Nuovo Waterfront di Cattolica. Incontro Sindacati Comune sulle clausole dei Bandi

Comunicato stampa. Le Organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil esprimono soddisfazione per i risultati raggiunti nell’incontro con il sindaco di Cattolica Mariano Gennari, l’assessore Fausto Battistel e il dirigente del settore Lavori Pubblici Baldino Gaddi a proposito del nuovo Waterfront.

Il progetto esecutivo è pronto, i lavori di costruzione incominceranno presumibilmente nel mese di settembre del 2021, e dunque si va concretizzando la riqualificazione del lungomare Rasi-Spinelli che costerà 4,5 milioni, per un quarto a carico del Comune e il resto della Regione.

L’incontro riguardava i criteri da adottare nei bandi di gara per appaltare le opere e la possibilità di giungere alla sottoscrizione di un Protocollo a garanzia della legalità e della salvaguardia delle maestranze che opereranno nel futuro cantiere. Un Protocollo che richiama quello sottoscritto con il Comune di Rimini per il Parco del Mare.

Sono quattro fondamentalmente i principi che secondo le Organizzazioni Sindacali vanno salvaguardati e su cui l’Amministrazione Comunale si è impegnata: l’offerta economicamente più vantaggiosa, il rispetto dei contratti nazionali di settore firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi, la responsabilità solidale che impegna il Comune a onorare eventuali mancati pagamenti delle ditte, la clausola sociale a tutela dell’occupazione in caso di cambio di appalto.

Con l’offerta economicamente più vantaggiosa, a differenza del massimo ribasso, il Comune sceglie di aggiudicare un punteggio più alto a chi, per esempio, investe in materiali di qualità e nella sicurezza. Facendo questa scelta la componente economica della proposta avrà un punteggio massimo del 25%, mentre il 75% riguarderà gli altri fattori di qualità. Per quanto riguarda i subappalti si procederà con uno scambio di informazioni per evitare che forme di illegalità si annidino nei percorsi a volte complicati di appalti e subappalti.

La firma del Protocollo è prevista per la metà di novembre 2020

Renzo Crociati FILLEA CGIL RIMINI – Matteo Davitti FILCA CISL ROMAGNA – Aziz Ibnoerrida FENEAL UIL RIMINI




Prefettura di Rimini. Il lavoro entra da protagonista nel Protocollo per la Legalità

Comunicato stampa. Il lavoro e la sua rappresentanza sono entrati finalmente a pieno titolo nel Protocollo per la Legalità e lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero firmato in Prefettura il 7 settembre scorso.

Sono trascorsi sette anni dal precedente Protocollo e per quanto possa essere giudicato positivamente l’intento con cui le parti avevano deciso di impegnarsi su questo fronte, il non aver posto sufficiente importanza al rapporto tra sfruttamento del lavoro e illegalità riteniamo che abbia tenuto sottotraccia fenomeni altamente indicativi di interessi criminali.

Così come riteniamo molto positivo aver definito in maniera dettagliata e non più solo enunciate le politiche che occorre mettere in atto per la diffusione della cultura della legalità.

Vogliamo ringraziare per l’importante accordo raggiunto i Prefetti Alessandra Camporota e Giuseppe Forlenza che si sono avvicendati in questo periodo, la dott.ssa Marisa Amabile che ha coordinato tutto il lavoro tecnico unitamente al suo staff e a tutte le parti sottoscrittrici per il grande impegno e le attenzioni alle istanze dei lavoratori.

La legalità, e nel Protocollo emerge molto bene, è un valore culturale fondante di una società civile e imprescindibile se vogliamo che l’economia turistica del territorio continui a svilupparsi. Si tratta di un settore che, considerando l’indotto, fa registrare un Pil ben superiore al 40% e che potrebbe raggiungere livelli di qualità superiori a quelli attuali soprattutto per quanto riguarda il lavoro e di conseguenza alla qualità dell’impresa.

Riteniamo quindi necessario aprire una fase di confronto per raggiungere un patto sociale e una contrattazione territoriale con le associazioni e gli enti locali per sostenere un nuovo modello di turismo che sia punto di riferimento internazionale e attrattivo di investimenti “sani” che garantiscano qualità del lavoro e qualità dell’offerta turistica.

