Il Governo mette le mani nelle tasche dei pensionati. Presidio 4 gennaio a Rimini. La mobilitazione non è che all’inizio

Comunicato stampa. I pensionati protestano perché ancora una volta il Governo di turno ha deciso di fare cassa su di loro. La manovra di Bilancio 2019 ha introdotto, infatti, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni per gli importi superiori a 1.522 euro lordi (1.100 euro netti che proprio pensioni d’oro non sono). Secondo alcune stime questa mancata rivalutazione, che il precedente Governo si era impegnato a superare, dal 2011 al 2019 avrebbe già comportato una perdita netta di mille euro all’anno. Un vero e proprio furto ai danni di persone molte delle quali hanno lavorato una vita intera per assicurarsi la sopravvivenza. Una misura inaccettabile!

Già nei giorni scorsi in diverse città italiane si sono svolti dei presidi di protesta. A Rimini i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati manifesteranno Venerdì 4 Gennaio 2019 davanti alla Prefettura a partire dalle 10.30. Al Prefetto, che ha dato la propria disponibilità a ricevere una delegazione, sarà consegnata una lettera affinché venga inoltrata al Presidente del Consiglio. A quello stesso Presidente che non si è fatto scrupolo di sbeffeggiare i pensionati paragonandoli all’Avaro di Molière. Eppure dovrebbe sapere che a differenza della maggioranza dei pensionati che andrà a colpire, l’Avaro di Molière era ricco veramente.

Il 10 dicembre scorso il Presidente del Consiglio Conte aveva incontrato le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil a cui erano state fatte proposte a sostegno dello sviluppo, degli investimenti, dell’occupazione, del sistema di welfare pubblico, della previdenza e del sistema educativo nazionale. A conclusione di tale incontro ne era scaturito un impegno al confronto sulle singole misure. Ma, non solo il confronto con il Sindacato non c’è stato, addirittura neppure il Parlamento ha potuto discutere la Manovra di Bilancio che a quanto pare mostra molta attenzione verso gli inadempienti e gli evasori, togliendo agli onesti che hanno versato e versano regolarmente le tasse allo Stato.

Riteniamo inaccettabile questo metodo di Governo che mette le mani nelle tasche dei pensionati, andando ad alimentare le schiere dei nuovi poveri. Chiediamo che sia aperto un confronto, partendo dal contenuto delle proposte di Cgil, Cisl e Uil su Sanità, Non autosufficienza, Previdenza e Fisco per lavoratori e pensionati italiani, i più tartassati in Europa, proposte che risultano disattese dalla legge di Bilancio.

I pensionati non si sono mai sottratti alla solidarietà, che è peraltro lo spirito ispiratore del sistema previdenziale pubblico, e dalla necessità di acquisire, già oggi, una pensione contributiva di garanzia per i giovani. Di tutto questo però non vi è traccia nella Legge di Bilancio.

I pensionati faranno sentire la loro voce proseguendo nella mobilitazione e già si preannuncia, entro gennaio, una manifestazione nazionale CGIL CISL UIL contro l’insieme della Manovra di Bilancio.




25 Novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Anche quest’anno, il 25 novembre, la Cgil insieme a Cisl e Uil celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con lo slogan ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’.

“Anche se i dossier più recenti ci dicono che c’è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire. La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul)”, è quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Sono tante, quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web. Molto diffusi – proseguono i dirigenti sindacali – i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Sebbene il fenomeno riguardi anche i lavoratori, sono le lavoratrici ad esserne maggiormente colpite”.

“Sono un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei
datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società
e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante – avvertono Camusso, Furlan e Barbagallo – preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera. Quella che avviene nei luoghi di lavoro è la forma di violenza in assoluto meno denunciata”.

“Tutto questo – avvertono – ci chiama in causa come organizzazioni sindacali, ed è su questo che vogliamo mettere l’accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, per portare alla luce – spiegano – quanto di nascosto ancora rimane e per proporci, attraverso le nostre strutture territoriali (sportelli, centri servizi) come interlocutori credibili per l’ascolto, la presa in carico e la gestione dei diversi casi di violenza”.

