EDILIZIA – LAVORARE SOTTO IL SOLE IN SICUREZZA

Una borraccia d’acqua fresca consegnata agli operai, un gesto simbolico per rimarcare, anche in queste settimane di calura estiva, quanto sia importante lavorare in sicurezza.

Proprio il 29 gennaio di un anno fa moriva un lavoratore edile di 60 anni, vittima di un colpo di calore mentre lavorava sul tetto in un cantiere a Santarcangelo di Romagna. Un dramma che vorremmo non si ripetesse più.

L’edilizia è un settore ad alto rischio per l’incolumità degli operai e solo nell’ultimo mese e mezzo ha fatto registrare nella provincia di Rimini 3 infortuni di cui uno mortale.

In questo periodo i lavoratori delle costruzioni stanno lavorando a ritmi incessanti per recuperare il tempo di interruzione dei lavori dovuti all’emergenza sanitaria. Dunque, più che mai è necessario insistere sulle misure di prevenzione e sulla cultura della sicurezza ed è ciò che siamo impegnati a fare con la nostra presenza nei cantieri.

Ritenendo necessario un maggiore coinvolgimento dei vari sistemi di controllo e vigilanza, abbiamo chiesto un confronto con l’Unità Sanitaria Locale per sollecitare ulteriori misure di prevenzione specifiche.

Inoltre, come FILLEA CGIL di Rimini abbiamo stampato e stiamo distribuendo nei luoghi di lavoro migliaia di volantini nei quali vengono fornite informazioni in merito ai diritti che può esercitare chi lavora e alle modalità per prevenire problemi di salute.

Se il caldo è eccessivo bisogna garantire la salute dei lavoratori con pause lunghe, acqua fresca e integratori a disposizione e, se necessario, con l’interruzione del lavoro e il ricorso alla cassa integrazione come si fa in inverno per il maltempo. Sollecitiamo l’utilizzo di questo strumento nel territorio di Rimini dove troppo raramente viene preso in considerazione per quelle giornate che la Protezione civile indica con il ‘bollino rosso’, quando alle alte temperature si unisce l’elevato tasso di umidità.

Renzo Crociati Segretario generale della Fillea Cgil di Rimini




Aprono i Centri Estivi comunali di Rimini. Necessario uno specifico accordo sindacale ora e il contratto integrativo poi

Gli incontri

Mercoledì 10 giugno è stato l’ultimo giorno di attività relativo al progetto Io e Tech, ideato dal Comune di Rimini per far fronte nelle scuole dell’infanzia al periodo di emergenza Covid-19.

Dal 22 giugno verrà invece attivato il servizio di Centro Estivo comunale 3-6 anni le cui modalità organizzative sono state illustrate lunedì 8 giugno dall’assessore Mattia Morolli alle Organizzazioni Sindacali e alle RSU e oggi 12 giugno a tutto il personale educativo e insegnante del Comune di Rimini. Tra queste due date si è svolta in videoconferenza l’assemblea sindacale organizzata dalle Organizzazioni sindacali di categoria CGIL CISL UIL.

La richiesta del Comune

Dall’11 giugno è stata interrotta l’autorizzazione al lavoro agile e tutto il personale è stato collocato in ferie/permessi fino all’apertura dei Centri Estivi.

A questo proposito l’Amministrazione Comunale chiede al personale educativo e insegnante di essere impegnato a rotazione per 4 settimane al 22 giugno al 31 agosto nei Centri Estivi comunali. Complessivamente si tratta di 180 bambini divisi in 6 Centri di cui 4 gestiti dalla Cooperativa Millepiedi e 2 direttamente dal Comune.

Ogni Centro ospiterà 30 bambini suddivisi in gruppi di 5 con 1 educatore ogni 5 bambini.

