Codice degli appalti. Modifica pericolosa

Comunicato stampa. Le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, unitamente alle confederazioni CGIL CISL UIL territoriali, sono fortemente preoccupati dalla recente modifica al Codice degli Appalti nazionale contenuta nella legge di Bilancio. Tale norma prevede che si aumentino le soglie per procedere al massimo ribasso e per l’affidamento senza gara fino a 150 mila euro, mentre in precedenza, tale soglia si assestava a 40mila euro.

Siamo di fronte ad un provvedimento pericoloso, che potrebbe aumentare i rischi di corruzione. Inoltre, la legge delega sugli appalti, che verrà a breve discussa, aumenta la possibilità di ricorrere al lavoro in subappalto e con trattativa privata senza bando pubblico. Una misura molto miope, quella presa da questo Governo, a rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in un settore fortemente esposto come quello dell’edilizia.

Per tali motivazioni riteniamo necessario aggiornare il Protocollo provinciale sulla legalità ed appalti siglato dalle parti nel 2013 e che, ormai, a nostro parere, non è più adeguato al contesto attuale.

Un Protocollo, che all’epoca è stato all’avanguardia sul tema della legalità e che ha avviato un percorso per la definizione delle white list in applicazione alle normative antimafia e che, soprattutto, ha contribuito a far sì che la competitività fra imprese avvenisse su fattori qualitativi. Da quel Protocollo, infatti, emergeva l’idea di contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia dell’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera e le condizioni dei lavoratori. Le modifiche introdotte dal nuovo Codice impongono ora una verifica di ciò che è stato realizzato fin qui e di un aggiornamento dove è necessario.

Primo Gatta Segr. generale CGIL Rimini – Paola Taddei Segr. CISL Romagna – Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

I Segretari generali territoriali Francesco Lorusso Feneal UIL – Roberto Casanova Filca CISL – Renzo Crociati Fillea CGIL 

 




Arresti a Villa Franca. Per l’apertura delle Case famiglia per anziani non può bastare la comunicazione di inizio attività

Comunicato stampa. Calore umano, competenza, professionalità, serenità. Suonano oggi come una tragica beffa le parole scritte sul cartello pubblicitario all’ingresso di Villa Franca, casa famiglia per anziani di Rimini. Qui i Carabinieri hanno compiuto un’operazione con arresti per maltrattamenti gravi nei confronti dei degenti. Si occuperanno le forze dell’ordine e la Magistratura di appurare le responsabilità degli operatori della cooperativa Bella Età che gestiva la casa famiglia, per quanto la documentazione raccolta sembra non lasciare dubbi sulle terribili violenze a cui venivano sottoposti gli anziani. A noi preme riaprire una discussione sulla legislazione nazionale in atto che purtroppo consente l’apertura di queste piccole strutture con un massimo di 5 ospiti senza che debbano sottoporsi a particolari controlli. Infatti, è sufficiente una comunicazione di inizio attività (SCIA) al settore delle attività economiche del Comune e niente altro. Questo tema non è nuovo per i sindacati che, anche alla luce di quanto accaduto in altre località della Regione e nazionali, hanno posto il problema della necessità di un Regolamento provinciale sia in ambito distrettuale che ai tavoli della contrattazione territoriale sui Bilanci dei Comuni. L’offerta delle strutture per anziani è molto variegata e le informazioni disponibili sono spesso poco trasparenti. Ciò penalizza in primo luogo gli anziani ospiti ma anche le famiglie che necessitano dei servizi residenziali. Pertanto nelle nostre richieste sia sui Piani di Zona con i Distretti che con i Comuni sui Bilanci e politiche sociali abbiamo inserito uno specifico capitolo sulle Casa famiglia per anziani affermando:

Visto che in data 18/7/2018 è stato sottoscritto un “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case Famiglia”, abbiamo chiesto di aprire confronti in sede Distrettuale e Comunale per la definizione di appositi regolamenti locali in materia di case famiglia per anziani, al fine di tutelare gli anziani e le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di tali servizi.

