Turismo e Lavoro. Lettera aperta a istituzioni e imprese

Lettera aperta indirizzata a

Presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi,

Sindaci della Provincia di Rimini,

Presidente AIA Cattolica Massimo Cavalieri,

Presidente AIA Misano Adriatico Iliana Baldelli,

Presidente Federalberghi Riccione Bruno Bianchini,

Presidente AIA Rimini Patrizia Rinaldis,

Presidente Federalberghi Bellaria – Igea Marina Simona Pagliarani,

Presidente Confcommercio Provincia di Rimini Gianni Indino,

Presidente Confesercenti Rimini Fabrizio Vagnini,

Presidente Oasi Confartigianato Rimini Diego Casadei,

Presidente Legacoop Romagna Mario Mazzotti,

Ciò a cui stiamo assistendo da almeno un triennio, circa la crisi di offerta di lavoro stagionale nel Turismo, è un segnale della crisi più vasta del sistema turistico riminese. L’ostinazione con cui taluni continuano a guardare il dito senza vedere la Luna è inferiore solo alla carenza di proposte per uscire da questo vicolo cieco.

Affermare che la qualità del lavoro è un fattore produttivo strategico fondamentale, al pari di investimenti privati e pubblici, può apparire scomodo nell’epoca della disintermediazione e del lavoro “agile” o dei “collaboratori”; ma è necessario farlo. Non è più rinviabile una discussione complessiva che, a partire dagli investimenti straordinari che in questi anni il pubblico ha disposto per riqualificare il prodotto turistico, inizi ad approfondire il tema degli investimenti privati anche nella qualificazione del lavoro.

La questione di fondo, che la CGIL, insieme alla Filcams, ha messo in campo dalla primavera scorsa con il “Manifesto del lavoro nel turismo riminese”, è appunto sistemica: una più equa redistribuzione del reddito prodotto dal Turismo.

Di lavoro il sistema economico del turismo ne richiede; ne richiederebbe anche di più se i nastri orari fossero da 40 ore settimanali, se non ci fosse lavoro irregolare, se si offrisse impiego di qualità agli oltre 2.000 studenti che nel riminese studiano per occuparsi nel turismo e se si reintroducesse un ammortizzatore sociale specifico (dal 2013, anno dell’avvio dell’eliminazione della indennità di disoccupazione stagionale, si è anche avviata la fase di corto circuito tra domanda ed offerta di lavoro stagionale). Da aggiungere che il Decreto Dignità, introducendo l’incremento contributivo ad ogni rinnovo, di fatto colpisce la continuità occupazionale favorendo la ripetuta sostituzione del personale da assumere.

Di lavoro e qualità dello stesso se ne dovrebbe tenere conto anche nel dibattito politico sulle concessioni balneari, dal momento che dietro ad esse si cela uno strategico tema d’interesse generale.

Si può scegliere se affrontare questi problemi o alimentare periodiche polemiche francamente incomprensibili nella loro funzione strategica.

Noi abbiamo scelto da che parte stare. Abbiamo messo in campo una proposta complessiva che nel medio periodo può aumentare la propensione delle persone a scegliere il turismo stagionale come settore nel quale investire la propria vita lavorativa.

Sulla base di questi presupposti la nostra Organizzazione è disponibile ad avviare un confronto. Che i nodi siano venuti al pettine è chiaro, ora servono soluzioni complessive.

Isabella Pavolucci Segr. generale CGIL Rimini – Mirco Botteghi Segr. generale FILCAMS CGIL Rimini




Campi della Legalità. Lo SPI in prima linea per costruire un’alternativa alla mafia

Sono 6 i volontari dello SPI CGIL di Rimini che questa settimana si trovano in Calabria a Isola Capo Rizzuto per partecipare ai Campi della Legalità E!State Liberi! Sono lì insieme a tanti giovani che hanno deciso di farsi coinvolgere nelle attività di uno dei 27 campi che operano su beni e terreni confiscati alle mafie.

I campi si svolgono da nord a sud Italia in 14 località: si è cominciato il 10 giugno a Corleone e Crotone e si prosegue fino ad ottobre.