Le richieste sindacali

Sostanzialmente tutto il personale educativo e insegnante ha dichiarato la propria disponibilità rispetto alle richieste del Comune facendo rilevare però i tempi stretti per definire e organizzare la propria attività in questo lavoro frontale che avrà caratteristiche diverse dalla “normale” didattica. Altro problema evidenziato in assemblea, e da risolvere, è che tante lavoratrici hanno a loro volta dei figli che ora non potrebbero più iscrivere ai Centri Estivi perché le graduatorie sono chiuse. Infine c’è il tema della sicurezza e la richiesta di conoscere il protocollo che il Comune intende adottare.

Sul piano più strettamente sindacale le Organizzazioni di categoria chiedono che il piano che verrà adottato nei prossimi mesi sia strettamente legato alla pandemia e formalizzato in uno specifico accordo, con l’impegno ad aprire un confronto per giungere alla sottoscrizione del contratto integrativo di secondo livello.

FP CGIL Rimini – FP CISL Romagna – UIL FPL Rimini




Ordinanza balneare Comune di Rimini, siamo alle solite

Comunicato stampa. Inascoltati gli appelli del mondo del lavoro nell’ordinanza balneare comunale di Rimini 2020

Nessuna delle richieste presentate unitariamente alla riunione di questa mattina è stata presa in considerazione: anticipo del periodi di salvamento al prossimo week-end, obbligo di assunzione anticipata dei marinai di salvataggio per effettuare la formazione specifica prevista dal Protocollo Regionale sugli stabilimenti balneari, riunione di metà estate per valutare andamento della stagione ed eventuale allungamento del servizio di salvamento. Nessun ascolto, in questo senso l’emergenza Covid-19 non ha spostato di molto gli orientamenti.

I marinai di salvataggio hanno diritto a lavorare in sicurezza e con formazione qualificata da effettuarsi in orario di lavoro. “Mettere” sulle torrette i marinai senza formazione specifica Covid-19 significa assumersi gravi responsabilità.

Nessuna risposta positiva e nessun interesse per i fondamentali temi che abbiamo posto. Se questa è l’attenzione che viene destinata alla salute e sicurezza sul lavoro dei lavoratori dipendenti degli stabilimenti balneari, ci pare un’offerta turistica carente di un tassello fondamentale.

Mirco Biotteghi FILCAMS CGIL RIMINI – Monica Succi FISASCAT CISL ROMAGNA – Daniela Giorgini UILTUCS UIL RIMINI




L’attività del Sindacato Pensionati CGIL durante e dopo il lockdown

Comunicato stampa. Si riceve solo su appuntamento ma da Lunedì 25 Maggio gli uffici del Sindacato dei Pensionati CGIL saranno aperti. Per prendere l’appuntamento iscritti/e e utenti possono chiamare al mattino al numero delle sedi delle delle Camere del Lavoro.

Per quanto l’emergenza Coronavirus ci abbia costretto alla chiusura, il Sindacato ha comunque continuato a svolgere la sua attività cercando, anche se non in presenza, di sbrigare pratiche, dare consigli e informazioni, sostenere pensionati, lavoratori e cittadini a orientarsi nel dedalo delle normative del Governo.

Dunque i collaboratori e volontari del sindacato dei pensionati SPI della provincia di Rimini torneranno ad essere presenti presso le sedi della CGIL anche se con modalità organizzative un po’ diverse perché risentiranno dei limiti posti dalla prevenzione necessaria ad arginare la diffusione del Covid-19: appuntamento, gel, mascherine e tutto il resto.

Il filo diretto nella quarantena

Due mesi fa, quando ci siamo trovati nella necessità di chiudere al pubblico le nostre sedi a causa della pandemia, la prima domanda che ci siamo posti è stata come mantenere un contatto con i nostri iscritti, come continuare a dare risposte ai tanti anziani che dal sindacato cercano risposte ai loro bisogni. Cittadini fragili resi ancor più fragili dall’isolamento necessario.

Così, per non interrompere quel filo diretto, anzi, per alimentarlo, abbiamo pensato di chiamarli noi. Elenchi alla mano, dai novantenni in giù, un gruppo di 35 volontari ha iniziato a telefonare, per chiedere come va, per raccogliere bisogni di vario tipo, per aiutarli ad affrontare le scadenze (dichiarazione dei redditi, IMU, contributi badanti, pensione di reversibilità), richieste rispetto allo stato di salute, ma soprattutto per ascoltare e chiacchierare.

