25 Novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Anche quest’anno, il 25 novembre, la Cgil insieme a Cisl e Uil celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con lo slogan ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’.

“Anche se i dossier più recenti ci dicono che c’è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire. La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul)”, è quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Sono tante, quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web. Molto diffusi – proseguono i dirigenti sindacali – i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Sebbene il fenomeno riguardi anche i lavoratori, sono le lavoratrici ad esserne maggiormente colpite”.

“Sono un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei
datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società
e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante – avvertono Camusso, Furlan e Barbagallo – preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera. Quella che avviene nei luoghi di lavoro è la forma di violenza in assoluto meno denunciata”.

“Tutto questo – avvertono – ci chiama in causa come organizzazioni sindacali, ed è su questo che vogliamo mettere l’accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, per portare alla luce – spiegano – quanto di nascosto ancora rimane e per proporci, attraverso le nostre strutture territoriali (sportelli, centri servizi) come interlocutori credibili per l’ascolto, la presa in carico e la gestione dei diversi casi di violenza”.

“Va in questa direzione anche il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato nel 2016 da Cgil, Cisl Uil e Confindustria per promuovere
nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentati. Sono ormai centinaia nel territorio – fanno sapere i dirigenti sindacali – le declinazioni di questo accordo tra sindacati, aziende, enti pubblici, che lo hanno individuato come terreno di contrattazione, e che sarà importante estendere ulteriormente, rafforzare, implementare, per renderlo maggiormente efficace”.

“Anche le iniziative del movimento ‘#MeToo’ hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. Ora è compito delle organizzazioni sindacali – ricordano – fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi fino a pervadere il mondo del lavoro nella sua totalità, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in linea con il nostro impegno a sostegno della proposta di Convenzione e Raccomandazione dell’ILO per dire ovunque ‘Stop alla violenza nei luoghi di lavoro’”.

“Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 Novembre, ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’ e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale – concludono Camusso, Furlan e Barbagallo -, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano”.

 

A Rimini sabato 24 novembre torna “E’ per te”, la camminata cittadina organizzata dal Comune di Rimini, dall’Associazione Rompi il Silenzio e dall’associazione “la Pedivella”, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

http://www.comune.rimini.it/archivio-notizie/rimini-cammino-contro-la-violenza-sulle-donne-sabato-24-novembre-torna




Unione Valmarecchia. Chi ci crede veramente? Dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti

Comunicato stampa. Le Organizzazioni sindacali di categoria del pubblico impiego, FP CGIL, CISL FP e UILFPL, unitamente ai componenti della RSU aziendale, hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente dell’Unione Valmarecchia (circa 60 lavoratori).

Facendosi interpreti di un malessere diffuso tra i dipendenti, nelle scorse settimane le Organizzazioni sindacali hanno inviato una lettera al Presidente dell’Unione e ai Sindaci per chiedere un incontro.

Nella lettera venivano elencati una serie di temi quali:

– centralità organizzativa del lavoro e dei servizi

– programmazione strategica e azioni susseguenti

– politiche e fabbisogni del personale

– politiche e scelte strategiche sul futuro dell’Unione

– contratto decentrato 2018/2020 e Fondo 2018.

Non avendo ricevuto alcuna risposta le stesse organizzazioni si sono rivolte anche al Prefetto di Rimini con un’altra lettera nella quale si sottolinea come l’assenza di una visione strategica della dirigenza politica di cosa debba essere l’Unione, penalizzi i dipendenti lasciati sempre più soli nella gestione del lavoro.

Manca una prospettiva e manca una seria politica unitaria tra i Comuni e l’Unione, necessaria per garantire efficienti servizi ai cittadini. Da qui la necessità di aprire un tavolo di confronto con il Presidente dell’Unione Valmarecchia e di tutti i Sindaci dei Comuni che ne fanno parte.

Ma, è stato fatto presente al Prefetto, alla richiesta sindacale è arrivata soltanto la risposta dei tecnici relativa al contratto decentrato 2018 e al Fondo.

Ora si attende dal Prefetto una risposta alla richiesta sindacale di un incontro in sede prefettizia.

