratori dei Comuni che fanno parte dell’Unione e, soprattutto, come potranno quelli di domani fare scelte di Sistema senza partecipare alle decisioni che riguardano l’Unione stessa?

Occorre credere nell’associazione di funzioni, considerare gli uffici dell’Unione come uffici non terzi rispetto a quelli comunali, assicurare le risorse strumentali e umane necessarie superando, in una visione strategica d’insieme, quei campanilismi che non possono coesistere con l’idea stessa di Unione.

R.S.U. – p. FP CGIL Ario Fabbri 

Rimini 09.05.2019




PARCO DEL MARE. Le Organizzazioni sindacali degli edili chiedono un incontro al Comune di Rimini

Comunicato stampa. Con l’approvazione della delibera della Giunta comunale di Rimini dell’11 aprile scorso il Parco del mare si avvia a prendere forma concreta. A settembre partiranno i lavori per la realizzazione del terzo dei tre lotti previsti, lavori che riguarderanno il Lungomare Spadazzi.

L’importo complessivo del Parco del Mare sarà di circa 4 milioni e mezzo, una parte dei quali verranno stanziati dalla Regione Emilia Romagna.

Per il terzo lotto la spesa complessiva è stimata in circa 2 milioni e 400 mila euro.

I lavori dovrebbero partire a settembre, dunque, tra breve, il Comune procederà con le gare d’appalto che è il tema, come sindacato degli edili, che ci interessa in questa fase.

Abbiamo verificato quali saranno i criteri di aggiudicazione delle opere e possiamo dire che condividiamo la scelta fatta dall’Amministrazione Comunale che è quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo.

Sul tema degli appalti, il recente provvedimento del Governo giallo-verde, chiamato sblocca cantieri, ha cancellato il limite dei 2 milioni al di sopra dei quali era obbligatorio procedere con l’offerta economicamente vantaggiosa per gli appalti pubblici, portandolo a circa 5 milioni e mezzo. Pertanto, i lavori che superano la soglia dei 2 milioni, come quello in questione, poteva essere aggiudicato con il massimo ribasso, modalità che sappiamo presenta rischi legati alla trasparenza e alla legalità.

Un decreto, lo sblocca cantieri, in totale contrasto anche con le linee guida del Protocollo sulla legalità e gli appalti, in vigore nel territorio di Rimini, siglato in Prefettura nel 20xx proprio per contrastare la logica che oggi viene riproposta dal Governo nazionale.

Ma, superato il rischio del massimo ribasso che riteniamo dovrà riguardare anche i bandi per gli altri due lotti, la nostra preoccupazione si concentra sui contratti che le imprese “vincitrici” andranno ad applicare. Perché, va bene la realizzazione di questo importante progetto di riqualificazione, va bene il ruolo dell’impresa, ma, noi diciamo, attenzione al lavoro e soprattutto ai contratti che verranno applicati ai lavoratori dipendenti dalle imprese di appalto e subappalto. A questo proposito le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, hanno chiesto un incontro all’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune.

Come Organizzazioni sindacali intendiamo realizzare una contrattazione cosiddetta “di anticipo“ con l’Amministrazione Comunale affinché ci sia consentito di vigilare sulle condizioni lavorative dei tanti lavoratori edili che troveranno occupazione grazie a quest’opera che, per essere un progetto di qualità, dovrà tener conto anche della sostenibilità relativa al lavoro.

p. FILLEA CGIL Rimini Renzo Crociati (3357798262)

p. FILCA CISL Romagna Roberto Casanova

p. FENEAL UIL Rimini Francesco LoRusso

Rimini 9 maggio 2019




Il fascismo porterà sempre morte e distruzione. Solidarietà alla Segretaria della CGIL di Forlì

Comunicato stampa. C’è una violenza nel nostro Paese che sta crescendo rapidamente accompagnata da incitazioni all’odio politico e razziale. Violenza impunita e istigata anche da figure con responsabilità istituzionali di primo piano.

Ciò a cui stiamo assistendo è l’espandersi della politica del manganello fisico e mediatico che sta colpendo simboli antifascisti, militanti democratici, sedi sindacali e sindacalisti. E’ successo di recente (la lista ormai è fin troppo lunga) a Modena con gli scontri prima e dopo il comizio del segretario della Lega, è successo a Forlì con il macabro teatrino del comizio dal balcone del Municipio e con le invettive contro la pacifica manifestazione di cittadine e cittadini forlivesi.