Abbiamo ribadito altresì necessario che venga messa in atto una vera e propria mappatura dell’esistente, al fine di conoscere quali e quante case famiglia/appartamenti per anziani insistono nei rispettivi territori.

A tal fine riteniamo necessario che tra Assessorato alle attività produttive che riceve la SCIA e l’Assessorato ai Servizi sociali vi sia uno scambio di informazioni e azioni comuni per il monitoraggio e controllo.

La violenza è sempre da rinnegare ma lo è semmai ancora di più nei confronti di persone indifese e fragili. Regolamentare, monitorare e controllare l’efficienza delle strutture e la professionalità di chi vi opera, sono condizioni essenziali nella ricerca di soluzioni assistenziali capaci di rispondere alle esigenze degli anziani e conseguentemente delle loro famiglie.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini

Primo Gatta – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Di Fino – Antonello Cimatti

Rimini 6 dicembre 2018




25 Novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Anche quest’anno, il 25 novembre, la Cgil insieme a Cisl e Uil celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con lo slogan ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’.

“Anche se i dossier più recenti ci dicono che c’è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire. La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul)”, è quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Sono tante, quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web. Molto diffusi – proseguono i dirigenti sindacali – i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Sebbene il fenomeno riguardi anche i lavoratori, sono le lavoratrici ad esserne maggiormente colpite”.

“Sono un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei
datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società
e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante – avvertono Camusso, Furlan e Barbagallo – preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera. Quella che avviene nei luoghi di lavoro è la forma di violenza in assoluto meno denunciata”.

“Tutto questo – avvertono – ci chiama in causa come organizzazioni sindacali, ed è su questo che vogliamo mettere l’accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, per portare alla luce – spiegano – quanto di nascosto ancora rimane e per proporci, attraverso le nostre strutture territoriali (sportelli, centri servizi) come interlocutori credibili per l’ascolto, la presa in carico e la gestione dei diversi casi di violenza”.

“Va in questa direzione anche il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato nel 2016 da Cgil, Cisl Uil e Confindustria per promuovere
nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentati. Sono ormai centinaia nel territorio – fanno sapere i dirigenti sindacali – le declinazioni di questo accordo tra sindacati, aziende, enti pubblici, che lo hanno individuato come terreno di contrattazione, e che sarà importante estendere ulteriormente, rafforzare, implementare, per renderlo maggiormente efficace”.

“Anche le iniziative del movimento ‘#MeToo’ hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. Ora è compito delle organizzazioni sindacali – ricordano – fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi fino a pervadere il mondo del lavoro nella sua totalità, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in linea con il nostro impegno a sostegno della proposta di Convenzione e Raccomandazione dell’ILO per dire ovunque ‘Stop alla violenza nei luoghi di lavoro’”.

“Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 Novembre, ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’ e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale – concludono Camusso, Furlan e Barbagallo -, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano”.

 

A Rimini sabato 24 novembre torna “E’ per te”, la camminata cittadina organizzata dal Comune di Rimini, dall’Associazione Rompi il Silenzio e dall’associazione “la Pedivella”, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

http://www.comune.rimini.it/archivio-notizie/rimini-cammino-contro-la-violenza-sulle-donne-sabato-24-novembre-torna




Ispezioni alla Fiera. Nessuna giustificazione per il lavoro nero

Comunicato stampa. Scoperti sei lavoratori in nero su ventisette controllati nel corso di un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Rimini e del Nucleo dell’Ispettorato del Lavoro d’intesa con la direzione dell’Ente Fiera. Le otto aziende sottoposte a verifica – riferiscono gli organi di informazione – si occupavano di allestimenti fieristici, un settore molto delicato con implicazioni dirette per quanto riguarda la sicurezza sia dei lavoratori, che degli operatori, che degli stessi visitatori degli stand.