Un’esperienza apprezzata tantissimo dai nostri iscritti, “questa è una telefonata meravigliosa” ci siamo sentiti dire, ma che ha gratificato anche noi, non solo per l’entusiasmo e l’apprezzamento che abbiamo ricevuto, ma perché ci ha consentito di fare un focus sulla condizione degli anziani in questa particolarissima situazione. Dei circa 7.000 anziani contattati la prima constatazione positiva che possiamo fare è che in grandissima parte sono persone seguite e accudite dalle famiglie. Nell’insieme persone serene, salvo alcuni casi ovviamente, e orgogliose di dire “alla spesa ed ai farmaci ci pensano i miei figli, non mi fanno mancare niente”. Qualcuno si è dimostrato più impaziente che rassegnato, con il rimpianto per i propri orti che quest’anno non produrranno niente. Persone che volentieri parlano del loro passato ma allo stesso tempo preoccupate per un presente e un futuro molto difficile per i loro figli e i loro nipoti “noi ne abbiamo passate tante, anche questa la sfangheremo, ma loro?”

Il welfare necessario e la contrattazione territoriale

L’esperienza di questi due mesi ci conferma la necessità di estendere ed intensificare ancora di più la nostra attività sul territorio. Un sindacato, quello dello Spi di Rimini, che con i suoi oltre 24.000 iscritti ha già un forte radicamento sociale, ma che può ulteriormente consolidare ed estendere in un rapporto ancora più stringente e partecipativo con iscritti e cittadini.

Dalle persone che rappresentiamo ci viene consegnato uno spaccato dei loro bisogni, che noi poi dobbiamo/vogliamo tradurre in rivendicazioni nella contrattazione territoriale che facciamo con i Comuni e con i Distretti. Al momento possiamo solo prevedere quanto usciremo martoriati da questa calamità, di certo le scelte di welfare nel territorio saranno fondamentali per evitare l’ulteriore impoverimento sociale ed economico di quella parte della popolazione che la crisi dell’ultimo decennio ha già colpito duramente.

Meris Soldati Segr. Generale SPI CGIL Rimini




Riaprono i cantieri e tornano a verificarsi gli infortuni mortali. Vittima un operaio di 55 anni

Comunicato stampa. Antonio, 55 anni, una vita spezzata nella tragedia sul lavoro avvenuta questa mattina nel cantiere ferroviario di Cattolica.

Come FILLEA e FILT CGIL, oltre ad esprimere il nostro profondo cordoglio e stringerci attorno alla famiglia del lavoratore edile e ai suoi compagni di lavoro della ditta Centro Meridionale costruzioni, non ci stancheremo di denunciare la mancanza di sicurezza nei cantieri edili e in questo caso negli appalti ferroviari.

Con la progressiva riapertura dei cantieri come di altre attività produttive, anche gli infortuni sono purtroppo tornati a verificarsi. Chiediamo venga istituita la “patente a punti” che incentivi le imprese virtuose e penalizzi le altre e il reato di omicidio sul lavoro. Tutto questo riponendo piena fiducia nella Magistratura affinché faccia chiarezza sui diversi livelli di responsabilità.

Nell’immediato ci attiveremo per chiedere un incontro a Ferrovie dello Stato per verificare la natura dell’appalto e l’esatta dinamica dell’incidente.

