Blocco degli uffici dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane e dei Monopoli il 23 gennaio per due ore in tutta Italia. Il 6 febbraio manifestazione a Roma per assunzioni, risorse e organizzazione

Comunicato stampa. A Rimini gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane e dei Monopoli saranno bloccati il 23 gennaio dalle ore 10 alle ore 12. Nel corso della fermata si terranno delle assemblee sindacali in entrambe le sedi. A seguire, il 6 febbraio, manifestazione nazionale a Roma sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La protesta è stata messa in campo da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp a difesa di un fisco giusto, per fornire servizi adeguati ai cittadini e recuperare davvero l’evasione fiscale.

I lavoratori delle Agenzie, già in stato di agitazione, stanno operando con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia.

Sinora, abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti.

Nel frattempo, però, continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge.

Stiamo difendendo i nostri salari ma soprattutto il nostro diritto/dovere di lavorare per lo Stato e i suoi cittadini in maniera concreta ed efficace, con un’organizzazione moderna e funzionale.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp – Rimini

Rimini 22 gennaio 2020




Sciopero START. Le motivazioni

Comunicato stampa. Vogliamo precisare le motivazioni dello sciopero di 4 ore dei dipendenti START Romagna di Rimini del 18 gennaio 2020 e del perché è stata scelta proprio una data così importante per la città di Rimini. Non entriamo troppo nel tecnico, anche perché risulterebbe poco comprensibile e noioso.

Dopo otto anni di trattative (Start è stata costituita nel 2012) non si è ancora arrivati ad una armonizzazione degli accordi di secondo livello. Tutto ciò, non per qualche strana strategia sindacale, ma per un disegno aziendale e della proprietà (Comuni di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna, oltre che TPER ed altri soci sempre pubblici in Area Vasta) che vuole armonizzare al ribasso tutti gli accordi esistenti.

Vogliamo che la collettività capisca bene il problema, altrimenti rischiamo di far apparire “antipatici” dei lavoratori che guadagnano meno di un operaio appena assunto (circa 1.100 euro al mese), che lavorano 6 giorni su 7 compresi i festivi e le domeniche, con una patente professionale che costa tante migliaia di euro e comporta tante responsabilità.

Vogliamo ribadire che la vertenza aperta prevede, fra i punti, anche la sicurezza del viaggio; cioè, come si devono comportare i vari attori (passeggeri, conducente, azienda) per fare in modo che tutti abbiano presente e chiaro il proprio compito, così da viaggiare in modo sicuro con ben definite le responsabilità ed i confini dei comportamenti.

Tutto ciò è in piedi da oltre un anno, ma né il Comune di Rimini (in un incontro in Prefettura l’Assessore si era impegnata ad aprire un tavolo), né Start, né nessun altro, vogliono portare avanti la discussione. Solo in Provincia di Ravenna si sta lavorando in modo serio per avere un protocollo chiaro e volto a migliorare il servizio.

I lavoratori di Start Romagna di Rimini hanno accumulato seimila giornate di ferie e, nonostante ciò, non riescono ad usufruire del riposo nel momento in cui ne hanno la necessità.

Vorremmo anche precisare, in merito al comunicato Start Romagna, che tutti i servizi non saranno garantiti dalle 9 alle 13, contrariamente a quanto si evince dal comunicato di Start Romagna. La frequenza e lo svolgimento dei servizi, ovviamente, varierà sulla base dell’adesione allo sciopero degli autisti incaricati di svolgere i servizi.

Comunque, concludendo, ribadiamo che le motivazioni dello sciopero sono volte a migliorare il servizio per la cittadinanza, ad ottimizzare l’impianto aziendale e chiaramente alla tutela di tutti i lavoratori, che attualmente vivono e lavorano in un ambiente di lavoro poco sereno e secondo noi poco equo.

Siamo convinti che debba essere aperto un tavolo di confronto con la proprietà, al fine di ottimizzare Start Romagna e migliorare il servizio.