Per quanto riguarda il momento attuale vogliamo rimarcare l’importanza dei controlli affinché gli incentivi introdotti a causa del Covid, che auspichiamo vengano al più presto sostituiti da risorse e finanziamenti su progetti di più ampio respiro, vengano erogati alle imprese con le carte davvero in regola.

CGIL – CISL Romagna – UIL   Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

FILCAMS CGIL  – FISASCAT CISL Romagna – UILTUCS UIL  Mirco Botteghi – Gianluca Bagnolini – Daniela Giorgini

Protocollo




SVENTATO TENTATIVO DI SUICIDIO DA AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA AI CASETTI

Comunicato stampa. Venerdì 7 agosto nel pomeriggio, un detenuto di origini magrebine ha tentato di togliersi la vita nella propria camera detentiva del Carcere di Rimini, ma grazie al tempestivo intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria, è stato tratto in salvo. Questa volta la storia è a lieto fine, ma solo grazie all’intervento immediato del giovane Agente e dei superiori è stato sventato il tentativo di impiccagione. Bastavano pochi secondi in più per raccontare una storia molto diversa.

La FP CGIL è vicina agli Agenti che tutti i giorni nelle sezioni detentive si trovano ad affrontare le situazioni più imprevedibili, con i pochi mezzi a disposizione, troppo spesso anche a rischio della propria incolumità. Serve intervenire in maniera concreta con risorse umane, economiche e sul piano organizzativo al fine sanare le carenze di organico per garantire la sicurezza all’interno dell’Istituto riminese. Sono anni che la FP CGIL chiede rinforzi al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna e l’avvio della procedura di interpello straordinario per l’invio in distacco e/o in servizio di missione di adeguate unità, specie nel periodo estivo, quando gli arresti aumentano ed i carichi di lavoro all’interno dell’Istituto riminese diventano estenuanti.

Chiediamo rinforzi per la Polizia Penitenziaria, al pari di tutte le altre Forze dell’Ordine piuttosto che far ricorso alla Vigilanza Dinamica, accorpando più posti di servizio sotto il controllo di un solo Agente indebolendo la sicurezza all’interno delle carceri.

E’ doveroso che la Direzione del carcere proponga un giusto riconoscimento agli Agenti intervenuti con tempestività e destrezza nel salvare una vita umana.

Claudio Palmetti – FP CGIL Rimini




Coronavirus – Il Sindacato nella crisi devastante causata dalla pandemia

Comunicato stampa. A seguito della sospensione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, la scrivente ditta comunica la necessità di richiedere l’intervento del Fondo di Integrazione Salariale, oppure: l’azienda deve procedere con urgenza ad una contrazione o totale sospensione dell’attività produttiva e pertanto fa richiesta per le proprie maestranze della Cassa Integrazione. Cominciano così le centinaia e centinaia, le migliaia di mail indirizzate alle nostre categorie sindacali per avviare le procedure che porteranno alla definizione di accordi sugli ammortizzatori sociali.

Ad oggi, trascorso un mese dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia), gli accordi firmati nella provincia di Rimini sono oltre 3.000 (di cui almeno 1.300 nel settore artigianato), con oltre 26.000 lavoratori coinvolti.
Una crisi dagli effetti devastanti. Non c’è settore che possa ritenersi escluso dalla crisi anche se, viste le caratteristiche economico-produttive del territorio riminese, si possono ritenere maggiormente coinvolti commercio, turismo, servizi, edilizia, le imprese del settore produttivo alimentare e la manifattura in genere dalla metalmeccanica al tessile.

