Codice degli appalti. Modifica pericolosa

Comunicato stampa. Le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, unitamente alle confederazioni CGIL CISL UIL territoriali, sono fortemente preoccupati dalla recente modifica al Codice degli Appalti nazionale contenuta nella legge di Bilancio. Tale norma prevede che si aumentino le soglie per procedere al massimo ribasso e per l’affidamento senza gara fino a 150 mila euro, mentre in precedenza, tale soglia si assestava a 40mila euro.

Siamo di fronte ad un provvedimento pericoloso, che potrebbe aumentare i rischi di corruzione. Inoltre, la legge delega sugli appalti, che verrà a breve discussa, aumenta la possibilità di ricorrere al lavoro in subappalto e con trattativa privata senza bando pubblico. Una misura molto miope, quella presa da questo Governo, a rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in un settore fortemente esposto come quello dell’edilizia.

Per tali motivazioni riteniamo necessario aggiornare il Protocollo provinciale sulla legalità ed appalti siglato dalle parti nel 2013 e che, ormai, a nostro parere, non è più adeguato al contesto attuale.

Un Protocollo, che all’epoca è stato all’avanguardia sul tema della legalità e che ha avviato un percorso per la definizione delle white list in applicazione alle normative antimafia e che, soprattutto, ha contribuito a far sì che la competitività fra imprese avvenisse su fattori qualitativi. Da quel Protocollo, infatti, emergeva l’idea di contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia dell’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera e le condizioni dei lavoratori. Le modifiche introdotte dal nuovo Codice impongono ora una verifica di ciò che è stato realizzato fin qui e di un aggiornamento dove è necessario.

Primo Gatta Segr. generale CGIL Rimini – Paola Taddei Segr. CISL Romagna – Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

I Segretari generali territoriali Francesco Lorusso Feneal UIL – Roberto Casanova Filca CISL – Renzo Crociati Fillea CGIL 

 




Terremoto e messa in sicurezza del territorio. Le proposte della FILLEA CGIL

Il territorio di Rimini – come ci ha ricordato nei giorni scorsi il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Rimini Andrea Barocci – è stato classificato come sismico solo a settembre del 1983 quando oltre il 70% degli edifici era già stato realizzato.

La consapevolezza del rischio, che non può essere avvertita soltanto per effetto dell’allarme creato dalle scosse di terremoto, deve farci intervenire in un duplice modo. Oltre al prioritario compito di evitare tragedie umane e materiali, infatti, può dare anche un significativo contributo al rilancio del settore edile, colpito, in questi anni, molto duramente dalla crisi.

La Fillea Cgil, denuncia la mancanza di politiche strutturali e di un’attenzione profonda e duratura, da parte del Governo attuale e dei Governi precedenti, in merito alla messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico.

Un’urgenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio, per i quali è necessaria la realizzazione di un piano di consolidamento antisismico degli immobili essendo classificati come zona sismica di livello 2.

A fronte di tale classificazione i proprietari di abitazioni, ma anche di imprese all’interno delle quali ogni giorno si trovano i lavoratori, possono, sin da subito, iniziare i lavori di adeguamento antisismico usufruendo del “bonus sisma”, realizzato dal precedente Governo e tuttora in vigore, ricevendo una detrazione di imposta da recuperare in 5 anni.

Tale detrazione, che rappresenta forse l’unica misura significativa adottata in questi anni per fronteggiare il pericolo sismico, può apportare un rientro fiscale, compreso tra il 70% e l’85% del costo sostenuto per la ristrutturazione, in base alla riduzione di classi di rischio.

Un’agevolazione molto importante che andrebbe divulgata e sostenuta con forza anche dalle parti sociali, dai datori di lavoro e dai cittadini, insieme alle Amministrazioni Comunali.

La Fillea Cgil, considerando prioritaria la sicurezza dei lavoratori e della popolazione tutta, è da subito disponibile a dare il proprio contributo per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza e le Istituzioni, facendo anche leva sulla consapevolezza che i costi di una manutenzione preventiva sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere per la ricostruzione dopo le tragedie, sia in termini umani che economici.

A tal fine stiamo organizzando un percorso di iniziative e momenti di confronto fra esperti del settore e amministratori locali a cui chiediamo un’attenzione ed un impegno maggiormente vigile su tale tema.

Inoltre, avviare un tale processo significherebbe dare anche un contributo determinante in termini lavorativi rispetto ad un settore che ha visto in dieci anni ridurre del 50% i suoi addetti.

