Campi della Legalità. Lo SPI in prima linea per costruire un’alternativa alla mafia

Sono 6 i volontari dello SPI CGIL di Rimini che questa settimana si trovano in Calabria a Isola Capo Rizzuto per partecipare ai Campi della Legalità E!State Liberi! Sono lì insieme a tanti giovani che hanno deciso di farsi coinvolgere nelle attività di uno dei 27 campi che operano su beni e terreni confiscati alle mafie.

I campi si svolgono da nord a sud Italia in 14 località: si è cominciato il 10 giugno a Corleone e Crotone e si prosegue fino ad ottobre.

A Isola Capo Rizzuto lo scopo è quello di aiutare e sostenere la cooperativa sociale Terre Joniche-Libera Terra nata nel 2013 attraverso un bando pubblico promosso dalle istituzioni locali in collaborazione con Libera. La Cooperativa gestisce 100 ettari di terreni confiscati al clan Arena, è composta da 10 soci e si occupa prevalentemente di produzioni agricole per conto del consorzio Libera Terra Mediterraneo che ne trasforma e commercializza i prodotti con il marchio Libera Terra. La maggior parte dei terreni si trova in una zona del territorio di Isola di Capo Rizzuto di notevole pregio ambientale e paesaggistico; si tratta di un’area pianeggiante, fertile, a pochi chilometri dalla costa dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”. Inoltre, la cooperativa si occupa di turismo sociale e scolastico in collaborazione con Libera ed altre realtà associative locali.

Il clan Arena è una delle organizzazioni storiche e più potenti della ‘ndrangheta calabrese’ finita anche nell’operazione Aemilia l’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord.

La maggior parte delle giornate si dividono tra l’affiancamento ai soci della cooperativa sui beni confiscati al mattino e attività formative, testimonianze, cineforum, visite guidate, e incontri istituzionali nel pomeriggio.

Come spiegano gli organizzatori – l’idea progettuale prevede la realizzazione di percorsi didattico/formativi specifici sui temi dell’antimafia sociale e culturale, sui beni comuni e sulla difesa del territorio. Partendo dall’analisi del territorio ospitante, i partecipanti sono chiamati a confrontarsi sui temi della legalità e della difesa del territorio e dei diritti umani, attraverso workshop, seminari, incontri, dibattiti, focus group e laboratori teorico-pratici. Inoltre sono previste uscite e visite ai beni confiscati alle mafie ed escursioni su territori devastati dall’ ‘ndrangheta’.

Come per tutti i campi di E!State Liberi!, ai campisti si chiede di partecipare attivamente alla gestione del campo, a partire dall’allestimento, all’organizzazione delle pulizie, della cucina, al mantenimento decoroso della struttura ospitante, fino alla programmazione delle attività. Ragazze e ragazzi impegnati nel lavoro volontario insieme a tanti anziani, in un’ottica positiva di scambio di memoria e di confronto reciproco.

Una pacifica ‘occupazione’ di questi spazi, dunque, abitati dalla presenza di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire comunità alternative alle mafie.

Prossimi campi per lo SPI CGIL di Rimini in Campania dal 5 all’11 agosto a Sessa Aurunca (CE) nel bene confiscato “A. Varone” gestito dalla cooperativa sociale “Al di là dei Sogni” e dal 2 all’8 settembre a Castelvolturno-Cancello Arnone.

*(nella foto l’incontro a Isola Capo Rizzuto con l’ex sindaco Carolina Girasole che ha sfidato la mafia sui beni confiscati).




Carcere Rimini, agente ferito da detenuto. FP-CGIL: “E’ ora di intervenire!”

Comunicato stampa. E’ di domenica 30 giugno l’ennesimo atto di violenza da parte di un detenuto della Casa Circondariale di Rimini nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. In questo caso a subire l’aggressione più violenta è stato un Assistente Capo che, accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale riminese, è stato giudicato guaribile in 10 giorni.