L’attività sindacale di sostegno ai redditi

In ottemperanza con le ordinanze e le circolari del Governo, della Regione e della Prefettura, le nostre sedi sono rimaste chiuse al pubblico con pochissimi operatori all’interno impegnati a rispondere alle innumerevoli richieste dei cittadini confusi e disorientati, non solo da ciò che sta accadendo rispetto alla diffusione dell’epidemia, ma anche sul cosa fare. Chiedono sostanzialmente se e come poter accedere alle misure vecchie e nuove di sostegno all’economia familiare e personale. Considerando che le persone che si rivolgono ai nostri uffici appartengono spesso alle fasce più precarie e deboli della popolazione, è facile dedurre quanto sia alto il numero di contatti telefonici e mail che pervengono quotidianamente ai nostri Patronati, ai nostri CAF in questo periodo. Bonus, Naspi, Congedi parentali, Isee, per queste pratiche le richieste sono più che laconiche, più che essenziali, un nome, un indirizzo mail o il cellulare e il titolo della domanda, come, ad esempio, 600 euro, che è quella che ricorre di più. Da rilevare, come nota a margine, che le conoscenze digitali della maggioranza delle persone sono assai scarse, cosa di cui chi governa non tiene in sufficiente conto.

Le condizioni per la ripartenza

Mentre stiamo contribuendo alla gestione attuale della crisi che è dentro e fuori i luoghi di lavoro, l’altra priorità per noi resta il modo in cui impostare la ripartenza quando sarà autorizzata dalle autorità sanitarie. E’ ormai una consapevolezza consolidata che la convivenza con il virus sarà lunga, ciò nondimeno il tema principale resta la salute e sicurezza nei luoghi di. Si lavora soltanto dove sono garantite la salute e la sicurezza. Vanno pertanto ripensati i modelli organizzativi, gli spazi, gli orari di lavoro, la mobilità, e osservati i dispositivi di protezione individuali (DPI).

Per fare questo occorre aprire tavoli provinciali coordinati dalle istituzioni con la partecipazione dei sindacati, delle associazioni datoriali, Ausl, Itl, Inail, per definire le linee guida sulla salute e sicurezza, e, a seguire, accordi nelle aziende, nei siti o di bacino e la messa a punto da parte degli Enti preposti di un sistema di controlli e verifiche sui luoghi di lavoro strutturato ed efficace. Abbiamo avanzato formalmente, e già da un mese, la richiesta di un tavolo sull’economia provinciale per ragionare del futuro: investimenti – riqualificazione – ambiente – qualità del lavoro – legalità. Queste e altre parole d’ordine dovrebbero a nostro parere vedere impegnati in un lavoro collegiale, e condiviso nei suoi obiettivi principali, tutti i soggetti coinvolti.

Isabella Pavolucci Segr. Generale CGIL Rimini 

Paola Taddei Segr. CISL Romagna

Giuseppina Morolli Segr. Generale UIL Rimini

 

 

 




Coronavirus. Come affrontare l’emergenza nelle Case di riposo

Comunicato stampa. I dati sui contagi e i decessi avvenuti nelle strutture residenziali per anziani, che abbiamo dovuto leggere sugli organi di informazione, confermano quanto sia stato e sia necessario, data la natura di questi luoghi, riservare un’attenzione specifica alle case di riposo.

Già dalle scorse settimane avevamo ricevuto  diverse segnalazioni e richieste di messa in sicurezza, e ne avevamo messo a parte sia la Prefettura, nell’ambito del Tavolo di monitoraggio sull’osservanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro,  che i Distretti Socio Sanitari di Rimini Nord e Rimini Sud.

Giudichiamo inadeguate le risposte che ci sono ad oggi pervenute dai diversi livelli, perché, malgrado l’attuazione dei protocolli di monitoraggio, il numero dei contagiati ci conferma che sono necessari ben altri interventi.

Lo diciamo per la fragilità che è la condizione precipua degli ospiti di queste strutture, ma anche per la salute e la sicurezza delle persone che vi lavorano.

Chiederemo, pertanto, al Direttore generale dell’AUSL Marcello Tonini di convocare un incontro alla presenza dei Distretti Nord e Sud per affrontare le problematiche presenti e conoscere nel dettaglio quali percorsi sono stati attivati per prevenire e fronteggiare l’emergenza pandemia.