Renzo Crociati segretario generale FILLEA CGIL Rimini – Massimo Bellini segretario generale FILT CGIL Rimini




La sicurezza della balneazione non sia legata ai particolari interessi dei concessionari demaniali

Comunicato stampa. Le dichiarazioni pubblicate sulla stampa e sui canali ufficiali del Comune di Riccione riguardanti i “costi del salvamento” sono gravi e palesano una concezione distorta del servizio pubblico essenziale di salvataggio. Le imprese balneari, sulle cui concessioni nel dibattito pubblico sta avanzando l’ipotesi di proroga in deroga alla direttiva Bolkestein e verso le quali la Regione Emilia-Romagna ha annunciato 5 milioni di euro di contributo a “fondo perduto” hanno evidentemente sostenitori molto affiatati nell’Amministrazione Comunale della perla verde. Appare singolare che, di fronte alla grave situazione sociale che colpisce i lavoratori stagionali, come lo sono i marinai di salvataggio, il Comune riesca a prendere posizione al posto delle associazioni di categoria, spostando il dibattito sui particolari interessi d’impresa dei concessionari demaniali. I marinai di salvataggio che, vale sempre la pena ricordare, svolgono con il loro lavoro un servizio pubblico essenziale volto  a garantire il diritto delle persone, costituzionalmente tutelato, alla vita ed alla sicurezza, sono circa 50 lavoratori che con la loro professionalità sul litorale riccionese garantiscono altissimi livelli di qualità all’offerta turistica balneare nell’interesse, questo sì, collettivo. Invocare risparmi sul salvataggio equivale a voler mettere in discussione la qualità del servizio di salvamento, il reddito dei marinai di salvataggio e la loro forza lavoro.

La stagione si annuncia complessa e non ci saranno condizioni per ridurre ulteriormente su tutta la costa della provincia la quantità di torrette di salvamento senza compromettere irrimediabilmente la fattibilità del soccorso e l’efficacia degli interventi (a Riccione già dal 2008 al 2017 è stato ridotto il numero delle torrette di salvataggio). Nel dibattito sul nuovo modello turistico è necessario ribadire l’importanza della sicurezza a 360° gradi come elemento distintivo e centrale dell’offerta turistica del nostro territorio che deve innalzare il livello qualitativo.

FILCAMS CGIL RIMINI – FISASCAT CISL ROMAGNA – UILTUCS UIL RIMINI

Mirco Botteghi – Monica Succi – Daniela Giorgini




Quanto ci si può fidare degli impegni sottoscritti dalla Cooperativa Millepiedi? Niente!

Comunicato stampa. Dopo aver chiesto l’accesso al FIS (Fondo di Integrazione Salariale) per un periodo di 9 settimane, per 382 dipendenti, il 3 aprile la Cooperativa Millepiedi ha sottoscritto con i sindacati di categoria afferenti a CGIL CISL UIL un accordo in cui si impegnava ad anticipare, a partire dalla busta paga di marzo, l’assegno di integrazione salariale. L’anticipo doveva servire per evitare i tempi più lunghi del pagamento diretto da parte dell’INPS in questo momento molto difficile per tutti coloro che non hanno dovuto interrompere il proprio lavoro. Ma 4 giorni dopo, il 7 aprile, la stessa Cooperativa ha scritto una lettera ai  382 dipendenti per informarli della scelta di voler optare per il pagamento diretto da parte dell’INPS, salvo per alcuni casi di effettivo bisogno (?) dei lavoratori. Questi casi naturalmente a totale discrezionalità dell’azienda.

Supponendo che esista una difficoltà  economico/finanziaria, che andrebbe dimostrata, da parte della Millepiedi per far fronte all’anticipo dell’assegno, come è possibile che non se ne siano accorti prima?

Dopo il voltafaccia dell’azienda sono intercorse numerose lettere tra la Millepiedi e la Funzione Pubblica CGIL che tra l’altro ha ribadito che le risorse erogate dall’INPS per i pagamenti del Fondo di Integrazione Salariale (FIS) sono risorse a cui contribuiscono le lavoratrici e i lavoratori con prelievi mensili sulle loro buste paga e se anticipate dall’azienda vengono poi indennizzate dall’INPS. Dunque, al di là dei patti non rispettati con il sindacato, resta il problema per i dipendenti della Cooperativa, senza lavoro e senza stipendio chissà ancora per quanto. Come organizzazione sindacale ci riserviamo di procedere nei modi più opportuni per ottenere il rispetto dell’accordo sottoscritto.

