“Più diritti, più salario e avvio della contrattazione di genere”. Approvato dai lavoratori di AEFFE e VELMAR il contratto aziendale

Comunicato stampa. Dopo una lunga trattativa durata un anno, i lavoratori dipendenti di AEFFE e VELMAR (piccola impresa, presente nel Gruppo), nelle cinque assemblee svolte dalle Organizzazioni Sindacali e dalle RSU (Rappresentanti Sindacali Unitarie) hanno votato favorevolmente all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale.

Le piattaforme presentate un anno fa dalle OO.SS e RSU rappresentavano un’importante sfida, perché incentrate sui diritti, ed in particolare sui diritti delle donne che rappresentano l’80% degli oltre 500 dipendenti che compongono la forza lavoro del gruppo Aeffe presso l’unità produttiva di San Giovanni in Marignano.

Il nostro impegno per l’ampliamento dei diritti, ha voluto salvaguardare la cultura sindacale del settore tessile, come patrimonio da attualizzare in un sistema d’impresa cambiato, ma che continua ad affermare un modello, di relazioni industriali nel territorio con le grandi imprese come AEFFE, capace di rispondere alle sfide e a pratiche di sperimentazione. Il nuovo contratto aziendale composto da 34 articoli, migliora la normativa esistente in precedenza e introduce nuovi diritti, che lasciano i lunghi anni di crisi economica per guardare al futuro, tanto da poter affermare che è stato fatto un salto di qualità nel modello contrattuale.

I principali punti del contratto aziendale:

  • Tutela della maternità con part-time volontari sino al 21° mese di vita del bambino senza limiti numerici. Questo nuovo articolo inizia finalmente a rispondere ad un bisogno che da tempo emergeva e che purtroppo portava troppo spesso le lavoratrici ad abbandonare il posto di lavoro nel primo anno di vita del bambino;

  • Aumento delle ore aggiuntive di permesso per visite di prevenzione oncologica;

  • Ruolo attivo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con un parere sulla tutela della salute della lavoratrice nel luogo di lavoro quando verrà richiesta l’astensione al 9° mese di gravidanza;

  • Istituzione del delegato alla formazione che svolgerà un ruolo attivo con i responsabili alla formazione aziendale, nella realizzazione dei progetti. Questo ci permetterà di intervenire non solo sui reali fabbisogni, ma anche nel recupero di tutte quelle professionalità che stanno scomparendo e che con i pensionamenti non vengono più recuperate;

  • Miglioramento della copertura economica per le lunghe malattie;

  • Istituzione dello smart-working, tra i primi nel settore a livello nazionale;

  • Cessione solidale dei permessi e ferie da parte dei dipendenti per sostenere lavoratori che si trovano nella condizione di assistere non solo figli minori come prevede la legge, ma anche maggiorenni e familiari di primo grado;

  • Aumento dell’80% sulla copertura economica per l’utilizzo della mensa interaziendale di San Giovanni in Marignano ed estensione del diritto anche a i lavoratori con contratto part-time, in precedenza esclusi dal diritto;

  • Sperimentazione di un nuovo accordo sulla flessibilità dell’orario di lavoro, che limita le ore che l’azienda può richiedere come da contratto nazionale di lavoro, e sfida la direzione aziendale, affinché dimostri di poter organizzare collettivamente il lavoro in efficienza, senza costi aziendali aggiuntivi e nel rispetto della conciliazione della vita lavorativa e familiare dei dipendenti;

  • Un premio variabile che per il 2019 terrà conto solo del valore della produzione;

  • Una cifra economica, aggiuntiva al premio variabile e distinta da esso, sarà destinata al welfare aziendale;

  • Abbiamo per la prima volta ottenuto il riconoscimento, anche per i dipendenti di Velmar, di tutti i diritti conquistati in questo nuovo contratto aziendale. Finalmente i dipendenti di Velmar, che lavorano accanto ai dipendenti di Aeffe, avranno i medesimi diritti;

  • Infine, con orgoglio abbiamo sottoscritto un accordo sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori il luogo di lavoro che va oltre un’adesione aziendale formale sul principio definito dall’Accordo Quadro, ma interviene con delle azioni e delle pratiche. L’accordo è composto da 7 punti di intervento, ed in particolare sostiene la vittima di violenza inserita nel percorso di protezione con 2 mesi aggiuntivi retribuiti di permesso, con il sostegno aziendale, qualora fosse necessario, di ricollocazione in un’altra sede del gruppo, o ricollocazione presso un’altra azienda. E ancora, l’attivazione di una procedura aziendale a fronte di segnalazioni interne, l’utilizzo del fondo aziendale per iniziative di formazione e informazione dei lavoratori, e un’ora aggiuntiva di assemblea all’anno con la partecipazione della rete anti violenza e della Consiglierà di Parità.