FILT – FIT – UILT – FAISA – UGL – USB

Rimini




Appalto pulizie Stazione Ferroviaria di Rimini. Da settembre nessuno stipendio dalla Cooperativa Mr. Job

Ancora promesse non mantenute per i dipendenti della Cooperativa Mr. Job Scrl che dal mese di settembre sono senza stipendio. Sono i lavoratori addetti alla pulizia della Stazione ferroviaria di Rimini che mercoledì 18 dicembre dalle ore 10.00 alle 12.00 hanno partecipato al presidio, organizzato dalla Filt Cgil di Rimini, davanti alla Stazione stessa.

Ricordiamo che il consorzio Manital, che si è aggiudicato il servizio di pulizia delle Stazioni Ferroviarie, ha a sua volta appaltato il servizio di alcuni impianti delle Regioni Toscana ed Emilia Romagna, tra cui Rimini, alla Cooperativa Mr. Job Scrl. I dipendenti della Cooperativa che lavorano a Rimini sono circa una decina. Dopo essersi aggiudicata il subappalto, pagato il primo stipendio, la Mr. Job è stata insolvente. Da dire che la precedente ditta, la Confor Service, non aveva neppure versato il TFR ai lavoratori.

In casi come questi spetterebbe alla committente RFI farsi carico dell’erogazione degli stipendi ma anche da questa al momento sono arrivate solo promesse e nello specifico soltanto in riferimento ai mesi di ottobre e novembre. Resterebbero comunque il mese di dicembre e la tredicesima.

Il disagio economico dei lavoratori e delle loro famiglie è enorme. Da dire inoltre che il decoro e la pulizia delle Stazione, porta d’ingresso della città, dovrebbe essere un fattore di interesse per tutta la collettività ed è anche per questo che sollecitiamo su questa vicenda l’interesse da parte del Comune di Rimini.

Massimo Bellini Segr. generale FILT CGIL Rimini




Euroservice. Dipendenti senza stipendio in sciopero il 12 e 13 dicembre

Comunicato stampa. Filcams CGIL, Fisascat Cisl e UILtrasporti dei territori di Cesena e Forlì e Rimini hanno indetto uno SCIOPERO nelle giornate del 12 e 13 DICEMBRE a seguito della proclamazione dello stato di agitazione per il mancato pagamento dello stipendio di ottobre 2019. L’astensione riguarda le dipendenti della ditta EUROSERVICE di Palermo occupate nell’appalto di pulimento presso i locali dell’AGENZIA delle ENTRATE dell’Emilia Romagna nelle sedi di Cesena e Forlì e Rimini

Anche questa volta le richieste delle lavoratrici non sono state ascoltate e le rivendicazioni continue, poste in essere dalle Organizzazioni Sindacali congiuntamente alle lavoratrici, non trovano soluzione.

Rivendichiamo il pagamento immediato dello stipendio arretrato di ottobre 2019 e puntualità nei futuri pagamenti all’azienda Euroservice di Mosca Francesca e C. S.A.S. Le prossime due scadenze di pagamento son il 15 dicembre per lo stipendio di novembre e il 20 dicembre per il pagamento della tredicesima.

Se le lavoratrici possono non essere pagate e quindi non poter gioire delle festività, allora garantiremo una continua e duratura azione di lotta, finché non avremo visto rispettate le lavoratrici, i loro diritti e la loro dignità.

E’ già difficile portare avanti una famiglia quando hai un contratto part-time involontario e retribuzioni che non permettono la sopravvivenza, ma non essere retribuiti per il lavoro svolto è INACCETTABILE.

#chilavoradeveesserepagato

Siamo a conoscenza delle problematiche a livello nazionale e di situazioni ancora più indegne derivanti da responsabilità del Consorzio Manital, gruppo al quale appartiene Euroservice di Mosca Francesca e C. S.A.S, per questo ancora una volta chiediamo all’Agenzia delle Entrate di assumersi le proprie responsabilità, intervenendo in surroga, al fine di vedere tutelati i diritti delle lavoratrici e il servizio a loro fornito. Ricordiamo infatti che per la legge il committente deve rispondere delle inadempienze della ditta che ha in appalto.

Pertanto la mobilitazione proseguirà fino a una positiva soluzione della vertenza.

FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTRASPORTI dei  Territori di Forlì – Cesena e Rimini




Una Panchina Rossa contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza di genere è una data molto importante, ma non esaurisce l’impegno della Cgil su questo tema che rimane costante sia per quanto riguarda la contrattazione nelle aziende contro la violenza e la discriminazione di genere, sia nella contrattazione sociale.

La contrattazione di genere – come abbiamo evidenziato nelle “Linee guida per le azioni e la contrattazione di genere aziendale e territoriale” passa, obbligatoriamente, dalla consapevolezza delle difficoltà e delle discriminazioni che le donne subiscono non solo nell’ambito della sfera privata ma anche nei luoghi di lavoro e, di conseguenza, dalla necessità di diffondere la cultura del rispetto.

Si tratta di un percorso lungo e difficile che ci impegna come organizzazione sindacale insieme a tutti gli altri soggetti che intendono intervenire con azioni di contrasto contro la violenza di genere e i femminicidi che continuano a crescere drammaticamente soprattutto in ambito familiare.

Insieme all’associazione Rompi il Silenzio abbiamo chiesto a tutte le Amministrazioni Locali della Provincia di installare una panchina dipinta di rosso, un simbolo permanente di attenzione e riflessione sul dilagante fenomeno criminoso che colpisce le donne e per la diffusione della cultura della parità e del rispetto. Molti Comuni hanno aderito alla proposta e altri avevano già deciso di attivare una analoga iniziativa.

Cgil di Rimini e Associazione Rompi il Silenzio hanno inaugurato la panchina rossa lunedì 25 novembre davanti alla sede di via Caduti di Marzabotto 30 alle ore 16.00 con la presenza di rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine. Sono intervenute oltee a Isabella Pavolucci Segretaria generale Cgil Rimini, Paola Gualano presidente Ass. Rompi il Silenzio, Enrica Bonini Vicario del Questore, l’assessore regionale Emma Petitti, Giulia Corazzi consigliera provinciale delegata alle Pari opportunità. Presenti anche le insegnanti precarie del Comune di Rimini impegnate con il sindacato nella rivendicazione del posto di lavoro dopo più di 10 anni di “servizio”. Ti prendo, ti sfrutto, ti butto, hanno scritto in uno dei loro cartelli. Sono vecchie precarie, oggi lasciate a casa perchè troppo “vecchie”, che hanno ricevuto la solidarietà di tutti i presenti.

Sulla panchina rossa è riportato il recapito telefonico del Centro antiviolenza Rompi il Silenzio e il numero verde 1522, che è attivo e multilingue su tutto il territorio nazionale per 24 ore al giorno per tutti i giorni dell’anno, a sostegno delle vittime di violenza di genere e stalking.

 




ESITO INCONTRO START ROMAGNA / SINDACATI

Comunicato stampa. Il 22 novembre 2019, si è tenuto l’incontro tra Start Romagna e le OO.SS. della categoria dei trasporti del bacino di Rimini, incontro che segue di pochi giorni il precedente del 12 c.m.

Il confronto si è concluso con un accordo che prevede:

il recupero della retribuzione fissa aziendale pari a Euro 250,00, elemento economico che era stato eliminato nell’ultimo rinnovo del contratto aziendale del maggio 2018;

il riconoscimento di un costo agevolato per gli abbonamenti dei figli studenti dei lavoratori e per gli stessi dipendenti assunti dopo il 01 gennaio 2012.

Sui restanti temi posti da tempo dalle OO.SS. non oggetto del confronto odierno, si è convenuto di definire un calendario di incontri tematici, a decorrere dal prossimo 05 dicembre e sino al 03 febbraio 2020.

Le OO.SS. esprimono soddisfazione per i contenuti condivisi nell’accordo raggiunto, in quanto di fatto si è iniziato un percorso di armonizzazione dei trattamenti contrattuali nei confronti dei lavoratori neo assunti, nell’ottica della riduzione delle differenziazioni, obiettivo questo da tempo perseguito dal sindacato.

Così come riteniamo positivo l’aver concordato appuntamenti di approfondimento e discussione su specifiche tematiche al fine di proseguire unitariamente il confronto con l’azienda; è indubbio come una gestione unitaria possa consentire il raggiungimento di risultati come quello di oggi e che auspichiamo si ripetano nei prossimi incontri.