“Va in questa direzione anche il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato nel 2016 da Cgil, Cisl Uil e Confindustria per promuovere
nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentati. Sono ormai centinaia nel territorio – fanno sapere i dirigenti sindacali – le declinazioni di questo accordo tra sindacati, aziende, enti pubblici, che lo hanno individuato come terreno di contrattazione, e che sarà importante estendere ulteriormente, rafforzare, implementare, per renderlo maggiormente efficace”.

“Anche le iniziative del movimento ‘#MeToo’ hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. Ora è compito delle organizzazioni sindacali – ricordano – fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi fino a pervadere il mondo del lavoro nella sua totalità, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in linea con il nostro impegno a sostegno della proposta di Convenzione e Raccomandazione dell’ILO per dire ovunque ‘Stop alla violenza nei luoghi di lavoro’”.

“Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 Novembre, ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’ e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale – concludono Camusso, Furlan e Barbagallo -, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano”.

 

A Rimini sabato 24 novembre torna “E’ per te”, la camminata cittadina organizzata dal Comune di Rimini, dall’Associazione Rompi il Silenzio e dall’associazione “la Pedivella”, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

http://www.comune.rimini.it/archivio-notizie/rimini-cammino-contro-la-violenza-sulle-donne-sabato-24-novembre-torna




Ex sede di Riccione. Approvata dal Consiglio Comunale la vendita a 800.000 euro. La protesta della CGIL

Consiglio Comunale di Riccione.

Passata la mezzanotte escono infuriati i sindacalisti della CGIL e un gruppo di cittadini. Sentire il consigliere Pullè della maggioranza è stato troppo. Vorrebbe dimostrare che la CGIL, se avesse voluto, avrebbe potuto partecipare all’asta per comprare la sede di viale Ceccarini. Ci è sembrato di essere presi in giro, allora… meglio uscire.

Un passo indietro

11 febbraio 2015: l’Amministrazione Comunale di Riccione comunica che il contratto d’affitto della sede CGIL di viale Ceccarini è scaduto e che il 22 febbraio 2016 la sede va liberata da persone e cose. La strada più logica per noi era quella di tentare di acquistarla, ma il Sindaco Renata Tosi dice che occorrono almeno 3 milioni di euro. Una spesa che la CGIL non poteva e non può affrontare e pertanto andammo in cerca di un’altra soluzione. D’altra parte, e anche il consigliere Pullè potrebbe capirlo, non era neppure possibile lavorare né sotto i ponti né in tenda. La ricerca si concretizzò con l’acquisto della sede di via Igino Righetti per 850.000 euro.

Trascorso qualche tempo la previsione di incasso da mettere a bilancio però si abbassa così come la destinazione d’uso (possibile la trasformazione in appartamenti), fino ad arrivare al Consiglio Comunale di giovedì 19 luglio.

Variazione di Bilancio

Tra i punti all’ordine del giorno c’è una variazione di bilancio che, detta così, non spiega di cosa veramente si tratti, in realtà stiamo per assistere alla volontà di oscurare una storia gloriosa iniziata nel 1975. La storia della sede della Camera del Lavoro di Riccione la conoscono tutti e a chi non la conosceva in questi anni l’abbiamo raccontata più volte, una storia epica fatta di solidarietà e di valori condivisi per il bene comune.

Si vota, alla fine, per vendere a 800.000 euro. Il Consiglio approva. L’obiettivo politico del Sindaco Tosi è raggiunto, la CGIL è colpita nella sua memoria storica.

L’iscrizione non è per tutti

Prima delle conclusioni del Sindaco siamo usciti dall’aula ma quello che ha detto lo abbiamo ascoltato su youtube. Sulla sua accusa rispetto al fatto che la CGIL ha interesse a comprare muri piuttosto che a tutelare gli interessi dei lavoratori la risposta sarebbe solo una perdita di tempo. La CGIL è i suoi iscritti e i suoi iscritti preferiscono una sede sicura e decente per se stessi e per chi vi lavora.

Quanto alla sbandierata iscrizione da parte dello stesso Sindaco Renata Tosi alla CGIL della quale sembra oggi essersi pentita, visto che l’adesione al sindacato avviene su iniziativa della persona, se ha cambiato idea lo dica. L’iscrizione alla CGIL, comunque, non è per tutti.