Renzo Crociati Segretario generale FILLEA CGIL Rimini




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.




IL FILO DEL LAVORO – Sintesi dei lavori del convegno organizzato da Filctem CGIL Rimini

Un concentrato di cultura, tradizione e bellezza, un luogo davvero appropriato quello del cinema Fulgor di Rimini per ospitare il Convegno “il Filo del lavoro” organizzato dalla Filctem Cgil per parlare di lavoro nel settore della moda e in particolare del tessile e abbigliamento.

Sono passati dieci anni dall’inizio della crisi che ha sconvolto e trasformato l’economia mondiale e sebbene la ripresa in Italia sia molto lenta e tardiva, c’è la necessità per la Cgil di analizzare i cambiamenti che sono intervenuti e fare il punto sullo stato attuale delle imprese e del mercato del lavoro.

Purtroppo – ha detto in apertura Francesca Lilla Parco Segr. Filctem Cgil Rimini – gli anni di crisi hanno prodotto in gran parte la svalorizzazione del lavoro, perché molto spesso il lavoro è diventato precario, povero, un lavoro che non mette al centro la professionalità, le competenze, il sapere.

Al contrario, piena e buona occupazione è ciò che abbiamo affermato, prima, nel nostro Piano del Lavoro Nazionale e, dopo, sottoscrivendo, insieme agli altri attori pubblici, il Patto per il Lavoro in Emilia Romagna. Lo scopo: creare buon lavoro, mettendo al centro lo sviluppo del territorio e rendendo l’intervento pubblico un motore dell’economia. Per fronteggiare la crisi abbiamo scelto la strada di una proposta di sistema elaborando la Carta dei Diritti Universali del lavoro, una legge d’iniziativa popolare presentata in Parlamento con 1,5 milioni di firme raccolte.”

Per il territorio ha portato il saluto istituzionale Alice Parma consigliera provinciale con delega al Lavoro che ha confermato il suo impegno per la ripresa del tavolo anticrisi, a suo tempo istituito in Prefettura, da aggiornare in relazione alle condizioni attuali del mercato del lavoro.

Nel corso dei lavori è stata presentata la ricerca “Il tessile nella provincia di Rimini” a cura di Gianluca De Angelis dell’Ires Emilia Romagna.

Rispetto al contesto regionale, quello riminese mostra segni di forte vivacità e le sole imprese in diminuzione sono quelle del reparto dei prodotti in pelle. Dopo un periodo di variazioni negative, e in modo più significativo che nel resto della Regione, sono tornate ad aumentare le esportazioni anche se le importazioni crescono di più.

La manodopera è in larga parte subordinata, a tempo indeterminato, femminile, di età avanzata e lavora in gran parte tra le 31 e le 40 ore.

Tra i temi affrontati nel dibattito, le innovazioni tecnologiche, i luoghi di produzione, la trasformazione del lavoro e il contributo degli Istituti scolastici e dell’Università per la costruzione delle competenze necessarie. Una riflessione propedeutica all’individuazione di quelli che potrebbero essere gli scenari e le strategie da intraprendere per una nuova crescita, che va fatta da tutti i soggetti in campo. Dunque un confronto necessario tra imprese, sindacato e istituzioni che è ciò che ha ispirato la tavola rotonda all’interno del convegno, al quale non si sono sottratti, sollecitati da Simona Mulazzani giornalista di Icaro TV, l’assessore regionale Palma Costi, i rappresentanti delle imprese Aeffe, Gilmar e Fuzzi, il professor Giampaolo Proni del Corso di Laurea in Culture e Tecniche del costume e della moda – Campus di Rimini, il Segretario della Filctem CGIL regionale Giordano Giovannini.

Il compito di tirarare le fila della discussione è stato affidato a Sonia Paoloni, Segretaria nazionale della Filctem Cgil. “Se il made in Italy vuole continuare a mantenere la sua leadrship nel mondo non può rinunciare alla grande professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore – ha detto Paoloni. Il settore ha subito notevoli trasformazioni ed evoluzioni, alcune traumatiche che hanno visto la perdita di migliaia di posti di lavoro, altre, governate dalle imprese insieme alle Organizzazioni sindacali, hanno saputo riposizionare le aziende con politiche di gestione dell’occupazione su livelli competitivi alti, puntando sullo sviluppo tecnologico e sulle produzioni di qualità. Le professionalità sono indispensabili per il mantenimento degli elevati standard qualitativi – ha continuato la Segretaria nazionale. C’è bisogno, oggi più che mai di una visione di sistema concertata. Formazione continua, investimenti strutturali della politica e di ricerca delle aziende coniugate a politiche di trasparenza per far emergere le sacche di sfruttamento nella filiera produttiva, sia italiana che estera, che ledono i diritti dei lavoratori e impoveriscono interi territori”.