Il voto unanime dei lavoratori in assemblea e i complimenti ricevuti dagli stessi, sui contenuti di questo nuovo contratto, conferma l’importanza e la necessità che questo settore abbia di definire un modello contrattuale che risponda non solo al bisogno di aumento del salario, ma che abbia il coraggio di ampliare la sfera dei diritti, e al contempo possa conciliare senza rinunce la propria vita familiare.

Rimini 13 maggio 2019

p. FILCTEM CGIL –  FEMCA CISL – UILTEC UIL / Francesca Lilla Parco – Cristian Fabbri – Paolo Foschi




PARCO DEL MARE. Le Organizzazioni sindacali degli edili chiedono un incontro al Comune di Rimini

Comunicato stampa. Con l’approvazione della delibera della Giunta comunale di Rimini dell’11 aprile scorso il Parco del mare si avvia a prendere forma concreta. A settembre partiranno i lavori per la realizzazione del terzo dei tre lotti previsti, lavori che riguarderanno il Lungomare Spadazzi.

L’importo complessivo del Parco del Mare sarà di circa 4 milioni e mezzo, una parte dei quali verranno stanziati dalla Regione Emilia Romagna.

Per il terzo lotto la spesa complessiva è stimata in circa 2 milioni e 400 mila euro.

I lavori dovrebbero partire a settembre, dunque, tra breve, il Comune procederà con le gare d’appalto che è il tema, come sindacato degli edili, che ci interessa in questa fase.

Abbiamo verificato quali saranno i criteri di aggiudicazione delle opere e possiamo dire che condividiamo la scelta fatta dall’Amministrazione Comunale che è quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo.

Sul tema degli appalti, il recente provvedimento del Governo giallo-verde, chiamato sblocca cantieri, ha cancellato il limite dei 2 milioni al di sopra dei quali era obbligatorio procedere con l’offerta economicamente vantaggiosa per gli appalti pubblici, portandolo a circa 5 milioni e mezzo. Pertanto, i lavori che superano la soglia dei 2 milioni, come quello in questione, poteva essere aggiudicato con il massimo ribasso, modalità che sappiamo presenta rischi legati alla trasparenza e alla legalità.

Un decreto, lo sblocca cantieri, in totale contrasto anche con le linee guida del Protocollo sulla legalità e gli appalti, in vigore nel territorio di Rimini, siglato in Prefettura nel 20xx proprio per contrastare la logica che oggi viene riproposta dal Governo nazionale.

Ma, superato il rischio del massimo ribasso che riteniamo dovrà riguardare anche i bandi per gli altri due lotti, la nostra preoccupazione si concentra sui contratti che le imprese “vincitrici” andranno ad applicare. Perché, va bene la realizzazione di questo importante progetto di riqualificazione, va bene il ruolo dell’impresa, ma, noi diciamo, attenzione al lavoro e soprattutto ai contratti che verranno applicati ai lavoratori dipendenti dalle imprese di appalto e subappalto. A questo proposito le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, hanno chiesto un incontro all’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune.

Come Organizzazioni sindacali intendiamo realizzare una contrattazione cosiddetta “di anticipo“ con l’Amministrazione Comunale affinché ci sia consentito di vigilare sulle condizioni lavorative dei tanti lavoratori edili che troveranno occupazione grazie a quest’opera che, per essere un progetto di qualità, dovrà tener conto anche della sostenibilità relativa al lavoro.

p. FILLEA CGIL Rimini Renzo Crociati (3357798262)

p. FILCA CISL Romagna Roberto Casanova

p. FENEAL UIL Rimini Francesco LoRusso

Rimini 9 maggio 2019




MANIFESTO del Lavoro nel Turismo riminese

Nella riviera riminese il turismo, fin dalla metà dell’ ‘800, è stato determinante per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione locale. Il sistema che si è stratificato nel tempo ha garantito progresso sociale ed economico diffuso ma al contempo ha anche contribuito a consolidare criticità e storture che periodicamente trovano spazio nella ribalta mediatica. Filcams Cgil e Cgil territoriale intendono proporre un nuovo modello turistico che ha i suoi punti salienti sintetizzati in un “Manifesto del Lavoro nel Turismo riminese”.