Nell’ottobre scorso in occasione della 68ma giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro l’ANMIL ha diffuso i dati sull’andamento degli infortuni sul lavoro che sono in ripresa e che colpiscono significativamente i lavoratori più giovani anche per quanto riguarda gli infortuni mortali. Un ulteriore motivo per sostenere ancora di più la cultura della sicurezza e la formazione professionale permanente. Dai dati provinciali emerge che nei primi 8 mesi del 2018 gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia di Rimini sono stati 3.610, 63 in meno se confrontati con lo stesso periodo del 2017. Un calo dell’1,9%, superiore a quello medio nazionale (-0.6%) e regionale (-1%). Le malattie professionali denunciate, scendono da 285 a 257 (-9,8%). Gli infortuni mortali a Rimini sono stati 3 a fronte dei 6 del 2017. Sebbene il numero sia calato finché si verificheranno incidenti mortali non sarà possibile però parlare di andamento positivo.

Ben vengano dunque i controlli da parte delle forze dell’ordine e ispettive anche se, a margine, vorremmo riprendere le dichiarazioni che su un quotidiano (il Resto del Carlino) sono state attribuite, virgolettate, all’Arma dei Carabinieri. Dichiarazioni che, se confermate, stupiscono laddove, quasi a giustificazione del lavoro nero, si prende a riferimento la congiuntura economia negativa e la pressione fiscale. Come CGIL riteniamo che il lavoro nero, le irregolarità contributive e i contratti non applicati danneggiano non solo i lavoratori ma anche quella parte di imprenditori che rispettano le regole e la crisi non può essere in nessun modo una giustificazione.

Segreteria CGIL Rimini




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.




Voucher senza dignità. Di Maio si rimangia la campagna elettorale e torna a legalizzare il lavoro nero

Comunicato stampa. E’ davvero avvilente, nella confusione generale spesso generata coscientemente, tornare a ripetere le stesse cose, nella fattispecie dei motivi che ci vedono contrari nei riguardi di un’ulteriore riforma sull’utilizzo dei voucher per agricoltura e turismo. Settori che hanno già contrattualmente previsto tutti gli strumenti idonei per rispondere alle esigenze di flessibilità espresse dalle imprese.

Che dire? Che le ultime dichiarazioni del ministro e vicepremier Luigi Di Maio sono in totale contraddizione con quanto da lui stesso e dal suo movimento affermato in campagna elettorale su stabilità e dignità del lavoro? Che è falso dire che oggi non esiste il lavoro occasionale? Che in realtà, dopo la riforma del 2017, i voucher ci sono ancora, vedi Libretto Famiglia e Presto? Che la CGIL ha raccolto milioni di firme per cancellare i voucher e che pur di non andare a referendum il Governo precedente ha fatto una mezza cancellazione e che il Governo di ora sta riprovando ad allargarne l’utilizzo?

Perché la CGIL dice no ai voucher

Ma perchè la CGIL non vuole i voucher e tanta parte delle imprese sì? Perchè i voucher rappresentano la legalizzazione e non l’emersione del lavoro nero, e il riconoscimento di una paga oraria senza alcuna altra tutela contrattuale. L’unica necessità alla quale questo Governo ‘bipolare’ intende dare una risposta è quella di ridurre i costi delle imprese a danno dei lavoratori.

Infatti, una delle prime conseguenze del ricorso al voucher per i lavoratori stagionali sarebbe l’esclusione dalla Naspi, l’indennità di disoccupazione in vigore dal 2015, che interviene nel sostegno al reddito dei periodi non lavorati.

Agricoltura

I lavoratori agricoli, nella nostra Regione, sono oltre 92.000 ed il 90% ha un contratto di lavoro stagionale. Oltre alla prestazione di lavoro occasionale, in questo settore esistono gli strumenti normativi e contrattuali anche per una sola giornata di lavoro all’anno. Strumenti, però, che consentono ai lavoratori agricoli di poter avere diritti contrattuali, assistenziali, previdenziali e d’integrazione al reddito (disoccupazione agricola) che, con i voucher, sarebbero completamente esclusi. Per le Organizzazioni sindacali di categoria regionali, che, dopo le dichiarazioni di Di Maio hanno già richiesto un incontro ai parlamentari eletti in Emilia Romagna, “gli interventi legislativi che hanno introdotto il contratto di prestazione occasionale in sostituzione dei voucher hanno rappresentato degli importanti passi nella giusta direzione permettendo a migliaia di lavoratori di emergere dal lavoro nero. Infatti, come si evince dal rapporto agroalimentare dell’Emilia Romagna, l’occupazione agricola è cresciuta, fra l’anno 2016 e 2017, di 5.000 unità (prevalentemente lavoratori dipendenti), la Produzione Lorda Vendibile +6.6%, compresa la crescita del +2.8% di imprese giovani”.