Pochi turisti, salvataggio superfluo. Le inqualificabili dichiarazioni dei rappresentanti dei bagnini

Le dichiarazioni dei rappresentanti dei bagnini in ordine al fatto che con pochi bagnanti il servizio di salvataggio sarebbe superfluo, o comunque svolto da loro stessi, sono inqualificabili.
Innanzitutto non si vede per quale cinica ragione tanti bagnanti hanno diritto al salvataggio ma pochi no, a maggior ragione peraltro con condizioni meteo variabili.

In secondo luogo il lavoro di Marinaio di Salvataggio in Emilia-Romagna è un servizio pubblico essenziale, come tale richiede qualificazione e professionalità. Caratteristiche non comuni, ma specifiche.

Secondo i bagnini, per usare una metafora, se in ospedale ci fossero pochi pazienti allora qualsiasi medico potrebbe fare interventi chirurgici.

Su temi come sicurezza dei bagnanti e offerta turistica non si può banalizzare partendo sempre dai soliti interessi particolari.

Noi chiediamo più qualità e quantità di servizi nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti e più in generale dell’economia del territorio.

Il sistema turistico territoriale può competere se mette in campo azioni di rottura con certe logiche del passato. Non si può parlare di qualità del turismo se qualche decina di euro di spesa in capo ad ogni bagnino, utile a massimizzare i profitti, blocca un’operazione di sistema.

Da una categoria di imprenditori che rappresenta interessi molto specifici, dato che i loro profitti hanno particolari caratteristiche e derivano da una concessione pubblica, non ci aspettiamo ragionamenti di sistema, ma alle istituzioni locali, alle quali ci siamo appellati, compete una responsabilità diversa, oltre le logiche dei bagnini.

Per queste ragioni riteniamo pienamente legittima la nostra richiesta di fissare, ora per settembre, i tavoli istituzionali utili a valutare l’incremento della qualità dell’offerta turistica territoriale. Facoltà che l’Ordinanza Regionale attribuisce ai singoli Comuni.

Rimini, 20/8/2018

Mirco Botteghi

Segretario Generale Filcams CGIL Rimini




Decreto Milleproroghe. La CGIL impegnata per il ripristino delle risorse per la riqualificazione delle periferie

Comunicato stampa. La Segreteria CGIL di Rimini giudica estremamente negativo l’esito del voto al Senato sul decreto Milleproroghe per le pesanti conseguenze che avrà anche sul Comune di Rimini.

Secondo il dipartimento contrattazione territoriale della CGIL regionale, l’emendamento che “sospende” i finanziamenti già concessi a Comuni e Città Metropolitane per i progetti di riqualificazione delle periferie urbane congelerà interventi\investimenti in Emilia Romagna, con progetti già esecutivi e con lavori in alcuni casi già partiti, per un ammontare complessivo di 306,7 milioni. Si tratta di 11 convenzioni sottoscritte e finanziate per 178,485 milioni dal fondo nazionale a cui vanno aggiunti 128,211 milioni cofinanziati da pubblico e privati locali.

A livello nazionale, si passa da 120 progetti specifici, mirati, in molti casi già esecutivi, con lavori anche già avviati e soldi, anche di privati, già spesi, a general – generiche disponibilità per l’intero universo degli enti (circa 8.000) purché dispongano di avanzi.

In questi progetti rientra anche quello del Comune di Rimini per la riqualificazione urbana e ambientale e per il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord il cui costo complessivo sarà di Euro 18.032.040,00 cui vanno aggiunti Euro 5.500.000,00 a carico di RFI, per un totale di Euro 23.532.040,00.

L’indirizzo assunto dal nuovo Governo è ben lontano dalla strategia nazionale auspicata dalla CGIL per l’istituzione di un piano per le periferie, con programmazione pluriennale e finanziamenti costanti, con l’integrazione di risorse ordinarie e straordinarie e azioni di sistema che coinvolgano più ambiti ed attori. E ancor più lontano da una contrattazione per lo sviluppo che indirizzi le risorse pubbliche e private verso l’innovazione e il miglioramento dei centri urbani, una strategia di rigenerazione urbana non solo urbanistica e riferita solo alla parte fisica della città, ma anche come progetto di inclusione sociale e sviluppo economico come proposto dal Piano del lavoro della CGIL.