Testo del Manifesto del lavoro nel turismo riminese

Il turismo rappresenta, da metà ‘800, un volano per l’occupazione nel territorio provinciale. Da turismo di élite fino al secondo conflitto mondiale, a turismo di massa, l’economia riminese deve al terziario ed in particolare al turismo un contributo fondamentale allo sviluppo ed al progresso sociale del territorio.

Le criticità dell’attuale sistema sono quelle che periodicamente trovano la ribalta mediatica e alimentano il dibattito pubblico: carenza di forza lavoro, qualità dell’offerta turistica, infiltrazioni criminali.

Con questo “manifesto”, Camera del Lavoro e Filcams CGIL Rimini intendono proporre un’idea diversa e complessiva di modello turistico per il territorio riminese a partire da una riflessione sulle principali questioni che lo riguardano.

Legalità

Contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata ed il sostegno alle istituzioni e associazioni impegnate nella lotta alle mafie sono il fondamento del nostro impegno a favore della legalità nel settore turistico riminese.

Nel nostro territorio aumentano nel 2018 le segnalazioni antiriciclaggio alla Banca d’Italia e permangono infiltrazioni della malavita organizzata come rilevato da Banca D’Italia e DIA. L’evasione fiscale ed il lavoro nero rendono appetibile il tessuto economico per le organizzazioni criminali. Questo contesto, insieme al lavoro gravemente sfruttato, e generalmente alle irregolarità sul piano retributivo e normativo, fanno parte di quelle illegalità spia di un possibile interesse economico malavitoso.

Per questa ragione riteniamo fondamentale integrare, nel Protocollo prefettizio del 2013 per la Legalità nel settore turistico ricettivo, anche le organizzazioni che rappresentano il lavoro. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore alberghiero.

Contrasto al lavoro gravemente sfruttato.

Riteniamo che il tema del lavoro gravemente sfruttato debba essere affrontato anche sul piano istituzionale oltre che contrattuale e vertenziale. Il Comune di Rimini nel marzo 2013 ha approvato linee guida per il contrasto al lavoro gravemente sfruttato nel settore turistico; tali linee guida vanno innanzitutto attuate ed estese sul resto del territorio.

E’ necessario sollecitare il Ministero del Lavoro ad incrementare il numero di ispettori destinati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini.

E’ necessario altresì, come già presente per il settore edile, un protocollo d’intesa per lo sviluppo delle attività coordinate e congiunte per la prevenzione ed il contrasto del lavoro nero ed irregolare nel settore turistico.

Vanno delineate in tutti i Comuni della provincia modalità di esclusione, per le aziende sanzionate per irregolarità in materia di lavoro, sicurezza e previdenza, da progetti di marketing istituzionali.

Al fine dell’eventuale creazione di un marchio di qualità del turismo riminese è necessario un accordo sindacale provinciale che impegni le associazioni d’impresa a promuovere, con strumenti efficaci verso i loro associati, il rispetto della normativa e dei CCNL, ad individuare indici di congruità utili a valutare le situazioni di illegalità ed a sollecitare verso le imprese associate l’adozione di una certificazione etica del lavoro. Va avviato un percorso in ambito provinciale di campagne d’informazione/sensibilizzazione istituzionale diretto ad informare la cittadinanza, in particolare gli studenti e le imprese, sui diritti e sugli obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza.

Una visione condivisa del sistema appalti nel settore alberghiero.

Attività centrali negli alberghi (un hotel può scegliere di non avere la cucina, ma non di non avere stanze e servizi connessi) il più delle volte vengono appaltate a società esterne, le quali applicano contratti collettivi diversi da quelli del turismo sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, spesso si tratta di veri e propri contratti pirata.

L’appalto dei servizi alberghieri in questa provincia, anche per le ragioni legate ai problemi di legalità presenti, deve sottostare ad uno specifico protocollo che vincoli le imprese appaltanti (in questo caso gli alberghi) ad affidare l’appalto ad imprese che applichino uno dei CCNL “leader” del turismo. L’applicazione di un simile protocollo, oltre a garantire parità salariale all’interno della stessa struttura alberghiera, sarebbe utile a salvaguardare la responsabilità solidale dell’appaltante.

Stabilizzazione del sistema

Un ammortizzatore sociale per i lavoratori stagionali del turismo.