Turismo

Il turismo, che in Italia conta circa un milione e mezzo di addetti di cui 300mila stagionali (circa 25.000 gli stagionali nella provincia di Rimini), è un settore che incide per il 12% sul Pil nazionale. Di certo meriterebbe una maggiore attenzione e un maggiore sostegno da parte del Governo se l’obiettivo, come hanno dichiarato, é quello di rilanciare l’economia turistica, invece si punta ancora alla sua precarizzazione.

Se poi guardiamo all’andamento locale, le imprese turistiche stanno incassando bene e al contempo lamentano di non riuscire a trovare personale. Se pensano che con un’ulteriore sterzata verso lo sfruttamento, la cancellazione dei diritti e a 7,50 l’ora senza tutele, i lavoratori facciano la fila per impiegarsi nel turismo, forse hanno fatto male i loro calcoli.

Piuttosto si dovrebbe favorire l’allungamento dei rapporti di lavoro, quello contrattualizzato che già prevede ampi margini di flessibilità (si veda il recente rinnovo del Contratto nazionale) e intervenire sulla Naspi per renderla più favorevole nei confronti dei lavoratori stagionali.

Per Isabella Pavolucci delle Segreteria confederale CGIL Rimini “Ogni qualvolta, in particolare nel nostro territorio, si discute di sistema turistico nonché del suo sviluppo, le parole d’ordine “qualità del lavoro e dell’occupazione” vengono troppo spesso dimenticate o addirittura sottovalutate, mentre frequentemente il concetto di flessibilità del mercato del lavoro, e pertanto l’utilizzo dei voucher, sembra essere l’unica necessità per il settore.

I voucher rappresentano la massima espressione di precarietà del mondo del lavoro; poco o nulla di “dignitoso”, termine che oggi va molto di moda, si può configurare nel loro utilizzo; la profonda conoscenza e la piena applicazione dei Contatti Collettivi Nazionali di lavoro, delineano l’unica risposta, in una cornice di tutele così come configurate nella Carta dei Diritti della CGIL, al fine di poter parlare di sviluppo, qualità e crescita in qualsiasi settore produttivo”.

CGIL Rimini

Rimini 13.07.2018




La Torretta. Volantino informativo a cura della Filcams Cgil di Rimini per i lavoratori addetti al servizio di salvamento

Ordinanze balneari e concessioni: il lavoro ed i temi sociali devono avere il giusto spazio.

Il recepimento comunale dell’ordinanza balneare regionale deve nascere da un confronto vero su tutti i temi che riguardano l’offerta turistica locale connessa a spiagge e balneazione. Un tempo si parlava appunto di “industria balneare” proprio a significare che il fattore produttivo che il nostro territorio impiega per creare impresa e lavoro è il mare. Come in una qualsiasi industria, impresa e lavoro devono avere pari dignità nella discussione e dunque i giusti bilanciamenti che consentano alla parte debole, il lavoro, di guadagnare forza.

La Filcams ha portato nei tavoli comunali il tema del lavoro, suscitando ad ogni nostro intervento mugugni, borbottii o censure. “I temi sindacali non sono oggetto di discussione nei tavoli comunali” ci hanno rimproverato: falso.