L’impegno della CGIL, locale e regionale, è quello di mettere in atto un’azione, anche in rapporto con Anci, Enti Locali e i Parlamentari dell’Emilia Romagna, per ottenere il ripristino alla Camera delle risorse di fatto tagliate e porre rimedio a tale scempio.

Per la Segreteria confederale CGIL Rimini

Claudia Cicchetti – Isabella Pavolucci

Rimini 10 agosto 2018




Turismo. Sconcertanti gli esiti dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro

Scomparsa dal lessico del lavoro stagionale la parola voucher che tanto spazio aveva avuto nelle cronache del passato, precarietà e sfruttamento permangono inossidabili.

A fronte di scelte da parte dei passati Governi che la CGIL giudica non accettabili perché non sono servite a contrastare la disoccupazione, ad aumentare gli investimenti, a valorizzare il lavoro, non si è arresa la volontà di proseguire il cammino per ottenere la Carta dei Diritti Universali (il nuovo Statuto dei lavoratori). Un percorso intrapreso dalla CGIL insieme alla richiesta dei tre referendum su voucher, appalti e licenziamenti. Quell’appuntamento referendario, chiesto con milioni di firme ma che è stato impedito di fatto (nel caso dei voucher abrogando delle norme subito dopo reintrodotte sotto nuove forme di lavoro occasionale.

Ed eccoci ancora in campo, all’alba di una nuova stagione estiva, a contrastare quel modello competitivo, scelto da tante imprese, che punta a svalorizzare il lavoro e a ridurre i diritti dei lavoratori. Eccoci ancora una volta a dire che illegalità, lavoro povero, sfruttamento e mancanza di regole, accentuate dall’estendersi del fenomeno delle esternalizzazioni, aprono la strada all’impoverimento complessivo della nostra economia (vedi l’esodo di tanti giovani verso altri Paesi) e sono terreni fertili per il proliferare della malavita organizzata.

Sono sconcertanti gli esiti dei controlli effettuati dall’Ispettorato del lavoro di Rimini. Da quanto si evince dalle notizie di stampa, non una attività è risultata in regola. Lavoro nero, contratti non rispettati, irregolarità contributive che danneggiano in primo luogo i lavoratori ma anche quella parte di imprenditoria che rispetta le regole.

Giudichiamo positivamente le dichiarazioni rilasciate dal responsabile del servizio di vigilanza dell’Ispettorato circa le attività di controllo che verranno effettuate nel corso dell’estate.

Chiediamo che il Sistema turistico della Riviera, comprensivo del lavoro e a partire dal Piano strategico nazionale sul Turismo, sia più “frequentato” dalla discussione politica locale al di là dei particolari interessi delle varie categorie economiche che si susseguono di volta in volta. Chiediamo che venga tenuta alta la guardia sui temi della legalità e della salute e sicurezza.

Come CGIL di Rimini abbiamo presentato nei giorni scorsi l’avvio della campagna informativa #dillo alla Filcams che prevede la sistematica presenza della Filcams Cgil vicino alle lavoratrici e ai lavoratori dove questi prestano la loro attività. Sono i precari che, a causa della crisi e di minori tutele contrattuali, hanno visto peggiorare le condizioni di lavoro e accrescere le condizioni di disuguaglianza e ricattabilità economica.

Rivendichiamo, anche nella nostra provincia, un modello economico che rimetta al centro i temi della qualità del lavoro e dei diritti.

per la Segreteria CGIL Rimini Primo Gatta Segretario generale




16 Ottobre. Presidio a sostegno delle proposte del Sindacato su Pensioni, Lavoro, Contratti, Salute.

“Cambiare le pensioni; dare lavoro ai giovani; difendere l’occupazione; garantire a tutti una sanità efficiente; rinnovare i contratti”. La mobilitazione a sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, indetta da CGIL CISL UIL nazionali per il 14 ottobre con presidi in tutta Italia, a Rimini è stata spostata a LUNEDI’ 16 OTTOBRE con presidio davanti alla Prefettura dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

La riforma Fornero è tra le più disastrose riforme italiane perché ha sottratto reddito ai pensionati e pensionandi e insieme alle altre misure adottate dagli ultimi Governi per limitare i diritti dei lavoratori (primi fra tutti il Jobs act e l’abolizione dell’art.18) ha condannato un’intera generazione di giovani ad un futuro incerto e precario e gli anziani a lavorare oltre ogni limite di sopportabilità.

