Codice degli appalti. Modifica pericolosa

Comunicato stampa. Le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, unitamente alle confederazioni CGIL CISL UIL territoriali, sono fortemente preoccupati dalla recente modifica al Codice degli Appalti nazionale contenuta nella legge di Bilancio. Tale norma prevede che si aumentino le soglie per procedere al massimo ribasso e per l’affidamento senza gara fino a 150 mila euro, mentre in precedenza, tale soglia si assestava a 40mila euro.

Siamo di fronte ad un provvedimento pericoloso, che potrebbe aumentare i rischi di corruzione. Inoltre, la legge delega sugli appalti, che verrà a breve discussa, aumenta la possibilità di ricorrere al lavoro in subappalto e con trattativa privata senza bando pubblico. Una misura molto miope, quella presa da questo Governo, a rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in un settore fortemente esposto come quello dell’edilizia.

Per tali motivazioni riteniamo necessario aggiornare il Protocollo provinciale sulla legalità ed appalti siglato dalle parti nel 2013 e che, ormai, a nostro parere, non è più adeguato al contesto attuale.

Un Protocollo, che all’epoca è stato all’avanguardia sul tema della legalità e che ha avviato un percorso per la definizione delle white list in applicazione alle normative antimafia e che, soprattutto, ha contribuito a far sì che la competitività fra imprese avvenisse su fattori qualitativi. Da quel Protocollo, infatti, emergeva l’idea di contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia dell’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera e le condizioni dei lavoratori. Le modifiche introdotte dal nuovo Codice impongono ora una verifica di ciò che è stato realizzato fin qui e di un aggiornamento dove è necessario.

Primo Gatta Segr. generale CGIL Rimini – Paola Taddei Segr. CISL Romagna – Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

I Segretari generali territoriali Francesco Lorusso Feneal UIL – Roberto Casanova Filca CISL – Renzo Crociati Fillea CGIL 

 




Terremoto e messa in sicurezza del territorio. Le proposte della FILLEA CGIL

Il territorio di Rimini – come ci ha ricordato nei giorni scorsi il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Rimini Andrea Barocci – è stato classificato come sismico solo a settembre del 1983 quando oltre il 70% degli edifici era già stato realizzato.

La consapevolezza del rischio, che non può essere avvertita soltanto per effetto dell’allarme creato dalle scosse di terremoto, deve farci intervenire in un duplice modo. Oltre al prioritario compito di evitare tragedie umane e materiali, infatti, può dare anche un significativo contributo al rilancio del settore edile, colpito, in questi anni, molto duramente dalla crisi.

La Fillea Cgil, denuncia la mancanza di politiche strutturali e di un’attenzione profonda e duratura, da parte del Governo attuale e dei Governi precedenti, in merito alla messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico.

Un’urgenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio, per i quali è necessaria la realizzazione di un piano di consolidamento antisismico degli immobili essendo classificati come zona sismica di livello 2.

A fronte di tale classificazione i proprietari di abitazioni, ma anche di imprese all’interno delle quali ogni giorno si trovano i lavoratori, possono, sin da subito, iniziare i lavori di adeguamento antisismico usufruendo del “bonus sisma”, realizzato dal precedente Governo e tuttora in vigore, ricevendo una detrazione di imposta da recuperare in 5 anni.

Tale detrazione, che rappresenta forse l’unica misura significativa adottata in questi anni per fronteggiare il pericolo sismico, può apportare un rientro fiscale, compreso tra il 70% e l’85% del costo sostenuto per la ristrutturazione, in base alla riduzione di classi di rischio.

Un’agevolazione molto importante che andrebbe divulgata e sostenuta con forza anche dalle parti sociali, dai datori di lavoro e dai cittadini, insieme alle Amministrazioni Comunali.

La Fillea Cgil, considerando prioritaria la sicurezza dei lavoratori e della popolazione tutta, è da subito disponibile a dare il proprio contributo per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza e le Istituzioni, facendo anche leva sulla consapevolezza che i costi di una manutenzione preventiva sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere per la ricostruzione dopo le tragedie, sia in termini umani che economici.

A tal fine stiamo organizzando un percorso di iniziative e momenti di confronto fra esperti del settore e amministratori locali a cui chiediamo un’attenzione ed un impegno maggiormente vigile su tale tema.

Inoltre, avviare un tale processo significherebbe dare anche un contributo determinante in termini lavorativi rispetto ad un settore che ha visto in dieci anni ridurre del 50% i suoi addetti.

Renzo Crociati Segretario generale FILLEA CGIL Rimini




Ispezioni alla Fiera. Nessuna giustificazione per il lavoro nero

Comunicato stampa. Scoperti sei lavoratori in nero su ventisette controllati nel corso di un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Rimini e del Nucleo dell’Ispettorato del Lavoro d’intesa con la direzione dell’Ente Fiera. Le otto aziende sottoposte a verifica – riferiscono gli organi di informazione – si occupavano di allestimenti fieristici, un settore molto delicato con implicazioni dirette per quanto riguarda la sicurezza sia dei lavoratori, che degli operatori, che degli stessi visitatori degli stand.

Nell’ottobre scorso in occasione della 68ma giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro l’ANMIL ha diffuso i dati sull’andamento degli infortuni sul lavoro che sono in ripresa e che colpiscono significativamente i lavoratori più giovani anche per quanto riguarda gli infortuni mortali. Un ulteriore motivo per sostenere ancora di più la cultura della sicurezza e la formazione professionale permanente. Dai dati provinciali emerge che nei primi 8 mesi del 2018 gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia di Rimini sono stati 3.610, 63 in meno se confrontati con lo stesso periodo del 2017. Un calo dell’1,9%, superiore a quello medio nazionale (-0.6%) e regionale (-1%). Le malattie professionali denunciate, scendono da 285 a 257 (-9,8%). Gli infortuni mortali a Rimini sono stati 3 a fronte dei 6 del 2017. Sebbene il numero sia calato finché si verificheranno incidenti mortali non sarà possibile però parlare di andamento positivo.

Ben vengano dunque i controlli da parte delle forze dell’ordine e ispettive anche se, a margine, vorremmo riprendere le dichiarazioni che su un quotidiano (il Resto del Carlino) sono state attribuite, virgolettate, all’Arma dei Carabinieri. Dichiarazioni che, se confermate, stupiscono laddove, quasi a giustificazione del lavoro nero, si prende a riferimento la congiuntura economia negativa e la pressione fiscale. Come CGIL riteniamo che il lavoro nero, le irregolarità contributive e i contratti non applicati danneggiano non solo i lavoratori ma anche quella parte di imprenditori che rispettano le regole e la crisi non può essere in nessun modo una giustificazione.

Segreteria CGIL Rimini




Decreto Milleproroghe. La CGIL impegnata per il ripristino delle risorse per la riqualificazione delle periferie

Comunicato stampa. La Segreteria CGIL di Rimini giudica estremamente negativo l’esito del voto al Senato sul decreto Milleproroghe per le pesanti conseguenze che avrà anche sul Comune di Rimini.

Secondo il dipartimento contrattazione territoriale della CGIL regionale, l’emendamento che “sospende” i finanziamenti già concessi a Comuni e Città Metropolitane per i progetti di riqualificazione delle periferie urbane congelerà interventi\investimenti in Emilia Romagna, con progetti già esecutivi e con lavori in alcuni casi già partiti, per un ammontare complessivo di 306,7 milioni. Si tratta di 11 convenzioni sottoscritte e finanziate per 178,485 milioni dal fondo nazionale a cui vanno aggiunti 128,211 milioni cofinanziati da pubblico e privati locali.

A livello nazionale, si passa da 120 progetti specifici, mirati, in molti casi già esecutivi, con lavori anche già avviati e soldi, anche di privati, già spesi, a general – generiche disponibilità per l’intero universo degli enti (circa 8.000) purché dispongano di avanzi.

In questi progetti rientra anche quello del Comune di Rimini per la riqualificazione urbana e ambientale e per il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord il cui costo complessivo sarà di Euro 18.032.040,00 cui vanno aggiunti Euro 5.500.000,00 a carico di RFI, per un totale di Euro 23.532.040,00.

L’indirizzo assunto dal nuovo Governo è ben lontano dalla strategia nazionale auspicata dalla CGIL per l’istituzione di un piano per le periferie, con programmazione pluriennale e finanziamenti costanti, con l’integrazione di risorse ordinarie e straordinarie e azioni di sistema che coinvolgano più ambiti ed attori. E ancor più lontano da una contrattazione per lo sviluppo che indirizzi le risorse pubbliche e private verso l’innovazione e il miglioramento dei centri urbani, una strategia di rigenerazione urbana non solo urbanistica e riferita solo alla parte fisica della città, ma anche come progetto di inclusione sociale e sviluppo economico come proposto dal Piano del lavoro della CGIL.

L’impegno della CGIL, locale e regionale, è quello di mettere in atto un’azione, anche in rapporto con Anci, Enti Locali e i Parlamentari dell’Emilia Romagna, per ottenere il ripristino alla Camera delle risorse di fatto tagliate e porre rimedio a tale scempio.

Per la Segreteria confederale CGIL Rimini

Claudia Cicchetti – Isabella Pavolucci

Rimini 10 agosto 2018




Aeroporto di Rimini. Incontro Sindacati – AIRiminum

Comunicato stampa. Sono dovuti passare più di due anni dall’ingresso di AIRiminum 2014 all’aeroporto di Rimini perché si tenesse un vero e proprio incontro tra le organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL, la Dirigenza e Unindustria.

L’incontro, sollecitato a più riprese dai sindacati, si è tenuto l’11 aprile, presenti, insieme ai rappresentanti dei Sindacati di categoria FILT, FIT, UILTRASPORTI, i tre Segretari confederali Graziano Urbinati, Paola Taddei e Giuseppina Morolli, la Presidente di AIRiminum Laura Fincato, Marco Lombardi che seguirà per l’azienda i rapporti con le Organizzazioni Sindacali, Daniele Donati responsabile delle relazioni industriali per Unindustria.

La Presidente ha illustrato e riepilogato l’attività svolta dalla nuova Società che gestisce l’Aeroporto Fellini, sottolineando i buoni risultati ottenuti e dovuti, a suo parere, sia alle capacità imprenditoriali dimostrate dalla Società stessa che alla professionalità dei lavoratori e ai sacrifici sostenuti.

Per quanto riguarda il futuro, la dirigenza è intenzionata a conquistare il mercato del Nord Europa con la consapevolezza che lo sviluppo di un’infrastruttura così importante per lo sviluppo della città, come anche il Sindacato sostiene, necessiti quantomeno di un efficiente ed adeguato sistema della mobilità. Per questo, con l’Amministrazione Comunale di Rimini e con la Regione, AIRiminum ha in corso studi per uno specifico Masterplan.

Sul tema della mobilità anche i Sindacati confederali e di categoria hanno avuto degli incontri con l’Assessore regionale, ma sarebbe più utile se venisse aperto un tavolo con la partecipazione di tutti i soggetti interessati. Per le Organizzazioni Sindacali, infatti, è opportuno, con riferimento al Patto per il Lavoro sottoscritto a livello Regionale, attivare un confronto con tutti i soggetti: istituzionali, datoriali ed anche con AIRiminum, per far sì che ognuno contribuisca alla crescita, allo sviluppo, alla qualità e alla creazione di buon lavoro nel nostro territorio.

Per tali ragioni riteniamo positivo questo primo incontro con la Società che gestisce oggi l’Aeroporto Fellini, incontro che dovrà segnare l’inizio di un sistema di relazioni che permetta al complesso aeroportuale riminese di crescere ulteriormente e al tempo stesso di valorizzare il lavoro ed i lavoratori. Visti i risultati positivi dell’esercizio dell’ultimo periodo e visti gli enormi sacrifici che i dipendenti hanno dovuto affrontare negli ultimi anni, pensiamo che questa possa essere l’occasione per aprire un confronto sul contratto integrativo aziendale. Su questo punto la presidente Fincato si è riservata di parlarne con il Consiglio di Amministrazione rimandando la discussione ad un prossimo incontro.

Si è trattato, come detto, di un primo confronto tra le parti, auspichiamo che si possa dar seguito a future proficue relazioni sindacali.

Graziano Urbinati Segretario Generale CGIL Rimini

Paola Taddei Segretario CISL Romagna

Giuseppina Morolli Segretario Generale UIL Rimini

Rimini 18 aprile 2017




Riaprire una vera fase negoziale. A Rimini non servono posizioni “tardo renziste”

Firma Protocollo Relazioni Sindacali

Comunicato stampa Graziano Urbinati Segr. Generale CGIL Rimini.

“Il 21 aprile 2016 è stato siglato un importante e impegnativo Protocollo d’intesa sulle Relazioni Sindacali da parte delle Orgnaizzazioni Sindacali Confederali e del Sindaco del Comune di Rimini. Purtroppo, alla prova dei fatti, quel Protocollo è rimasto inapplicato, a partire dalla vicenda dell’esternalizzazione delle scuole infanzia pubbliche, della fusione della Fiera di Rimini, del tema della mobilità, di Area vasta e di altre tematiche che riguardano lo sviluppo del territorio. Non è stato colto, fino ad oggi, da parte dell’Amministrazione Comunale, il senso di quel Protocollo ed i rifermenti che esso faceva al Patto per il Lavoro Regionale firmato dallo stesso Sindaco/Presidente. O meglio, oggi possiamo pensare che quel Protocollo sia stato firmato, da parte del Sindaco, in chiave elettorale.

Con la crisi il lavoro è cambiato, Rimini in questi anni si è impoverita. Il lavoro è diventato più povero e sfruttato. Abbiamo assistito al massiccio utilizzo dei voucher e a un maggiore numero di appalti e sub appalti spesso mirati a ridurre stipendi e diritti dei lavoratori, temi questi che vedono la CGIL in prima linea con la proposta di Legge della Carta dei Diritti e con i due Referendum su voucher e appalti.
Anche per queste ragioni occorrerebbe un vero un confronto negoziale, così come fra l’altro è previsto dal Protocollo che era stato sottoscritto dal Sindaco e dai Segretari generali CGIL CISL UIL.

Apprendiamo oggi che la denuncia di condotta antisindacale del Comune fatta dalla UIL si è conclusa con un accordo conciliativo tra le due parti e con l’esplicita proposta del Giudice di creare condizioni per ripristinare un buon clima nei rapporti sindacali. L’Amministrazione Comunale ha pertanto convocato le Organizzazioni Sindacali per un incontro informativo, di monitoraggio e di chiarimento rispetto ai servizi esternalizzati, cosa non nuova in quanto l’impegno era già stato assunto il 2 dicembre 2016 in sede prefettizia con i Sindacati di categoria.

Sui temi che riguardano il lavoro, l’occupazione, il welfare e lo sviluppo riteniamo indispensabile il superamento da parte dell’Amministrazione Comunale di un atteggiamento che potremmo definire “tardo renzista” che ha bloccato la possibilità di un vero confronto con le Organizzazioni Sindacali e che è stato ormai superato anche dall’attuale Governo (vedi decreto voucher e appalti).
I tavoli di monitoraggio possono essere utili ma sono poca cosa se decisi nelle aule di Tribunale e se non dopo avere realizzato il necessario confronto negoziale come da tempo la CGIL sta chiedendo.

Confronto negoziale in merito a:
esternalizzazione dei servizi per l’Infanzia della quale non abbiamo condiviso nè merito nè metodo; domande rimaste senza risposta su punti nevralgici da noi sollevati: possibilità di gestione diretta dei servizi alla luce dell’annunciato sblocco delle assunzioni, clausola sociale negli appalti, salvaguardia delle professionalità degli insegnanti presenti oggi nelle scuole esternalizzate e tutela del livello contrattuale, professionale e retributivo acquisito, garanzia del mantenimento dei livelli di qualità del servizio rivolto ai cittadini (che rischia di essere compromesso), regole per la sua attuazione anche alla luce della riorganizzazione in atto anche sui servizi privati;
processi di area vasta e nuova dimensione territoriale ed amministrativa, le aziende romagnole in particolare per quanto riguarda le tematiche della mobilità (Tpl e Aeroporto), il ruolo della nuova Camera di Commercio, Sanità e ricadute sui cittadini e sul lavoro;
sistema fiere (vedi fusione di Rimini e Vicenza e trattativa aperta con Oro Arezzo.)

E’ necessario, su queste come su altre tematiche, discutere di strategie per lo sviluppo del nostro Territorio, per la difesa dei posti di lavoro e per una nuova buona occupazione, così come convenuto nel Patto per il Lavoro Regionale.
Per la CGIL di Rimini i prossimi giorni saranno indacativi sulla volontà dell’Amministrazione di sedersi ad un tavolo, discutere, confrontarsi e negoziare, per evitare derive di gestione personalistiche ed unilaterali.

La partecipazione, la democrazia, la negoziazione, la condivisione, sono un esercizio faticoso, ma necessario se vogliamo dare risposte concrete ai problemi ed ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori del nostro territorio, viceversa penso sia necesario percorrere tutte le strade fattibili e necessarie a tutela del lavoro e alla difesa dei più deboli.”