Eugenio Pari FP CCGIL Rimini




Coronavirus Fase 2. Si riparte in sicurezza ma con delle criticità aperte

Comunicato stampa. Il 4 maggio siamo entrati ufficialmente in quella che viene definita la Fase 2 che ha consentito la riapertura di molte delle aziende che la Filctem Cgil rappresenta, in particolare il settore della moda e della ceramica chiusi per decreto dal 23 marzo scorso. La Fase1 ci ha lasciato 3.000 lavoratori in cassa integrazione con accordi firmati per almeno 9 settimane da 147 aziende di cui 93 imprese artigiane.

La preparazione

La Filctem Cgil di Rimini assieme alla Femca Cisl e alla Uiltec Uil si è preparata con le imprese che rappresenta già dal 20 aprile, affinché si arrivasse alla riapertura condividendo un contenuto imprescindibile, lavorare assieme non per definire il quando riaprire ma il come ripartire. Abbiamo attivato da settimane tavoli per la ripartenza, molti dei quali conclusi con protocolli di sicurezza (14 Protocolli sottoscritti in aziende medio-grandi mentre per le aziende artigiane si attende il Protocollo regionale) e nuovi modelli organizzativi che copriranno circa 2.000 lavoratori, ma molti altri protocolli li sottoscriveremo nelle prossime settimane.

Il lavoro svolto e quello che continueremo a svolgere, in questa direzione non è stato facile, in particolare sulla modulazione della nuova organizzazione del lavoro, sui turni, sull’estensione dello smart working, su orari ridotti, così come su una nuova mobilità.

Nella nostra provincia e nelle nostre attività produttive si era abituati a svolgere un orario di 8 ore diviso tra la mattina e il pomeriggio, con pause di un ora e mezza o due ore, abituati a tornare nella propria abitazione per pranzo percorrendo il tragitto casa-lavoro ben quattro volte al giorno, entrare ed uscire nello stesso orario e non solo nella stessa impresa ma, ad esempio, negli stessi poli produttivi. Scardinare questa “normalità” ha voluto dire convincersi del fatto che occorre una “nuova normalità” che faccia i conti con il virus, un virus che nelle attività produttive può essere combattuto con il distanziamento, la pulizia e la sanificazione, con l’utilizzo obbligatorio dei dispositivi di sicurezza, con la riduzione dei gruppi di lavoro e con la responsabilità di tutti nell’applicare ogni giorno le regole che abbiamo previsto per garantire la salute nei luoghi di lavoro.

I Protocolli

In ogni azienda dove abbiamo siglato i Protocolli di sicurezza è nato un comitato aziendale per l’applicazione e la verifica delle regole, composto dai Rappresentanti della Sicurezza, dal Responsabile aziendale, dal Medico Competente, dalla Rappresentanza Sindacale aziendale dove presente e, dove non presente, dalle Organizzazioni Sindacali territoriali (in alcune imprese come membri attivi e in altre informate e consultate).

Un esempio di buona contrattazione nella stesura dei protocolli riguarda il tema della filiera composta da fornitori e subfornitori che, nel settore della moda, sono le migliaia di piccoli laboratori artigiani essenziali per il committente, ma che potrebbero non sempre garantire i livelli di sicurezza necessari. Da citare a questo proposito la International Promo Studio di Riccione dove abbiamo condiviso una check-list per i subfornitori per una verifica costante dei lori livelli di sicurezza, o aziende come Aeffe e Gilmar dove contiamo sulla la collaborazione attiva dei loro tecnici di laboratorio nella segnalazione di eventuali anomalie.

Le criticità

Nonostante i livelli di sicurezza, la rimodulazione degli orari e dei turni, segnaliamo delle criticità che, per quanto esterne ai luoghi di lavoro, hanno effetti importanti sul lavoro stesso e un peso diverso per uomini e donne. Sono problemi che riguardano in primo luogo le famiglie, la gestione dei figli in assenza dei servizi educativi, degli anziani o familiari fragili.

