Malattie oncologiche o degenerative e Indennità di degenza ospedaliera per i lavoratori iscritti alla gestione separata

L’INPS con la circolare n. 139 del 12/10/17 ha definito, per i lavoratori iscritti alla gestione separata, lequiparazione delle malattie oncologiche o di gravi patologie cronico-degenerative alla degenza ospedaliera.

Malattie oncologiche o di gravi patologie cronico degenerative

La legge n. 81 del 22 maggio 2017, con l’art. 8 comma 10, consente ai lavoratori autonomi iscritti nella Gestione separata in caso di periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100% , che vengano equiparati alla degenza ospedaliera.

La circolare INPS n.139 del 12.10.2017 fornisce le linee guida e le istruzioni operative necessarie per l’attuazione delle disposizioni contenute nella suddetta legge.

Ricordiamo inoltre che per i lavoratori iscritti nella gestione separata (art.2 comma 26 della L. 335/95) e in possesso di specifici requisiti (aliquota contributiva piena, non iscritti presso altre forme pensionistiche obbligatorie e non titolari di pensioni), la normativa vigente prevede una specifica tutela previdenziale in caso di malattia:

  • indennità di degenza ospedaliera (circ. Inps n. 147/2001)
  • indennità di malattia (circ. Inps n. 76/2007)

Lindennità di degenza ospedaliera spetta ai lavoratori non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, per un massimo di 180 giorni di degenza nell’anno solare, compresi i giorni in regime di day hospital, a condizione che:

risultino 3 mesi di contribuzione, anche non continuativi, nella gestione separata, nei 12 mesi che precedono la malattia;

che vi sia nell’anno precedente un reddito individuale non superiore al massimale contributivo dello stesso anno diminuito del 30% (per gli eventi insorti nel 2017 pari a euro 70.266,8 – ovvero 70% massimale 2016 pari ad euro 100.324).

Vengono riconosciute tutte le giornate di ricovero fino al massimo di 180 giorni per anno solare (comprese quella di dimissione e le festività) presso strutture ospedaliere pubbliche, private (accreditate dal SSN) e per ogni giornata di degenza autorizzata o riconosciuta dal SSN, presso strutture ospedaliere estere.

In caso di day hospital l’indennizzabilità dei periodi in questione potrà aver luogo solo se ha determinato uno stato di effettiva incapacità lavorativa per l’intera giornata.

Qualora il richiedente risulti cancellato dalla Gestione separata al momento dell’evento indennizzabile, l’indennità economica viene comunque erogata, in presenza ovviamente del requisito minimo contributivo.

L’istanza deve essere inoltrata all’Inps entro 180 giorni dalla data di dimissione ospedaliera, pena la decadenza del diritto.

Circolare Inps numero 139 del 12-10-2017




28 Settembre Giornata Mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale. Libere di scegliere, libere di decidere

La CGIL dell’Emilia Romagna, nella giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro, ribadisce il suo impegno per garantire a tutte le donne il diritto all’autodeterminazione.

Dal 1990, il 28 settembre è stato dichiarato dall’ONU giornata di azione internazionale per l’aborto sicuro. Una giornata di manifestazioni in tutto il mondo per rivendicare il diritto delle donne di scegliere sul proprio corpo, sulla propria sessualità riproduttiva e libere di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza come previsto anche nel nostro paese dalla Legge 194/78.

Ogni anno nel mondo migliaia di donne perdono la vita a causa di un aborto non legale e quindi non sicuro: circa il 40% di donne in età fertile vive in paesi dove l’aborto non è permesso, è limitato o non accessibile.

In Italia, pur in presenza dal 1978, della legge 194 siamo ancora nelle condizioni di doverla difendere e chiederne la piena applicazione. Già nel 2013 il Consiglio d’Europa aveva accolto una mozione presentata dalla CGIL sull’applicazione inadeguata della Legge 194 e lo stesso Tribunale Europeo per i diritti sociali, prima nel 2014 poi nel 2016, aveva chiesto all’Italia misure per assicurare alle donne il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Finalmente nel 2016 il Consiglio d’Europa, attraverso una sentenza, ha condannato il nostro Paese e chiesto che venissero rimossi tutti gli ostacoli che impediscono la libera scelta delle donne. Un diritto che risulta vanificato dall’alto tasso di obiettori di coscienza che nel nostro paese, in alcune strutture sanitarie oscilla dal 70 ad oltre il 90%.