 

FP CGIL Rimini – CISL FP Romagna – UILFPL Rimini




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.




Decreto Milleproroghe. La CGIL impegnata per il ripristino delle risorse per la riqualificazione delle periferie

Comunicato stampa. La Segreteria CGIL di Rimini giudica estremamente negativo l’esito del voto al Senato sul decreto Milleproroghe per le pesanti conseguenze che avrà anche sul Comune di Rimini.

Secondo il dipartimento contrattazione territoriale della CGIL regionale, l’emendamento che “sospende” i finanziamenti già concessi a Comuni e Città Metropolitane per i progetti di riqualificazione delle periferie urbane congelerà interventi\investimenti in Emilia Romagna, con progetti già esecutivi e con lavori in alcuni casi già partiti, per un ammontare complessivo di 306,7 milioni. Si tratta di 11 convenzioni sottoscritte e finanziate per 178,485 milioni dal fondo nazionale a cui vanno aggiunti 128,211 milioni cofinanziati da pubblico e privati locali.

A livello nazionale, si passa da 120 progetti specifici, mirati, in molti casi già esecutivi, con lavori anche già avviati e soldi, anche di privati, già spesi, a general – generiche disponibilità per l’intero universo degli enti (circa 8.000) purché dispongano di avanzi.

In questi progetti rientra anche quello del Comune di Rimini per la riqualificazione urbana e ambientale e per il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord il cui costo complessivo sarà di Euro 18.032.040,00 cui vanno aggiunti Euro 5.500.000,00 a carico di RFI, per un totale di Euro 23.532.040,00.

L’indirizzo assunto dal nuovo Governo è ben lontano dalla strategia nazionale auspicata dalla CGIL per l’istituzione di un piano per le periferie, con programmazione pluriennale e finanziamenti costanti, con l’integrazione di risorse ordinarie e straordinarie e azioni di sistema che coinvolgano più ambiti ed attori. E ancor più lontano da una contrattazione per lo sviluppo che indirizzi le risorse pubbliche e private verso l’innovazione e il miglioramento dei centri urbani, una strategia di rigenerazione urbana non solo urbanistica e riferita solo alla parte fisica della città, ma anche come progetto di inclusione sociale e sviluppo economico come proposto dal Piano del lavoro della CGIL.

L’impegno della CGIL, locale e regionale, è quello di mettere in atto un’azione, anche in rapporto con Anci, Enti Locali e i Parlamentari dell’Emilia Romagna, per ottenere il ripristino alla Camera delle risorse di fatto tagliate e porre rimedio a tale scempio.

Per la Segreteria confederale CGIL Rimini

Claudia Cicchetti – Isabella Pavolucci

Rimini 10 agosto 2018




Ex sede di Riccione. L’Amministrazione Comunale vende a un quarto di quanto richiesto alla CGIL

Comunicato stampa. Giovedì 19 luglio il Consiglio Comunale di Riccione scriverà l’atto finale, amministrativamente ma non politicamente, sullo sfratto della CGIL dalla vecchia sede di viale Ceccarini. E lo farà con una apparentemente innocua variazione di bilancio. Questa delibera andrà a chiudere il cerchio dell’operazione iniziata con lo sfratto della CGIL dalla sede di viale Ceccarini a Riccione e proseguita con la richiesta, sempre alla CGIL, dell’esorbitante cifra di 3 milioni di euro per l’acquisto. Meno di così, aveva detto il Sindaco Renata Tosi, non si poteva chiedere, altrimenti avrebbero potuto accusarla di danno erariale nei confronti del Comune.

Messa fuori gioco la nostra Organizzazione sindacale che quella cifra non poteva pagarla ma che quella sede l’aveva costruita con i risparmi dei lavoratori, l’Amministrazione Comunale di Riccione ha: cambiato la destinazione d’uso consentendo la trasformazione in appartamenti; abbassato la richiesta economica; accettato, dopo un’asta pubblica e una gara informale andate deserte, l’offerta di 800.000 euro da parte di un privato.