Non è un percorso semplice, ma sarà insuperabile senza l’intervento delle Istituzioni e nuovi investimenti e risorse sul welfare. Ugualmente occorrono dei cambiamenti culturali rispetto all’attuale sistema familiare che continua a lasciare il peso dei carichi di cura sulle spalle delle donne. Se davvero questa pandemia potrebbe cambiarci in positivo vogliamo sperare che lo faccia anche rispetto alla parità tra uomini e donne e alla responsabilità paritaria dei genitori.

Infine sono indispensabili, in questa fase, soluzioni normative aggiuntive da parte del Governo, così come soluzioni contrattuali sinergiche che evitino anche il paradosso per cui i meccanici potrebbero lavorare nove ore al giorno, mentre le lavoratrici tessili potrebbero essere costrette a rimanere a casa, continuando così a perpetrare le differenze di genere.

Francesca Lilla Parco Segr. generale FILCTEM CGIL Rimini




Primo Maggio al tempo della pandemia

Comunicato stampa. Era già successo il 25 Aprile, tornerà a ripetersi il 1° Maggio, le manifestazioni di piazza e i tradizionali cortei  per la prima volta dal dopoguerra non potranno tenersi. Ma questa rinuncia, dovuta alle misure di contenimento della pandemia da Covid-19, non cancellano il significato profondo di queste celebrazioni.
Per il 1° Maggio 2020 CGIL CISL UIL nazionali hanno scelto come slogan “Lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro” che si può considerare il manifesto della grande campagna che i sindacati stanno conducendo per la tutela della salute e per il rispetto del protocollo sulla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.
L’emergenza ha aggravato le difficoltà già esistenti, a partire dall’impoverimento sistematico della Sanità pubblica e ne ha create altre; ha evidenziato e accentuato le criticità strutturali del sistema-paese (già chiare al tempo della crisi economica scoppiata nel 2008 e non ancora superata), che richiederebbero, per essere affrontate, nuove politiche economiche e sociali e nuove riforme di struttura.
La pandemia ha provocato uno sconvolgimento globale dalle conseguenze che ancora non possiamo prevedere. Un futuro pieno di incognite e un presente che ci consegna un’economia che arranca fatta di piccole e grandi imprese già in ginocchio, di cittadine e cittadini che dopo un mese senza entrate economiche o stipendio dichiarano di non poter sopravvivere senza sussidi. Affiorano con maggiore forza fragilità sociali: di genere (violenze domestiche – problemi di cura familiare), difficoltà nel settore dell’istruzione (l’accesso alle lezioni a distanza non garantito a tutti), solitudini degli anziani ma non solo; fragilità economiche: disoccupazione che si accentua ancor di più tra i giovani e le donne, disuguaglianze, povertà ancor più povere, a cui occorre dare soluzioni, con politiche attive e misure straordinarie ed inedite; arretratezza tecnologica che si sta cercando di recuperare a tappe forzate per consentire, ad esempio, lo smart working o l’espletamento di tante pratiche on-line.
Abbiamo insistito, e non da ora, affinché venissero rafforzati gli ammortizzatori sociali ricomprendendo tutti i lavoratori o lavoratrici oggi esclusi (atipici, lavoratori domestici e assistenti familiari), abbiamo sostenuto che la Naspi vada riscritta perché totalmente insufficiente soprattutto in territori come quello riminese a vocazione turistica e con un lavoro stagionale molto diffuso.
La fase che stiamo vivendo è straordinaria e ci impone delle scelte sia per quanto riguarda la produzione che gli stili di vita delle persone. Noi riteniamo che si debba scegliere la via alta dello sviluppo che scommetta sulla piena e buona occupazione, che ridia centralità ai bisogni fondamentali della persona e del territorio: salute e sicurezza, conoscenza, ambiente, valore del lavoro. Vanno evitate a nostro avviso discussioni sociali e politiche concentrate a cercare risposte immediate e di breve respiro, mentre al contrario è urgente discutere di futuro, di sistema e di nuovo modello e ciò a partire dal turismo.
E’ recentissima la costituzione da parte della Regione Emilia Romagna di un Tavolo di confronto sul Turismo e Commercio, composto da tre gruppi di lavoro: Balneazione, Strutture ricettive, alberghi e campeggi, Esercizi commerciali e servizi, bar, ristoranti. L’intenzione manifestata è quella di individuare e condividere delle linee guida che possano permettere la riapertura in sicurezza di tali attività non appena ciò sarà reso possibile dalle decisioni del Governo. Ecco, sarebbe necessario che un analogo confronto avvenisse anche nell’ambito della Provincia di Rimini; peraltro proprio nel documento che come Organizzazioni Sindacali abbiamo inviato quale contributo alla discussione sulla gestione della Fase 2, abbiamo appunto proposto l’attivazione di tavoli tematici su diversi settori e ambiti di ragionamento.
Pertanto auspichiamo che il Tavolo provinciale, che ad oggi si è riunito il giorno 19 aprile, venga riconvocato quanto prima.
Intanto auguriamo Buon Primo Maggio a tutte e tutti anche se “da remoto” e segnaliamo due  appuntamenti nazionali del 1° Maggio: uno speciale del Tg3 con i leader sindacali Landini, Furlan e Barbagallo a partire dalle 12:20 sui temi del lavoro, della ripresa produttiva e dell’emergenza sanitaria; in serata (dalle ore 20 alle 24), invece, i tre Segretari generali parteciperanno, sempre su Rai Tre, al grande evento musicale promosso dai sindacati e realizzato dalla Rai con collegamenti a distanza, riflessioni e testimonianze.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini
Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