La spiaggia è affidata con concessione pubblica a soggetti privati che devono esercitarvi la loro attività nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi e della rappresentanza sindacale, perciò della controparte. Il lavoro è una parte dell’esercizio d’impresa che ha una sua specifica legislazione e tutela, e come tale deve avere spazio di discussione. Quando si dispone di uno strumento così importante come un’ordinanza comunale, il potere politico non può essere timido rispetto al tema del lavoro.

La politica dovrebbe avere più coraggio e le imprese più propensione agli investimenti, rispetto all’accessibilità delle spiagge per le persone con disabilità.

Lo sviluppo del turismo accessibile passa innanzitutto attraverso un cambio di mentalità. Questo richiede che tutti siano messi nelle condizioni di godere di un territorio, di un evento o di una struttura: senza chiedere, senza aspettare, senza procedure particolari. Liberamente. Servono dunque cultura e investimenti adeguati. Gli investimenti strategici per l’accessibilità non devono essere subordinati alle “richieste”, devono essere fatti e basta.

Lavoro e diritti sociali devono entrare nel dibattito legato alle concessioni balneari, a partire dal livello locale: questo è il nostro impegno.

Mirco Botteghi, Segretario Generale Filcams Cgil Rimini

Spiagge e lavoro: il punto sulle ordinanze balneari

Nel corso delle discussioni alle quali abbiamo partecipato sul tema “Ordinanze Balneari” abbiamo assistito ad approcci molto differenti tra Regione e Comuni. Se da una parte il tavolo regionale ha visto una discussione vera e l’accoglimento parziale dei temi legati al lavoro che abbiamo portato, nei Comuni costieri della Provincia di Rimini ci siamo trovati nell’impossibilità di discutere sul tema lavoro e della conseguente qualità dell’offerta turistica.

Nello specifico l’ordinanza regionale recepisce due dei temi fondamentali.

Il primo è quello relativo all’obbligo di applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi per i lavoratori addetti al servizio di salvamento.

Il secondo quello di definire con i Comuni incontri preventivi a ridosso della chiusura del periodo in cui bisogna garantire il servizio di salvamento. Questa modalità garantirebbe una discussione utile al fine di valutare insieme alle parti sociali l’allungamento di tale periodo.

Su quest’ultimo tema la risposta da parte dei comuni è stata univoca: chiusura su un’ipotesi d’incontro preventivo e decisione unilaterale da parte degli stessi di estendere o meno il servizio salvamento poichè, quelli comunali, non sono i tavoli idonei in cui affrontare i temi del lavoro.

Noi crediamo che questi non siano temi trascurabili, ma connessi alla qualità dell’offerta turistica e più precisamente della sicurezza delle spiagge Riminesi. Crediamo che tale qualità non possa prescindere da un’equivalente qualità del lavoro e da un confronto vero con chi lo rappresenta.

Francesco Guitto, Segretario Filcams Cgil Rimini.

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Contattaci all’indirizzo mail: dilloallafilcamscgil.rimini@gmail.com




Contro la chiusura dei porti ai migranti salvati in mare. Ordine del giorno votato dalla CGIL di Rimini

Ordine del giorno. 

Il Comitato Direttivo della CdLT della CGIL di Rimini riunito il 12 giugno 2018, esprime la propria indignazione e condanna nei confronti della scelta del Governo italiano di chiudere i nostri porti alla nave Aquarius stracolma di donne uomini e bambini e bloccata in mezzo al mare.

Come ha dichiarato il Segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra, non possiamo tollerare che i diritti umani universali, salvaguardati dal diritto internazionale e dal diritto marittimo, oltre che naturalmente dalla nostra Costituzione, siano calpestati sotto i colpi di una presa di posizione che deve indignarci tutti. La Cgil si opporrà ad ogni scelta xenofoba e razzista contraria ai valori della pace, della solidarietà e della cooperazione internazionale.

L’Italia non è un Paese assediato dai migranti così come la destra tenta di rappresentare e pertanto, di fronte alle numerose manifestazioni di disumanità che si stanno levando in queste ore, ci impegniamo a mobilitarci per contrastare ogni ideologia che intenda costruire barriere fisiche e mentali contro poveri ed emarginati che chiedono soltanto di poter vivere quando non addirittura sopravvivere.