La CGIL, più di due anni fa, aveva fatto un’offerta maggiore di 800.000 euro, se accettata avrebbe fatto un mutuo e per la seconda volta avrebbe ricomprato una sede che, seppure su suolo comunale, era stata costruita con i sacrifici e le tante sottoscrizioni dei lavoratori anni e anni fa. Niente da fare, il Sindaco non volle sentire ragioni, la CGIL doveva traslocare. Ora il tempo della verità per questa brutta storia è arrivato e noi saremo lì ad ascoltare da vicino sperando che il dibattito in Consiglio Comunale e soprattutto gli interventi dell’opposizione contribuiscano a fare chiarezza e a dire se tutto è regolare.

Per quanto ci riguarda il nostro lavoro continuiamo a farlo nella nostra sede di via Igino Righetti, nei luoghi di lavoro nelle piazze e in tutti i luoghi dove i lavoratori, i pensionati, i precari, i disoccupati chiedono tutele e diritti.

Segreteria Confederale CGIL Rimini




Crisi di Governo. Lettera della Segreteria nazionale CGIL ai militanti

Care compagne e cari compagni,
il Paese sta attraversando una crisi istituzionale e politica che ha tratti inediti e particolarmente gravi. L’attacco portato in queste ore al ruolo istituzionale del Presidente della Repubblica oltrepassa la normale dialettica politica e colpisce i principi fondanti che regolano i rapporti tra poteri dello Stato come definiti nella nostra Carta Costituzionale. La CGIL, quale soggetto protagonista nei lavori dell’Assemblea Costituente e che ha contribuito al pari di tutte le forze politiche e sociali alla sua costruzione, ritiene indispensabile in una situazione che consideriamo di vera e propria emergenza democratica, la compattezza dell’organizzazione e del suo gruppo dirigente, un saldo rapporto unitario con CISL e UIL e con le altre Associazioni che con noi da sempre difendono lettera e sostanza della Costituzione repubblicana. Sono condizioni indispensabili e necessarie affinché nel Paese si affermi un forte movimento democratico a difesa della Costituzione, delle prerogative e del ruolo del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche.
Ciò non significa che vi possano essere giudizi articolati sulle fasi complesse e contraddittorie che hanno contraddistinto e contraddistinguono lo svilupparsi delle vicende politiche ed istituzionali a seguito del risultato delle elezioni del 4 marzo scorso ma non può essere in discussione l’unità di tutta la CGIL nel difendere il diritto/dovere del Presidente di esprimere le proprie opinioni e valutazioni e nel respingere con ferma determinazione gli attacchi volgari e le suggestioni irresponsabili di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica.

Occorre rinsaldare, tra militanti e iscritti, attraverso la discussione e un confronto pacato, il nostro orientamento strategico: vogliamo più Europa, ma la vogliamo differente, non prona ai desiderata e alle logiche della finanza internazionale; chiediamo che il nostro Paese si batta, nelle sedi opportune, per un deciso cambio di politica economica e sociale da parte dell’Unione Europea.
Anche per questo, diventa fondamentale come Sindacato confederale rivendicare che i problemi, le attese e gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati siano al primo posto nell’agenda istituzionale e politica del nostro Paese.
Si affaccia a breve l’ipotesi di una nuova consultazione elettorale in un contesto economico e sociale molto grave: disoccupazione in generale e in particolare giovanile, precarietà, incertezza, tagli costanti a sanità e stato sociale, mancanza di futuro, povertà e rischio di povertà. È evidente che la CGIL, a fronte degli interventi che in campo economico e sociale si determineranno nei mesi che ci separano dalle elezioni, manterrà la propria autonomia di giudizio rispetto alle soluzioni proposte.

Tutto questo deve caratterizzare posizioni e iniziative della CGIL nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Nella consapevolezza che la forte spinta sovranista attualmente presente si unisce ad un disegno sempre più esplicitamente autoritario, xenofobo ed anti istituzionale che noi abbiamo il dovere di contrastare.

la Segreteria Nazionale




Lavoro, pensioni, diritti. Lettere di Babbo Natale ai parlamentari

Lettere e cartoline di Babbo Natale indirizzate ai parlamentari per chiedere non regali ma diritti, risposte e certezze, sulle pensioni e sul lavoro, per i giovani e per le donne: questa l’iniziativa della Cgil, presentata oggi dal segretario generale Susanna Camusso in piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, mentre prosegue la discussione sulla legge di bilancio alla Camera.