Lo stato di criticità permanente all’interno del carcere sta portando all’esasperazione gli agenti di Polizia Penitenziaria. A ciò si aggiunge un organico sottodimensionato (99 tra Agenti Assistenti e Sovrintendenti a fronte dei 124 previsti) e un numero superiore di detenuti (136 invece di 116) destinato a crescere ulteriormente nel corso dell’estate. Pertanto, riteniamo non più rinviabile la revisione dell’organizzazione della vita detentiva all’interno dell’istituto penitenziario al fine di ridurre al minimo il rischio professionale a cui va incontro quotidianamente il Personale di Polizia Penitenziaria.

Nell’esprimere solidarietà al collega vittima della suddetta aggressione, la FP-Cgil rivendica maggiore tutela nei confronti degli Agenti e celerità nelle risposte da parte della Direzione di Rimini di fronte ai casi d’aggressione richiedendo anche un intervento dei superiori uffici dipartimentali e il dovuto coinvolgimento dell’Autorità Giudiziaria competente.

p. FP CGIL Rimini – Claudio Palmetti




#ioaccolgo. La campagna contro la chiusura dei porti e il decreto sicurezza

Comunicato stampa. Nella GIORNATA INTERNAZIONALE DEL RIFUGIATO anche la Camera del Lavoro di Rimini ha esposto la coperta termica simbolo della campagna #ioaccolgo.

La CGIL, insieme alle altre associazioni aderenti, vuole dare visibilità e sostegno alle esperienze di solidarietà e di accoglienza nei confronti dei rifugiati e manifestare il proprio dissenso contro la legge 132/2018 e contro il decreto sicurezza bis che punisce ancora di più coloro che prestano soccorso e inasprisce le misure che limitano il dissenso politico. #Io accolgo contro la chiusura dei porti e il decreto Sicurezza, per l’uguaglianza e la solidarietà.

Fortunatamente sono tante le esperienze e le dimostrazioni di solidarietà nel nostro Paese: dalle famiglie che ospitano stranieri che non hanno più un ricovero, alle associazioni che organizzano corridoi umanitari per entrare in Italia, dai tanti sportelli legali e associazioni di giuristi che forniscono gratuitamente informazioni e assistenza ai migranti, agli ambulatori in cui ricevere assistenza sanitaria gratuita, a chi coopera con iniziative umanitarie nei paesi di origine e transito.

Ci associamo a singoli cittadini e cittadine, nuclei familiari, enti locali, studenti, insegnanti, organizzazioni nazionali e territoriali, laiche e religiose che, come è nell’intenzione della Campagna, non si arrendono alla barbarie di un mondo fondato sull’odio e sulla paura, che credono nei principi della Costituzione, dei diritti uguali per tutti, della solidarietà.

Soggetti che quotidianamente agiscono per mitigare i danni di una legislazione, di politiche e di comportamenti istituzionali che, a giudizio della CGIL, condannano i migranti a morire in mare, che chiudono i porti, che cancellano esperienze di accoglienza, come gli Sprar, gettando per strada migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, anche vulnerabili, privati così della loro dignità e del diritto ad accedere ai servizi sociali.

La Campagna prevede anche iniziative di mobilitazione, per aprire vertenze che inducano le Istituzioni ad assumersi la responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione, cancellando le scelte discriminatorie e superando gli effetti perversi del Decreto sicurezza.

A tutti proponiamo di schierarsi, di sottoscrivere il Manifesto della Campagna e di indossare o esporre un oggetto simbolo di questa iniziativa.

Isabella Pavolucci Segr. Generale CGIL Rimini




Agenzia interinale Alma. Nessuna certezza per il pagamento degli stipendi

Il Gruppo Alma conta circa 17.000 dipendenti, suddivisi in 32 società, operante prevalentemente nella somministrazione di lavoro interinale attraverso la società madre Alma SpA, nonché operando in appalto nei servizi di pulizie e servizi integrati/multiservizi, logistica, call center e nei settori industriali dell’alimentare e metalmeccanico.
Le società del Gruppo applicano diversi CCNL a seconda della tipologia di appalto.
Vista la complessità e il coinvolgimento di sei categorie, Filcams, Filt, Fiom, Flai, Nidil e SLC, la Cgil nazionale aveva inviato una richiesta urgente di incontro al MISE lo scorso marzo. Nessuna risposta.