Per la Segreteria Confederale CGIL Rimini

Claudia CicchettiIsabella Pavolucci




27 Giugno Giornata di mobilitazione contro il razzismo e per la solidarietà: a Rimini presidio davanti alla Prefettura dalle ore 18:00 alle ore 19:00

COMUNICATO STAMPA

Il 28 giugno il Consiglio europeo discute di immigrazione: i Governi hanno la responsabilità storica di dare sostanza al principio di solidarietà su cui si è fondata l’Unione europea.

Chiedere asilo in Europa è un diritto, ma regole e politiche ingiuste continuano a far agare a chi cerca rifugio l’incapacità dei Governi di affrontare sfide comuni con risposte comuni, come successo alle 629 persone bloccate in mare sull’Aquarius. La battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il Regolamento di Dublino, che lasciano le maggiori responsabilità sui Paesi di Confine. Il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo Paese di accesso” e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte.

 

Per tali motivazioni,  il 27 giugno in tantissime città si terranno iniziative di sostegno; a Rimini il Coordinamento Antifascista Provincia di Rimini  effettuerà un presidio davanti alla Prefettura dalle ore 18,00 alle ore 19,00   per chiedere a tutti i Governi europei di fare la propria parte, di cambiare il Regolamento di Dublino nella direzione già indicata dal Parlamento europeo e di aprire vie legali e sicure per l’accesso in tutti i Paesi UE.

 

É da qui che vogliamo partire per costruire insieme a tutti coloro che aderiranno all’appello, un’azione di contrasto culturale vero e autentico affinché non si porti l’Italia verso una terribile involuzione sociale.

 

Rimini 26 giugno 2018              

                                     

il Coordinamento Antifascista Provincia di Rimini




Contro la chiusura dei porti italiani ai migranti, presidio il 13 giugno ore 19.00 al porto di Rimini

#apriteiporti. Il Coordinamento Antifascista della provincia di Rimini ha promosso per il 13 giugno 2018 alle ore 19.00 un presidio presso il Porto di Rimini, piazzale Boscovich, per sensibilizzare su quanto sta avvenendo nel Mediterraneo e per protestare nei confronti delle decisioni prese dall’attuale Governo. Chiediamo a tutta la cittadinanza di partecipare per dimostrare che non siamo d’accordo con una politica che ignora i diritti umani e che calpesta la dignità di chi fugge da guerre e povertà in cerca di una vita migliore.

Condividiamo completamente il seguente Appello Nazionale promosso da: ANPI Nazionale, ARCI Nazionale, Legambiente, Libera, Rete della Conoscenza

La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius e alla Sea Watch 3, annunciata dal ministro Salvini, è una soluzione inaccettabile. La Convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante, tra cui tante donne e bambini indifesi, è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo. Non si faccia l’imperdonabile errore di chiudersi nei confini della propria nazione, di alzare nuovi muri di odio e paura che non fanno bene al Paese e che aumentano ancora di più le disuguaglianze. Per questo chiediamo al Governo che vengano riaperti immediatamente i porti italiani per accogliere le navi che soccorrono i migranti”.

Roma, 11 giugno 2018

ADERISCONO AL PRESIDIO

Il Coordinamento Antifascista provincia Rimini a cui aderiscono: (A.N.P.I Comitato provinciale Rimini; CGIL provincia Rimini; ARCI Comitato provinciale di Rimini; ARCIGAY provinciale Rimini; UAAR provinciale Rimini; Federconsumatori Rimini; Coordinamento per la Democrazia Costituzionale provincia Rimini; Liberi e Uguali provincia Rimini; Rifondazione Comunista provincia Rimini; Rompi il Silenzio provinciale Rimini; Libera Rimini; PD provinciale Rimini; Istituto di scienze dell’Uomo Rimini; Rimini in Comune; Associazione La Comune Rimini; Libertà e Giustizia Rimini; Associazione Augusto Castrucci Onlus; UISP territoriale Rimini; CSU (Coriano Sinistra Unita); Una mano per Santarcangelo; Partito Comunista Italiano della federazione Enrico Berlinguer di Rimini; Comune di Santarcangelo di Romagna; Pacha Mama Soc. Coop. Sociale; Giovani Democratici Rimini).