Isabella Pavolucci Segr. CGIL Rimini   Meris Soldati  Segr. SPI Rimini

Paola Taddei Segr. CISL Romagna  Domenico Forte Segr. FNP Romagna

Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini  Antonello Cimatti Segr. UILP Rimini

 

 




Coronavirus. Il cantiere Parco del Mare riaprirà senza i dipendenti Enel

Comunicato stampa. L’Amministrazione Comunale di Rimini ha annunciato la riapertura del cantiere Parco del Mare, ma i dipendenti del gruppo ENEL non prenderanno parte ai lavori. I lavoratori, infatti, a difesa della salute propria e collettiva, si atterranno ai contenuti sottoscritti tra le Segreterie delle Federazioni Nazionali di Cgil, Cisl e Uil e il Gruppo ENEL che già del 21 febbraio scorso hanno definito le indicazioni operative utili alla gestione dell’emergenza COVID-19 nell’ambito delle società italiane del gruppo ENEL.

In relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria ed in linea con le disposizioni normative intervenute in materia, sono state inoltre attivate ulteriori misure precauzionali per limitare il rischio di potenziale contagio da COVID-19 e in particolare sono stati adottati piani operativi emergenziali e soluzioni organizzative finalizzate a ridurre il numero delle persone fisicamente presenti in azienda, anche nell’ottica di assicurare la continuità del servizio e la sicurezza del sistema elettrico.

In pochi giorni, anche anticipando le indicazioni governative, le Segreterie Nazionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil sono riuscite ad ottenere la chiusura di tutti i Punti Enel, la modalità di lavoro in Smart Working al 100% di tutti i lavoratori già abilitati a tale strumento e l’estensione dello stesso ad altri 3.000 addetti circa, così come la sospensione di tutte le attività non indispensabili nell’ambito della generazione e della distribuzione con la contestuale messa in “disponibilità” di quasi il 50% degli operativi. Questo accordo prevede lo svolgimento esclusivo delle sole attività legate alla continuità del servizio, mentre tutte le altre sono state sospese.

Per semplificare, le riparazioni dei guasti, l’eliminazione delle situazioni di pericolo, l’allaccio o il riallaccio delle utenze civili, l’allaccio di utenze indispensabili o indicate dalle Autorità, rientrano sicuramente fra quelle attività tipiche per il mantenimento del servizio, mentre i restanti interventi, come le opere previste per i cantieri “Parco del Mare” di Rimini, non rientrano nelle attività legate alla continuità del servizio.

La Filctem Cgil ritiene di dover intervenire su questo punto perché, per quanto non competa alla scrivente categoria sindacale disquisire se tali cantieri possano essere definiti o meno opere pubbliche urgenti, le compete invece difendere l’applicazione dell’accordo sindacale nazionale sottoscritto con Enel. I dipendenti di ENEL, a difesa della salute, si atterranno ai contenuti sottoscritti tra le Segreterie Nazionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil e il Gruppo ENEL.

Francesca Lilla Parco Segretaria Generale Filctem Cgil Rimini

 




Casa. Scadenze posticipate anche per gli alloggi ACER della provincia

Per far fronte alla situazione di emergenza dovuta al contagio da COVID-19, anche l’ACER (Azienda Casa Emilia-Romagna) della provincia di Rimini sposta le scadenze per il pagamento dell’affitto dei suoi alloggi.
La scadenza del pagamento del bollettino di Marzo 2020 è posticipata al 5 Maggio 2020, senza applicazione dell’indennità di mora.
La scadenza del pagamento del bollettino di Aprile 2020 è posticipata al 5 Giugno 2020, senza applicazione dell’indennità di mora.
ACER invita comunque gli assegnatari, non appena sarà possibile accedere a banche ed uffici postali, a regolarizzarsi con il pagamento dei canoni di Marzo ed Aprile 2020.

Prorogato anche il termine di consegna dell’ISEE 2020 (redditi 2018). La scadenza per la presentazione dell’attestato è stata fissata al 15 Maggio 2020. ACER precisa che tale scadenza va considerata come data ultima e improrogabile per la consegna della documentazione ISEE alla stessa ACER. Gli assegnatari che avessero già presentato l’attestazione non devono tener conto di questa comunicazione.