locandina

 

 

                                  




Coronavirus FASE 2. FONTANOT S.p.A. Firmato il protocollo sindacale per ripartire in sicurezza

Comunicato. Il protocollo sottoscritto oggi con la Fontanot Spa*, prevede importanti misure atte a prevenire il rischio di infezione da Covid-19 nel momento in cui l’azienda riprenderà la propria attività. In primo luogo è stata decisa la costituzione  di un comitato che vedrà il coinvolgimento di tutte le figure della prevenzione aziendale per la gestione ed il contrasto alla diffusione del virus. Il comitato sarà composto da: datore di lavoro, servizio protezione e prevenzione, medico competente, organizzazioni sindacali Rsu/Rls e procederà ad un attento monitoraggio dell’attuazione delle misure adottate e condivise con la partecipazione attiva dei lavoratori che non mancherà di avere ripercussioni positive anche all’esterno dell’azienda.

Un altro punto rilevante dell’accordo riguarda il confronto preventivo tra le parti qualora si dovesse presentare la necessità di modificare l’organizzazione del lavoro al fine di migliorare la sicurezza dei lavoratori.

Sono misure organizzative, di prevenzione e protezione, che prendono in considerazione la probabilità di entrare in contatto con fonti di contagio, il distanziamento interpersonale (calcolato in almeno 2 metri), la frequentazione di ambienti comuni, l’igiene personale e la sanificazione costante degli ambienti. Il percorso di accesso ai varchi di ingresso dell’azienda sarà disciplinato per evitare assembramenti. Inoltre ogni lavoratore sarà fornito di dispositivi di protezione e sarà sottoposto giornalmente al controllo della temperatura corporea.

Questo protocollo, come gli altri sottoscritti negli ultimi giorni, sono la dimostrazione che con buone relazioni sindacali, con il confronto e con la contrattazione si possono costruire le migliori condizioni per i lavoratori, a favore della salute e sicurezza innanzi tutto e della produttività.

Andare al lavoro senza mettere in pericolo la propria salute, prima, durante e dopo la pandemia da Covid-19 è la condizione che, come Sindacato, reputiamo essenziale ed imprescindibile per tutti i lavoratori.

Renzo Crociati FILLEA CGIL – Roberto Casanova FILCA CISL – Francesco Lorusso FENEAL UIL Rimini

* Fontanot Spa, azienda del territorio leader nella progettazione di scale. 112 lavoratori distribuiti in due unità produttive a Cerasolo e Villa Verucchio. La maggioranza dei lavoratori in quest’ultimo periodo ha potuto utilizzare lo smart working