ARCI Servizio Civile Rimini; Vite in Transito; Avvocato di Strada Onlus Rimini; Cooperativa Sociale Eucrante; Associazione Arcobaleno.




Roma: il 24 febbraio è passato ma… raccogliamo ancora le firme!

Sì, il 24 febbraio è passato. A Roma eravamo moltissimi: 2,5 km il percorso della manifestazione e qui, nella foto, siamo a 3/4 del corteo: la “testa è già arrivata ma noi non possiamo ancora muoverci perchè tutto il percorso è strapieno di manifestanti. Se vuoi puoi guardare il film e renderti conto che a 3/4 del corteo noi, immobili, senza poter partire causa folla, siamo davvero tantissimi.

  I media hanno dato proprio poca rilevanza all’evento ma noi che c’eravamo abbiamo idea di quanti potessimo essere davvero. A scanso di false informazioni o non informazioni… fatti CORAGGIO! NOI ANTIFASCISTI SIAMO LA MAGGIORANZA E MOLTO MOLTO COMBATTIVI! Ma soprattutto vogliamo assolutamente MAI PIU’ FASCISMI!

Presso tutte le nostre sedi stiamo raccogliendo una montagna di firme per dire NO! ad un modo di fare violento e tirannico che non condividiamo nel modo più assoluto: nè per noi, nè per i nostri figli e generazioni future. Vieni a firmare con un documento di identità valido




Mai più fascismi. Mai più razzismi. Manifestazione a Roma il 24 febbraio. Concessione degli spazi pubblici solo agli antifascisti dichiarati

Comunicato . L’ininterrotta sequenza di intimidazioni e atti di violenza fascista e razzista di questi mesi, come il tragico tiro al bersaglio di Macerata contro inermi migranti o come la provocazione di Como, ha messo in pericolo la sicurezza di tutte e di tutti, che dev’essere garantita dallo Stato democratico attraverso la partecipazione popolare, la promozione dell’eguaglianza sociale, l’integrazione, la conoscenza, la formazione civile e la coesione sociale, l’attività delle forze dell’ordine…

Diamo vita insieme a Roma, capitale della Repubblica nata dall’antifascismo e dalla Resistenza, ad una manifestazione che dev’essere davvero grande, popolare, pacifica, partecipata, patrimonio di quanti hanno a cuore l’inalienabile valore della libertà. Lo chiediamo a tutte le persone, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, alle ragazze, agli anziani, alle famiglie, alle comunità, indipendentemente dalle opinioni politiche, dal credo religioso e dai luoghi di provenienza.”

Questa è una parte dell’appello che la Cgil, insieme alle altre ventidue organizzazioni promotrici, ha lanciato per invitare a scendere in piazza a Roma sabato 24 febbraio per la manifestazione nazionaleMai più fascismi, mai più razzismi’.

Una manifestazione per unire, perché solidarietà e libertà siano il perno della democrazia di oggi e di domani. Sono questi i valori che ci sostengono e che occorre ribadire con grande determinazione e fermezza anche a fronte di un clima che sta caratterizzando negativamente il nostro Paese e che la campagna elettorale ha reso ancora più estremo.

Il fascismo non è un’opinione, la Costituzione italiana bandisce partiti e movimenti fascisti in maniera molto netta, infatti nella Costituzione è scritto che: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”

Come CGIL siamo nettamente schierati per lo scioglimento di formazioni e associazioni che possano essere ricondotte all’ideologia fascista e nazista. A tal proposito sollecitiamo fin da subito le Amministrazioni Comunali del nostro territorio, storicamente contraddistinto da un ampio radicamento dei valori democratici e antifascisti, a impegnarsi affinché l’utilizzo delle sale e degli spazi pubblici, oltre che la concessione del patrocinio, siano subordinati alla sottoscrizione di una dichiarazione di impegno da parte del richiedente al rispetto dei contenuti della Costituzione.

