Violenze nelle strutture per anziani. Ingiustificabili ritardi istituzionali

Comunicato stampa. Mai come in questo caso ci dispiace aver ragione, ma noi l’avevamo detto e soprattutto avevamo chiesto, in maniera formale già nel maggio 2017, di avere informazioni dai Comuni sulle strutture che ospitano anziani per un indispensabile monitoraggio sulle condizioni in essere. La stragrande maggioranza non ci rispose, in alcuni casi anche sottovalutando esplicitamente l’importanza del tema.

Sono passati appena pochi giorni dalla scoperta delle violenze subite dagli anziani ospiti della casa famiglia Villa Franca di Rimini e un’altra terribile situazione è venuta alla luce nella casa di riposo La Collina di Mondaino. Delle pietose condizioni dei 36 anziani rinvenute dai Carabinieri all’interno della struttura, al momento sono state prese misure cautelari nei confronti di 5 persone ed è stata tratta in arresto la titolare Maria Luisa Bulli. E già da questo arresto emerge un problema nel problema. Infatti, si tratta di una donna condannata per un fatto analogo risalente al 2001 e nella medesima casa di riposo che allora si chiamava Montebello e che oggi si chiama La Collina.

Abbiamo chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente ai Presidenti dei Distretti di Rimini Nord e Rimini Sud per vere un quadro completo case famiglia per anziani presenti nei Comuni dei rispettivi distretti e conoscere quanti e quali controlli sono stati fatti sino ad ora e quali risultati hanno prodotto, inoltre, per definire un regolamento locale sulle case famiglia per anziani, come prevede il “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle case famiglia per anziani.

Ora occorre fare chiarezza chiamando anche in causa gli uffici comunali preposti e chi ha responsabilità di governo e di controllo sulle strutture socio-sanitarie e assistenziali, pubbliche e private, relative ai cittadini anziani.

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Difino – Antonello Cimatti




Arresti a Villa Franca. Per l’apertura delle Case famiglia per anziani non può bastare la comunicazione di inizio attività

Comunicato stampa. Calore umano, competenza, professionalità, serenità. Suonano oggi come una tragica beffa le parole scritte sul cartello pubblicitario all’ingresso di Villa Franca, casa famiglia per anziani di Rimini. Qui i Carabinieri hanno compiuto un’operazione con arresti per maltrattamenti gravi nei confronti dei degenti. Si occuperanno le forze dell’ordine e la Magistratura di appurare le responsabilità degli operatori della cooperativa Bella Età che gestiva la casa famiglia, per quanto la documentazione raccolta sembra non lasciare dubbi sulle terribili violenze a cui venivano sottoposti gli anziani. A noi preme riaprire una discussione sulla legislazione nazionale in atto che purtroppo consente l’apertura di queste piccole strutture con un massimo di 5 ospiti senza che debbano sottoporsi a particolari controlli. Infatti, è sufficiente una comunicazione di inizio attività (SCIA) al settore delle attività economiche del Comune e niente altro. Questo tema non è nuovo per i sindacati che, anche alla luce di quanto accaduto in altre località della Regione e nazionali, hanno posto il problema della necessità di un Regolamento provinciale sia in ambito distrettuale che ai tavoli della contrattazione territoriale sui Bilanci dei Comuni. L’offerta delle strutture per anziani è molto variegata e le informazioni disponibili sono spesso poco trasparenti. Ciò penalizza in primo luogo gli anziani ospiti ma anche le famiglie che necessitano dei servizi residenziali. Pertanto nelle nostre richieste sia sui Piani di Zona con i Distretti che con i Comuni sui Bilanci e politiche sociali abbiamo inserito uno specifico capitolo sulle Casa famiglia per anziani affermando:

Visto che in data 18/7/2018 è stato sottoscritto un “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case Famiglia”, abbiamo chiesto di aprire confronti in sede Distrettuale e Comunale per la definizione di appositi regolamenti locali in materia di case famiglia per anziani, al fine di tutelare gli anziani e le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di tali servizi.

Abbiamo ribadito altresì necessario che venga messa in atto una vera e propria mappatura dell’esistente, al fine di conoscere quali e quante case famiglia/appartamenti per anziani insistono nei rispettivi territori.

A tal fine riteniamo necessario che tra Assessorato alle attività produttive che riceve la SCIA e l’Assessorato ai Servizi sociali vi sia uno scambio di informazioni e azioni comuni per il monitoraggio e controllo.