L’odio sparso a piene mani ha inondato il web e una certa parte dei media andando a colpire e a minacciare anche di morte chi si oppone a questa deriva. Farneticazioni intimidatorie che hanno preso a bersaglio anche la Segretaria della CGIL di Forlì Maria Giorgini alla quale va tutta la solidarietà della Camera del Lavoro di Rimini e con la quale condividiamo la lotta per la democrazia nei luoghi di lavoro e nelle città contro chi vuole riportare il Paese agli anni più bui della nostra storia.

Non è tollerabile che vengano oltraggiate la memoria delle nostre città e le vittime della tragedia del fascismo. Ci preoccupa che rappresentanti delle Istituzioni di ogni ordine e grado, che hanno giurato sulla Costituzione della nostra Repubblica, non si pongano a salvaguardia delle leggi italiane democratiche e antifasciste. Condanniamo atti e linguaggio che alimentano il clima di odio e fomentano l’esasperazione e il ribellismo puramente distruttivi, funzionali a logiche autoritarie e totalitarie. Continueremo a promuovere politiche inclusive, tolleranza e civile solidarietà facendo appello alle forze politiche di opposizione al Governo affinché venga posta la parola fine al proliferare di attacchi fascisti.

Segreteria CGIL Rimini




MANIFESTO del Lavoro nel Turismo riminese

Nella riviera riminese il turismo, fin dalla metà dell’ ‘800, è stato determinante per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione locale. Il sistema che si è stratificato nel tempo ha garantito progresso sociale ed economico diffuso ma al contempo ha anche contribuito a consolidare criticità e storture che periodicamente trovano spazio nella ribalta mediatica. Filcams Cgil e Cgil territoriale intendono proporre un nuovo modello turistico che ha i suoi punti salienti sintetizzati in un “Manifesto del Lavoro nel Turismo riminese”.

Testo del Manifesto del lavoro nel turismo riminese

Il turismo rappresenta, da metà ‘800, un volano per l’occupazione nel territorio provinciale. Da turismo di élite fino al secondo conflitto mondiale, a turismo di massa, l’economia riminese deve al terziario ed in particolare al turismo un contributo fondamentale allo sviluppo ed al progresso sociale del territorio.

Le criticità dell’attuale sistema sono quelle che periodicamente trovano la ribalta mediatica e alimentano il dibattito pubblico: carenza di forza lavoro, qualità dell’offerta turistica, infiltrazioni criminali.

Con questo “manifesto”, Camera del Lavoro e Filcams CGIL Rimini intendono proporre un’idea diversa e complessiva di modello turistico per il territorio riminese a partire da una riflessione sulle principali questioni che lo riguardano.

Legalità

Contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata ed il sostegno alle istituzioni e associazioni impegnate nella lotta alle mafie sono il fondamento del nostro impegno a favore della legalità nel settore turistico riminese.

Nel nostro territorio aumentano nel 2018 le segnalazioni antiriciclaggio alla Banca d’Italia e permangono infiltrazioni della malavita organizzata come rilevato da Banca D’Italia e DIA. L’evasione fiscale ed il lavoro nero rendono appetibile il tessuto economico per le organizzazioni criminali. Questo contesto, insieme al lavoro gravemente sfruttato, e generalmente alle irregolarità sul piano retributivo e normativo, fanno parte di quelle illegalità spia di un possibile interesse economico malavitoso.

Per questa ragione riteniamo fondamentale integrare, nel Protocollo prefettizio del 2013 per la Legalità nel settore turistico ricettivo, anche le organizzazioni che rappresentano il lavoro. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore alberghiero.

Contrasto al lavoro gravemente sfruttato.

Riteniamo che il tema del lavoro gravemente sfruttato debba essere affrontato anche sul piano istituzionale oltre che contrattuale e vertenziale. Il Comune di Rimini nel marzo 2013 ha approvato linee guida per il contrasto al lavoro gravemente sfruttato nel settore turistico; tali linee guida vanno innanzitutto attuate ed estese sul resto del territorio.