Primo Gatta Segreterio generale Cgil Rimini




Roma 24 Febbraio. Manifestazione nazionale contro il fascismo e il razzismo

Roma, 16 febbraio – La Cgil, insieme alle altre ventidue organizzazioni promotrici dell’appello, scenderà in piazza a Roma sabato 24 febbraio per la manifestazione nazionale ‘Mai più fascismi, mai più razzismi’. Il concentramento è previsto alle ore 13.30 in piazza della Repubblica e il corteo sfilerà fino a raggiungere piazza del Popolo, dove alle ore 15 inizieranno gli interventi dal palco. Partecipano Susanna Camusso e tutta la segreteria nazionale della Cgil.

“Diamo vita insieme a Roma, capitale della Repubblica nata dall’antifascismo e dalla Resistenza – si legge nell’appello dei promotori – ad una manifestazione che dev’essere davvero grande, popolare, pacifica, partecipata, patrimonio di quanti hanno a cuore l’inalienabile valore della libertà”. “Lo chiediamo – proseguono – a tutte le persone, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, alle ragazze, agli anziani, alle famiglie, alle comunità, indipendentemente dalle opinioni politiche, dal credo religioso e dai luoghi di provenienza”.

Appello dei promotori alla partecipazione:

Diamo vita insieme a Roma, capitale della Repubblica nata dall’antifascismo e dalla Resistenza, ad una manifestazione che dev’essere davvero grande, popolare, pacifica, partecipata, patrimonio di quanti hanno a cuore l’inalienabile valore della libertà. Lo chiediamo a tutte le persone, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, alle ragazze, agli anziani, alle famiglie, alle comunità, indipendentemente dalle opinioni politiche, dal credo religioso e dai luoghi di provenienza.

L’Italia democratica, solidale, responsabile, civile deve alzare la testa e, unita, contrastare con gli strumenti della democrazia, del dialogo, della cultura e della partecipazione ogni deriva razzista, oscurantista, autoritaria ed ogni irresponsabile demagogia che fomenta paure, rancori, xenofobie. L’emigrazione è un irreversibile fenomeno di cui bisogna analizzare cause e responsabilità; coinvolge l’intera Europa e non si risolve con muri e barriere. La gestione delle politiche migratorie dev’essere una gestione sana e propositiva, che crei davvero le condizioni per una piena integrazione sociale nel rispetto del dettato costituzionale.

Il tragico tiro al bersaglio di Macerata contro inermi migranti conferma che il tema del razzismo e del fascismo è drammaticamente all’ordine del giorno; chi minimizza o addirittura sostiene i comportamenti criminali come la tentata strage è allo stesso modo corresponsabile della diffusione di pulsioni razziste e fasciste oggi presenti in segmenti per fortuna minoritari della popolazione. Ma esiste un’altra Italia, quella del volontariato, dell’associazionismo, della convivenza, della solidarietà, delle lotte democratiche; a questa Italia noi vogliamo dare voce.

L’ininterrotta sequenza di intimidazioni e atti di violenza fascista e razzista di questi mesi, come la provocazione di Como, ha messo in pericolo la sicurezza di tutte e di tutti, che dev’essere garantita dallo Stato democratico attraverso la partecipazione popolare, la promozione dell’eguaglianza sociale, l’integrazione, la conoscenza, la formazione civile e la coesione sociale, l’attività delle forze dell’ordine.

Con la manifestazione nazionale e unitaria del 24 febbraio, dopo le iniziative dei mesi scorsi a cominciare dal 28 ottobre 2017 e dopo le manifestazioni a Macerata e in molte altre città d’Italia, si deve rafforzare un paziente lavoro di valorizzazione della dignità della persona, dell’apprendimento culturale fin dall’età scolare, del recupero e della trasmissione della memoria, per riaffermare il valore della Costituzione e della sua piena attuazione. Fascismi e razzismi hanno provocato nel 900 le più sconvolgenti tragedie della nostra storia. Mai più!

Per unire: solidarietà e libertà siano il perno della democrazia di oggi e di domani. (Scarica il file)

Partenze pullman per Roma Sabato 24 Febbraio:
Rimini nord casello A14 ore 6.45
Rimini sede CGIL via Caduti di Marzabotto 30 ore 7.00
Riccione casello A14 ore 7.15
Cattolica casello A14 ore 7.30

Per prenotazioni contattare i numeri 0541779911 0541779932 0541779988


È possibile sottoscrivere l’appello online o presso tutte le sedi sindacali.