Le Segreterie provinciali Filt Cgil Fit Cisl Uilt Faisa Cisal Ugl




Vigili del Fuoco. Proclamato per il 21 Novembre lo sciopero della categoria da FP CGIL – FNS CISL – UIL Pa

Comunicato stampa. A seguito del presidio effettuato in piazza Montecitorio a Roma lo scorso 15 novembre promosso da FP Cgil Vigili del Fuoco, Fns Cisl e Uil Pa Vigili del Fuoco per rivendicare interventi a favore dei componenti del corpo sui diritti e sul salario, è partita la mobilitazione unitaria dei Vigili del Fuoco che proseguirà il 21 novembre con la giornata nazionale di sciopero di quattro ore e con una protesta articolata di astensione dal lavoro lungo altrettante 4 giornate: 21 novembre dalle 16.00 alle 20.00, 02 dicembre dalle 10.00 alle 14.00, 12 dicembre dalle 16.00 alle 20.00 e 21 dicembre dalle 10,00 alle 14,00.

Le iniziative messe in  campo sono scaturite dalla vertenza unitaria dello scorso mese di giugno con cui abbiamo rappresentato ai Governi le problematiche che coinvolgono i Vigili del fuoco e il servizio da assicurare alla cittadinanza e poiché dette risposte non trovano il giusto riscontro nella legge di bilancio in discussione in Parlamento, CGIL CISL UIL VV.F. sono costrette a far sentire il grido di dolore dei Vigili del Fuoco a tutti i cittadini e a tutti i rappresentati del popolo in Parlamento.

Le nostra mobilitazione per ottenere risposte concrete su:

  • una valorizzazione effettiva dal punto di vista retributivo e previdenziale del lavoro, unico ed insostituibile, dei Vigili del Fuoco;

  • una maggior tutela e garanzia degli infortuni e delle malattie professionali tipiche del lavoro dei Vigili del Fuoco (non abbiamo l’assicurazione Inail);

  • un riconoscimento reale della specificità e dell’alta professionalità dei Vigili del Fuoco;

  • risorse adeguate per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da ormai da un anno;

  • potenziamento degli organici del Corpo Nazionale finalizzato a diffondere il servizio sul territorio e a tutela della sicurezza dei Vigili del Fuoco. Dobbiamo raggiungere una dotazione organica di almeno 40 mila unità e nella legge di Bilancio non c’è nulla su questa necessità.

Le nostre mobilitazioni si inseriscono nel percorso di approvazione della legge di Bilancio, con l’obiettivo di introdurre nell’iter parlamentare quelle misure concrete per valorizzare la specificità dei Vigili del Fuoco, Il solo corpo nazionale capace di prestare soccorso in Italia ai cittadini.

Ed è per questo che rivendichiamo che la nostra specificità, il nostro lavoro, unico e insostituibile, sia adeguatamente riconosciuto, sul fronte del salario e dei diritti.

FP CGIL VVF – FNS CISL – UIL PA




25 Novembre. Contro la violenza sulle donne, una panchina rossa in tutti i Comuni

Comunicato stampa. Come le fredde lapidi di marmo che recano scolpiti, uno dopo l’altro, i nomi delle vittime di guerra e delle persecuzioni, è così che ormai dovremmo ricordare le vittime di femminicidio.

I dati non sono certi, ma possono variare di poco. Nel 2018 le donne uccise, in Italia, sono state un centinaio, nell’ultimo decennio circa 2 mila di cui più del 70% in famiglia.

Sappiamo tutto di loro dopo la morte, i soprusi, le violenze subite, i nomi degli assassini, per gran parte i loro stessi mariti e compagni di vita. Non sono vittime di guerra o di un regime totalitario e poliziesco che da sempre utilizzano lo stupro e la violenza sulle donne come arma bellica, sono vittime del patriarcato che permane ancora, profondamente radicato nel nostro Paese e nella nostra cultura.