Il testo del volantino:

II Governo e il Parlamento si apprestano a discutere e ad approvare la legge di bilancio per il 2018.
Cgil-Cisi-Uil ritengono necessario che in questa fase vengano affrontate alcune priorità fondamentali per la tenuta sociale del nostro Paese, con misure e risorse adeguate.
Sui temi delle pensioni, dei giovani, dell’occupazione, della sanità e dei Contratti, il sindacato confederale ha presentato delle proposte precise che ha deciso di sostenere con una giornata di mobilitazione dei lavoratori, disoccupati, giovani e pensionati con dei presidi territoriali davanti a tutte le Prefetture d’Italia.

PENSIONI
La Legge Monti-Fornero sulle pensioni è stata un’enorme operazione di cassa che ha prelevato nel periodo 2012-2020 circo 80 miliardi di euro. Una manovra che ha introdotto elementi di eccessiva rigidità, che ha spostato per tutti il traguardo pensionistico, ben oltre i livelli degli altri Paesi europei, con ricadute importanti, anche di natura sociale. La Piattaforma unitaria ”Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, ci ha permesso di giungere alla sottoscrizione del Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 ed all’emanazione di importanti misure, nella “fase uno”, che hanno introdotto un principio di flessibilità di accesso alla pensione. Lo stesso verbale, prevedeva una fase due di confronto, che sarebbe dovuta servire ad affrontare alcuni temi importanti nelle direzione indicata nella Piattaforma sindacala. La proposte unitaria che il sindacato in questa fase ha avanzato al Governo sul tema della previdenza intende superare le attuali difficoltà nell’accesso al pensionamento, favorendo cosi anche un inserimento lavorativo dei giovani, e affrontare il tema dell’adeguatezza dei trattamenti pensionistici, attuali e futuri.
I punti più significativi sono i seguenti:
1 il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale normativa.
2 II superamento della disparità di genere delle donne e la valorizzazione del lavoro dl cura.
3 II sostegno alle future pensioni, che riguarderanno in particolare i giovani, al fine di aumentare la flessibilità in uscita e garantire trattamenti dignitosi.
4 Interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni.
5 La separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale.
6 II ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici.
7 Nell’ambito delle misure richieste per favorire la flessibilità in uscita, allargamento della platea dei destinatari dell’Ape sociale e dei benefici per i lavoratori precoci ed emanazione delle disposizioni attuative affinché vi sia la possibilità di cumulare la contribuzione versata anche nelle casse dei liberi i professionisti.
8 La revisione delle norme che prevedono il posticipo del termine di percezione dei Tfr e dei Tfs nel pubblico impiego.
9 La verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati, gestendo le problematiche aperte.
10 La necessità di favorire una rapida approvazione della legge di riforma della governance degli Enti e previdenziali, per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.

LAVORO E GIOVANI
Nel nostro Paese la ripresa appare ancora congiunturale, debole e meno sostenuta che in altre economie europee. Per queste ragioni la prima misura di politica economica è il sostegno agli INVESTIMENTI, pubblici e privati che possano generare nuova occupazione di qualità, far ripartire la domanda, in particolare quella interna, favorire la crescita. Solo in questo contesto si possono promuovere politiche volte a:
– favorire l’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro;
– aumentare il tasso di occupazione, recuperando i divari con gli altri paesi europei e riducendo il divario Nord-Sud;
– sostenere una ripresa che determini anche l’aumento dei posti di lavoro, di qualità;
– garantire a tutti l’acceso ai percorsi scolastici e di istruzione e formazione professionale e favorire il completamento degli studi di base e la crescita delle specializzazioni come obiettivo strategico per lo sviluppo economico del Paese.
Per favorire l’occupazione, soprattutto quella giovanile, CGIL CISL UIL ritengono necessario:
-Favorire il lavoro stabile a partire dal contrasto all’abuso dei tirocini extracurricolari;
-Rafforzare e qualificare l’apprendistato come forma prevalente di ingresso nel mercato dei lavoro, valorizzandone la componente formativa;
-Qualificare i percorsi di alternanza scuola lavoro, sottraendoli alla frammentarietà e promuovendo reti territoriali che sappiano coinvolgere strutturalmente istituzioni, sistema scolastico e tessuto produttivo territoriale;
-Puntare all’apprendimento permanente, valorizzando competenze e professionalità e sviluppando un piano nazionale di formazione, garantendo un sistema di certificazione delle competenze acquisite.