La violenza è sempre da rinnegare ma lo è semmai ancora di più nei confronti di persone indifese e fragili. Regolamentare, monitorare e controllare l’efficienza delle strutture e la professionalità di chi vi opera, sono condizioni essenziali nella ricerca di soluzioni assistenziali capaci di rispondere alle esigenze degli anziani e conseguentemente delle loro famiglie.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini

Primo Gatta – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Di Fino – Antonello Cimatti

Rimini 6 dicembre 2018




La Torretta. Volantino informativo a cura della Filcams Cgil di Rimini per i lavoratori addetti al servizio di salvamento

Ordinanze balneari e concessioni: il lavoro ed i temi sociali devono avere il giusto spazio.

Il recepimento comunale dell’ordinanza balneare regionale deve nascere da un confronto vero su tutti i temi che riguardano l’offerta turistica locale connessa a spiagge e balneazione. Un tempo si parlava appunto di “industria balneare” proprio a significare che il fattore produttivo che il nostro territorio impiega per creare impresa e lavoro è il mare. Come in una qualsiasi industria, impresa e lavoro devono avere pari dignità nella discussione e dunque i giusti bilanciamenti che consentano alla parte debole, il lavoro, di guadagnare forza.

La Filcams ha portato nei tavoli comunali il tema del lavoro, suscitando ad ogni nostro intervento mugugni, borbottii o censure. “I temi sindacali non sono oggetto di discussione nei tavoli comunali” ci hanno rimproverato: falso.

La spiaggia è affidata con concessione pubblica a soggetti privati che devono esercitarvi la loro attività nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi e della rappresentanza sindacale, perciò della controparte. Il lavoro è una parte dell’esercizio d’impresa che ha una sua specifica legislazione e tutela, e come tale deve avere spazio di discussione. Quando si dispone di uno strumento così importante come un’ordinanza comunale, il potere politico non può essere timido rispetto al tema del lavoro.

La politica dovrebbe avere più coraggio e le imprese più propensione agli investimenti, rispetto all’accessibilità delle spiagge per le persone con disabilità.

Lo sviluppo del turismo accessibile passa innanzitutto attraverso un cambio di mentalità. Questo richiede che tutti siano messi nelle condizioni di godere di un territorio, di un evento o di una struttura: senza chiedere, senza aspettare, senza procedure particolari. Liberamente. Servono dunque cultura e investimenti adeguati. Gli investimenti strategici per l’accessibilità non devono essere subordinati alle “richieste”, devono essere fatti e basta.

Lavoro e diritti sociali devono entrare nel dibattito legato alle concessioni balneari, a partire dal livello locale: questo è il nostro impegno.

Mirco Botteghi, Segretario Generale Filcams Cgil Rimini

Spiagge e lavoro: il punto sulle ordinanze balneari

Nel corso delle discussioni alle quali abbiamo partecipato sul tema “Ordinanze Balneari” abbiamo assistito ad approcci molto differenti tra Regione e Comuni. Se da una parte il tavolo regionale ha visto una discussione vera e l’accoglimento parziale dei temi legati al lavoro che abbiamo portato, nei Comuni costieri della Provincia di Rimini ci siamo trovati nell’impossibilità di discutere sul tema lavoro e della conseguente qualità dell’offerta turistica.

Nello specifico l’ordinanza regionale recepisce due dei temi fondamentali.

Il primo è quello relativo all’obbligo di applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi per i lavoratori addetti al servizio di salvamento.

Il secondo quello di definire con i Comuni incontri preventivi a ridosso della chiusura del periodo in cui bisogna garantire il servizio di salvamento. Questa modalità garantirebbe una discussione utile al fine di valutare insieme alle parti sociali l’allungamento di tale periodo.

Su quest’ultimo tema la risposta da parte dei comuni è stata univoca: chiusura su un’ipotesi d’incontro preventivo e decisione unilaterale da parte degli stessi di estendere o meno il servizio salvamento poichè, quelli comunali, non sono i tavoli idonei in cui affrontare i temi del lavoro.

Noi crediamo che questi non siano temi trascurabili, ma connessi alla qualità dell’offerta turistica e più precisamente della sicurezza delle spiagge Riminesi. Crediamo che tale qualità non possa prescindere da un’equivalente qualità del lavoro e da un confronto vero con chi lo rappresenta.

Francesco Guitto, Segretario Filcams Cgil Rimini.

Newsletter salvataggi

2018#DILLOALLAFILCAMS

Contattaci all’indirizzo mail: dilloallafilcamscgil.rimini@gmail.com




Occupazione a rischio. La riorganizzazione del Collocamento mirato del Centro per l’Impiego di Rimini preoccupa la CGIL.

Tra una settimana, il prossimo 30 giugno, andrà in scadenza la proroga dell’appalto relativo ai servizi finalizzati a favorire l’inserimento lavorativo delle persone disabili (Collocamento mirato).