Il Gruppo è alle prese con questioni di ordine giudiziario e ultimamente è anche inottemperante rispetto al pagamento degli stipendi e quidi per ciò che riguarda la responsabilità in solido delle imprese utilizzatrici verso lavoratrici e lavoratori in somministrazione. In sostanza l’Agenzia per il lavoro Alma ha comunicato che le retribuzioni del mese di aprile saranno erogate su base forfettaria e saldate soltanto quando avverrà il pagamento da parte dei Committenti.

Il 13 maggio CGIL CISL UIL hanno inoltrato un’ulteriore lettera al Gruppo per chiedere l’incontro.

In allegato il comunicato sindacale

 




Il fascismo porterà sempre morte e distruzione. Solidarietà alla Segretaria della CGIL di Forlì

Comunicato stampa. C’è una violenza nel nostro Paese che sta crescendo rapidamente accompagnata da incitazioni all’odio politico e razziale. Violenza impunita e istigata anche da figure con responsabilità istituzionali di primo piano.

Ciò a cui stiamo assistendo è l’espandersi della politica del manganello fisico e mediatico che sta colpendo simboli antifascisti, militanti democratici, sedi sindacali e sindacalisti. E’ successo di recente (la lista ormai è fin troppo lunga) a Modena con gli scontri prima e dopo il comizio del segretario della Lega, è successo a Forlì con il macabro teatrino del comizio dal balcone del Municipio e con le invettive contro la pacifica manifestazione di cittadine e cittadini forlivesi.

L’odio sparso a piene mani ha inondato il web e una certa parte dei media andando a colpire e a minacciare anche di morte chi si oppone a questa deriva. Farneticazioni intimidatorie che hanno preso a bersaglio anche la Segretaria della CGIL di Forlì Maria Giorgini alla quale va tutta la solidarietà della Camera del Lavoro di Rimini e con la quale condividiamo la lotta per la democrazia nei luoghi di lavoro e nelle città contro chi vuole riportare il Paese agli anni più bui della nostra storia.

Non è tollerabile che vengano oltraggiate la memoria delle nostre città e le vittime della tragedia del fascismo. Ci preoccupa che rappresentanti delle Istituzioni di ogni ordine e grado, che hanno giurato sulla Costituzione della nostra Repubblica, non si pongano a salvaguardia delle leggi italiane democratiche e antifasciste. Condanniamo atti e linguaggio che alimentano il clima di odio e fomentano l’esasperazione e il ribellismo puramente distruttivi, funzionali a logiche autoritarie e totalitarie. Continueremo a promuovere politiche inclusive, tolleranza e civile solidarietà facendo appello alle forze politiche di opposizione al Governo affinché venga posta la parola fine al proliferare di attacchi fascisti.

Segreteria CGIL Rimini




MANIFESTO del Lavoro nel Turismo riminese

Nella riviera riminese il turismo, fin dalla metà dell’ ‘800, è stato determinante per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione locale. Il sistema che si è stratificato nel tempo ha garantito progresso sociale ed economico diffuso ma al contempo ha anche contribuito a consolidare criticità e storture che periodicamente trovano spazio nella ribalta mediatica. Filcams Cgil e Cgil territoriale intendono proporre un nuovo modello turistico che ha i suoi punti salienti sintetizzati in un “Manifesto del Lavoro nel Turismo riminese”.

Testo del Manifesto del lavoro nel turismo riminese

Il turismo rappresenta, da metà ‘800, un volano per l’occupazione nel territorio provinciale. Da turismo di élite fino al secondo conflitto mondiale, a turismo di massa, l’economia riminese deve al terziario ed in particolare al turismo un contributo fondamentale allo sviluppo ed al progresso sociale del territorio.