DIFESA DELL’OCCUPAZIONE E AMMORTIZZATORI
La filosofia delle ultime riforme del mercato del lavoro ha determinato un nuovo e diverso bilanciamento fra strumenti di politica attiva e strumenti di politica passiva (gli ammortizzatori sociali). Per CGIL CISL UIL è urgente avviare e rafforzare le politiche attive nel nostro Paese, a partire dalle certezze di stabilizzazione degli operatori in esse occupati e dal rafforzamento delle dotazioni organiche dei centri per l’impiego, che devono svolgere un ruolo centrale dentro un sistema unitario e nazionale che rafforzi le politiche per la presa in carico, l’accompagnamento, Il sostegno ai lavoratori nelle transizioni, rafforzandone l’occupabilità.
In questa fase, tuttavia, che vede ancora un’elevata necessità per il sistema delle imprese di intraprendere processi di ristrutturazione produttiva e occupazionale, vi è il rischio che il combinato disposto tra forte riduzione degli ammortizzatori e aumento dei costi per il loro utilizzo, renda più facili i licenziamenti, che oggi sono più semplici e più convenienti rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
La tutela della occupazione deve essere prioritaria e a partire da tale assunto vanno gestirte le riorganizzazioni e le ristrutturazioni produttive.
Per questo CGIL CISL UIL ritengono necessario un intervento volto a :
-Avviare, sostenere, rafforzare le politiche attive;
-Allargare, anche in via transitoria, la durata e le modalità di utilizzo della cassa integrazione nelle e aree di crisi, complesse e non complesse;
-Modificare il Fondo di Integrazione Salariale per renderlo maggiormente fruibile e per dare certezze di pagamento delle prestazioni ai lavoratori coinvolti;
-Intervenire, a partire dai casi di maggiore criticità su durata di Naspi e mobilità, legandola alla fruizione di politiche attive e sostenendo un rilancio dell’Asdi;
-Valutare l’introduzione di uno strumento o la trasformazione di strumenti glà in essere per le imprese fino a 5 dipendenti, oggi prive di ammortizzatori sociali;
-Riequilibrare costi ed accessibilità della Cassa integrazione e dei licenziamenti.

SANITA’
L’universalità e la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale sono fortemente messe a rischio dalle scelte di progressivo de-finanziamento della spesa sanitaria. Anche nell’ultima Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza si prevede una riduzione dell’attuale 6,6 % della spesa sul PIL, già al di sotto della media UE, al 6,3% nel 2020. Il mutare dei bisogni di salute (cronicità, nuovi LEA, farmaci innovativi, non-autosufficienza e altro) necessiterebbe di un investimento in politiche di prevenzione, cura, riabilitazione e non invece del perseguimento di una politica dei tagli. Oggi milioni di persone ritardano o rinunciano alle cure a causa dei costi e della difficoltà di accesso al servizio e cresce la spesa privata delle famiglie solo in piccola parte intermediata dagli strumenti di sanità integrativa. Un quadro chiarissimo confermato dai diversi indicatori e che incide, prevalentemente, sugli strati di popolazione più fragili con carattere più accentuato nelle regioni maggiormente disagiate. La stessa attuazione del DPCM che istituisce i Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, attesi da anni, rischia di essere compromessa, in tutto il territorio nazionale, da una mancanza di copertura di circa 800 milioni di euro.Per queste religioni CGIL CISL UIL chiedono:
– Il progressivo incremento del finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale per allineare il livello di spesa sul PIL alla media degli altri paesi europei.
– La predisposizione di uno straordinario piano per la prevenzione e la promozione di sani stili di vita su cui
investire in termini di risorse, mettendo a sistema campagne di sensibilizzazione, piani di prevenzione primaria e secondaria e percorsi di educazione alla salute, allo sport ed alla buona alimentazione. L’ immediata eliminazione del superticket introdotto nel 2011 che rappresenta un ulteriore costo per le prestazioni dl diagnostica e specialistica;
– La rimodulazione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria per escludere dal pagamento dei ticket i soggetti in condizione di povertà percettori del reddito d’inclusione;
– Azioni strutturali mirate a realizzare un equilibrato rapporto tra strutture ospedaliere e servizi territoriali per
avvicinare i cittadini ai presidi di salute:
– La garanzia dei livelli essenziali in tutto il territorio nazionale in ambito sanitario sono noti i problemi di adeguatezza e di esigibilità dei nuovi LEA;
– Vanno definiti interventi strutturali adeguatamente finanziati per qualificare i servizi nel Mezzogiorno al fine di ridurre la mobilità passiva sanitaria (valore attuale 4,154 miliardi di euro);
– L’Introduzione di meccanismi anche di natura organizzativa per fare fronte al problema delle liste d’attesa al fine di garantire in tutti i territori l’accesso ai servizi;
– L’incremento del finanziamento del fondo per la non-autosufficienza;
– Un intervento sulla dotazione del personale per garantire la stabilizzazione e l’adeguatezza degli organici per rendere realmente esigibili i Livelli Essenziali di Assistenza.

CONTRATTI
Chiudere i contratti, accelerare li negoziato su tutti i comparti del Pubblico Impiego, nel rispetto dell’accordo del 30 novembre 2016.
CGIL CISL UIL ritengono che la stagione contrattuale debba essere rivolta a tutelare il lavoro e a innovare la pubblica amministrazione, superando la politica dei tagli, il blocco delle assunzioni e delle retribuzioni perseguita in quesiti anni.
Rinnovare i contratti per:
– Valorizzare il lavoro pubblico e migliorare li servizio ai cittadini;
– Stabilizzare i precari;
– Incrementare i salari e tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni, garantendo le risorse per tutti i comporti, che assicurino l’incremento degli 85 euro e il mantenimento degli 80 euro del bonus Renzi;
– Ricostruire nuove relazioni sindacali, per il pieno rilancio e valorizzazione della contrattazione di secondo livello e il ripristino della vigenza triennale dei contratti;
– Estendere al Pubblico Impiego la defiscalizzazione del salario di produttività e del welfare contrattuale.

PENSIONI, GIOVANI, OCCUPAZIONE, SANITÀ, CONTRATTI SONO DELLE PRIORITA’ SOCIALI ALLE QUALI IN QUESTA FASE E’ INDISPENSABILE DARE DELLE RISPOSTE, AD INIZIARE DALLE SCELTE CHE SI FARANNO CON LA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO.

CGIL CISL UIL SI MOBILITANO A SOSTEGNO DELLE LORO PROPOSTE ED INVITANO I LAVORATORI, I DISOCCUPATI, I GIOVANI, I PENSIONATI A CONTRIBUITE ALLA RIUSCITA DI QUESTA PRIMA GIORNATA DI MOBILITAZIONE PARTECIPANDO NUMEROSI ALLE MANIFESTAZIONI!!!

 




Microcredito. Sottoscritto il progetto

Rimini 18 settembre 2017. A conclusione della conferenza conferenza stampa convocata per presentare il progetto denominato “MiFiDO – Accesso al Microcredito socio-assistenziale e d’impresa” i rappresentanti di NidiL CGIL Alessandra Gori, CGIL Graziano Urbinati, Federconsumatori Enrico Pecorari, Enrico Moretti e Federica Manenti, Banca popolare Etica Gigliola Ricci, Giuseppe Carpi, associazioni Figli del Mondo Andrea Zanzini e Palloncino Rosso Jessica Valentini e Soc. Coop. SARGO – RETE MUTUO CREDITO Giuseppe De Giosa hanno firmato l’accordo che li impegna a dare vita al progetto stesso.

Sono trascorsi ormai diversi anni da quando la crisi generale ha gettato anche l’economia del nostro territorio locale in un vortice di difficoltà con conseguenze negative sul fronte occupazionale, delle imprese e anche sociali. Resta sul terreno un senso di fragilità e di instabilità che va recuperato su un piano che non sia esclusivamente caritatevole e assistenziale, ma con progetti di sostegno concreto e di accompagnamento verso il superamento delle difficoltà e la ritrovata autonomia.

Questo è, a grandi linee, ciò che si propone MiFido ed anche il motivo che ha convinto la CGIL e NidiL CGIL a promuoverlo.

CHE COS’E’ IL MICROCREDITO

Così come è stato spiegato dai promotori, è il credito per l’inclusione sociale di persone in difficoltà o d’emergenza ed il credito per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali o per l’inserimento nel mercato del lavoro

I soggetti beneficiari (iscritti CGIL) e le caratteristiche delle operazioni di micro credito previste in questo Accordo sono conformi alle norme stabilite dal Testo Unico Bancario (TUB), dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n.176 del 17/10/2014 e dall’articolo 111 del D. Lgs. n. 141/10

Nello specifico si tratta di microcredito d’emergenza e microcredito d’impresa.