A Isola Capo Rizzuto lo scopo è quello di aiutare e sostenere la cooperativa sociale Terre Joniche-Libera Terra nata nel 2013 attraverso un bando pubblico promosso dalle istituzioni locali in collaborazione con Libera. La Cooperativa gestisce 100 ettari di terreni confiscati al clan Arena, è composta da 10 soci e si occupa prevalentemente di produzioni agricole per conto del consorzio Libera Terra Mediterraneo che ne trasforma e commercializza i prodotti con il marchio Libera Terra. La maggior parte dei terreni si trova in una zona del territorio di Isola di Capo Rizzuto di notevole pregio ambientale e paesaggistico; si tratta di un’area pianeggiante, fertile, a pochi chilometri dalla costa dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”. Inoltre, la cooperativa si occupa di turismo sociale e scolastico in collaborazione con Libera ed altre realtà associative locali.

Il clan Arena è una delle organizzazioni storiche e più potenti della ‘ndrangheta calabrese’ finita anche nell’operazione Aemilia l’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord.

La maggior parte delle giornate si dividono tra l’affiancamento ai soci della cooperativa sui beni confiscati al mattino e attività formative, testimonianze, cineforum, visite guidate, e incontri istituzionali nel pomeriggio.

Come spiegano gli organizzatori – l’idea progettuale prevede la realizzazione di percorsi didattico/formativi specifici sui temi dell’antimafia sociale e culturale, sui beni comuni e sulla difesa del territorio. Partendo dall’analisi del territorio ospitante, i partecipanti sono chiamati a confrontarsi sui temi della legalità e della difesa del territorio e dei diritti umani, attraverso workshop, seminari, incontri, dibattiti, focus group e laboratori teorico-pratici. Inoltre sono previste uscite e visite ai beni confiscati alle mafie ed escursioni su territori devastati dall’ ‘ndrangheta’.

Come per tutti i campi di E!State Liberi!, ai campisti si chiede di partecipare attivamente alla gestione del campo, a partire dall’allestimento, all’organizzazione delle pulizie, della cucina, al mantenimento decoroso della struttura ospitante, fino alla programmazione delle attività. Ragazze e ragazzi impegnati nel lavoro volontario insieme a tanti anziani, in un’ottica positiva di scambio di memoria e di confronto reciproco.

Una pacifica ‘occupazione’ di questi spazi, dunque, abitati dalla presenza di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire comunità alternative alle mafie.

Prossimi campi per lo SPI CGIL di Rimini in Campania dal 5 all’11 agosto a Sessa Aurunca (CE) nel bene confiscato “A. Varone” gestito dalla cooperativa sociale “Al di là dei Sogni” e dal 2 all’8 settembre a Castelvolturno-Cancello Arnone.

*(nella foto l’incontro a Isola Capo Rizzuto con l’ex sindaco Carolina Girasole che ha sfidato la mafia sui beni confiscati).




#ioaccolgo. La campagna contro la chiusura dei porti e il decreto sicurezza

Comunicato stampa. Nella GIORNATA INTERNAZIONALE DEL RIFUGIATO anche la Camera del Lavoro di Rimini ha esposto la coperta termica simbolo della campagna #ioaccolgo.

La CGIL, insieme alle altre associazioni aderenti, vuole dare visibilità e sostegno alle esperienze di solidarietà e di accoglienza nei confronti dei rifugiati e manifestare il proprio dissenso contro la legge 132/2018 e contro il decreto sicurezza bis che punisce ancora di più coloro che prestano soccorso e inasprisce le misure che limitano il dissenso politico. #Io accolgo contro la chiusura dei porti e il decreto Sicurezza, per l’uguaglianza e la solidarietà.

Fortunatamente sono tante le esperienze e le dimostrazioni di solidarietà nel nostro Paese: dalle famiglie che ospitano stranieri che non hanno più un ricovero, alle associazioni che organizzano corridoi umanitari per entrare in Italia, dai tanti sportelli legali e associazioni di giuristi che forniscono gratuitamente informazioni e assistenza ai migranti, agli ambulatori in cui ricevere assistenza sanitaria gratuita, a chi coopera con iniziative umanitarie nei paesi di origine e transito.