Punto centrale di un rilancio del lavoro nel settore turistico come scelta professionale, e non come ripiego dequalificante, è la proposta di una nuova indennità di disoccupazione da affiancare alla NASPI attuale, ma specifica per i lavoratori stagionali del turismo.

Tale istituto dovrà innanzitutto garantire un periodo di copertura sia in termini di indennità che di contribuzione previdenziale equivalente e proporzionale al periodo lavorato (con un minimo di giornate), in modo da favorire il contrasto del lavoro nero e grigio, attraverso un maggior interesse al controllo da parte del lavoratore delle retribuzioni e dei periodi lavorati reali. I lavoratori del turismo potranno inoltre contare su una prospettiva pensionistica, anche se il lavoro stagionale dovesse protrarsi negli anni, prospettiva oggi negata.

Politiche attive del lavoro per i lavoratori stagionali del turismo.

Ulteriore elemento di qualificazione complessiva del settore, dovrà essere il collegamento dell’indennità al sistema di formazione nel settore ricettivo-alberghiero, ristorazione, accoglienza etc., basato su una disponibilità del lavoratore interessato alla nuova indennità a frequentare corsi di aggiornamento e qualificazione professionale nei periodi di non lavoro, organizzati sia dal sistema pubblico, sia dalla bilateralità di settore.

Valorizzazione del sistema scolastico e universitario territoriale.

E’ necessario dare prospettive di inserimento lavorativo dignitoso e professionale alle tante ragazze e ragazzi che stanno frequentando gli istituti alberghieri (oltre 1.800 e 300 adulti nei corsi serali), la formazione professionale regionale (ca. 1.300), l’istituto tecnico per il turismo (oltre 800). Si dovrebbe partire da una verifica dell’adeguatezza delle esperienze di stage e tirocini presso le aziende locali e della disponibilità delle imprese a favorire un corretto e regolare ingresso nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il sistema universitario, resta troppo bassa la richiesta di laureati nelle imprese turistiche locali. E’ sconfortante pensare a quante risorse qualificate e preparate non trovano spazio, mentre proprio di loro c’è bisogno per riconvertire il modello turistico locale.

Modello e partecipazione

Da turismo di massa a meta di turismo sostenibile e responsabile.

I dati dei flussi turistici dell’anno 2018 continuano a confermare la forte vocazione balneare dell’attuale modello turistico.

Sono 4.704 le imprese di alloggio e ristorazione della provincia, che rappresentano il 13% del totale delle imprese del nostro territorio; 2.230 alberghi e 1.772 extra- alberghiere, con una capacità ricettiva pari a 176.000 posti letto.

Gli arrivi nel 2018 sono stati 3.700.000 (+3% sul 2017) e le presenze 16.000.000 (+1,4% sul 2017).

Il 58% degli arrivi e il 71% delle presenze si sono registrati nel trimestre giugno/luglio/agosto.

La maggior crescita in percentuale degli arrivi rispetto alle presenze determina il costante abbassamento, già in atto da diversi anni, del numero dei pernottamenti medi che per l’anno 2018 si attesa a 4,4 notti.

Questa modalità “mordi e fuggi” pone necessario e non rinviabile ragionare sul concetto di sostenibilità e responsabilità del turismo; ovvero un nuovo modello turistico che si basi sul valore sociale, sulla tutela dell’ambiente per determinare una diversa “ cultura dello scambio tra produzione e riproduzione” (si veda ad esempio l’obiettivo del progetto Parco del mare).

Inoltre, il concetto di sostenibilità va inteso anche come opportunità di valorizzare tutte le vocazioni turistiche del territorio ampliandone così l’offerta nella direzione della destagionalizzazione.

Sviluppo dei condhotel con il coinvolgimento dei portatori d’interessi economici e sociali.

La recente Legge regionale n.3 del 23/04/2019 disciplina l’esercizio dei Condhotel e il recupero delle colonie marine e nei prossimi mesi ne verificheremo l’impatto nella nostra provincia.

Le osservazioni della CGIL al testo della Legge, non recepite in sede di stesura, permangono un obiettivo da raggiungere; la preoccupazione per le ricadute occupazionali, a fronte della modifica della destinazione d’uso delle strutture ricettive già esistenti, impongono che vengano individuati meccanismi a garanzia della qualità e della quantità del lavoro, sia per i lavoratori dipendenti diretti di tali imprese che per i lavoratori coinvolti negli appalti.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle colonie marine è necessario prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi economici e sociali, a partire dalle Organizzazioni Sindacali quale ulteriore elemento a sostegno del rispetto del valore sociale di tali realtà; andranno in ogni modo garantiti percorsi atti ad evitare speculazioni edilizie e tentativi di infiltrazioni malavitose.