E’ necessario sollecitare il Ministero del Lavoro ad incrementare il numero di ispettori destinati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini.

E’ necessario altresì, come già presente per il settore edile, un protocollo d’intesa per lo sviluppo delle attività coordinate e congiunte per la prevenzione ed il contrasto del lavoro nero ed irregolare nel settore turistico.

Vanno delineate in tutti i Comuni della provincia modalità di esclusione, per le aziende sanzionate per irregolarità in materia di lavoro, sicurezza e previdenza, da progetti di marketing istituzionali.

Al fine dell’eventuale creazione di un marchio di qualità del turismo riminese è necessario un accordo sindacale provinciale che impegni le associazioni d’impresa a promuovere, con strumenti efficaci verso i loro associati, il rispetto della normativa e dei CCNL, ad individuare indici di congruità utili a valutare le situazioni di illegalità ed a sollecitare verso le imprese associate l’adozione di una certificazione etica del lavoro. Va avviato un percorso in ambito provinciale di campagne d’informazione/sensibilizzazione istituzionale diretto ad informare la cittadinanza, in particolare gli studenti e le imprese, sui diritti e sugli obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza.

Una visione condivisa del sistema appalti nel settore alberghiero.

Attività centrali negli alberghi (un hotel può scegliere di non avere la cucina, ma non di non avere stanze e servizi connessi) il più delle volte vengono appaltate a società esterne, le quali applicano contratti collettivi diversi da quelli del turismo sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, spesso si tratta di veri e propri contratti pirata.

L’appalto dei servizi alberghieri in questa provincia, anche per le ragioni legate ai problemi di legalità presenti, deve sottostare ad uno specifico protocollo che vincoli le imprese appaltanti (in questo caso gli alberghi) ad affidare l’appalto ad imprese che applichino uno dei CCNL “leader” del turismo. L’applicazione di un simile protocollo, oltre a garantire parità salariale all’interno della stessa struttura alberghiera, sarebbe utile a salvaguardare la responsabilità solidale dell’appaltante.

Stabilizzazione del sistema

Un ammortizzatore sociale per i lavoratori stagionali del turismo.

Punto centrale di un rilancio del lavoro nel settore turistico come scelta professionale, e non come ripiego dequalificante, è la proposta di una nuova indennità di disoccupazione da affiancare alla NASPI attuale, ma specifica per i lavoratori stagionali del turismo.

Tale istituto dovrà innanzitutto garantire un periodo di copertura sia in termini di indennità che di contribuzione previdenziale equivalente e proporzionale al periodo lavorato (con un minimo di giornate), in modo da favorire il contrasto del lavoro nero e grigio, attraverso un maggior interesse al controllo da parte del lavoratore delle retribuzioni e dei periodi lavorati reali. I lavoratori del turismo potranno inoltre contare su una prospettiva pensionistica, anche se il lavoro stagionale dovesse protrarsi negli anni, prospettiva oggi negata.

Politiche attive del lavoro per i lavoratori stagionali del turismo.

Ulteriore elemento di qualificazione complessiva del settore, dovrà essere il collegamento dell’indennità al sistema di formazione nel settore ricettivo-alberghiero, ristorazione, accoglienza etc., basato su una disponibilità del lavoratore interessato alla nuova indennità a frequentare corsi di aggiornamento e qualificazione professionale nei periodi di non lavoro, organizzati sia dal sistema pubblico, sia dalla bilateralità di settore.

Valorizzazione del sistema scolastico e universitario territoriale.

E’ necessario dare prospettive di inserimento lavorativo dignitoso e professionale alle tante ragazze e ragazzi che stanno frequentando gli istituti alberghieri (oltre 1.800 e 300 adulti nei corsi serali), la formazione professionale regionale (ca. 1.300), l’istituto tecnico per il turismo (oltre 800). Si dovrebbe partire da una verifica dell’adeguatezza delle esperienze di stage e tirocini presso le aziende locali e della disponibilità delle imprese a favorire un corretto e regolare ingresso nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il sistema universitario, resta troppo bassa la richiesta di laureati nelle imprese turistiche locali. E’ sconfortante pensare a quante risorse qualificate e preparate non trovano spazio, mentre proprio di loro c’è bisogno per riconvertire il modello turistico locale.