Le criticità dell’attuale sistema sono quelle che periodicamente trovano la ribalta mediatica e alimentano il dibattito pubblico: carenza di forza lavoro, qualità dell’offerta turistica, infiltrazioni criminali.

Con questo “manifesto”, Camera del Lavoro e Filcams CGIL Rimini intendono proporre un’idea diversa e complessiva di modello turistico per il territorio riminese a partire da una riflessione sulle principali questioni che lo riguardano.

Legalità

Contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata ed il sostegno alle istituzioni e associazioni impegnate nella lotta alle mafie sono il fondamento del nostro impegno a favore della legalità nel settore turistico riminese.

Nel nostro territorio aumentano nel 2018 le segnalazioni antiriciclaggio alla Banca d’Italia e permangono infiltrazioni della malavita organizzata come rilevato da Banca D’Italia e DIA. L’evasione fiscale ed il lavoro nero rendono appetibile il tessuto economico per le organizzazioni criminali. Questo contesto, insieme al lavoro gravemente sfruttato, e generalmente alle irregolarità sul piano retributivo e normativo, fanno parte di quelle illegalità spia di un possibile interesse economico malavitoso.

Per questa ragione riteniamo fondamentale integrare, nel Protocollo prefettizio del 2013 per la Legalità nel settore turistico ricettivo, anche le organizzazioni che rappresentano il lavoro. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore alberghiero.

Contrasto al lavoro gravemente sfruttato.

Riteniamo che il tema del lavoro gravemente sfruttato debba essere affrontato anche sul piano istituzionale oltre che contrattuale e vertenziale. Il Comune di Rimini nel marzo 2013 ha approvato linee guida per il contrasto al lavoro gravemente sfruttato nel settore turistico; tali linee guida vanno innanzitutto attuate ed estese sul resto del territorio.

E’ necessario sollecitare il Ministero del Lavoro ad incrementare il numero di ispettori destinati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini.

E’ necessario altresì, come già presente per il settore edile, un protocollo d’intesa per lo sviluppo delle attività coordinate e congiunte per la prevenzione ed il contrasto del lavoro nero ed irregolare nel settore turistico.

Vanno delineate in tutti i Comuni della provincia modalità di esclusione, per le aziende sanzionate per irregolarità in materia di lavoro, sicurezza e previdenza, da progetti di marketing istituzionali.

Al fine dell’eventuale creazione di un marchio di qualità del turismo riminese è necessario un accordo sindacale provinciale che impegni le associazioni d’impresa a promuovere, con strumenti efficaci verso i loro associati, il rispetto della normativa e dei CCNL, ad individuare indici di congruità utili a valutare le situazioni di illegalità ed a sollecitare verso le imprese associate l’adozione di una certificazione etica del lavoro. Va avviato un percorso in ambito provinciale di campagne d’informazione/sensibilizzazione istituzionale diretto ad informare la cittadinanza, in particolare gli studenti e le imprese, sui diritti e sugli obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza.

Una visione condivisa del sistema appalti nel settore alberghiero.

Attività centrali negli alberghi (un hotel può scegliere di non avere la cucina, ma non di non avere stanze e servizi connessi) il più delle volte vengono appaltate a società esterne, le quali applicano contratti collettivi diversi da quelli del turismo sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, spesso si tratta di veri e propri contratti pirata.

L’appalto dei servizi alberghieri in questa provincia, anche per le ragioni legate ai problemi di legalità presenti, deve sottostare ad uno specifico protocollo che vincoli le imprese appaltanti (in questo caso gli alberghi) ad affidare l’appalto ad imprese che applichino uno dei CCNL “leader” del turismo. L’applicazione di un simile protocollo, oltre a garantire parità salariale all’interno della stessa struttura alberghiera, sarebbe utile a salvaguardare la responsabilità solidale dell’appaltante.

Stabilizzazione del sistema

Un ammortizzatore sociale per i lavoratori stagionali del turismo.