Qualificazione dell’offerta turistica balneare.

I cambiamenti meteo-climatici in atto hanno determinato nel corso degli anni una possibile e diversa fruibilità del turismo balneare in termini di collocazione temporale.

Nella logica pertanto di un modello sempre più qualificato, così come da alcuni anni si è notevolmente ampliato il periodo della stagione balneare individuato dall’ordinanza balenare regionale (01 gennaio – 31 dicembre), si ritiene necessario prevedere anche l’allungamento dell’attività balneare, ovvero della copertura temporale del servizio di salvamento.

Tale attività rappresenta un “fiore all’occhiello” del sistema turistico provinciale, sia in termini di qualità dell’offerta che in termini di garanzia e tutela della salute e sicurezza sulle nostre spiagge.

Un patto per il lavoro di qualità nel turismo riminese.

L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo.

Tutti i soggetti coinvolti, Organizzazioni Sindacali comprese, hanno contribuito ad individuare le nuove linee strategiche per un diverso sviluppo del settore, atto a aumentare la competitività del nostro Paese all’insegna dell’innovazione, della specializzazione e della sostenibilità, ponendo al centro della discussione anche il tema del lavoro.

Il nostro “manifesto” provinciale si colloca, nei contenuti e nelle modalità, esattamente in coerenza con il Piano Nazionale; non può esistere un modello turistico sostenibile e di sviluppo, se non fondato sul concetto della piena e buona occupazione.

Per queste motivazioni occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio che la CGIL nelle prossime settimane elaborerà aggiornando il proprio Piano del Lavoro.

Rimini, aprile 2019

 MANIFESTO




Bolkestein e concessioni balneari: cronaca di una bocciatura annunciata

Comunicato stampa. Come era facilmente prevedibile e da più parti annunciato, l’Unione Europea ha bocciato la proroga di 15 anni per le concessioni balneari italiane promossa dal Governo.

Ciò che ci preoccupa è l’ennesimo rinvio che posticipa la possibilità di procedere ad una riqualificazione del turismo balneare inserita in un contesto di certezze normative.

Inoltre, questa operazione del Governo a favore degli interessi privati è stata portata avanti con la consapevolezza che i costi saranno scaricati sulla collettività. Infatti l’Unione Europea nel bacchettare l’Italia ha annunciato l’avvio della procedura di infrazione che si riverserà su tutti (quelli che pagano le tasse).

Il DDL 4302/2017, mai diventato Legge, conteneva elementi utili per una riqualificazione complessiva del turismo balneare. Va detto però che questo disegno di legge relativo a concessioni pubbliche, non contemplava in nessun modo il tema del lavoro e della tutela dei lavoratori, cosa a nostro parere inaccettabile.

Anche in fatto di sicurezza della balneazione il testo non prevedeva particolari requisiti di affidamento. Se si rimetterà mano al percorso legislativo sarà necessario correggere queste carenze. Bisogna evitare di ritrovarsi, per esempio, nella solita ambiguità di servizi pubblici essenziali, come il servizio di salvataggio, sacrificati sull’altare del profitto privato.

Quali soluzioni, dunque, per uscire dal pantano determinato dal mancato recepimento della direttiva europea? Quali servizi pubblici essenziali occorrono per la sicurezza della balneazione? Quali prospettive per la riqualificazione del turismo balneare?

Se ne parlerà nel dibattito promosso da Camera del Lavoro e Filcams Cgil Rimini il 16 maggio in Sala Marvelli, presso la Provincia di Rimini in via Dario Campana 64.
Dalle ore 10 si alterneranno nel dibattito Paolo Montalti (Segretario Generale Filcams Emilia Romagna), Roberto Biagini (Avvocato, ex Assessore comunale al Demanio del Comune di Rimini),  Aleardo Maria Cingolani (Ammiraglio, Presidente Lega Navale Rimini) e Marco Broccati (Dipartimento delle politiche del Turismo CGIL nazionale).
Il dibattito si inserisce all’interno delle iniziative legate al “Manifesto del Lavoro nel turismo riminese”, il documento CGIL e Filcams “per il lavoro di qualità in un nuovo modello turistico provinciale”.