Non ci fermiamo, la mobilitazione continuerà in questa coda di legislatura per tenere aperta una vertenza sulle prospettive del Paese, perché se non puntiamo sul lavoro non si può dire che tutto va bene. Il Paese continua a dividersi e a essere più diseguale”. Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ai giornalisti nel corso della conferenza stampa.

La Cgil annuncia l’avvio di una campagna tutta collegata al tema del lavoro, delle donne e delle prospettive per i giovani: “costruiremo iniziative innovative per smentire l’idea che parlare di pensioni sia parlare solo di anziani. Parlare di pensioni è parlare della concretezza della vita lavorativa dei giovani e delle donne che continuano ad essere ampiamente discriminate”.

Rinnoviamo l’appello ai parlamentari – spiega Camusso – perché si possono dare segnali di cambiamento, basterebbe introdurre una norma che cambia i vincoli per i giovani che sono a sistema contributivo dando loro l’opportunità di avere la flessibilità”. Una norma, prosegue la dirigente sindacale “che non costa e che non ha problemi di copertura di bilancio, ma che permetterebbe ai giovani di pensare alla possibilità di avere una pensione”.

Al termine della conferenza stampa alcuni Babbo Natale, con sacchi in spalla e cartoline in mano, hanno consegnato a deputati e senatori delle lettere ricevute da migliaia di lavoratrici e lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati.

Nella lettera si legge:

Caro Onorevole,

ho ricevuto migliaia di lettere da lavoratrici e lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati. Mi chiedono regali che ho cercato ma che non ho trovato nel mio deposito. Poi ho capito perché… Non erano regali ma erano diritti!

Per questi io non posso fare nulla ma sicuramente Lei sì!

Potrebbe dare loro risposte usando ad esempio la Legge di Bilancio che il Parlamento sta per approvare. Non crede?

Vede, caro Onorevole, sulle pensioni moltissimi chiedono il blocco del meccanismo di adeguamento del requisito pensionistico all’attesa di vita, che è sbagliato, perché non tiene conto del fatto che i lavori non sono tutti uguali.

I giovani poi, mi chiedono un lavoro, una vita meno precaria e certezze sul proprio futuro pensionistico.

Mentre le donne chiedono un riconoscimento del proprio lavoro, anche quello di cura, che attualmente non è riconosciuto a nessuno.

Chi invece il lavoro non ce l’ha più chiede protezioni sociali più ampie e una nuova occupazione.

Con l’approvazione della Legge di Bilancio si può iniziare a tracciare un sentiero fatto di risposte e certezze, quelle che i lavoratori chiedono da anni e che io proprio non posso dargli. Adesso tocca a Lei!

Buon Natale!”




16 Ottobre. Presidio a sostegno delle proposte del Sindacato su Pensioni, Lavoro, Contratti, Salute.

“Cambiare le pensioni; dare lavoro ai giovani; difendere l’occupazione; garantire a tutti una sanità efficiente; rinnovare i contratti”. La mobilitazione a sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, indetta da CGIL CISL UIL nazionali per il 14 ottobre con presidi in tutta Italia, a Rimini è stata spostata a LUNEDI’ 16 OTTOBRE con presidio davanti alla Prefettura dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

La riforma Fornero è tra le più disastrose riforme italiane perché ha sottratto reddito ai pensionati e pensionandi e insieme alle altre misure adottate dagli ultimi Governi per limitare i diritti dei lavoratori (primi fra tutti il Jobs act e l’abolizione dell’art.18) ha condannato un’intera generazione di giovani ad un futuro incerto e precario e gli anziani a lavorare oltre ogni limite di sopportabilità.

Il testo del volantino:

II Governo e il Parlamento si apprestano a discutere e ad approvare la legge di bilancio per il 2018.
Cgil-Cisi-Uil ritengono necessario che in questa fase vengano affrontate alcune priorità fondamentali per la tenuta sociale del nostro Paese, con misure e risorse adeguate.
Sui temi delle pensioni, dei giovani, dell’occupazione, della sanità e dei Contratti, il sindacato confederale ha presentato delle proposte precise che ha deciso di sostenere con una giornata di mobilitazione dei lavoratori, disoccupati, giovani e pensionati con dei presidi territoriali davanti a tutte le Prefetture d’Italia.

PENSIONI
La Legge Monti-Fornero sulle pensioni è stata un’enorme operazione di cassa che ha prelevato nel periodo 2012-2020 circo 80 miliardi di euro. Una manovra che ha introdotto elementi di eccessiva rigidità, che ha spostato per tutti il traguardo pensionistico, ben oltre i livelli degli altri Paesi europei, con ricadute importanti, anche di natura sociale. La Piattaforma unitaria ”Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, ci ha permesso di giungere alla sottoscrizione del Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 ed all’emanazione di importanti misure, nella “fase uno”, che hanno introdotto un principio di flessibilità di accesso alla pensione. Lo stesso verbale, prevedeva una fase due di confronto, che sarebbe dovuta servire ad affrontare alcuni temi importanti nelle direzione indicata nella Piattaforma sindacala. La proposte unitaria che il sindacato in questa fase ha avanzato al Governo sul tema della previdenza intende superare le attuali difficoltà nell’accesso al pensionamento, favorendo cosi anche un inserimento lavorativo dei giovani, e affrontare il tema dell’adeguatezza dei trattamenti pensionistici, attuali e futuri.
I punti più significativi sono i seguenti:
1 il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale normativa.
2 II superamento della disparità di genere delle donne e la valorizzazione del lavoro dl cura.
3 II sostegno alle future pensioni, che riguarderanno in particolare i giovani, al fine di aumentare la flessibilità in uscita e garantire trattamenti dignitosi.
4 Interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni.
5 La separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale.
6 II ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici.
7 Nell’ambito delle misure richieste per favorire la flessibilità in uscita, allargamento della platea dei destinatari dell’Ape sociale e dei benefici per i lavoratori precoci ed emanazione delle disposizioni attuative affinché vi sia la possibilità di cumulare la contribuzione versata anche nelle casse dei liberi i professionisti.
8 La revisione delle norme che prevedono il posticipo del termine di percezione dei Tfr e dei Tfs nel pubblico impiego.
9 La verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati, gestendo le problematiche aperte.
10 La necessità di favorire una rapida approvazione della legge di riforma della governance degli Enti e previdenziali, per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.

LAVORO E GIOVANI
Nel nostro Paese la ripresa appare ancora congiunturale, debole e meno sostenuta che in altre economie europee. Per queste ragioni la prima misura di politica economica è il sostegno agli INVESTIMENTI, pubblici e privati che possano generare nuova occupazione di qualità, far ripartire la domanda, in particolare quella interna, favorire la crescita. Solo in questo contesto si possono promuovere politiche volte a:
– favorire l’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro;
– aumentare il tasso di occupazione, recuperando i divari con gli altri paesi europei e riducendo il divario Nord-Sud;
– sostenere una ripresa che determini anche l’aumento dei posti di lavoro, di qualità;
– garantire a tutti l’acceso ai percorsi scolastici e di istruzione e formazione professionale e favorire il completamento degli studi di base e la crescita delle specializzazioni come obiettivo strategico per lo sviluppo economico del Paese.
Per favorire l’occupazione, soprattutto quella giovanile, CGIL CISL UIL ritengono necessario:
-Favorire il lavoro stabile a partire dal contrasto all’abuso dei tirocini extracurricolari;
-Rafforzare e qualificare l’apprendistato come forma prevalente di ingresso nel mercato dei lavoro, valorizzandone la componente formativa;
-Qualificare i percorsi di alternanza scuola lavoro, sottraendoli alla frammentarietà e promuovendo reti territoriali che sappiano coinvolgere strutturalmente istituzioni, sistema scolastico e tessuto produttivo territoriale;
-Puntare all’apprendimento permanente, valorizzando competenze e professionalità e sviluppando un piano nazionale di formazione, garantendo un sistema di certificazione delle competenze acquisite.

DIFESA DELL’OCCUPAZIONE E AMMORTIZZATORI
La filosofia delle ultime riforme del mercato del lavoro ha determinato un nuovo e diverso bilanciamento fra strumenti di politica attiva e strumenti di politica passiva (gli ammortizzatori sociali). Per CGIL CISL UIL è urgente avviare e rafforzare le politiche attive nel nostro Paese, a partire dalle certezze di stabilizzazione degli operatori in esse occupati e dal rafforzamento delle dotazioni organiche dei centri per l’impiego, che devono svolgere un ruolo centrale dentro un sistema unitario e nazionale che rafforzi le politiche per la presa in carico, l’accompagnamento, Il sostegno ai lavoratori nelle transizioni, rafforzandone l’occupabilità.
In questa fase, tuttavia, che vede ancora un’elevata necessità per il sistema delle imprese di intraprendere processi di ristrutturazione produttiva e occupazionale, vi è il rischio che il combinato disposto tra forte riduzione degli ammortizzatori e aumento dei costi per il loro utilizzo, renda più facili i licenziamenti, che oggi sono più semplici e più convenienti rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
La tutela della occupazione deve essere prioritaria e a partire da tale assunto vanno gestirte le riorganizzazioni e le ristrutturazioni produttive.
Per questo CGIL CISL UIL ritengono necessario un intervento volto a :
-Avviare, sostenere, rafforzare le politiche attive;
-Allargare, anche in via transitoria, la durata e le modalità di utilizzo della cassa integrazione nelle e aree di crisi, complesse e non complesse;
-Modificare il Fondo di Integrazione Salariale per renderlo maggiormente fruibile e per dare certezze di pagamento delle prestazioni ai lavoratori coinvolti;
-Intervenire, a partire dai casi di maggiore criticità su durata di Naspi e mobilità, legandola alla fruizione di politiche attive e sostenendo un rilancio dell’Asdi;
-Valutare l’introduzione di uno strumento o la trasformazione di strumenti glà in essere per le imprese fino a 5 dipendenti, oggi prive di ammortizzatori sociali;
-Riequilibrare costi ed accessibilità della Cassa integrazione e dei licenziamenti.

SANITA’
L’universalità e la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale sono fortemente messe a rischio dalle scelte di progressivo de-finanziamento della spesa sanitaria. Anche nell’ultima Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza si prevede una riduzione dell’attuale 6,6 % della spesa sul PIL, già al di sotto della media UE, al 6,3% nel 2020. Il mutare dei bisogni di salute (cronicità, nuovi LEA, farmaci innovativi, non-autosufficienza e altro) necessiterebbe di un investimento in politiche di prevenzione, cura, riabilitazione e non invece del perseguimento di una politica dei tagli. Oggi milioni di persone ritardano o rinunciano alle cure a causa dei costi e della difficoltà di accesso al servizio e cresce la spesa privata delle famiglie solo in piccola parte intermediata dagli strumenti di sanità integrativa. Un quadro chiarissimo confermato dai diversi indicatori e che incide, prevalentemente, sugli strati di popolazione più fragili con carattere più accentuato nelle regioni maggiormente disagiate. La stessa attuazione del DPCM che istituisce i Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, attesi da anni, rischia di essere compromessa, in tutto il territorio nazionale, da una mancanza di copertura di circa 800 milioni di euro.Per queste religioni CGIL CISL UIL chiedono:
– Il progressivo incremento del finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale per allineare il livello di spesa sul PIL alla media degli altri paesi europei.
– La predisposizione di uno straordinario piano per la prevenzione e la promozione di sani stili di vita su cui
investire in termini di risorse, mettendo a sistema campagne di sensibilizzazione, piani di prevenzione primaria e secondaria e percorsi di educazione alla salute, allo sport ed alla buona alimentazione. L’ immediata eliminazione del superticket introdotto nel 2011 che rappresenta un ulteriore costo per le prestazioni dl diagnostica e specialistica;
– La rimodulazione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria per escludere dal pagamento dei ticket i soggetti in condizione di povertà percettori del reddito d’inclusione;
– Azioni strutturali mirate a realizzare un equilibrato rapporto tra strutture ospedaliere e servizi territoriali per
avvicinare i cittadini ai presidi di salute:
– La garanzia dei livelli essenziali in tutto il territorio nazionale in ambito sanitario sono noti i problemi di adeguatezza e di esigibilità dei nuovi LEA;
– Vanno definiti interventi strutturali adeguatamente finanziati per qualificare i servizi nel Mezzogiorno al fine di ridurre la mobilità passiva sanitaria (valore attuale 4,154 miliardi di euro);
– L’Introduzione di meccanismi anche di natura organizzativa per fare fronte al problema delle liste d’attesa al fine di garantire in tutti i territori l’accesso ai servizi;
– L’incremento del finanziamento del fondo per la non-autosufficienza;
– Un intervento sulla dotazione del personale per garantire la stabilizzazione e l’adeguatezza degli organici per rendere realmente esigibili i Livelli Essenziali di Assistenza.

CONTRATTI
Chiudere i contratti, accelerare li negoziato su tutti i comparti del Pubblico Impiego, nel rispetto dell’accordo del 30 novembre 2016.
CGIL CISL UIL ritengono che la stagione contrattuale debba essere rivolta a tutelare il lavoro e a innovare la pubblica amministrazione, superando la politica dei tagli, il blocco delle assunzioni e delle retribuzioni perseguita in quesiti anni.
Rinnovare i contratti per:
– Valorizzare il lavoro pubblico e migliorare li servizio ai cittadini;
– Stabilizzare i precari;
– Incrementare i salari e tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni, garantendo le risorse per tutti i comporti, che assicurino l’incremento degli 85 euro e il mantenimento degli 80 euro del bonus Renzi;
– Ricostruire nuove relazioni sindacali, per il pieno rilancio e valorizzazione della contrattazione di secondo livello e il ripristino della vigenza triennale dei contratti;
– Estendere al Pubblico Impiego la defiscalizzazione del salario di produttività e del welfare contrattuale.

PENSIONI, GIOVANI, OCCUPAZIONE, SANITÀ, CONTRATTI SONO DELLE PRIORITA’ SOCIALI ALLE QUALI IN QUESTA FASE E’ INDISPENSABILE DARE DELLE RISPOSTE, AD INIZIARE DALLE SCELTE CHE SI FARANNO CON LA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO.

CGIL CISL UIL SI MOBILITANO A SOSTEGNO DELLE LORO PROPOSTE ED INVITANO I LAVORATORI, I DISOCCUPATI, I GIOVANI, I PENSIONATI A CONTRIBUITE ALLA RIUSCITA DI QUESTA PRIMA GIORNATA DI MOBILITAZIONE PARTECIPANDO NUMEROSI ALLE MANIFESTAZIONI!!!

 




Cattolica si ritira dalla gestione associata della Polizia Municipale e conferma l’addizionale IRPEF. Il dissenso della CGIL

Comunicato. L’annunciata decisione dell’Amministrazione di Cattolica, di recedere dalla convenzione che prevede la gestione in forma associata delle funzioni di Polizia Municipale, suscita le nostre perplessità.

Intanto rispetto al metodo, che sarà forse finora formalmente ineccepibile in base all’art.13 della stessa convenzione, ove si prevede un primo passaggio in Conferenza dei Sindaci e in seguito la delibera del Consiglio Comunale.

Ma ci si chiede come mai, su una scelta così importante, non sia stato attivato alcun confronto con le Organizzazioni sindacali né di categoria né confederali.

L’adesione del Comune di Cattolica alla convenzione che disciplina la gestione associata tra i Comuni di Riccione, Coriano, Misano Adriatico e Cattolica delle funzioni di Polizia Municipale era avvenuta meno di due anni fa.

Le funzioni associate riguardano aspetti di fondamentale importanza, fra i quali: la sicurezza stradale, le attività di polizia amministrativa e di contrasto del commercio irregolare, le attività di polizia giudiziaria, il supporto alla vigilanza in materia di sicurezza e regolarità del lavoro, il controllo relativo ai tributi locali, la protezione civile.

Si sottolinea che, attraverso la gestione associata, i Comuni hanno l’obiettivo di garantire una migliore copertura territoriale dei servizi e una vigilanza più efficiente ed efficace nell’interesse dei cittadini, attraverso un impiego più razionale del personale e una migliore economicità complessiva.

Le motivazioni addotte per revocare questa scelta da parte dell’attuale Amministrazione di Cattolica ci sembrano troppo vaghe e imprecise: è generico affermare che i risultati ottenuti “non sono soddisfacenti”. Avrebbe più senso lavorare per migliorarli invece di una marcia indietro così frettolosa che in prospettiva avrà inevitabili ricadute sul bilancio comunale.

Rilanciamo la richiesta di un confronto vero con le Organizzazioni sindacali, che consenta di approfondire nel merito le criticità della gestione associata del corpo di Polizia Municipale.

Richiamiamo infine l’attenzione sulla decisione unilaterale di confermare l’addizionale Irpef per il 2017, decisione che ci vede contrari e rispetto alla quale, nel 2016, con la precedente Amministrazione, avevamo firmato un accordo che ne prevedeva l’abolizione. Tra l’altro il Sindaco si era impegnato ad incontrarci per discutere dell’utilizzo sociale di questa entrata da destinare al sostegno delle necessità della cittadinanza meno abbiente, intenzione al momento inevasa.

Segreteria CGIL Rimini




Inserimento profughi. I lavori socialmente utili non sono la risposta

Comunicato stampa. Abbiamo letto nel sito del Comune di Rimini dell’incontro avvenuto tra i rappresentanti dell’Amministrazione Locale, le associazioni e le cooperative che gestiscono l’accoglienza dei profughi e dei richiedenti protezione internazionale nei progetti CAS (centri di accoglienza straordinaria) e SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Nell’occasione, il Comune di Rimini ha proposto, tramite il progetto già esistente Ci.Vi.Vo, Civico Vicino Volontario” (una rete di volontariato composta da cittadini che mettono a disposizione il loro tempo libero), di impiegare i profughi in attività socialmente utili.

In questo modo, pare di capire, il Comune è convinto di fornire una risposta a chi guarda con disapprovazione i giovani profughi che trascorrono il loro tempo inattivi, di realizzare lavori di manutenzione senza spendere (tanto per i profughi la collettività già spende) e di favorire gli stessi profughi che curando il verde cittadino e simili, “accrescerebbero competenze e conoscenza della lingua”.

Accoglienza virtuosa, dicono, ma in realtà, oltre a non risolvere i problemi di accoglienza e di integrazione, si lascia sostanzialmente inalterata la situazione e, in più, si continua a confondere lavoro e attività volontaria. Il lavoro, infatti, è tale in presenza di un lavoratore che compie la prestazione lavorativa e di un datore di lavoro che è obbligato a retribuirlo; mentre il volontariato è lo svolgimento di un’attività fatta in modo gratuito e volontario, o l’uno o l’altro.

Dunque non è tutto così semplice e risolvibile come appare dal comunicato che ha chiuso la riunione del Comune con le associazioni e le cooperative, tanto più che i richiedenti asilo rischiano di infoltire le fila dei soggetti deboli a rischio di sfruttamento, tema su cui sarebbe necessaria una particolare attenzione da parte di tutte le istituzioni.

Per farsi un’ulteriore idea di questa complessità, che nessuno può nascondere o affrontare semplicisticamente, basterebbe leggere il contenuto dell’avviso di gara della Prefettura di Rimini rivolto alle strutture che dovranno presentare determinate caratteristiche per ottenere l’affidamento del servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, per un numero che attualmente viene stimato in 1.250 posti. Il bando scadrà il 31 luglio 2017 e la graduatoria finale avrà validità di 24 mesi.

Consideriamo positivamente il percorso avviato recentemente dalla Prefettura di Rimini per la ricostituzione del Consiglio Territoriale per l’immigrazione. Anche se pensiamo che sarebbe stato utile che la discussione nel Consiglio per l’Immigrazione fosse stata avviata prima che venisse pubblicato il bando, tuttavia è necessario che esso diventi il luogo nel quale mettere a nudo tutte le problematiche legate all’accoglienza dei profughi e degli immigrati in genere, e dove trovare soluzioni condivise tra tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti, cercando nel dialogo e nel confronto il presupposto per gestirli al meglio. 

Claudia Cicchetti Segreteria CGIL Rimini