1) Microcredito d’emergenza

Il microcredito d’emergenza è rivolto a soggetti in stato d’emergenza temporanea e non strutturale (come ad esempio per spese mediche, rate di locazione, depositi cauzionali, spese per agenzia immobiliare, ristrutturazioni, bollette, spese legali, spese condominiali, cartelle esattoriali, formazione, inserimento lavorativo, materiale e libri scolastici, acquisto o manutenzione auto), a cittadini italiani o in possesso di un permesso di soggiorno a lunga durata, residenti o domiciliati da almeno 2 anni nella provincia di Rimini

Importo massimo finanziabile euro 10.000,00

2) Microcredito alla micro impresa

I soggetti beneficiari che possono ottenere la garanzia sono esclusivamente i professionisti già titolari di partita IVA (start up o comunque con un’anzianità aziendale non superiore a 5 anni) cioè soggetti riconducibili ai criteri del Titolo III° Libro V° Codice Civile ed inoltre, devono essere iscritti agli ordini professionali o aderire alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 4/2013. Professionisti e imprese devono operare nei settori ammissibili in base alle Disposizioni operative del Fondo.

Nello specifico sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi direttamente connessi all’attività svolta (compreso il pagamento dei canoni del leasing, il micro leasing finanziario e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative), al sostenimento dei costi per corsi di formazione.

Importo massimo finanziabile euro 25.000,00

COME SI REALIZZA IL PROGETTO

· Attivazione di uno sportello presso sede Cgil Rimini che riceve su appuntamento

· Supporto ai richiedenti garantito dai professionisti delle associazioni aderenti

· Attività di affiancamento nei confronti dei beneficiari sia fornendo un servizio di tutoraggio per tutto il periodo del rimborso del finanziamento sia svolgendo attività di formazione

Per la parte “tecnica” referente è la Banca Etica che utilizza i fondi di garanzia statale per il credito alle imprese, e il fondo di garanzia etica SGR per il microcredito socio-assistenziale. La durata massima del finanziamento è di 7 anni.

Che cosa differenzia questi prestiti da quelli delle altre banche: in primo luogo, l’investimento che viene fatto non è sul prestito ma sulla persona, su soggetti in difficoltà che sono disponibili a rimettersi in gioco, inoltre, tutti i soggetti che concorreranno alla realizzazione del progetto lo faranno esclusivamente in forma volontaria. Un’iniziativa “laica” e inedita nel panorama nazionale, che sta riscuotento molta attenzione, che vede l’interesse più alto nell’interesse di tutti, com’è nella tradizione di Banca Etica, della CGIL e di tutte le altre Associazioni che l’hanno sottoscritta.

La presentazione pubblica di “MiFido” avrà luogo Venerdì 22 Settembre a Rimini nel corso dell’iniziativa pubblica “Credito Emergenziale e Microcredito ai Lavoratori Autonomi”.

Il programma:

Introduzione di Alessandra Gori Segretaria NidiL CGIL Rimini

Contributi

Enrico Moretti Avvocato, consulente Federconsumatori Rimini

Nazzareno Gabrielli Vice direttore Banca Popolare Etica

Andrea Zanzini Coordinatore Board progetto “Primo Miglio”

Emma Petitti Assessore al bilancio Regione Emilia Romagna

Claudio Treves Segretario generale nazionale NidiL CGIL

Modera Enrico Pecorari Presidente Federconsumatori Rimini




“Voucher e Lavoro / quale modello per Rimini” è il tema dell’incontro-dibattito organizzato da Chimamicitta.it che si terrà il Venerdì 16 Giugno alle ore 18.00 in piazza Tre Martiri a Rimini. Un confronto tra la CGIL, promotrice del referendum per l’abrogazione dei voucher, e i sostenitori di questa forma di pagamento che il Governo ha prima cancellato e ora vuole reintrodurre. Uno scontro molto acceso che va avanti da mesi e che, in questa occasione pubblica, consentirà ai cittadini di verificare direttamente le ragioni dell’una e degli altri.

Parteciperanno all’incontro:
Tiziano Arlotti deputato PD
Patrizia Rinaldis Presidente Associazione Albergatori Rimini
Gianni Indino Presidente Confcommercio Rimini
Graziano Urbinati Segretario generale CGIL Rimini
Luigi Giove Segretario generale CGIL Emilia Romagna

Modera Stefano Cicchetti direttore di Chiamamicitta.it