Mirco Botteghi – Segr. Generale FILCAMS CGIL Rimini

 




Preoccupazione per il decreto sblocca cantieri. Totale il contrasto con il Protocollo provinciale su legalità e appalti.

Preoccupano fortemente gli edili i contenuti del decreto “sblocca cantieri” che verrà presto emanato dal Consiglio dei Ministri.

Se quanto dichiarato dal Governo venisse confermato, diminuiranno sia le soglie di trasparenza nel settore edile che le tutele dei lavoratori e anche su quali e quanti cantieri verranno sbloccati resta molta incertezza.

Il 15 marzo a Roma, i lavoratori del settore delle costruzioni in sciopero, hanno manifestato a Roma chiedendo una seria politica industriale per rilanciare l’intera filiera dell’edilizia. Una politica industriale che non ha nulla a che vedere con il decreto del Governo.

Nella provincia di Rimini lo sciopero delle costruzioni si può dire ampiamente riuscito con picchi di adesione pari al 90% in aziende come Industrie Valentini, Prefabbricati Morri e F.lli Zangheri e la partecipazione di 200 lavoratori alla manifestazione di Roma.

Il testo governativo cancellerebbe il limite dei 2 milioni al di sopra dei quali era obbligatorio procedere con l’offerta più vantaggiosa per gli appalti pubblici. Pertanto si liberalizzerebbe il massimo ribasso arretrando sul terreno della trasparenza e della legalità.

Un decreto in totale contrasto anche con le linee guida del Protocollo sulla legalità e gli appalti in vigore nel territorio di Rimini dal 2013 e siglato da Provincia di Rimini, Comuni e parti sociali.

Aderendo a questo Protocollo si è voluto contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia l’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera.

A questo punto attendiamo il testo del decreto definitivo, ma se l’impostazione negativa sarà confermata, la mobilitazione dei lavoratori delle costruzioni non si fermerà e questa volta ci auguriamo di avere il sostegno delle Amministrazioni Locali contrarie a un nuovo codice degli appalti che possa favorire le infiltrazioni della criminalità e l’aumento della corruzione.

Questo è quanto auspichiamo anche in vista degli importanti interventi sul territorio che verranno cantierizzati prossimamente, come quelli previsti nel Bando periferie per Rimini o per la Statale 16.

 

Renzo Crociati – Segretario generale Fillea Cgil Rimini




Crisi del settore Costruzioni. Manifestazione a Roma

Circa 200 lavoratori e disoccupati del territorio della provincia di Rimini del settore partiranno con i pullman per manifestare a Roma in piazza del Popolo, a sostegno delle proposte dei sindacati di categoria delle costruzioni di CGIL, CISL, UIL.

Per rilanciare il nostro Paese serve una seria politica industriale, in grado di fare ripartire l’intera filiera dell’edilizia. Vogliamo affrontare questo tema per dare una risposta agli oltre 3.300 edili che hanno perso il lavoro a livello locale e a tanti che rischiano di perderlo. Siamo passati dai 7.000 addetti del 2018 ai 3.700 attuali. Un territorio che ha visto in 10 anni ridurre le ore lavorate nel settore edile da 6 milioni a 3 milioni dell’ultimo anno.

Una crisi da mancanza di lavoro e di liquidità che continua a colpire anche le aziende locali. Ne è un esempio la crisi finanziaria della cooperativa CMC di Ravenna impegnata nel consorzio di imprese che lavorano nel cantiere del PSBO di piazzale Kennedy a Rimini, difficoltà economiche che hanno investito anche aziende a lei collegate, come la Società Adriatica impianti e cave con sede a Santarcangelo che la settimana scorsa ha presentato concordato con riserva.

Lo stesso settore del legno purtroppo non è da meno. Proprio la settimana scorsa abbiamo siglato un accordo di cassa straordinaria per cessazione di attività alla Comeca, azienda leader del settore delle porte.

Intanto anche in Emilia Romagna il Governo ha deciso di fermare opere che si era già deciso di realizzare, bloccando di fatto la crescita e a scapito dell’occupazione.

Al contrario, sarebbe necessario, per esempio, promuovere un grande piano di messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico. Un’emergenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio essendo classificati come zona sismica di medio rischio.