Dal 1 agosto 2016 le funzioni relative alla gestione dei Centri per l’Impiego e degli uffici per il collocamento mirato sono passate dalla Provincia alla competenza dell’Agenzia regionale del Lavoro.

La scelta dell’Agenzia Regionale, e i relativi passaggi di competenze, non possono prescindere dall’obiettivo di migliorare e qualificare l’insieme dei servizi offerti, con particolare attenzione alle attività rivolte alle persone disabili, ulteriormente messe in difficoltà nel contesto della crisi economica che da anni colpisce il nostro territorio.

I servizi attualmente in appalto in cui sono occupati tre lavoratori esterni con la supervisione e il coordinamento del Centro per l’Impiego, sono attivi da circa 15 anni.

I principali interventi, che in questi anni hanno consentito un inserimento lavorativo o un tirocinio a centinaia di lavoratori, disabili, della nostra provincia, riguardano:

– accompagnamento e tutoraggio all’inserimento professionale, alla formazione, alla qualificazione di persone disabili

– attuazione di piani d’inserimento lavorativo volti a realizzare il pieno adempimento degli obblighi di cui alla L. 68/99 da parte dei datori di lavoro

– supporto alle aziende nella ricerca e selezione del personale

– attività tecnica e amministrativa di supporto.

Evidenziando che il servizio riguarda l’aspettativa di accesso al lavoro di centinaia di persone svantaggiate del nostro territorio, esprimiamo viva preoccupazione da un lato alla possibilità che tale servizio possa risultare ridimensionato, dall’altro al rischio concreto della perdita di posti di lavoro, tra i quali quello di di un’operatrice disabile in servizio da oltre 15 anni.

La CGIL chiede alla Regione di dare sollecita attuazione alle proprie delibere in materia di collocamento mirato, garantendo gli obiettivi di rafforzamento e miglioramento del servizio, e più in generale di procedere alle assunzioni necessarie per le politiche attive del lavoro anche stabilizzando il personale precario occupato, da anni in graduatoria del Centro per l’Impiego.

Alla Provincia di Rimini la CGIL chiede di attivarsi, insieme alla Regione, per evitare che l’attuale fase di riorganizzazione possa determinare la disoccupazione per gli operatori in appalto, per noi tale esito sarebbe inaccettabile e persino paradossale.




Tagli ai centri estivi per disabili e Relazioni sindacali con il Comune di Rimini

Comunicato stampa CGIL CISL UIL. Delle notizie da Palazzo oggi ce n’è una che lascia veramente stupiti. La Provincia, per effetto di tutta una serie di operazioni che, per farla breve, stanno nel percorso che porterà alla privatizzazione dell’Ente Fiera, beneficerà di 1 milione 536 mila euro, soldi che, si affretta a dire il Presidente Andrea Gnassi, verranno investiti in scuole ed educazione. Poi, però, leggiamo anche della protesta dei genitori dei bambini disabili che senza preavviso scoprono che i centri estivi del Comune di Rimini saranno aperti per meno giorni rispetto allo scorso anno.

Abbiamo, pertanto, un Presidente che vende quote delle partecipate pubbliche col nobile intento, a suo dire, di investire risorse nell’educazione e un Sindaco, uniti nella stessa persona, che esternalizza nidi e scuole materne e taglia, ora, sui centri estivi per i disabili delle scuole elementari e medie. Un fatto grave, gravissimo, che va a colpire le persone più deboli e che più di altre dovrebbero essere protette, una decisione assunta senza preavviso e senza discuterne con le famiglie. Chiediamo che siano ascoltate le ragioni dei genitori e che non si proceda con il taglio sui centri estivi.

Come organizzazioni sindacali territoriali veniamo da mesi di proteste, da richieste di incontri rimaste senza risposte, sulla crisi economica, sui temi occupazionali, sul welfare, sulla scuola. C’è una tendenza tipica dei nostri tempi che giudichiamo molto pericolosa ed è quella di considerare i corpi intermedi, organizzazioni di rappresentanza, associazioni, partiti, movimenti di opinione, un intralcio al governo, dimenticando il contributo che questi soggetti hanno dato e danno, anche nel nostro Paese, alla coesione sociale e allo sviluppo sociale ed economico.

Non saremo noi a smettere di esercitare la responsabilità sociale che ci è stata affidata in virtù della rappresentanza che ci è propria, lo faremo presidiando gli ambiti di partecipazione dei cittadini, facendoci portavoce delle loro istanze nei confronti delle Istituzioni, contribuendo a trovare le risposte alle loro domande e ai loro bisogni.