Il 25 novembre si avvicina, è la giornata che a livello mondiale continua a rappresentare la data simbolo in cui si commemora il brutale assassinio delle sorelle Mirabal, donne rivoluzionarie della Repubblica Dominicana, ma anche tutte le violenze perpetrate dagli uomini sulle donne. Bambine non ancora donne, che qualcuno chiama spose, vendute a qualche vecchio aguzzino, figlie e madri asservite a mariti e padri padroni, donne in cerca di libertà, dignità e diritto di vivere attaccate nella loro stessa identità, sfregiate se non addirittura uccise.

In prossimità del 25 novembre la CGIL di Rimini e il Centro Antiviolenza Rompi il Silenzio hanno chiesto alle Amministrazioni Comunali della Provincia di Rimini di aderire al percorso di sensibilizzazione e informazione denominato “La Panchina Rossa” quale segno tangibile contro la violenza sulle donne.

Il progetto aveva preso l’avvio già nel 2017 dal Ministero delle Pari Opportunità nell’ambito delle attività di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere ed è stato riproposto in diversi Comuni del Paese.

Il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, pensiamo sia l’occasione giusta per l’installazione di una panchina rossa e per la cerimonia di inaugurazione in ogni Comune della Provincia di Rimini, in ricordo delle donne vittime di femminicidio e nello stesso tempo luogo fisico per la diffusione della consapevolezza rispetto alla tragicità di questo dilagante fenomeno criminoso e a favore della cultura di parità.

La risposta è stata molto positiva, diversi Comuni si stanno organizzando e alcuni già avevano avviato delle iniziative autonomamente.

Sappiamo che molto spesso la violenza non viene denunciata anche perché l’aggressore, altrettanto spesso, rimane impunito. Ma le richieste di aiuto devono poter trovare tutto il sostegno e gli aiuti necessari, un rifugio sicuro prima che la l’abuso sfoci nella tragedia.

Per quanto ci riguarda, presso la sede della CGIL di Rimini in via Caduti di Marzabotto, dove ha una propria sede anche Rompi il Silenzio, installeremo una panchina rossa dove verrà dipinto il numero verde di pubblica utilità 1522, che è attivo e multilingue su tutto il territorio nazionale per 24 ore al giorno, per tutti i giorni dell’anno, proprio a sostegno delle vittime di violenza di genere e stalking.

La panchina verrà donata da Anthea che ha voluto così testimoniare la propria sensibilità nei confronti di questa “piaga” sociale.

 

Segreteria CGIL Rimini – Centro Antiviolenza Rompi il Silenzio

 




Illegittimo licenziamento da parte dell’AUSL. Reintegrata la lavoratrice

Comunicato stampa. Dopo la sentenza che ha riconosciuto il diritto dei supplenti a lavorare sino alla scadenza del contratto a termine stipulato con la Pubblica Amministrazione, senza possibilità per quest’ultima di recedere unilateralmente prima della scadenza stessa, il Tribunale di Rimini si è pronunciato ancora una volta a favore dei precari.

La signora B., operatrice socio-sanitaria, assistita dall’avv. Jessica Valentini dello studio legale Cedrini Zamagni, convenzionato con la CGIL, ha chiesto l’accertamento della illegittimità del licenziamento intimatole dall’AUSL Romagna “per mancato superamento del periodo di prova”.

Il Giudice del Lavoro dott. Ardigò, accogliendo il ricorso della lavoratrice, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento ed ha condannato l’AUSL Romagna a reintegrarla nel posto di lavoro e a risarcirle i danni.

L’AUSL aveva licenziato la OSS per mancato superamento del patto di prova inserito nel contratto di lavoro a tempo indeterminato, dopo che la stessa aveva già lavorato con contratti a termine per ben nove anni con la stessa mansione e presso la stessa azienda.

Il Giudice ha stabilito che l’Azienda avrebbe già potuto ampiamente sperimentare la proficuità della collaborazione lavorativa con la signora B.

La nullità dell’assunzione in prova, secondo il Tribunale, comporta la conseguente automatica ed immediata assunzione definitiva della lavoratrice, non più licenziabile, se non per giusta causa e/o per giustificato motivo, ricorrendone i presupposti di fatto.