Inoltre, nel nostro territorio si sarebbero già dovuti cantierizzare importanti interventi come quelli previsti nel Bando periferie o sulla Statale 16 che a causa di ritardi inconcepibili da parte del Ministero competente non si sa quando partiranno. Infine siamo fortemente preoccupati dalla recente modifica del Codice degli Appalti nazionale che prevede che si aumentino le soglie per procedere all’affidamento dei lavori senza gara, con il rischio di incrementare la corruzione.

Anche per questi motivi tanti lavoratori delle aziende del territorio saranno “in trasferta” a Roma per chiedere lavoro e sviluppo, con la consapevolezza che se non riparte il settore delle costruzioni non ripartirà il Paese”.

 

I Segretari generali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal UIL di Rimini – Renzo Crociati, Roberto Casanova, Francesco Lorusso

Locandina




FLAT TAX. Cos’è e come funziona

L’economia italiana rallenta, peggiora lo scenario internazionale, il PIL registra una flessione dello 0,1%nel terzo trimestre 2018, gli ultimi dati Istat indicano un tasso di disoccupazione ancora a due cifre (10,6%) oltre che un aumento della disoccupazione giovanile che si attesta al 32,5% ed il Governo, costretto dalla commissione europea a revisionare al ribasso le previsioni di crescita del PIL che passa dal 1,2% all’1,0% per il 2019 e dall’1,5% all’ 1,0% per il 2020

In questo scenario è stata approvata una manovra di Bilancio che non dà le giuste risposte alle necessità del nostro Paese, la manovra non aumenta gli investimenti e non crea lavoro, manovra in cui spiccano i tagli al welfare, all’istruzione e ai servizi pubblici e dove sono previsti nuovi condoni.

Non sono previste risorse sufficienti con i Contratti pubblici (1,7 miliardi per tre anni), nessuna riforma organica degli ammortizzatori sociali, assente la politica industriale, anzi si riducono le risorse per investimenti e ricerca, il Mezzogiorno è il grande assente della manovra, sulla Sanità non ci sono le risorse necessarie per abbattere le liste di attesa.

Inoltre, rimane il giudizio negativo sulla “flat tax” degli autonomi, che in realtà è l’estensione del regime dei forfetari che, sganciato dai soli contribuenti giovani o a basso reddito, diventa uno strumento di diseguaglianza tra i lavoratori autonomi e i dipendenti.

Specie dal 2020, poi, diverrà ordinario il regime fiscale per l’80% delle partite IVA con tutto il suo portato di incentivo alla parcellizzazione produttiva, alla sotto-fatturazione e all’elusione. A questo si aggiunge l’incremento del costo degli investimenti che aggraverà la già bassa produttività delle piccole imprese italiane. In ultimo, il meccanismo ideato per evitare passaggi da lavoro dipendente ad autonomo penalizzerà i lavoratori costretti dal datore di lavoro ad aprire una partita IVA, che oltre al danno, soffriranno la beffa di non poter accedere al regime agevolato a prescindere dal reddito.

Conclusioni: una manovra senza futuro, lontana dallo spirito della Repubblica fondata sul lavoro, distante dall’idea di sviluppo delle economie più avanzate.

 




9 FEBBRAIO. Una grande manifestazione unitaria per un vero cambiamento

Una grande manifestazione unitaria a Roma il 9 febbraio 2019, per sostenere la piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte del Governo e per aprire un confronto serio e di merito.

La legge di bilancio ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili.

Sarà una grande manifestazione – ha dichiarato il Segretario nazionale Maurizio Landini – perché c’é una grande voglia di cambiamento. E sarà l’occasione per chiedere al Governo che si apra una vera trattativa con il sindacato, per arrivare a un cambiamento vero”. E sulle due misure principali varate dal Governo – aggiunge il Segretario “noi non critichiamo la lotta contro la povertà, non diciamo che non si deve fare il provvedimento, ma critichiamo come il reddito di cittadinanza si sta facendo, perché oggi si è poveri anche lavorando. Andava allargato lo strumento del passato Governo, il Rei, e ampliati gli ammortizzatori sociali per tutti”. Riguardo le pensioni, infine, per Landini l’Esecutivo “non deve spacciare quota 100 per un cambiamento della Fornero, così non si cambia nulla”.

Partenza pullman

Santarcangelo Arco: 02.45 – Rimini Nord casello: 03.00 – Rimini Parcheggio CGIL: 03.15 Riccione casello: 03.30 – Cattolica casello: 03.45




Codice degli appalti. Modifica pericolosa

Comunicato stampa. Le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, unitamente alle confederazioni CGIL CISL UIL territoriali, sono fortemente preoccupati dalla recente modifica al Codice degli Appalti nazionale contenuta nella legge di Bilancio. Tale norma prevede che si aumentino le soglie per procedere al massimo ribasso e per l’affidamento senza gara fino a 150 mila euro, mentre in precedenza, tale soglia si assestava a 40mila euro.

Siamo di fronte ad un provvedimento pericoloso, che potrebbe aumentare i rischi di corruzione. Inoltre, la legge delega sugli appalti, che verrà a breve discussa, aumenta la possibilità di ricorrere al lavoro in subappalto e con trattativa privata senza bando pubblico. Una misura molto miope, quella presa da questo Governo, a rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in un settore fortemente esposto come quello dell’edilizia.

Per tali motivazioni riteniamo necessario aggiornare il Protocollo provinciale sulla legalità ed appalti siglato dalle parti nel 2013 e che, ormai, a nostro parere, non è più adeguato al contesto attuale.

Un Protocollo, che all’epoca è stato all’avanguardia sul tema della legalità e che ha avviato un percorso per la definizione delle white list in applicazione alle normative antimafia e che, soprattutto, ha contribuito a far sì che la competitività fra imprese avvenisse su fattori qualitativi. Da quel Protocollo, infatti, emergeva l’idea di contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia dell’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera e le condizioni dei lavoratori. Le modifiche introdotte dal nuovo Codice impongono ora una verifica di ciò che è stato realizzato fin qui e di un aggiornamento dove è necessario.

Primo Gatta Segr. generale CGIL Rimini – Paola Taddei Segr. CISL Romagna – Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

I Segretari generali territoriali Francesco Lorusso Feneal UIL – Roberto Casanova Filca CISL – Renzo Crociati Fillea CGIL 

 




Terremoto e messa in sicurezza del territorio. Le proposte della FILLEA CGIL

Il territorio di Rimini – come ci ha ricordato nei giorni scorsi il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Rimini Andrea Barocci – è stato classificato come sismico solo a settembre del 1983 quando oltre il 70% degli edifici era già stato realizzato.

La consapevolezza del rischio, che non può essere avvertita soltanto per effetto dell’allarme creato dalle scosse di terremoto, deve farci intervenire in un duplice modo. Oltre al prioritario compito di evitare tragedie umane e materiali, infatti, può dare anche un significativo contributo al rilancio del settore edile, colpito, in questi anni, molto duramente dalla crisi.

La Fillea Cgil, denuncia la mancanza di politiche strutturali e di un’attenzione profonda e duratura, da parte del Governo attuale e dei Governi precedenti, in merito alla messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico.

Un’urgenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio, per i quali è necessaria la realizzazione di un piano di consolidamento antisismico degli immobili essendo classificati come zona sismica di livello 2.

A fronte di tale classificazione i proprietari di abitazioni, ma anche di imprese all’interno delle quali ogni giorno si trovano i lavoratori, possono, sin da subito, iniziare i lavori di adeguamento antisismico usufruendo del “bonus sisma”, realizzato dal precedente Governo e tuttora in vigore, ricevendo una detrazione di imposta da recuperare in 5 anni.

Tale detrazione, che rappresenta forse l’unica misura significativa adottata in questi anni per fronteggiare il pericolo sismico, può apportare un rientro fiscale, compreso tra il 70% e l’85% del costo sostenuto per la ristrutturazione, in base alla riduzione di classi di rischio.

Un’agevolazione molto importante che andrebbe divulgata e sostenuta con forza anche dalle parti sociali, dai datori di lavoro e dai cittadini, insieme alle Amministrazioni Comunali.

La Fillea Cgil, considerando prioritaria la sicurezza dei lavoratori e della popolazione tutta, è da subito disponibile a dare il proprio contributo per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza e le Istituzioni, facendo anche leva sulla consapevolezza che i costi di una manutenzione preventiva sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere per la ricostruzione dopo le tragedie, sia in termini umani che economici.

A tal fine stiamo organizzando un percorso di iniziative e momenti di confronto fra esperti del settore e amministratori locali a cui chiediamo un’attenzione ed un impegno maggiormente vigile su tale tema.

Inoltre, avviare un tale processo significherebbe dare anche un contributo determinante in termini lavorativi rispetto ad un settore che ha visto in dieci anni ridurre del 50% i suoi addetti.

Renzo Crociati Segretario generale FILLEA CGIL Rimini