Punto centrale di un rilancio del lavoro nel settore turistico come scelta professionale, e non come ripiego dequalificante, è la proposta di una nuova indennità di disoccupazione da affiancare alla NASPI attuale, ma specifica per i lavoratori stagionali del turismo.

Tale istituto dovrà innanzitutto garantire un periodo di copertura sia in termini di indennità che di contribuzione previdenziale equivalente e proporzionale al periodo lavorato (con un minimo di giornate), in modo da favorire il contrasto del lavoro nero e grigio, attraverso un maggior interesse al controllo da parte del lavoratore delle retribuzioni e dei periodi lavorati reali. I lavoratori del turismo potranno inoltre contare su una prospettiva pensionistica, anche se il lavoro stagionale dovesse protrarsi negli anni, prospettiva oggi negata.

Politiche attive del lavoro per i lavoratori stagionali del turismo.

Ulteriore elemento di qualificazione complessiva del settore, dovrà essere il collegamento dell’indennità al sistema di formazione nel settore ricettivo-alberghiero, ristorazione, accoglienza etc., basato su una disponibilità del lavoratore interessato alla nuova indennità a frequentare corsi di aggiornamento e qualificazione professionale nei periodi di non lavoro, organizzati sia dal sistema pubblico, sia dalla bilateralità di settore.

Valorizzazione del sistema scolastico e universitario territoriale.

E’ necessario dare prospettive di inserimento lavorativo dignitoso e professionale alle tante ragazze e ragazzi che stanno frequentando gli istituti alberghieri (oltre 1.800 e 300 adulti nei corsi serali), la formazione professionale regionale (ca. 1.300), l’istituto tecnico per il turismo (oltre 800). Si dovrebbe partire da una verifica dell’adeguatezza delle esperienze di stage e tirocini presso le aziende locali e della disponibilità delle imprese a favorire un corretto e regolare ingresso nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il sistema universitario, resta troppo bassa la richiesta di laureati nelle imprese turistiche locali. E’ sconfortante pensare a quante risorse qualificate e preparate non trovano spazio, mentre proprio di loro c’è bisogno per riconvertire il modello turistico locale.

Modello e partecipazione

Da turismo di massa a meta di turismo sostenibile e responsabile.

I dati dei flussi turistici dell’anno 2018 continuano a confermare la forte vocazione balneare dell’attuale modello turistico.

Sono 4.704 le imprese di alloggio e ristorazione della provincia, che rappresentano il 13% del totale delle imprese del nostro territorio; 2.230 alberghi e 1.772 extra- alberghiere, con una capacità ricettiva pari a 176.000 posti letto.

Gli arrivi nel 2018 sono stati 3.700.000 (+3% sul 2017) e le presenze 16.000.000 (+1,4% sul 2017).

Il 58% degli arrivi e il 71% delle presenze si sono registrati nel trimestre giugno/luglio/agosto.

La maggior crescita in percentuale degli arrivi rispetto alle presenze determina il costante abbassamento, già in atto da diversi anni, del numero dei pernottamenti medi che per l’anno 2018 si attesa a 4,4 notti.

Questa modalità “mordi e fuggi” pone necessario e non rinviabile ragionare sul concetto di sostenibilità e responsabilità del turismo; ovvero un nuovo modello turistico che si basi sul valore sociale, sulla tutela dell’ambiente per determinare una diversa “ cultura dello scambio tra produzione e riproduzione” (si veda ad esempio l’obiettivo del progetto Parco del mare).

Inoltre, il concetto di sostenibilità va inteso anche come opportunità di valorizzare tutte le vocazioni turistiche del territorio ampliandone così l’offerta nella direzione della destagionalizzazione.

Sviluppo dei condhotel con il coinvolgimento dei portatori d’interessi economici e sociali.

La recente Legge regionale n.3 del 23/04/2019 disciplina l’esercizio dei Condhotel e il recupero delle colonie marine e nei prossimi mesi ne verificheremo l’impatto nella nostra provincia.

Le osservazioni della CGIL al testo della Legge, non recepite in sede di stesura, permangono un obiettivo da raggiungere; la preoccupazione per le ricadute occupazionali, a fronte della modifica della destinazione d’uso delle strutture ricettive già esistenti, impongono che vengano individuati meccanismi a garanzia della qualità e della quantità del lavoro, sia per i lavoratori dipendenti diretti di tali imprese che per i lavoratori coinvolti negli appalti.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle colonie marine è necessario prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi economici e sociali, a partire dalle Organizzazioni Sindacali quale ulteriore elemento a sostegno del rispetto del valore sociale di tali realtà; andranno in ogni modo garantiti percorsi atti ad evitare speculazioni edilizie e tentativi di infiltrazioni malavitose.

Qualificazione dell’offerta turistica balneare.

I cambiamenti meteo-climatici in atto hanno determinato nel corso degli anni una possibile e diversa fruibilità del turismo balneare in termini di collocazione temporale.

Nella logica pertanto di un modello sempre più qualificato, così come da alcuni anni si è notevolmente ampliato il periodo della stagione balneare individuato dall’ordinanza balenare regionale (01 gennaio – 31 dicembre), si ritiene necessario prevedere anche l’allungamento dell’attività balneare, ovvero della copertura temporale del servizio di salvamento.

Tale attività rappresenta un “fiore all’occhiello” del sistema turistico provinciale, sia in termini di qualità dell’offerta che in termini di garanzia e tutela della salute e sicurezza sulle nostre spiagge.

Un patto per il lavoro di qualità nel turismo riminese.

L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo.

Tutti i soggetti coinvolti, Organizzazioni Sindacali comprese, hanno contribuito ad individuare le nuove linee strategiche per un diverso sviluppo del settore, atto a aumentare la competitività del nostro Paese all’insegna dell’innovazione, della specializzazione e della sostenibilità, ponendo al centro della discussione anche il tema del lavoro.

Il nostro “manifesto” provinciale si colloca, nei contenuti e nelle modalità, esattamente in coerenza con il Piano Nazionale; non può esistere un modello turistico sostenibile e di sviluppo, se non fondato sul concetto della piena e buona occupazione.

Per queste motivazioni occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio che la CGIL nelle prossime settimane elaborerà aggiornando il proprio Piano del Lavoro.

Rimini, aprile 2019

 MANIFESTO




Bolkestein e concessioni balneari: cronaca di una bocciatura annunciata

Comunicato stampa. Come era facilmente prevedibile e da più parti annunciato, l’Unione Europea ha bocciato la proroga di 15 anni per le concessioni balneari italiane promossa dal Governo.

Ciò che ci preoccupa è l’ennesimo rinvio che posticipa la possibilità di procedere ad una riqualificazione del turismo balneare inserita in un contesto di certezze normative.

Inoltre, questa operazione del Governo a favore degli interessi privati è stata portata avanti con la consapevolezza che i costi saranno scaricati sulla collettività. Infatti l’Unione Europea nel bacchettare l’Italia ha annunciato l’avvio della procedura di infrazione che si riverserà su tutti (quelli che pagano le tasse).

Il DDL 4302/2017, mai diventato Legge, conteneva elementi utili per una riqualificazione complessiva del turismo balneare. Va detto però che questo disegno di legge relativo a concessioni pubbliche, non contemplava in nessun modo il tema del lavoro e della tutela dei lavoratori, cosa a nostro parere inaccettabile.

Anche in fatto di sicurezza della balneazione il testo non prevedeva particolari requisiti di affidamento. Se si rimetterà mano al percorso legislativo sarà necessario correggere queste carenze. Bisogna evitare di ritrovarsi, per esempio, nella solita ambiguità di servizi pubblici essenziali, come il servizio di salvataggio, sacrificati sull’altare del profitto privato.

Quali soluzioni, dunque, per uscire dal pantano determinato dal mancato recepimento della direttiva europea? Quali servizi pubblici essenziali occorrono per la sicurezza della balneazione? Quali prospettive per la riqualificazione del turismo balneare?

Se ne parlerà nel dibattito promosso da Camera del Lavoro e Filcams Cgil Rimini il 16 maggio in Sala Marvelli, presso la Provincia di Rimini in via Dario Campana 64.
Dalle ore 10 si alterneranno nel dibattito Paolo Montalti (Segretario Generale Filcams Emilia Romagna), Roberto Biagini (Avvocato, ex Assessore comunale al Demanio del Comune di Rimini),  Aleardo Maria Cingolani (Ammiraglio, Presidente Lega Navale Rimini) e Marco Broccati (Dipartimento delle politiche del Turismo CGIL nazionale).
Il dibattito si inserisce all’interno delle iniziative legate al “Manifesto del Lavoro nel turismo riminese”, il documento CGIL e Filcams “per il lavoro di qualità in un nuovo modello turistico provinciale”.

Mirco Botteghi – Segr. Generale FILCAMS CGIL Rimini

 




Preoccupazione per il decreto sblocca cantieri. Totale il contrasto con il Protocollo provinciale su legalità e appalti.

Preoccupano fortemente gli edili i contenuti del decreto “sblocca cantieri” che verrà presto emanato dal Consiglio dei Ministri.

Se quanto dichiarato dal Governo venisse confermato, diminuiranno sia le soglie di trasparenza nel settore edile che le tutele dei lavoratori e anche su quali e quanti cantieri verranno sbloccati resta molta incertezza.

Il 15 marzo a Roma, i lavoratori del settore delle costruzioni in sciopero, hanno manifestato a Roma chiedendo una seria politica industriale per rilanciare l’intera filiera dell’edilizia. Una politica industriale che non ha nulla a che vedere con il decreto del Governo.

Nella provincia di Rimini lo sciopero delle costruzioni si può dire ampiamente riuscito con picchi di adesione pari al 90% in aziende come Industrie Valentini, Prefabbricati Morri e F.lli Zangheri e la partecipazione di 200 lavoratori alla manifestazione di Roma.

Il testo governativo cancellerebbe il limite dei 2 milioni al di sopra dei quali era obbligatorio procedere con l’offerta più vantaggiosa per gli appalti pubblici. Pertanto si liberalizzerebbe il massimo ribasso arretrando sul terreno della trasparenza e della legalità.

Un decreto in totale contrasto anche con le linee guida del Protocollo sulla legalità e gli appalti in vigore nel territorio di Rimini dal 2013 e siglato da Provincia di Rimini, Comuni e parti sociali.

Aderendo a questo Protocollo si è voluto contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia l’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera.

A questo punto attendiamo il testo del decreto definitivo, ma se l’impostazione negativa sarà confermata, la mobilitazione dei lavoratori delle costruzioni non si fermerà e questa volta ci auguriamo di avere il sostegno delle Amministrazioni Locali contrarie a un nuovo codice degli appalti che possa favorire le infiltrazioni della criminalità e l’aumento della corruzione.

Questo è quanto auspichiamo anche in vista degli importanti interventi sul territorio che verranno cantierizzati prossimamente, come quelli previsti nel Bando periferie per Rimini o per la Statale 16.

 

Renzo Crociati – Segretario generale Fillea Cgil Rimini




Codice degli appalti. Modifica pericolosa

Comunicato stampa. Le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, unitamente alle confederazioni CGIL CISL UIL territoriali, sono fortemente preoccupati dalla recente modifica al Codice degli Appalti nazionale contenuta nella legge di Bilancio. Tale norma prevede che si aumentino le soglie per procedere al massimo ribasso e per l’affidamento senza gara fino a 150 mila euro, mentre in precedenza, tale soglia si assestava a 40mila euro.

Siamo di fronte ad un provvedimento pericoloso, che potrebbe aumentare i rischi di corruzione. Inoltre, la legge delega sugli appalti, che verrà a breve discussa, aumenta la possibilità di ricorrere al lavoro in subappalto e con trattativa privata senza bando pubblico. Una misura molto miope, quella presa da questo Governo, a rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in un settore fortemente esposto come quello dell’edilizia.