FP CGIL Rimini – Studio Legale Cedrini Zamagni




Belle Ciao. Le linee guida per la contrattazione di genere. Discussione pubblica il 25 ottobre con Susanna Camusso

Il Dipartimento della CGIL di Rimini, che si occupa delle politiche di genere, ha elaborato un documento che contiene le Linee guida per la contrattazione di genere sia aziendale che sociale territoriale.
Si tratta di un traguardo di cui possiamo ritenerci molto orgogliose e orgogliosi, che sta dentro il percorso approvato nell’ultimo Congresso per dare concretezza nelle aziende e nel sociale alle rivendicazioni delle donne che il mercato del lavoro continua a spingere verso condizioni di disparità rispetto agli uomini.

“Le linee guida per le azioni e la contrattazione di genere aziendale e territoriale” approvate dall’Assemblea Generale della CGIL di Rimini riunita il 10 ottobre 2019, verranno presentate pubblicamente venerdì 25 ottobre prossimo, al mattino, presso la sede della CGIL di Rimini con la partecipazione di Susanna Camusso.

Ecco il testo dell’ordine del giorno approvato dall’Assemblea Generale:

Nella piattaforma di genere nazionale “Tutte insieme, vogliamo tutto”, assunta dal XVIII Congresso, abbiamo avviato una grande vertenza per agire sulla condizione sociale, economica e lavorativa delle donne. Questa vertenza conferma la determinazione che la nostra Organizzazione ha messo in campo in questi anni sul tema del divario di genere, del rispetto delle differenze e per la lotta ai femminicidi e alla violenza sulle donne ed è anche ciò che ci impegniamo a sostenere nella contrattazione di genere nei luoghi di lavoro e sul territorio.

E’ nostra intenzione perseguire azioni mirate all’occupazione femminile con uno sguardo rivolto all’impoverimento generale sia sociale che economico e anche alla particolare condizione pensionistica delle donne. Il lavoro è il principale strumento di inclusione sociale e una delle vie per assicurare ad ogni soggetto un’esistenza libera e dignitosa. Vogliamo rivendicare un lavoro di qualità e nel contempo rimuovere le cause che non consentono alle donne di accedere ai posti apicali in tutti i settori.

Vogliamo realizzare l’eguaglianza di genere, la parità salariale, il riconoscimento dei diritti e delle tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori titolari di contratti di lavoro subordinato e di lavoro autonomo, comprese le collaborazioni coordinate e continuative anche se occasionali, tirocini di formazione e orientamento e le attività socialmente utili.

Gli obiettivi di efficacia, produttività ed efficienza, devono tener conto delle esigenze di uomini e donne garantendo un equilibrio tra vita privata e professionale, e tenendo sempre salde le tutele. Al fine del superamento delle disparità tra uomini e donne è fondamentale che questo equilibrio si traduca nella fruizione bilanciata dei diritti rivendicati nella piattaforma, da parte di entrambi i generi.

Parlare di contrattazione di genere significa prendere atto delle differenze che oggettivamente esistono tra uomini e donne. Ad oggi, infatti, la contrattazione, là dove si realizza, è stata prevalentemente neutra o rivolta alla famiglia, quindi anche alla donna, ma per il ruolo che ricopre all’interno della famiglia. Ciò che si rende necessario è assumere le politiche di genere all’interno delle politiche più generali e ricomprendere la differenza come valore, politiche di genere come elementi integranti e trasversali delle nostre rivendicazioni, anche a livello territoriale.

Il principio di parità fra uomini e donne è un principio ancorato alla nostra Costituzione e non ammette discriminazioni, ma nella realtà non è così e non lo è in primo luogo rispetto al lavoro di cura. Infatti è in carico alle donne in massima parte la cura dei figli e della famiglia da cui deriva la necessità di un maggiore welfare pubblico e di maggiori servizi.

Per tutto questo, l’Assemblea Generale della Camera del Lavoro Territoriale di Rimini assume la piattaforma Linee guida per le azioni e la contrattazione di genere aziendale e territoriale ivi comprese le integrazioni proposte durante l’Assemblea, e impegna tutte le strutture a promuoverne la realizzazione.”

 

Locandina