Nella regione Emilia Romagna nonostante i dati sugli obiettori (53% dei medici ginecologi e 32,5% medici anestesisti) siano molto inferiori rispetto alla media nazionale (pari al 70,7% tra i ginecologi con punte in alcune regioni del 90% secondo i dati del Ministero della Salute) è necessario comunque non abbassare la guardia e tenere sotto controllo l’andamento del fenomeno. Per queste ragioni la CGIL si impegna a consolidare nei tavoli di confronto con la Regione un percorso di verifica sul funzionamento della 194 a partire dalla necessità di rilanciare e qualificare il ruolo fondamentale dei consultori per la tutela e la promozione della salute femminile, per un sostegno alla procreazione consapevole e responsabile, alle azioni di prevenzione e informazione, e per garantire a tutte le donne la libertà di autodeterminarsi. La costante diminuzione delle IVG in Emilia Romagna ci sollecita a proseguire l’impegno sul versante della prevenzione che sarebbe necessario trovasse risposte innovative attraverso nuove disposizioni della Regione sulle misure di sostegno alla maternità consapevole delle giovani donne come ad esempio favorire la distribuzione gratuita di anticoncezionali.

La CGIL Emilia Romagna, infine, intende proseguire la sua iniziativa di attenta vigilanza in ogni struttura del nostro territorio affinché vengano rispettati i diritti previsti dalla legge 194 e contemporaneamente rinnova il suo impegno per rilanciare, innovare e qualificare le strutture consultoriali.




Cos’è la Casa della Salute. Un convegno dello SPI CGIL per discuterne

“La Casa della Salute: luogo di prevenzione e di cura. Quali opportunità per la salute e per il benessere del cittadino”. E’ questo il titolo del convegno organizzato dal sindacato dei pensionati SPI CGIL di Rimini in calendario per il 15 settembre 2017 dalle ore 9.00 alle 12.30 presso la sede della CGIL di Rimini in via Caduti di Marzabotto 30.

Il convegno rappresenta un’importante e necessaria occasione per conoscere e approfondire le problematiche relative a questi luoghi destinati a sviluppare e promuovere la salute e il benessere sociale.

Al programma dei lavori che pubblichiamo di seguito va aggiunta la presenza dell’assessore regionale Emma Petitti che porterà il suo saluto ai partecipanti.

Programma

ore 8.45  Presiede e apre i lavori Meris Soldati Segr. generale SPI CGIL Rimini

                 Relazione introduttiva Mara Garattoni Responsabile dipartimento socio-sanitario SPI CGIL Rimini

Interventi

ore 9.30 Graziano Urbinati Segr. generale CGIL Rimini

ore 9.40 Gloria Lisi Vice Sindaco Comune di Rimini e presidente Distretto socio-sanitario Rimini Nord

ore 9.50 Angelo Masi U.O. Nucleo Cure Primarie AUSL Romagna

ore 10.00 Alberta Tadei Casa Manager infermiera professionale AUSL Romagna

ore 10.10 Marcello Tonini Direttore Generale AUSL Romagna

ore 10.30 Cristiano Artusi: l’esperienza di un Medico di Medicina Generale (MMG) che opera presso la Casa della Salute di Forlimpopoli

Discussione

ore 10.40 previsto contributo di componenti del gruppo Salute e benessere e di MMG della Federazione Italiana Medici Medicina Generale   (FIMMG) di Rimini e di rappresentanti delle associazioni di volontariato

Conclusioni

ore 12.00 Daniela Bortolotti Segr. regionale SPI CGIL Emilia Romagna

 

Al convegno, aperto alla cittadinanza, sono stati invitati anche i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche, delle associazioni.