Coronavirus. Metalmeccanici pronti allo sciopero se non verrà rispettato il Protocollo

Comunicato stampa. Alla luce dei decreti governativi emanati in questi giorni per far fronte all’emergenza da Covid-19, in particolare visto il Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure di sicurezza da attuare nelle aziende firmato il 14 Marzo 2020 da Cgil Cisl Uil, Confindustria e Governo, che aggiunge ulteriori regole alle aziende per cercare di evitare la diffusione dei contagi, consapevoli di quanto sta accadendo in gran parte delle aziende e di quanto sia difficile attenersi alle norme di sicurezza, i Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini, Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi e Carmelo Bellè, chiedono, a partire dal 16 Marzo, il pieno rispetto della sua applicazione a tutte le imprese del settore metalmeccanico.

Sarà richiesto prioritariamente e nell’immediato:

1) Di concordare fermate produttive, “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa, al fine di consentire alle aziende di sanificare e rendere salubri gli stabilimenti ed avere il tempo necessario per adottare tutte le misure previste dal Protocollo del 14 Marzo 2020.

2) Da Lunedì 16 Marzo 2020, ove presenti le Rsu e Rls, devono essere costituiti i “Comitati per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo” al fine di monitorare costantemente le misure intraprese e le azioni ancora da intraprendere.

Nelle aziende prive di rappresentanza sindacale, sarà chiesto a tutte le Associazioni Datoriali ed all’Ordine dei Consulenti del lavoro, un costante aggiornamento e confronto con le Segreterie Fim Fiom Uilm di Rimini.

In mancanza di ciò ed in carenza di disponibilità al confronto e ad attivare eventuali ammortizzatori fino al 22 Marzo 2020, siamo pronti alla proclamazione dello sciopero, così come indicato da Fim Fiom Uilm nazionali, per tutte le ore necessarie e per l’intera categoria a prescindere dal contratto utilizzato.

Ogni lavoratore deve essere a conoscenza che, indipendentemente dall’azienda in cui lavora, se non si sentisse in una condizione di tranquillità per lavorare, lo sciopero unitario nazionale è posto a sua tutela.

I Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini  Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi, Carmelo Bellè

 




Coronavirus – Cantieri edili aperti, ma solo in sicurezza

Comunicato stampa. I Decreti della Presidenza del Consiglio non hanno imposto, al momento, alcuna chiusura dei cantieri edili, ma resta confermato anche per questo settore, il rispetto delle norme a garanzia della salute e sicurezza di chi lavora. Dunque, le imprese appaltatrici sono obbligate ad adottare tute le misure di protezione individuale indispensabili ad impedire la diffusione del contagio da Coronavirus.

Purtroppo non è ciò che sta succedendo. Riceviamo innumerevoli segnalazioni da lavoratori del comparto edile, che denunciano, ad esempio, l’assenza nei cantieri di prodotti detergenti per le mani oppure lo svolgimento del lavoro con una distanza interpersonale minore di un metro senza avere mascherine e altri dispositivi di sicurezza.

In questi casi interveniamo affinché le irregolarità siano sanate, ma è necessario che le imprese dimostrino tutte maggiore senso di responsabilità osservando immediatamente le regole previste nel Protocollo sulle misure per il contrasto del virus negli ambienti di lavoro, siglato sabato fra Governo e Parti Sociali, altrimenti le segnalazioni ricevute si trasformeranno in formali denunce agli Organi preposti.

L’accordo è una buona base di partenza se non si vogliono chiudere i cantieri, perché definisce quali sono le condizioni per garantire la continuità produttiva in un settore strategico per la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio. Alcune aziende sono in grado di procedere subito, le altre dovranno organizzarsi per salvaguardare al meglio la salute dei lavoratori. In alcuni casi sarà nostro compito intervenire rispetto all’organizzazione del lavoro, in altri occorrerà valutare la sospensione temporanea dell’attività con l’utilizzo della cassa integrazione, restando sempre entro l’ottica della responsabilità sociale.