Ci associamo a singoli cittadini e cittadine, nuclei familiari, enti locali, studenti, insegnanti, organizzazioni nazionali e territoriali, laiche e religiose che, come è nell’intenzione della Campagna, non si arrendono alla barbarie di un mondo fondato sull’odio e sulla paura, che credono nei principi della Costituzione, dei diritti uguali per tutti, della solidarietà.

Soggetti che quotidianamente agiscono per mitigare i danni di una legislazione, di politiche e di comportamenti istituzionali che, a giudizio della CGIL, condannano i migranti a morire in mare, che chiudono i porti, che cancellano esperienze di accoglienza, come gli Sprar, gettando per strada migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, anche vulnerabili, privati così della loro dignità e del diritto ad accedere ai servizi sociali.

La Campagna prevede anche iniziative di mobilitazione, per aprire vertenze che inducano le Istituzioni ad assumersi la responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione, cancellando le scelte discriminatorie e superando gli effetti perversi del Decreto sicurezza.

A tutti proponiamo di schierarsi, di sottoscrivere il Manifesto della Campagna e di indossare o esporre un oggetto simbolo di questa iniziativa.

Isabella Pavolucci Segr. Generale CGIL Rimini




Costituito il SILF Sindacato Italiano dei Lavoratori Finanzieri. Soddisfazione della CGIL

Comunicato stampa. La Cgil di Rimini esprime grande soddisfazione per la costituzione, anche a livello locale, del SILF, il Sindacato Italiano dei Lavoratori Finanzieri, il primo sindacato per gli agenti e funzionari della Guardia di Finanza.

Si concretizza così un progetto a lungo sostenuto dalla CGIL e dall’Associazione civile Ficiesse – Finanzieri e Cittadini e reso possibile dalla storica sentenza della Corte Costituzionale che ha aperto il diritto alla sindacalizzazione anche per gli operatori militari. Dunque, anche i militari potranno godere delle libertà sindacali, per troppo tempo ingiustamente negate. Va detto che, in merito al diritto alla sindacalizzazione, la Cgil aveva presentato un reclamo a Strasburgo presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali il quale ha in effetti riconosciuto che la vigente normativa italiana violava quel diritto. Per completare il quadro, però, occorre che Governo e Parlamento approvino una legge di riforma che sia coerente con la sentenza della Corte Costituzionale, e su questo la CGIL continuerà ad impegnarsi.

Dopo la sindacalizzazione della Polizia anche per la Guardia di Finanza inizia un percorso di democrazia che, come è nelle intenzioni dei suoi dirigenti, “sarà volto alla costruzione di un sindacato che guardi ai bisogni dei finanzieri e a garantire la giustizia sociale nel Paese”.

Invitando agenti e funzionari della Guardia di Finanza ad aderire al nuovo sindacato, auguriamo buon lavoro al neoeletto responsabile del SILF provinciale Pasquale Giannico.

Isabella Pavolucci – Segr. generale CGIL Rimini

Rimini 14.06.2019




14 Giugno. Sciopero generale dei metalmeccanici

I lavoratori metalmeccanici sciopereranno in tutta Italia venerdì 14 giugno con tre grandi manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli per chiedere al Governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, i salari, i diritti. Una decisione determinata dalla sempre maggiore incertezza sul futuro vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro. I lavoratori riminesi parteciperanno alla manifestazione di Firenze.

Il Governo e le imprese non possono scaricare sui lavoratori la nuova crisi che stiamo vivendo: per affrontare la situazione sono necessari investimenti pubblici e privati per l’innovazione, le competenze, l’ecosostenibilità, l’occupazione, la prevenzione e la salvaguardia di salute e sicurezza.

Per rilanciare il mercato interno è indispensabile aumentare i salari, ridurre la tassazione, garantire lo stato sociale.