Dopo molto tempo abbiamo ricevuto proprio oggi il consenso del Sindaco di Rimini ad incontrarci, auspichiamo che ne scaturisca un confronto proficuo che giustifichi il Protocollo sulle Relazioni Sindacali che abbiamo firmato, CGIL CISL UIL e Comune di Rimini, il 4 marzo 2016.

Graziano Urbinati Segretario generale CGIL Rimini

Paola Taddei Segretario CISL Romagna

Giuseppina Morolli Segretario generale UIL Rimini

 




Progettare per chi ha difficoltà a muoversi autonomamente

Proseguono i lavori del gruppo “Rimini SuperAbile” un progetto dello SPI CGIL di Rimini, Lega 3 Marebello. 
Venerdì 24 marzo 2017, dalle ore 8,30 alle 13,30,  si terrà un momento formativo sull’abolizione delle barriere architettoniche, presso la sala Bronzetti della sede CGIL, in Via Caduti di Marzabotto n. 30 a Rimini

La mattinata è organizzata in forma di lezione – dibattito tenuta da Nina Daita, Responsabile Nazionale CGIL per la DISABILITA’.
La formazione coinvolge il gruppo di lavoro che segue il progetto, ma lo SPI CGIL intende offrire un’opportunità di formazione e confronto anche ai tecnici preposti alla progettazione di opere pubbliche e/o private e alle persone sensibili al problema che vogliono saperne di più.

Per partecipare inviare una mail con i propri riferimenti a milena.benvenuti@er.cgil.it; per informazioni, cell. 3493670906.  Anche la partecipazione al gruppo di lavoro è aperta e gratuita.

Il programma formativo prevede un secondo incontro che riguarderà l’abolizione delle barriere sensoriali.

Per l’abolizione delle barriere culturali, sono previsti momenti pubblici di discussione rivolti alla cittadinanza e alle Pubbliche Amministrazioni a cui tutti sono invitati.

RIMINI SUPER-ABILE è un progetto dello SPI CGIL (Sindacato Pensionati Italiani), coordinato dalla Lega 3 – Marebello, in collaborazione con Volontarimini, Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti, Ente Nazionale Sordi, Associazione Pedalando e Camminando, le parrocchie Sacro Cuore di Gesù (Miramare), S.Antonio da Padova (villaggio Nuovo), Cuore Immacolato di Maria (Bellariva), Mater Misericordiae (Via Abetti),  Santa Maria Annunziata (Colonnella) e diversi cittadini volontari, residenti nelle ex Circoscrizioni n. 2  e 3.




Rimini Super-Abile. Avviato il progetto del Sindacato Pensionati CGIL

Rimini, 15 dicembre 2016 – Se una persona diversamente abile riesce a vivere in autonomia, ciò è positivo non solo per la persona stessa ma di conseguenza anche per coloro che le sono accanto, la sua famiglia, i suoi amici. In un ambiente totalmente accessibile anche le persone che hanno difficoltà nei movimenti, come gli anziani per esempio, potrebbero superare i disagi ed essere autonome.

Vivibilità ed autonomia del disabile col conseguente superamento delle barriere sensoriali ed architettoniche che ostacolano ogni giorno, in ogni momento e gesto la sua vita quotidiana, sono gli obiettivi che si pone il progetto del Sindacato pensionati SPI CGIL e in particolare della Lega SPI di Marebello dal titolo “Rimini Super-Abile”. Il progetto parte dal presupposto che il concetto di disabile è un concetto ampio che non si limita a chi ha un handicap fisico visibile, ma si estende all’handicap psichico e alla diversa mobilità, all’organizzazione dei tempi e modi di vita dell’anziano, del genitore con un bimbo piccolo o disabile, della persona che è momentaneamente impossibilitata ad essere autonoma, ecc.

Rimini Super-Abile” si propone innanzi tutto una maggiore sensibilizzazione rispetto a questo tema da parte della Pubblica Amministrazione, dell’opinione pubblica, delle organizzazioni di categoria. Per arrivare a ciò verranno promossi momenti di studio, formazione e incontri sulle barriere sensoriali e sulle barriere architettoniche e sopralluoghi nelle zone a più alta concentrazione di servizi pubblici nelle aree delle ex Circoscrizioni 2 e 3. Il gruppo di lavoro è aperto al contributo di enti e associazioni del territorio di Rimini interessati a queste problematiche e diverse realtà hanno già aderito al progetto. 

Le analisi e le proposte saranno portate anche in sede di Contrattazione Sociale Territoriale per un confronto con l’Amministrazione Comunale di Rimini.

Milena Benvenuti Segretario SPI CGIL Lega Quartiere 3