Modello e partecipazione

Da turismo di massa a meta di turismo sostenibile e responsabile.

I dati dei flussi turistici dell’anno 2018 continuano a confermare la forte vocazione balneare dell’attuale modello turistico.

Sono 4.704 le imprese di alloggio e ristorazione della provincia, che rappresentano il 13% del totale delle imprese del nostro territorio; 2.230 alberghi e 1.772 extra- alberghiere, con una capacità ricettiva pari a 176.000 posti letto.

Gli arrivi nel 2018 sono stati 3.700.000 (+3% sul 2017) e le presenze 16.000.000 (+1,4% sul 2017).

Il 58% degli arrivi e il 71% delle presenze si sono registrati nel trimestre giugno/luglio/agosto.

La maggior crescita in percentuale degli arrivi rispetto alle presenze determina il costante abbassamento, già in atto da diversi anni, del numero dei pernottamenti medi che per l’anno 2018 si attesa a 4,4 notti.

Questa modalità “mordi e fuggi” pone necessario e non rinviabile ragionare sul concetto di sostenibilità e responsabilità del turismo; ovvero un nuovo modello turistico che si basi sul valore sociale, sulla tutela dell’ambiente per determinare una diversa “ cultura dello scambio tra produzione e riproduzione” (si veda ad esempio l’obiettivo del progetto Parco del mare).

Inoltre, il concetto di sostenibilità va inteso anche come opportunità di valorizzare tutte le vocazioni turistiche del territorio ampliandone così l’offerta nella direzione della destagionalizzazione.

Sviluppo dei condhotel con il coinvolgimento dei portatori d’interessi economici e sociali.

La recente Legge regionale n.3 del 23/04/2019 disciplina l’esercizio dei Condhotel e il recupero delle colonie marine e nei prossimi mesi ne verificheremo l’impatto nella nostra provincia.

Le osservazioni della CGIL al testo della Legge, non recepite in sede di stesura, permangono un obiettivo da raggiungere; la preoccupazione per le ricadute occupazionali, a fronte della modifica della destinazione d’uso delle strutture ricettive già esistenti, impongono che vengano individuati meccanismi a garanzia della qualità e della quantità del lavoro, sia per i lavoratori dipendenti diretti di tali imprese che per i lavoratori coinvolti negli appalti.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle colonie marine è necessario prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi economici e sociali, a partire dalle Organizzazioni Sindacali quale ulteriore elemento a sostegno del rispetto del valore sociale di tali realtà; andranno in ogni modo garantiti percorsi atti ad evitare speculazioni edilizie e tentativi di infiltrazioni malavitose.

Qualificazione dell’offerta turistica balneare.

I cambiamenti meteo-climatici in atto hanno determinato nel corso degli anni una possibile e diversa fruibilità del turismo balneare in termini di collocazione temporale.

Nella logica pertanto di un modello sempre più qualificato, così come da alcuni anni si è notevolmente ampliato il periodo della stagione balneare individuato dall’ordinanza balenare regionale (01 gennaio – 31 dicembre), si ritiene necessario prevedere anche l’allungamento dell’attività balneare, ovvero della copertura temporale del servizio di salvamento.

Tale attività rappresenta un “fiore all’occhiello” del sistema turistico provinciale, sia in termini di qualità dell’offerta che in termini di garanzia e tutela della salute e sicurezza sulle nostre spiagge.

Un patto per il lavoro di qualità nel turismo riminese.

L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo.

Tutti i soggetti coinvolti, Organizzazioni Sindacali comprese, hanno contribuito ad individuare le nuove linee strategiche per un diverso sviluppo del settore, atto a aumentare la competitività del nostro Paese all’insegna dell’innovazione, della specializzazione e della sostenibilità, ponendo al centro della discussione anche il tema del lavoro.

Il nostro “manifesto” provinciale si colloca, nei contenuti e nelle modalità, esattamente in coerenza con il Piano Nazionale; non può esistere un modello turistico sostenibile e di sviluppo, se non fondato sul concetto della piena e buona occupazione.

Per queste motivazioni occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio che la CGIL nelle prossime settimane elaborerà aggiornando il proprio Piano del Lavoro.

Rimini, aprile 2019

 MANIFESTO