E’ necessario che Governo e sistema delle imprese riconoscano il ruolo dei lavoratori. Il Governo deve adottare politiche mirate a contrastare delocalizzazioni e le chiusure di stabilimenti, a partire dal Mezzogiorno, ancora una volta, duramente colpito dalla crisi e a sostenere i buoni motivi per attrarre investimenti industriali. Vanno rafforzati i vincoli della responsabilità sociale delle imprese verso i lavoratori e il territorio. Occorre investire per creare occupazione per i giovani disoccupati, attraverso il consolidamento di alcuni settori in cui il nostro paese ha una leadership e incentivi per l’ecosostenibilità del nostro sistema industriale.

Per Fim Fiom e Uilm, le politiche pubbliche devono concentrarsi su ciò che crea lavoro, sull’occupazione, sulla qualità e la dignità del lavoro e in questo contesto misure come il reddito di cittadinanza non possono essere sostitutive di questo impegno e soprattutto non possono essere il solo strumento di lotta alla povertà.

Serve subito un cambio di rotta, sia da parte del governo che delle imprese e agire con urgenza sui seguenti elementi:

FUTURO PER L’INDUSTRIA

Difendere e aumentare l’occupazione con gli investimenti pubblici e privati, per produrre con qualità e sostenibilità sociale e ambientale, per rilanciare settori strategici del paese e reindustrializzare le aree di crisi;

AUMENTARE I SALARI

E’ necessario aumetare i salari con i contratti nazionali e di secondo livello, e attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente;

DIRITTI PER IL LAVORO

Contrastare la precarietà con la stabilizzazione dell’occupazione, applicare i contratti erga omnes, ed estendere i diritti ai lavoratori degli appalti, allargare la rappresentanza e la partecipazione collettiva dei lavoratori;

CONTRATTARE L’INNOVAZIONE

Redistribuire la produttività delle nuove tecnologie per creare nuovo lavoro e aumentare i salari, diminuire gli orari di lavoro attraverso le opportunità che la tecnologia mette a disposizione;

EQUITÀ FISCALE

Diminuire le tasse sul lavoro dipendente, lotta all’evasione, basta condoni che premiano i furbi;

GIUSTIZIA SOCIALE

Riformare l’iniqua legislazione sulle pensione, estendere e qualificare gli ammortizzatori sociali, garantire a tutti salute e istruzione di qualità;

SALUTE E SICUREZZA

Investire sulla salute dei lavoratori e sull’ambiente di lavoro, combattere gli infortuni con la prevenzione e la formazione professionale.

Locandina /f  Locandina r




‘Il Futuro È Servizi Pubblici’. Manifestazione nazionale Sabato 8 Giugno

Sabato 8 Giugno si terrà in piazza del Popolo a Roma una grande manifestazione nazionale dei servizi pubblici. Scendiamo in piazza per difendere il valore dei servizi pubblici. Alla manifestazione parteciperanno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, oltre che i segretari delle categorie dei servizi Pubblici, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

Ogni realtà nazionale fa perno proprio sull’efficienza dei servizi che offre ai cittadini. Senza una pubblica amministrazione di qualità, senza prendersi cura dei servizi pubblici erogati dal privato, i paesi finiscono al collasso. Ed è quello che sta succedendo in Italia, a causa di una politica che negli ultimi anni ha svilito i servizi pubblici, ha disinvestito, ha tagliato le spese, lasciando i servizi in balia del caos, a dover far fronte ad una grande richiesta da parte dei cittadini ma con le risorse e gli strumenti al minimo. Noi dobbiamo invertire questa tendenza, questa progressiva delegittimazione del valore dei servizi pubblici. Non esiste paese vivibile senza un servizio ai cittadini che si rispetti.

Ripartire non è possibile con i soli slogan elettorali. Rimettere in moto la macchina del nostro paese significa ridare dignità e qualità ai servizi che si offrono. Una causa che restituirebbe non solo orgoglio a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si occupano della collettività, ma anche servizi efficienti sui quali si può tornare a contare come cittadini, senza doversi rassegnare a liste d’attesa lunghe mesi, a servizi scadenti e al limite delle possibilità.

