Martedì 12 marzo alle 17.30, in occasione del presidio contro la precarietà, una delegazione costituita dai Segretari territoriali della Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua e da alcuni lavoratori precari è stata ricevuta dal Prefetto dott.ssa Alessandra Camporota.

Il Prefetto ha ascoltato con grande attenzione ed interesse tutte le problematiche esposte dalle organizzazioni sindacali che hanno esposto i dati delle cattedre vacanti a livello nazionale per arrivare ad un focus sulla provincia di Rimini, specificando come sia a rischio un ordinato avvio del prossimo anno scolastico. Sono state poi illustrate le criticità relative ai percorsi di reclutamento in atto ed esposte le proposte delle parti sindacali.

L’incontro è proseguito con le testimonianze delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola che hanno raccontato i loro vissuti: dalla difficoltà a conciliare vite lontane dalle famiglie pur di ottenere un contratto anche se a tempo determinato, ai problemi connessi all’erogazione dei salari, dalla fatica a rincorrere percorsi di reclutamento in continua trasformazione, alla preoccupazione di garantire un lavoro di qualità nelle scuole.

E’ stato poi affrontato il delicato tema degli insegnanti di sostegno che, insieme ai diplomati magistrali, pagano forse più di altri l’assenza di prospettive certe. Si è anche entrati nel merito delle condizioni di lavoro del personale ATA che, tra compiti devoluti dall’Amministrazione, riduzione dei contingenti e blocco delle sostituzioni, vive quotidianamente una condizione di lavoro ormai insostenibile.

In chiusura si è ribadito come la diffusa condizione di precarietà assieme a stipendi ampiamente sotto la media europea rappresentano una criticità che non può più essere disconosciuta dal Governo.

Poiché la prospettiva di una stabilizzazione si intreccia, oggi, anche con la questione dell’autonomia differenziata, la delegazione sindacale ha espresso anche una forte preoccupazione per la tenuta del sistema di istruzione Statale.

Il Prefetto ha mostrato una grande sensibilità sul tema e, quale garante della coesione sociale, si è impegnata a farsi portavoce, attraverso un’articolata relazione al Governo, delle istanze dei lavoratori della provincia di Rimini che intrecciano la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori con quelli del diritto allo studio.

per Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua / Simonetta Ascarelli – Francesco Mastromatteo – Antonio Pagnotta




9 FEBBRAIO. Una grande manifestazione unitaria per un vero cambiamento

Una grande manifestazione unitaria a Roma il 9 febbraio 2019, per sostenere la piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte del Governo e per aprire un confronto serio e di merito.

La legge di bilancio ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili.

Sarà una grande manifestazione – ha dichiarato il Segretario nazionale Maurizio Landini – perché c’é una grande voglia di cambiamento. E sarà l’occasione per chiedere al Governo che si apra una vera trattativa con il sindacato, per arrivare a un cambiamento vero”. E sulle due misure principali varate dal Governo – aggiunge il Segretario “noi non critichiamo la lotta contro la povertà, non diciamo che non si deve fare il provvedimento, ma critichiamo come il reddito di cittadinanza si sta facendo, perché oggi si è poveri anche lavorando. Andava allargato lo strumento del passato Governo, il Rei, e ampliati gli ammortizzatori sociali per tutti”. Riguardo le pensioni, infine, per Landini l’Esecutivo “non deve spacciare quota 100 per un cambiamento della Fornero, così non si cambia nulla”.

Partenza pullman

Santarcangelo Arco: 02.45 – Rimini Nord casello: 03.00 – Rimini Parcheggio CGIL: 03.15 Riccione casello: 03.30 – Cattolica casello: 03.45




Condor, Jump e il “salto nel vuoto”. Contro i licenziamenti presidio davanti alla Confcommercio

Comunicato stampa. E’ di 14 il numero di esuberi dichiarati alla Nuova Condor S.r.l., sui 21 dipendenti totali, nell’ambito del piano di riorganizzazione aziendale.

Nuova Condor S.r.l. era nata a luglio 2018 da Settemari S.r.l. (gruppo UVET) per dare seguito allo storico tour operator Condor S.r.l.; importante azienda riminese fondata nel 1958 dall’imprenditore Stefano Patacconi.

Filcams e Fisascat avevano già proclamato dallo scorso settembre lo stato di agitazione dei dipendenti per la grave carenza di informazioni riguardanti il futuro dell’azienda. Da luglio infatti non era stata fornita ai lavoratori alcuna informazione chiara circa il piano industriale; il sospetto delle organizzazioni sindacali era che la nuova proprietà stesse procedendo ad una lenta eutanasia.
Avevamo chiesto la possibilità di definire un accordo quadro che individuasse modalità e condizioni di ogni eventuale riorganizzazione che impattasse sull’occupazione della sede riminese. La risposta, ad ottobre, fu il licenziamento individuale plurimo per tre lavoratori, uno dei quali riguardante anche il delegato sindacale CGIL; successivamente l’azienda ritirò improvvisamente la procedura individuale e a dicembre aprì la procedura collettiva.
I lavoratori di Nuova Condor hanno vissuto mesi d’incertezza rispetto al loro futuro occupazionale in una condizione di grave disagio organizzativo.

Quello che si paventa con “Jump”, il brand che dovrebbe sostituire Nuova Condor, a nostro avviso è tutt’altro che un rilancio basato sul lavoro e sul rispetto dei lavoratori e delle relazioni sindacali.

Martedì 29 gennaio alle ore 11,00 si terrà un presidio a sostegno della vertenza davanti alla sede di Confcommercio (Via Italia 9/11), mentre negli uffici dell’associazione prenderà avvio il tavolo sindacale per la gestione della grave crisi.
Chiediamo rispetto per i lavoratori ex Condor che hanno reso grande l’azienda riminese, nel contempo vogliamo garanzie contro l’impatto sociale negativo determinato da una riorganizzazione che, per chi lavora, ha il sapore di un salto nel vuoto.

FILCAMS CGIL RIMINI – FISASCAT CISL ROMAGNA

Mirco Botteghi – Monica Succi




Sanità Privata: Sciopero regionale il 28 gennaio. A Rimini presidio davanti alla ‘Sol et Salus’

#tempo scaduto, è lo slogan scelto per lo sciopero regionale di lunedì 28 gennaio per l’intera giornata o turno di lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata afferenti ai CCNL AIOP per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da ormai 12 anni.

Sono previsti presidi territoriali in tutte le province, e a Rimini il presidio si terrà dalle ore 11.30 alle 13.30 davanti all’OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO “Sol et salus”.

Lo sciopero è indetto dai sindacati di categoria Fp/Cgil, Cisl/Fp, Uil/Fpl dell’Emilia Romagna e fa seguito alla protesta nella regione Lazio dello scorso 14 dicembre.

A livello regionale coinvolge oltre 7.500 occupati e il settore della sanità privata gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati forniti dalla stessa AIOP) oltre 730 milioni di fatturato.

Nella Provincia di Rimini interessa strutture sanitarie, accreditate, e non, con il Servizio Sanitario Nazionale, quali Casa di cura Villa Salus, l’ospedale privato accreditato Sol et Salus, l’ospedale privato accreditato Villa Maria, Luce sul mare Onlus, Casa di cura Montanari e Centro medico San Patrignano per quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (esclusa la dirigenza medica).

Lo sciopero coinvolge tutte le lavoratrici ed i lavoratori che lavorano in strutture nelle quali viene applicato il CCNL AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Aziende Sanitarie associate e non ad AIOP.

E’ un settore in cui il Contratto Nazionale di Lavoro è scaduto nel 2007, vale a dire da ben 12 anni. L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e per la parte economica dal 2007, i dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste Aziende garantiscano prestazioni “pubbliche” ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato.

Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico.

Queste aziende hanno continuato a fare utili anche in questi anni, ma dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Utili che in pochissime occasioni hanno visto tra l’altro il doveroso riconoscimento ai dipendenti della produttività. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata rivendicano un giusto salario e la più che meritata valorizzazione professionale.

Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl respingono la posizione delle Aziende che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Questo non è accettabile soprattutto perché gli utili generati ad oggi non evidenziano alcuna crisi del settore, e sono anche il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuta la propria professionalità e competenza acquisita in questi 12 anni di blocco contrattuale.

In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni con turni sempre più intensivi e sempre maggior flessibilità/disponibilità chiesta agli operatori. I professionisti si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici come l’obbligo dell’iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione “obbligatoria” professionale per la colpa grave.

Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni.

In preparazione all’iniziativa e il giorno dello sciopero verrà distribuito un adesivo che potrà essere utilizzato anche da tutti i dipendenti che non potranno scioperare perché precettati per garantire i servizi essenziali – concludono i sindacalisti -“

QUINDI, TEMPO SCADUTO

RIVENDICHIAMO : STESSO LAVORO – STESSI DIRITTI – STESSO SALARIO

GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI AL PRESIDIO DAVANTI A SOL ET SALUS  LUNEDI’ 28 GENNAIO DALLE ORE 11:30




Il Governo mette le mani nelle tasche dei pensionati. Presidio 4 gennaio a Rimini. La mobilitazione non è che all’inizio

Comunicato stampa. I pensionati protestano perché ancora una volta il Governo di turno ha deciso di fare cassa su di loro. La manovra di Bilancio 2019 ha introdotto, infatti, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni per gli importi superiori a 1.522 euro lordi (1.100 euro netti che proprio pensioni d’oro non sono). Secondo alcune stime questa mancata rivalutazione, che il precedente Governo si era impegnato a superare, dal 2011 al 2019 avrebbe già comportato una perdita netta di mille euro all’anno. Un vero e proprio furto ai danni di persone molte delle quali hanno lavorato una vita intera per assicurarsi la sopravvivenza. Una misura inaccettabile!

Già nei giorni scorsi in diverse città italiane si sono svolti dei presidi di protesta. A Rimini i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati manifesteranno Venerdì 4 Gennaio 2019 davanti alla Prefettura a partire dalle 10.30. Al Prefetto, che ha dato la propria disponibilità a ricevere una delegazione, sarà consegnata una lettera affinché venga inoltrata al Presidente del Consiglio. A quello stesso Presidente che non si è fatto scrupolo di sbeffeggiare i pensionati paragonandoli all’Avaro di Molière. Eppure dovrebbe sapere che a differenza della maggioranza dei pensionati che andrà a colpire, l’Avaro di Molière era ricco veramente.

Il 10 dicembre scorso il Presidente del Consiglio Conte aveva incontrato le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil a cui erano state fatte proposte a sostegno dello sviluppo, degli investimenti, dell’occupazione, del sistema di welfare pubblico, della previdenza e del sistema educativo nazionale. A conclusione di tale incontro ne era scaturito un impegno al confronto sulle singole misure. Ma, non solo il confronto con il Sindacato non c’è stato, addirittura neppure il Parlamento ha potuto discutere la Manovra di Bilancio che a quanto pare mostra molta attenzione verso gli inadempienti e gli evasori, togliendo agli onesti che hanno versato e versano regolarmente le tasse allo Stato.

Riteniamo inaccettabile questo metodo di Governo che mette le mani nelle tasche dei pensionati, andando ad alimentare le schiere dei nuovi poveri. Chiediamo che sia aperto un confronto, partendo dal contenuto delle proposte di Cgil, Cisl e Uil su Sanità, Non autosufficienza, Previdenza e Fisco per lavoratori e pensionati italiani, i più tartassati in Europa, proposte che risultano disattese dalla legge di Bilancio.

I pensionati non si sono mai sottratti alla solidarietà, che è peraltro lo spirito ispiratore del sistema previdenziale pubblico, e dalla necessità di acquisire, già oggi, una pensione contributiva di garanzia per i giovani. Di tutto questo però non vi è traccia nella Legge di Bilancio.

I pensionati faranno sentire la loro voce proseguendo nella mobilitazione e già si preannuncia, entro gennaio, una manifestazione nazionale CGIL CISL UIL contro l’insieme della Manovra di Bilancio.




25 Novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Anche quest’anno, il 25 novembre, la Cgil insieme a Cisl e Uil celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con lo slogan ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’.

“Anche se i dossier più recenti ci dicono che c’è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire. La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul)”, è quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Sono tante, quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web. Molto diffusi – proseguono i dirigenti sindacali – i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Sebbene il fenomeno riguardi anche i lavoratori, sono le lavoratrici ad esserne maggiormente colpite”.

“Sono un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei
datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società
e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante – avvertono Camusso, Furlan e Barbagallo – preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera. Quella che avviene nei luoghi di lavoro è la forma di violenza in assoluto meno denunciata”.

“Tutto questo – avvertono – ci chiama in causa come organizzazioni sindacali, ed è su questo che vogliamo mettere l’accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, per portare alla luce – spiegano – quanto di nascosto ancora rimane e per proporci, attraverso le nostre strutture territoriali (sportelli, centri servizi) come interlocutori credibili per l’ascolto, la presa in carico e la gestione dei diversi casi di violenza”.

“Va in questa direzione anche il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato nel 2016 da Cgil, Cisl Uil e Confindustria per promuovere
nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentati. Sono ormai centinaia nel territorio – fanno sapere i dirigenti sindacali – le declinazioni di questo accordo tra sindacati, aziende, enti pubblici, che lo hanno individuato come terreno di contrattazione, e che sarà importante estendere ulteriormente, rafforzare, implementare, per renderlo maggiormente efficace”.

“Anche le iniziative del movimento ‘#MeToo’ hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. Ora è compito delle organizzazioni sindacali – ricordano – fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi fino a pervadere il mondo del lavoro nella sua totalità, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in linea con il nostro impegno a sostegno della proposta di Convenzione e Raccomandazione dell’ILO per dire ovunque ‘Stop alla violenza nei luoghi di lavoro’”.

“Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 Novembre, ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’ e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale – concludono Camusso, Furlan e Barbagallo -, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano”.

 

A Rimini sabato 24 novembre torna “E’ per te”, la camminata cittadina organizzata dal Comune di Rimini, dall’Associazione Rompi il Silenzio e dall’associazione “la Pedivella”, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

http://www.comune.rimini.it/archivio-notizie/rimini-cammino-contro-la-violenza-sulle-donne-sabato-24-novembre-torna




Ex sede di Riccione. Approvata dal Consiglio Comunale la vendita a 800.000 euro. La protesta della CGIL

Consiglio Comunale di Riccione.

Passata la mezzanotte escono infuriati i sindacalisti della CGIL e un gruppo di cittadini. Sentire il consigliere Pullè della maggioranza è stato troppo. Vorrebbe dimostrare che la CGIL, se avesse voluto, avrebbe potuto partecipare all’asta per comprare la sede di viale Ceccarini. Ci è sembrato di essere presi in giro, allora… meglio uscire.

Un passo indietro

11 febbraio 2015: l’Amministrazione Comunale di Riccione comunica che il contratto d’affitto della sede CGIL di viale Ceccarini è scaduto e che il 22 febbraio 2016 la sede va liberata da persone e cose. La strada più logica per noi era quella di tentare di acquistarla, ma il Sindaco Renata Tosi dice che occorrono almeno 3 milioni di euro. Una spesa che la CGIL non poteva e non può affrontare e pertanto andammo in cerca di un’altra soluzione. D’altra parte, e anche il consigliere Pullè potrebbe capirlo, non era neppure possibile lavorare né sotto i ponti né in tenda. La ricerca si concretizzò con l’acquisto della sede di via Igino Righetti per 850.000 euro.

Trascorso qualche tempo la previsione di incasso da mettere a bilancio però si abbassa così come la destinazione d’uso (possibile la trasformazione in appartamenti), fino ad arrivare al Consiglio Comunale di giovedì 19 luglio.

Variazione di Bilancio

Tra i punti all’ordine del giorno c’è una variazione di bilancio che, detta così, non spiega di cosa veramente si tratti, in realtà stiamo per assistere alla volontà di oscurare una storia gloriosa iniziata nel 1975. La storia della sede della Camera del Lavoro di Riccione la conoscono tutti e a chi non la conosceva in questi anni l’abbiamo raccontata più volte, una storia epica fatta di solidarietà e di valori condivisi per il bene comune.

Si vota, alla fine, per vendere a 800.000 euro. Il Consiglio approva. L’obiettivo politico del Sindaco Tosi è raggiunto, la CGIL è colpita nella sua memoria storica.

L’iscrizione non è per tutti

Prima delle conclusioni del Sindaco siamo usciti dall’aula ma quello che ha detto lo abbiamo ascoltato su youtube. Sulla sua accusa rispetto al fatto che la CGIL ha interesse a comprare muri piuttosto che a tutelare gli interessi dei lavoratori la risposta sarebbe solo una perdita di tempo. La CGIL è i suoi iscritti e i suoi iscritti preferiscono una sede sicura e decente per se stessi e per chi vi lavora.

Quanto alla sbandierata iscrizione da parte dello stesso Sindaco Renata Tosi alla CGIL della quale sembra oggi essersi pentita, visto che l’adesione al sindacato avviene su iniziativa della persona, se ha cambiato idea lo dica. L’iscrizione alla CGIL, comunque, non è per tutti.

Per la Segreteria Confederale CGIL Rimini

Claudia CicchettiIsabella Pavolucci




27 Giugno Giornata di mobilitazione contro il razzismo e per la solidarietà: a Rimini presidio davanti alla Prefettura dalle ore 18:00 alle ore 19:00

COMUNICATO STAMPA

Il 28 giugno il Consiglio europeo discute di immigrazione: i Governi hanno la responsabilità storica di dare sostanza al principio di solidarietà su cui si è fondata l’Unione europea.

Chiedere asilo in Europa è un diritto, ma regole e politiche ingiuste continuano a far agare a chi cerca rifugio l’incapacità dei Governi di affrontare sfide comuni con risposte comuni, come successo alle 629 persone bloccate in mare sull’Aquarius. La battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il Regolamento di Dublino, che lasciano le maggiori responsabilità sui Paesi di Confine. Il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo Paese di accesso” e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte.

 

Per tali motivazioni,  il 27 giugno in tantissime città si terranno iniziative di sostegno; a Rimini il Coordinamento Antifascista Provincia di Rimini  effettuerà un presidio davanti alla Prefettura dalle ore 18,00 alle ore 19,00   per chiedere a tutti i Governi europei di fare la propria parte, di cambiare il Regolamento di Dublino nella direzione già indicata dal Parlamento europeo e di aprire vie legali e sicure per l’accesso in tutti i Paesi UE.

 

É da qui che vogliamo partire per costruire insieme a tutti coloro che aderiranno all’appello, un’azione di contrasto culturale vero e autentico affinché non si porti l’Italia verso una terribile involuzione sociale.

 

Rimini 26 giugno 2018              

                                     

il Coordinamento Antifascista Provincia di Rimini




Contro la chiusura dei porti italiani ai migranti, presidio il 13 giugno ore 19.00 al porto di Rimini

#apriteiporti. Il Coordinamento Antifascista della provincia di Rimini ha promosso per il 13 giugno 2018 alle ore 19.00 un presidio presso il Porto di Rimini, piazzale Boscovich, per sensibilizzare su quanto sta avvenendo nel Mediterraneo e per protestare nei confronti delle decisioni prese dall’attuale Governo. Chiediamo a tutta la cittadinanza di partecipare per dimostrare che non siamo d’accordo con una politica che ignora i diritti umani e che calpesta la dignità di chi fugge da guerre e povertà in cerca di una vita migliore.

Condividiamo completamente il seguente Appello Nazionale promosso da: ANPI Nazionale, ARCI Nazionale, Legambiente, Libera, Rete della Conoscenza

La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius e alla Sea Watch 3, annunciata dal ministro Salvini, è una soluzione inaccettabile. La Convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante, tra cui tante donne e bambini indifesi, è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo. Non si faccia l’imperdonabile errore di chiudersi nei confini della propria nazione, di alzare nuovi muri di odio e paura che non fanno bene al Paese e che aumentano ancora di più le disuguaglianze. Per questo chiediamo al Governo che vengano riaperti immediatamente i porti italiani per accogliere le navi che soccorrono i migranti”.

Roma, 11 giugno 2018

ADERISCONO AL PRESIDIO

Il Coordinamento Antifascista provincia Rimini a cui aderiscono: (A.N.P.I Comitato provinciale Rimini; CGIL provincia Rimini; ARCI Comitato provinciale di Rimini; ARCIGAY provinciale Rimini; UAAR provinciale Rimini; Federconsumatori Rimini; Coordinamento per la Democrazia Costituzionale provincia Rimini; Liberi e Uguali provincia Rimini; Rifondazione Comunista provincia Rimini; Rompi il Silenzio provinciale Rimini; Libera Rimini; PD provinciale Rimini; Istituto di scienze dell’Uomo Rimini; Rimini in Comune; Associazione La Comune Rimini; Libertà e Giustizia Rimini; Associazione Augusto Castrucci Onlus; UISP territoriale Rimini; CSU (Coriano Sinistra Unita); Una mano per Santarcangelo; Partito Comunista Italiano della federazione Enrico Berlinguer di Rimini; Comune di Santarcangelo di Romagna; Pacha Mama Soc. Coop. Sociale; Giovani Democratici Rimini).

ARCI Servizio Civile Rimini; Vite in Transito; Avvocato di Strada Onlus Rimini; Cooperativa Sociale Eucrante; Associazione Arcobaleno.




Roma: il 24 febbraio è passato ma… raccogliamo ancora le firme!

Sì, il 24 febbraio è passato. A Roma eravamo moltissimi: 2,5 km il percorso della manifestazione e qui, nella foto, siamo a 3/4 del corteo: la “testa è già arrivata ma noi non possiamo ancora muoverci perchè tutto il percorso è strapieno di manifestanti. Se vuoi puoi guardare il film e renderti conto che a 3/4 del corteo noi, immobili, senza poter partire causa folla, siamo davvero tantissimi.

  I media hanno dato proprio poca rilevanza all’evento ma noi che c’eravamo abbiamo idea di quanti potessimo essere davvero. A scanso di false informazioni o non informazioni… fatti CORAGGIO! NOI ANTIFASCISTI SIAMO LA MAGGIORANZA E MOLTO MOLTO COMBATTIVI! Ma soprattutto vogliamo assolutamente MAI PIU’ FASCISMI!

Presso tutte le nostre sedi stiamo raccogliendo una montagna di firme per dire NO! ad un modo di fare violento e tirannico che non condividiamo nel modo più assoluto: nè per noi, nè per i nostri figli e generazioni future. Vieni a firmare con un documento di identità valido