Mai più fascismi. In piazza ma non solo

La CGIL di Rimini ha aderito e partecipato alla manifestazione Democratica Antifascista promossa dall’ANPI provinciale di Rimini per il 20 gennaio 2018.

Ritiene inoltre indispensabile, visti i pericoli del riemergere concreto e pericoloso del fascismo nel nostro Paese, mettere all’ordine del giorno delle proprie riunioni una riflessione approfondita, tra i delegati sindacali e i lavoratori su questo tema.

L’iniziativa di una petizione nazionale antifascista promossa dai Sindacati, dall’ANPI, da associazioni di carattere religioso e laiche, dai partiti della Sinistra e da altre associazioni impegnate nella difesa della Costituzione e della legalità, è un’importante occasione per mobilitare quanti hanno a cuore la democrazia.

“Mai più fascismi” è il titolo dell’appello che sarà possibile firmare in ogni sede della CGIL

 




Lavoro, pensioni, diritti. Lettere di Babbo Natale ai parlamentari

Lettere e cartoline di Babbo Natale indirizzate ai parlamentari per chiedere non regali ma diritti, risposte e certezze, sulle pensioni e sul lavoro, per i giovani e per le donne: questa l’iniziativa della Cgil, presentata oggi dal segretario generale Susanna Camusso in piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, mentre prosegue la discussione sulla legge di bilancio alla Camera.

Non ci fermiamo, la mobilitazione continuerà in questa coda di legislatura per tenere aperta una vertenza sulle prospettive del Paese, perché se non puntiamo sul lavoro non si può dire che tutto va bene. Il Paese continua a dividersi e a essere più diseguale”. Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ai giornalisti nel corso della conferenza stampa.

La Cgil annuncia l’avvio di una campagna tutta collegata al tema del lavoro, delle donne e delle prospettive per i giovani: “costruiremo iniziative innovative per smentire l’idea che parlare di pensioni sia parlare solo di anziani. Parlare di pensioni è parlare della concretezza della vita lavorativa dei giovani e delle donne che continuano ad essere ampiamente discriminate”.

Rinnoviamo l’appello ai parlamentari – spiega Camusso – perché si possono dare segnali di cambiamento, basterebbe introdurre una norma che cambia i vincoli per i giovani che sono a sistema contributivo dando loro l’opportunità di avere la flessibilità”. Una norma, prosegue la dirigente sindacale “che non costa e che non ha problemi di copertura di bilancio, ma che permetterebbe ai giovani di pensare alla possibilità di avere una pensione”.

Al termine della conferenza stampa alcuni Babbo Natale, con sacchi in spalla e cartoline in mano, hanno consegnato a deputati e senatori delle lettere ricevute da migliaia di lavoratrici e lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati.

Nella lettera si legge:

Caro Onorevole,

ho ricevuto migliaia di lettere da lavoratrici e lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati. Mi chiedono regali che ho cercato ma che non ho trovato nel mio deposito. Poi ho capito perché… Non erano regali ma erano diritti!

Per questi io non posso fare nulla ma sicuramente Lei sì!

Potrebbe dare loro risposte usando ad esempio la Legge di Bilancio che il Parlamento sta per approvare. Non crede?

Vede, caro Onorevole, sulle pensioni moltissimi chiedono il blocco del meccanismo di adeguamento del requisito pensionistico all’attesa di vita, che è sbagliato, perché non tiene conto del fatto che i lavori non sono tutti uguali.

I giovani poi, mi chiedono un lavoro, una vita meno precaria e certezze sul proprio futuro pensionistico.

Mentre le donne chiedono un riconoscimento del proprio lavoro, anche quello di cura, che attualmente non è riconosciuto a nessuno.

Chi invece il lavoro non ce l’ha più chiede protezioni sociali più ampie e una nuova occupazione.

Con l’approvazione della Legge di Bilancio si può iniziare a tracciare un sentiero fatto di risposte e certezze, quelle che i lavoratori chiedono da anni e che io proprio non posso dargli. Adesso tocca a Lei!

Buon Natale!”