La battaglia di sabato 8 giugno è una battaglia che ci riguarda tutti, la cui eco dovrà convertirsi in un cambio di rotta della politica. Assunzioni, contratti e dignità al lavoro: questi i tre grandi temi su cui verterà la nostra azione rivendicativa. Dobbiamo partire dalle assunzioni, perché avere meno personale vuol dire penalizzare la qualità e la quantità dei servizi che si offrono ai cittadini. Bisogna rinnovare tutti i contratti, e con le risorse necessarie, non al ribasso. Dobbiamo difendere il valore dei servizi pubblici garantendo investimenti adeguati.

I nostri obiettivi:

• lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini
• il rinnovo di tutti i contratti, pubblici per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate e privati alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili
• cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati
• una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere
• rivendicare più investimenti nei servizi pubblici per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione dei servizi pubblici che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini
• un taglio netto a consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato
• l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità
• finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.
• che il Governo e le Autonomie Locali aprano un vero confronto con i Sindacati Confederali, sia sul rinnovo dei Contratti che sul Welfare
• che le Associazioni Datoriali diano risposte sui Contratti a partire da quello della Sanità Privata

Scendiamo in Piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti.

Dunque, sabato 8 giugno scendiamo tutti insieme in piazza, cittadini e lavoratori, per difendere il valore del lavoro. Perché non c’è futuro senza lavoro, e non c’è uguaglianza senza servizi pubblici.




“Dateci retta”. Manifestazione nazionale dei pensionati

Sabato 1 Giugno, decine di migliaia di pensionati sono scesi in piazza San Giovanni a Roma per partecipare alla manifestazione “Dateci retta” indetta dai Sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
Una manifestazione – la prima dopo 15 anni a tenersi nello storico punto di ritrovo del movimento sindacale – molto partecipata, segno tangibile del sentimento di insofferenza e di insoddisfazione nei confronti di un governo che non ha fatto nulla per migliorare la condizione di vita di 16mln di persone anziane.

Pensionati bancomat. Perdita fino a 20mila euro in meno di dieci anni.

Pensionati bancomat dei governi. Al centro della protesta i continui tagli degli assegni operati in poco meno di dieci anni e che hanno portato ad una perdita pro capite fino a 20mila euro.
Tagli non irrilevanti e reiterati nel tempo a cui si aggiungono quelli decisi dal governo in carica, che attraverso il nuovo meccanismo di rivalutazione in vigore da aprile sottrarrà a chi è in pensione 3,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni.
Altri 100 milioni rientreranno invece nelle casse dello Stato già nel mese di giugno attraverso un conguaglio con cui i pensionati dovranno restituire una parte di quanto ricevuto a gennaio, febbraio e marzo.
I Sindacati denunciano inoltre l’insopportabile pressione fiscale sui redditi da pensione, che è la più alta in Europa e maggiore anche di quella applicata al lavoro dipendente per effetto delle minori detrazioni.

Non autosufficienza e sanità emergenze nazionali.

Diritto alle cure e ad invecchiare bene. La sanità e la non autosufficienza vere emergenze nazionali che il governo e la politica non stanno affrontando.
Oltre alle pensioni la protesta ha abbracciato anche altri temi di estrema rilevanza per un paese che invecchia sempre di più e in cui cresce inevitabilmente la domanda di salute e di assistenza.
I sindacati hanno chiesto quindi il rilancio del Sistema Sanitario nazionale, che sia davvero universale e non a disposizione solo di chi può permetterselo, e una legge sulla non autosufficienza, necessaria a sostenere milioni di persone in condizioni di fragilità e le loro famiglie.