Per tali motivazioni riteniamo necessario aggiornare il Protocollo provinciale sulla legalità ed appalti siglato dalle parti nel 2013 e che, ormai, a nostro parere, non è più adeguato al contesto attuale.

Un Protocollo, che all’epoca è stato all’avanguardia sul tema della legalità e che ha avviato un percorso per la definizione delle white list in applicazione alle normative antimafia e che, soprattutto, ha contribuito a far sì che la competitività fra imprese avvenisse su fattori qualitativi. Da quel Protocollo, infatti, emergeva l’idea di contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia dell’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera e le condizioni dei lavoratori. Le modifiche introdotte dal nuovo Codice impongono ora una verifica di ciò che è stato realizzato fin qui e di un aggiornamento dove è necessario.

Primo Gatta Segr. generale CGIL Rimini – Paola Taddei Segr. CISL Romagna – Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

I Segretari generali territoriali Francesco Lorusso Feneal UIL – Roberto Casanova Filca CISL – Renzo Crociati Fillea CGIL 

 




Arresti a Villa Franca. Per l’apertura delle Case famiglia per anziani non può bastare la comunicazione di inizio attività

Comunicato stampa. Calore umano, competenza, professionalità, serenità. Suonano oggi come una tragica beffa le parole scritte sul cartello pubblicitario all’ingresso di Villa Franca, casa famiglia per anziani di Rimini. Qui i Carabinieri hanno compiuto un’operazione con arresti per maltrattamenti gravi nei confronti dei degenti. Si occuperanno le forze dell’ordine e la Magistratura di appurare le responsabilità degli operatori della cooperativa Bella Età che gestiva la casa famiglia, per quanto la documentazione raccolta sembra non lasciare dubbi sulle terribili violenze a cui venivano sottoposti gli anziani. A noi preme riaprire una discussione sulla legislazione nazionale in atto che purtroppo consente l’apertura di queste piccole strutture con un massimo di 5 ospiti senza che debbano sottoporsi a particolari controlli. Infatti, è sufficiente una comunicazione di inizio attività (SCIA) al settore delle attività economiche del Comune e niente altro. Questo tema non è nuovo per i sindacati che, anche alla luce di quanto accaduto in altre località della Regione e nazionali, hanno posto il problema della necessità di un Regolamento provinciale sia in ambito distrettuale che ai tavoli della contrattazione territoriale sui Bilanci dei Comuni. L’offerta delle strutture per anziani è molto variegata e le informazioni disponibili sono spesso poco trasparenti. Ciò penalizza in primo luogo gli anziani ospiti ma anche le famiglie che necessitano dei servizi residenziali. Pertanto nelle nostre richieste sia sui Piani di Zona con i Distretti che con i Comuni sui Bilanci e politiche sociali abbiamo inserito uno specifico capitolo sulle Casa famiglia per anziani affermando:

Visto che in data 18/7/2018 è stato sottoscritto un “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case Famiglia”, abbiamo chiesto di aprire confronti in sede Distrettuale e Comunale per la definizione di appositi regolamenti locali in materia di case famiglia per anziani, al fine di tutelare gli anziani e le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di tali servizi.

Abbiamo ribadito altresì necessario che venga messa in atto una vera e propria mappatura dell’esistente, al fine di conoscere quali e quante case famiglia/appartamenti per anziani insistono nei rispettivi territori.

A tal fine riteniamo necessario che tra Assessorato alle attività produttive che riceve la SCIA e l’Assessorato ai Servizi sociali vi sia uno scambio di informazioni e azioni comuni per il monitoraggio e controllo.

La violenza è sempre da rinnegare ma lo è semmai ancora di più nei confronti di persone indifese e fragili. Regolamentare, monitorare e controllare l’efficienza delle strutture e la professionalità di chi vi opera, sono condizioni essenziali nella ricerca di soluzioni assistenziali capaci di rispondere alle esigenze degli anziani e conseguentemente delle loro famiglie.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini

Primo Gatta – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Di Fino – Antonello Cimatti

Rimini 6 dicembre 2018