Approvato all’unanimità





Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti dell’artigianato eleggono i loro RLST

Nel 2018 si tengono le elezioni per i Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza Territoriali del comparto artigianato:

le elezioni giungeranno a conclusione delle assemblee aziendali ed interaziendali nelle quali verranno presentate le liste dei candidati.

Le assemblee saranno l’occasione per illustrare gli accordi regionali su:

  • sicurezza nei luoghi di lavoro;

  • contrattazione regionale;

  • integrazione al reddito di FSBA e dell’ente bilaterale dell’Emilia Romagna (EBER);

  • welfare contrattuale e prestazioni sanità integrativa per i lavoratori dipendenti artigiani (SANARTI).

Occorre garantire la rappresentanza dei lavoratori sulla sicurezza nei posti di lavoro. E’ un diritto sancito dalla legge, dai contratti e dagli accordi: è un diritto che non può essere delegato a nessun altro

locandina




Turismo. Sconcertanti gli esiti dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro

Scomparsa dal lessico del lavoro stagionale la parola voucher che tanto spazio aveva avuto nelle cronache del passato, precarietà e sfruttamento permangono inossidabili.

A fronte di scelte da parte dei passati Governi che la CGIL giudica non accettabili perché non sono servite a contrastare la disoccupazione, ad aumentare gli investimenti, a valorizzare il lavoro, non si è arresa la volontà di proseguire il cammino per ottenere la Carta dei Diritti Universali (il nuovo Statuto dei lavoratori). Un percorso intrapreso dalla CGIL insieme alla richiesta dei tre referendum su voucher, appalti e licenziamenti. Quell’appuntamento referendario, chiesto con milioni di firme ma che è stato impedito di fatto (nel caso dei voucher abrogando delle norme subito dopo reintrodotte sotto nuove forme di lavoro occasionale.

Ed eccoci ancora in campo, all’alba di una nuova stagione estiva, a contrastare quel modello competitivo, scelto da tante imprese, che punta a svalorizzare il lavoro e a ridurre i diritti dei lavoratori. Eccoci ancora una volta a dire che illegalità, lavoro povero, sfruttamento e mancanza di regole, accentuate dall’estendersi del fenomeno delle esternalizzazioni, aprono la strada all’impoverimento complessivo della nostra economia (vedi l’esodo di tanti giovani verso altri Paesi) e sono terreni fertili per il proliferare della malavita organizzata.

Sono sconcertanti gli esiti dei controlli effettuati dall’Ispettorato del lavoro di Rimini. Da quanto si evince dalle notizie di stampa, non una attività è risultata in regola. Lavoro nero, contratti non rispettati, irregolarità contributive che danneggiano in primo luogo i lavoratori ma anche quella parte di imprenditoria che rispetta le regole.

Giudichiamo positivamente le dichiarazioni rilasciate dal responsabile del servizio di vigilanza dell’Ispettorato circa le attività di controllo che verranno effettuate nel corso dell’estate.

Chiediamo che il Sistema turistico della Riviera, comprensivo del lavoro e a partire dal Piano strategico nazionale sul Turismo, sia più “frequentato” dalla discussione politica locale al di là dei particolari interessi delle varie categorie economiche che si susseguono di volta in volta. Chiediamo che venga tenuta alta la guardia sui temi della legalità e della salute e sicurezza.

Come CGIL di Rimini abbiamo presentato nei giorni scorsi l’avvio della campagna informativa #dillo alla Filcams che prevede la sistematica presenza della Filcams Cgil vicino alle lavoratrici e ai lavoratori dove questi prestano la loro attività. Sono i precari che, a causa della crisi e di minori tutele contrattuali, hanno visto peggiorare le condizioni di lavoro e accrescere le condizioni di disuguaglianza e ricattabilità economica.

Rivendichiamo, anche nella nostra provincia, un modello economico che rimetta al centro i temi della qualità del lavoro e dei diritti.

per la Segreteria CGIL Rimini Primo Gatta Segretario generale