Agenzia interinale Alma. Nessuna certezza per il pagamento degli stipendi

Il Gruppo Alma conta circa 17.000 dipendenti, suddivisi in 32 società, operante prevalentemente nella somministrazione di lavoro interinale attraverso la società madre Alma SpA, nonché operando in appalto nei servizi di pulizie e servizi integrati/multiservizi, logistica, call center e nei settori industriali dell’alimentare e metalmeccanico.
Le società del Gruppo applicano diversi CCNL a seconda della tipologia di appalto.
Vista la complessità e il coinvolgimento di sei categorie, Filcams, Filt, Fiom, Flai, Nidil e SLC, la Cgil nazionale aveva inviato una richiesta urgente di incontro al MISE lo scorso marzo. Nessuna risposta.

Il Gruppo è alle prese con questioni di ordine giudiziario e ultimamente è anche inottemperante rispetto al pagamento degli stipendi e quidi per ciò che riguarda la responsabilità in solido delle imprese utilizzatrici verso lavoratrici e lavoratori in somministrazione. In sostanza l’Agenzia per il lavoro Alma ha comunicato che le retribuzioni del mese di aprile saranno erogate su base forfettaria e saldate soltanto quando avverrà il pagamento da parte dei Committenti.

Il 13 maggio CGIL CISL UIL hanno inoltrato un’ulteriore lettera al Gruppo per chiedere l’incontro.

In allegato il comunicato sindacale

 




Gruppo SGR. Rinnovato il contratto aziendale

Comunicato stampa. I lavoratori di Sgr Servizi, Gruppo Sgr e Adrigas, riuniti in assemblea hanno approvato all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale valevole per il 2019-2021.

Con soddisfazione Filctem Cgil e Femca Cisl consolidano, in importanti imprese del nostro territorio, un modello contrattuale che lascia alle spalle una posizione difensiva, per maggior salario e diritti e un modello di relazioni industriali che pone al centro la dignità del lavoro.

Questo nuovo contratto aziendale consolida nel premio di produzione variabile (che aumenterà del 22%), gli obiettivi di incremento della produttività, qualità e redditività del servizio, obiettivi sempre raggiunti negli anni passati e spesso superati dai lavoratori del Gruppo Sgr.

Tutela i lavoratori che si trovano in gravi condizioni di salute, prevedendo una procedura sindacale congiunta, affinché si difenda la conservazione del posto di lavoro, anche ove tale periodo di malattia sia stato superato secondo il contratto nazionale.

Aumenta la quota a carico azienda nel Fondo Pensione Complementare di settore, rispetto a quanto previsto dal Contratto nazionale di riferimento, rafforzando così attraverso la contrattazione, uno strumento di governance trasparente e partecipata dei lavoratori.

Interviene sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori dai luoghi di lavoro. La Filctem Cgil e la Femca Cisl, giudicano un traguardo molto positivo aver esteso, in un’altra importante azienda del territorio (vedi contratto AEFFE), l’accordo sulle molestie e violenze, che prevede: un aiuto concreto nei confronti delle vittime, con l’aspettativa retribuita da SGR, ricollocazione ove fosse necessario e la costituzione di un fondo economico aziendale, che ci permetterà di svolgere iniziative congiunte con la rete antiviolenza e la Consigliera di pari opportunità, e diffondere tra i lavoratori il riconoscimento sociale della violenza contro le donne.

p. FILCTEM CGIL – p. FEMCA CISL

Francesca Lilla Parco – Cristian Fabbri




Convegno 18 Maggio – Il lavoratore di frontiera. Lavorare a san Marino aspettando l’Europa

Comunicato stampa. Si terrà Sabato mattina 18 maggio a partire dalle 9,30 al Cinema Teatro Tiberio di Rimini il convegno “Il lavoratore di frontiera. Lavorare a San Marino aspettando l’Europa”.

Questo appuntamento è promosso dal CSIR, organismo di cooperazione sovranazionale che riunisce CGIL-CISL-UIL delle Regioni Emilia Romagna e Marche e la CSdL e CDLS della Repubblica di San Marino.