Un’importante (dal punto di vista occupazionale) cooperativa edile del territorio ha già avviato la consultazione sindacale per collocare da subito e temporaneamente i lavoratori in cassa integrazione ad esclusione di quelli occupati nei cantieri legati al pronto intervento. Una decisione analoga, nel territorio provinciale, è stata assunta anche da altre imprese delle costruzioni, così come nel settore legno, perchè non sono ancora in grado di garantire la prosecuzione delle attività garantendo alla persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Ma non è sufficiente affidarsi al senso di responsabilità delle singole imprese, per questo è importante ribadire che anche le stazioni appaltanti sono tenute a vigilare affinché siano adottate nei cantieri tutte le misure di sicurezza sopra indicate.

Renzo Crociati, Roberto Casanova, Francesco Lorusso Segretari Generali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil




Coronavirus scuote l’intero sistema produttivo. Si convochi immediatamente il tavolo provinciale

Comunicato stampa. Il Presidente della Provincia non ha ancora convocato il tavolo da noi richiesto per affrontare, attraverso un’unica cabina di regia, gli effetti che l’epidemia da coronavirus sta determinando sull’economia del territorio e sui servizi pubblici e privati, azione necessaria di coordinamento al fine di procedere in un’ottica di sistema.

Il primo punto fermo che vogliamo ribadire è che i posti di lavoro devono essere tutti salvaguardati e per questo è indispensabile che si faccia ricorso agli ammortizzatori che, come Organizzazioni sindacali, abbiamo voluto e che la Regione Emilia Romagna ha accolto.

Sono strumenti che, per quanto irrinunciabili, vanno perfezionati perché ancora insufficienti sia per il tempo di copertura che per le risorse messe in campo. Restano esclusi e pertanto senza garanzia di reddito diverse categorie di lavoratori come i collaboratori, i lavoratori a partita Iva, i collaboratori sportivi e le colf badanti.

Da più parti e dove ciò sarebbe possibile, viene invocato lo smart working o il telelavoro, ma poi scopriamo tutta l’arretratezza di aziende che non sono attrezzate per cogliere questa opportunità. Va meglio nella Pubblica Amministrazione.

Le scuole sono chiuse e la cura dei figli è diventata un problema serio in mancanza di adeguati congedi familiari per i quali ribadiamo la necessità che il Governo prenda le dovute decisioni.

Dobbiamo far fronte, sindacalmente, in questi giorni, a situazioni di estrema criticità, ovvero aziende che, invece di attivare le procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali, chiedono ai lavoratori di consumare esclusivamente le proprie ferie e/o di ridurre l’orario di lavoro. Invitiamo i lavoratori a non sottoscrivere nessun accordo di questo genere e anzi di continuare a segnalarci tali comportamenti da parte delle imprese.

Diciamo no ai licenziamenti che, laddove sono stati messi in atto, abbiamo già impugnato.

Ma al di là della gestione legata alla contingenza, il motivo per cui abbiamo chiesto una cabina di regia territoriale sta soprattutto negli scenari futuri che già l’epidemia ha aperto.

Il nostro territorio a vocazione turistica infatti sta già risentendo fortemente del blocco degli spostamenti e ciò è immaginabile che avrà ripercussioni gravissime sul settore. Per i lavoratori stagionali occorrerà definire specifiche risposte a partire dalla revisione della Naspi che già rivendichiamo da tempo.

L’intero sistema produttivo subirà scossoni e non sono pensabili soluzioni magiche, ma neppure strumentali e di parte.

Come organizzazioni sindacali, pur in ottemperanza alle direttive regionali e nazionali, stiamo continuando nella nostra attività di tutela sia individuale che collettiva dei lavoratori, riteniamo però urgente che, così come richiesto da CGIL CISL UIL nazionali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché all’Inps e all’Inail, vengano sospesi i termini di prescrizione e decadenza legati alla previdenza e all’assistenza. Ciò anche per evitare lo spostamento delle persone e gli assembramenti presso gli uffici.

Muoversi il meno possibile insieme a tutti gli altri accorgimenti di prevenzione restano al momento le norme di comportamento alle quali anche noi invitiamo tutti i cittadini ad attenersi scrupolosamente.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli