“Più diritti, più salario e avvio della contrattazione di genere”. Approvato dai lavoratori di AEFFE e VELMAR il contratto aziendale

Comunicato stampa. Dopo una lunga trattativa durata un anno, i lavoratori dipendenti di AEFFE e VELMAR (piccola impresa, presente nel Gruppo), nelle cinque assemblee svolte dalle Organizzazioni Sindacali e dalle RSU (Rappresentanti Sindacali Unitarie) hanno votato favorevolmente all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale.

Le piattaforme presentate un anno fa dalle OO.SS e RSU rappresentavano un’importante sfida, perché incentrate sui diritti, ed in particolare sui diritti delle donne che rappresentano l’80% degli oltre 500 dipendenti che compongono la forza lavoro del gruppo Aeffe presso l’unità produttiva di San Giovanni in Marignano.

Il nostro impegno per l’ampliamento dei diritti, ha voluto salvaguardare la cultura sindacale del settore tessile, come patrimonio da attualizzare in un sistema d’impresa cambiato, ma che continua ad affermare un modello, di relazioni industriali nel territorio con le grandi imprese come AEFFE, capace di rispondere alle sfide e a pratiche di sperimentazione. Il nuovo contratto aziendale composto da 34 articoli, migliora la normativa esistente in precedenza e introduce nuovi diritti, che lasciano i lunghi anni di crisi economica per guardare al futuro, tanto da poter affermare che è stato fatto un salto di qualità nel modello contrattuale.

I principali punti del contratto aziendale:

  • Tutela della maternità con part-time volontari sino al 21° mese di vita del bambino senza limiti numerici. Questo nuovo articolo inizia finalmente a rispondere ad un bisogno che da tempo emergeva e che purtroppo portava troppo spesso le lavoratrici ad abbandonare il posto di lavoro nel primo anno di vita del bambino;

  • Aumento delle ore aggiuntive di permesso per visite di prevenzione oncologica;

  • Ruolo attivo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con un parere sulla tutela della salute della lavoratrice nel luogo di lavoro quando verrà richiesta l’astensione al 9° mese di gravidanza;

  • Istituzione del delegato alla formazione che svolgerà un ruolo attivo con i responsabili alla formazione aziendale, nella realizzazione dei progetti. Questo ci permetterà di intervenire non solo sui reali fabbisogni, ma anche nel recupero di tutte quelle professionalità che stanno scomparendo e che con i pensionamenti non vengono più recuperate;

  • Miglioramento della copertura economica per le lunghe malattie;

  • Istituzione dello smart-working, tra i primi nel settore a livello nazionale;

  • Cessione solidale dei permessi e ferie da parte dei dipendenti per sostenere lavoratori che si trovano nella condizione di assistere non solo figli minori come prevede la legge, ma anche maggiorenni e familiari di primo grado;

  • Aumento dell’80% sulla copertura economica per l’utilizzo della mensa interaziendale di San Giovanni in Marignano ed estensione del diritto anche a i lavoratori con contratto part-time, in precedenza esclusi dal diritto;

  • Sperimentazione di un nuovo accordo sulla flessibilità dell’orario di lavoro, che limita le ore che l’azienda può richiedere come da contratto nazionale di lavoro, e sfida la direzione aziendale, affinché dimostri di poter organizzare collettivamente il lavoro in efficienza, senza costi aziendali aggiuntivi e nel rispetto della conciliazione della vita lavorativa e familiare dei dipendenti;

  • Un premio variabile che per il 2019 terrà conto solo del valore della produzione;

  • Una cifra economica, aggiuntiva al premio variabile e distinta da esso, sarà destinata al welfare aziendale;

  • Abbiamo per la prima volta ottenuto il riconoscimento, anche per i dipendenti di Velmar, di tutti i diritti conquistati in questo nuovo contratto aziendale. Finalmente i dipendenti di Velmar, che lavorano accanto ai dipendenti di Aeffe, avranno i medesimi diritti;

  • Infine, con orgoglio abbiamo sottoscritto un accordo sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori il luogo di lavoro che va oltre un’adesione aziendale formale sul principio definito dall’Accordo Quadro, ma interviene con delle azioni e delle pratiche. L’accordo è composto da 7 punti di intervento, ed in particolare sostiene la vittima di violenza inserita nel percorso di protezione con 2 mesi aggiuntivi retribuiti di permesso, con il sostegno aziendale, qualora fosse necessario, di ricollocazione in un’altra sede del gruppo, o ricollocazione presso un’altra azienda. E ancora, l’attivazione di una procedura aziendale a fronte di segnalazioni interne, l’utilizzo del fondo aziendale per iniziative di formazione e informazione dei lavoratori, e un’ora aggiuntiva di assemblea all’anno con la partecipazione della rete anti violenza e della Consiglierà di Parità.

Il voto unanime dei lavoratori in assemblea e i complimenti ricevuti dagli stessi, sui contenuti di questo nuovo contratto, conferma l’importanza e la necessità che questo settore abbia di definire un modello contrattuale che risponda non solo al bisogno di aumento del salario, ma che abbia il coraggio di ampliare la sfera dei diritti, e al contempo possa conciliare senza rinunce la propria vita familiare.

Rimini 13 maggio 2019

p. FILCTEM CGIL –  FEMCA CISL – UILTEC UIL / Francesca Lilla Parco – Cristian Fabbri – Paolo Foschi




9 FEBBRAIO. Una grande manifestazione unitaria per un vero cambiamento

Una grande manifestazione unitaria a Roma il 9 febbraio 2019, per sostenere la piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte del Governo e per aprire un confronto serio e di merito.

La legge di bilancio ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili.

Sarà una grande manifestazione – ha dichiarato il Segretario nazionale Maurizio Landini – perché c’é una grande voglia di cambiamento. E sarà l’occasione per chiedere al Governo che si apra una vera trattativa con il sindacato, per arrivare a un cambiamento vero”. E sulle due misure principali varate dal Governo – aggiunge il Segretario “noi non critichiamo la lotta contro la povertà, non diciamo che non si deve fare il provvedimento, ma critichiamo come il reddito di cittadinanza si sta facendo, perché oggi si è poveri anche lavorando. Andava allargato lo strumento del passato Governo, il Rei, e ampliati gli ammortizzatori sociali per tutti”. Riguardo le pensioni, infine, per Landini l’Esecutivo “non deve spacciare quota 100 per un cambiamento della Fornero, così non si cambia nulla”.

Partenza pullman

Santarcangelo Arco: 02.45 – Rimini Nord casello: 03.00 – Rimini Parcheggio CGIL: 03.15 Riccione casello: 03.30 – Cattolica casello: 03.45




Il Governo mette le mani nelle tasche dei pensionati. Presidio 4 gennaio a Rimini. La mobilitazione non è che all’inizio

Comunicato stampa. I pensionati protestano perché ancora una volta il Governo di turno ha deciso di fare cassa su di loro. La manovra di Bilancio 2019 ha introdotto, infatti, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni per gli importi superiori a 1.522 euro lordi (1.100 euro netti che proprio pensioni d’oro non sono). Secondo alcune stime questa mancata rivalutazione, che il precedente Governo si era impegnato a superare, dal 2011 al 2019 avrebbe già comportato una perdita netta di mille euro all’anno. Un vero e proprio furto ai danni di persone molte delle quali hanno lavorato una vita intera per assicurarsi la sopravvivenza. Una misura inaccettabile!

Già nei giorni scorsi in diverse città italiane si sono svolti dei presidi di protesta. A Rimini i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil Pensionati manifesteranno Venerdì 4 Gennaio 2019 davanti alla Prefettura a partire dalle 10.30. Al Prefetto, che ha dato la propria disponibilità a ricevere una delegazione, sarà consegnata una lettera affinché venga inoltrata al Presidente del Consiglio. A quello stesso Presidente che non si è fatto scrupolo di sbeffeggiare i pensionati paragonandoli all’Avaro di Molière. Eppure dovrebbe sapere che a differenza della maggioranza dei pensionati che andrà a colpire, l’Avaro di Molière era ricco veramente.

Il 10 dicembre scorso il Presidente del Consiglio Conte aveva incontrato le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil a cui erano state fatte proposte a sostegno dello sviluppo, degli investimenti, dell’occupazione, del sistema di welfare pubblico, della previdenza e del sistema educativo nazionale. A conclusione di tale incontro ne era scaturito un impegno al confronto sulle singole misure. Ma, non solo il confronto con il Sindacato non c’è stato, addirittura neppure il Parlamento ha potuto discutere la Manovra di Bilancio che a quanto pare mostra molta attenzione verso gli inadempienti e gli evasori, togliendo agli onesti che hanno versato e versano regolarmente le tasse allo Stato.

Riteniamo inaccettabile questo metodo di Governo che mette le mani nelle tasche dei pensionati, andando ad alimentare le schiere dei nuovi poveri. Chiediamo che sia aperto un confronto, partendo dal contenuto delle proposte di Cgil, Cisl e Uil su Sanità, Non autosufficienza, Previdenza e Fisco per lavoratori e pensionati italiani, i più tartassati in Europa, proposte che risultano disattese dalla legge di Bilancio.

I pensionati non si sono mai sottratti alla solidarietà, che è peraltro lo spirito ispiratore del sistema previdenziale pubblico, e dalla necessità di acquisire, già oggi, una pensione contributiva di garanzia per i giovani. Di tutto questo però non vi è traccia nella Legge di Bilancio.

I pensionati faranno sentire la loro voce proseguendo nella mobilitazione e già si preannuncia, entro gennaio, una manifestazione nazionale CGIL CISL UIL contro l’insieme della Manovra di Bilancio.




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.




COLLABORATORI: GARANTIRE SALVAGUARDIA DEI COMPENSI DALL’ AUMENTO DELL’ALIQUOTA PREVIDENZIALE

Comunicato stampa – “Occorre intervenire per riequilibrare la disparità fra il carico contributivo dei collaboratori e quello dei dipendenti, evitando che gli aumenti dell’aliquota previdenziale previsti dalla Legge Fornero si scarichino sui compensi dei lavoratori determinandone una cospicua riduzione”.

Così ribadisce NIdiL Cgil nazionale dopo la pubblicazione della nota INPS sull’applicazione della Legge Fornero sul Mercato del Lavoro e successiva Legge 81/2017, che dal 1° gennaio 2018 prevede che l’aliquota contributiva dei collaboratori sia pari al 34,23%, di cui l’11,41% in capo al lavoratore. Per i dipendenti, invece, l’aliquota previdenziale è pari al 9,19%.

Una discriminazione incomprensibile – denuncia NIdiL – resa ancor più odiosa dal fatto che a pagarne le conseguenze è una categoria di lavoratori fra le più deboli nel Mercato del Lavoro. I compensi dei collaboratori sono già spesso molto bassi, anche perché il legislatore del Job’s Act ha cancellato la norma che disponeva non potessero essere inferiori ai salari del dipendente corrispondente. Allo stesso tempo, però, sono fra i maggiori contribuenti dell’Inps, aiutando in maniera cospicua a ripianare le gestioni in deficit dell’Istituto.

Pur ritenendo corretta la parità contributiva fra dipendenti e collaboratori nell’ottica di una migliore prospettiva pensionistica (anche se da sola non sufficiente), il mancato intervento sul riequilibrio del carico contributivo ha determinato decurtazioni di compenso dei collaboratori già a partire dal 2016 (anno in cui già pagavano una quota contributiva superiore ai lavoratori subordinati).

In questi anni, nelle diverse Leggi di Bilancio, abbiamo sostenuto specifici emendamenti sulla necessità di porre rimedio a questo problema, ma gli allarmi che abbiamo lanciato sono rimasti inascoltati nella totale indifferenza del Governo e del Parlamento.

Da parte nostra, continueremo a batterci per il ripristino di una condizione di equità e non discriminazione fra i lavoratori promuovendo, come stiamo già facendo, anche per via di accordi contrattuali il recupero di un corretto riparto dell’aliquota contributiva che tuteli i compensi dei collaboratori”.




Continua il tiro al bersaglio nei confronti dei pensionati. Da gennaio 2018 parte il nuovo calendario per l’accredito della pensione

Si dirà: cosa saranno mai 2 – 3 – 5 giorni di ritardo? E invece sono, soprattutto se a farne le spese sono i soliti pensionati che nel 2018 vedranno anche posticipato l’accredito della pensione. Il decreto legge risale al 2015 e in passato questa ennesima penalizzazione era stata evitata, ma nel 2018 andrà in vigore il nuovo scadenzario. In teoria, il pagamento dovrebbe avvenire il secondo giorno del mese ma, considerando le feste, il calendario effettivo sarà questo: 3 gennaio, 2 febbraio, 2 marzo, 3 aprile, 3 maggio, 4 giugno, 3 luglio, 2 agosto, 3 settembre (il 4 per le banche), 2 ottobre, 3 novembre (il 5 per le banche) e 3 dicembre (il 4 per le banche). Qualche giorno in più fa la differenza sia per chi ha pensioni basse se non bassissime, sia perché questa nuova tempistica potrebbe procurare uno scoperto in banca in caso di pagamenti fissati per il primo del mese.

Difficile capire questo accanimento nei confronti dei pensionati che si sta perpetuando da troppo tempo ormai e che non fa che aumentare la sfiducia nelle istituzioni. Non è possibile che invece di dare risposte concrete ai problemi dei pensionati si riversi sulle loro spalle, alimentando un conflitto generazionale altrimenti inesistente, la responsabilità della crisi nel nostro Paese. Tra l’altro dimenticando gli enormi sacrifici che proprio i pensionati hanno dovuto sopportare diventando, di fatto, gli ammortizzatori sociali delle loro famiglie colpite da licenziamenti e disoccupazione.

Ma vediamo chi sarebbero questi “privilegiati”. Nella provincia di Rimini, su un totale di 96.689, i pensionati che ricevono una pensione al di sotto dei 1.000 euro sono 73.574. Di questi 25.326 percepiscono una pensione al di sotto di 500 euro, 38.657 da 750 a 1.000 euro, 9.591 da 1.000 a 1.250 euro. Il posticipo di qualche giorno nel pagamento certo non preoccuperà i 1.035 pensionati che percepiscono una pensione che va dai 3.000 ai 5.000 euro e oltre, ma gli altri, quelli al minimo o quasi, sicuramente sì.

 

Meris Soldati

Segr. generale SPI CGIL Rimini




Pensioni e Lavoro. Incontro pubblico Lunedì 9 Ottobre

“Pensioni e Lavoro”. La CGIL di Rimini, nel pieno della trattativa con il Governo su previdenza e ammortizzatori, ha organizzato un incontro pubblico con Luigi Giove Segretario generale CGIL Emilia Romagna e Guglielmo Epifani di Art.1 MDP Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati. Modera Piergiorgio Valbonetti conduttore di TeleRomagna.

L’appuntamento è per Lunedì 9 Ottobre – ore 20.30

Sala “A. Polverelli” sede CGIL Rimini  – via Caduti di Marzabotto, 30

locandina Pensioni e Lavoro