L’ incontro vede il Patrocino della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e vuole essere l’occasione da un lato di ripercorrere le tappe di un lungo percorso di lavoro che ci ha visti impegnati da oltre 24 anni nella rappresentanza dei lavoratori transfrontalieri e nella difesa e promozione dei loro diritti, dall’altro ha “l’ambizione” di voler richiamare tutti, Istituzioni e Rappresentanze Politiche ai diversi livelli, a proseguire con rinnovata attenzione il proprio impegno verso le problematiche insite in questa particolare tipologia di lavoro svolto da una parte importante di nostri concittadini nella Repubblica di San Marino.

Sono infatti oltre 5.900 i lavoratori Italiani che risiedono nei nostri Comuni e lavorano oltre frontiera.

Essi rappresentano una importante risorsa economica per i territori di confine ed allo stesso tempo un volano importante per la nostra economia locale, sul quale è bene tenere accesi i riflettori portandone in evidenza le problematiche sociali e lavorative.

Il programma dei lavori prevede la relazione d’apertura di Giuseppina Morolli (presidente CSIR) che illustrerà il lavoro fatto in questi anni da questo organismo nato nel 1995 a partire dall’annosa questione della franchigia oggi risolta e riconosciuta in via strutturale e definitiva di euro 7.500.

Altro tema per i frontalieri quello della precarietà, infatti fino a poco tempo fa non avevano possibilità di essere assunti a tempo indeterminato, con la battaglia fatta dalle Organizzazioni sindacali di San Marino con la recente Legge Sviluppo si è previsto il tempo indeterminato anche per i frontalieri. Inoltre è necessario dotarsi di uno Statuto dei frontalieri, al quale le Organizzazioni sindacali di CGIL CISL UIL a livello nazionale stanno lavorando con la possibilità di trasformarlo in legge di stato, è stato aperto un tavolo di confronto interministeriale, partito nel 2016presso il ministero degli Affari Esteri, con successivo incontro a Palazzo Ghigi. Chiediamo che anche questo governo prosegua sulla stessa linea convocando al più presto le Organizzazioni Sindacali.

Ai lavori porteranno i loro saluti le Autorità presenti, Emma Petitti in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, il Segretario di Stato al Lavoro di San Marino, Andrea Zafferani. Interverranno inoltre le Organizzazioni Sindacali attive nel CSIR e l’intervento conclusivo sarà svolto da Giuseppe Augurusa (coordinatore nazionale frontalieri CGIL). Coordinatore e moderatore dell’incontro sarà Massimo Fossati componente CSIR.

Durante l’incontro, a nome del CSIR, verrà illustrata da parte di Paride Neri (vice presidente CSIR) la “Guida al lavoro frontaliero”.

Una guida essenziale che, nella sua estrema semplicità, vuole essere un utile strumento per tutti coloro che lavorano oltre frontiera”.

Si tratta di un opuscolo che vuole far comprendere ai 5.900 lavoratori italiani occupati in Repubblica, circa il 40% di tutti gli occupati del settore privato sammarinese, le regole basilari sulle condizioni contrattuali, i diritti, le norme previdenziali, il trattamento fiscale. “Un manuale di facile consultazione – spiega il CSIR – per quanti vivono la condizione di lavoratore transfrontaliero, per coloro che aspirano a diventarlo e per chi vuole comprendere le condizioni di chi vive in uno Stato e lavora in un altro. La questione della residenza è infatti il comune denominatore che porta spesso a determinare profonde ed ingiustificate differenze di trattamento”.

Discriminazioni e disparità di trattamento, sottolinea il CSIR, che “abbiamo sempre combattuto attraverso numerose iniziative come quella per l’eliminazione della cosiddetta Tassa Etnica, che ci ha visto promotori dell’invio di oltre 3mila cartoline al Presidente della Repubblica italiana, e all’intesa offensiva politico-diplomatica per superare la precarietà fiscale e quella contrattuale”.

L’impegno delle organizzazioni sindacali riunite nel CSIR continua ora sul fronte del riconoscimento giuridico del ruolo e della figura del lavoratore di confine.

Abbiamo bisogno insieme di rafforzare la Confederazione Europea dei Sindacati (CES), per questo è importante esserci e proseguire quella politica di alleanze che possa permetterci di costruire una Europa migliore.

Rimini, 16 maggio 2019