Legge 194. Ne parliamo con Serena Sorrentino Segr. nazionale FP CGIL

Nella piattaforma di genere TUTTE, INSIEME, VOGLIAMO TUTTO approvata dall’ultimo Congresso nazionale della CGIL, una delle priorità indicate nel capitolo “Salute delle donne” riguarda i Consultorii e la piena applicazione della Legge 194 che dal 1978 ha regolamentato le modalità di accesso all’interruzione di gravidanza e ha decriminalizzato l’aborto.

Trascorsi 41 anni dall’approvazione della legge, interrompere la gravidanza in Italia non è più un reato, ma presenta non poche difficoltà a partire dal numero di medici obiettori che ha raggiunto una media nazionale del 70% con punte anche del 90% in alcune Regioni. Anche per quanto riguarda la diffusione sul territorio dei consultorii e sul loro funzionamento è necessaria una rinnovata attenzione adeguata ai nuovi bisogni delle persone.

Nell’ambito di un programma di iniziative legate alla piattaforma di genere, CGIL e Funzione Pubblica CGIL di Rimini hanno organizzato un’assemblea pubblica per discutere di Legge 194 e Consultorii nel territorio provinciale. L’assemblea si terrà il 27 giugno dalle ore 9.30 alle 13.30 presso la sede sindacale di via Caduti di Marzabotto, 30.

Interverranno: Ornella Giacomini Segr. Generale FP CGIL Rimini, Cristian Lucarelli Segr. FP CGIL Rimini, Isabella Pavolucci Segr. Generale CGIL Rimini.

Porteranno il loro contributo: Marcello TONINI direttore generale AUSL Romagna, Maurizio BIGI responsabile servizi consultoriali, Elvira ARIANO di Rompi il silenzio.

Previste testimonianze di ex operatrici dei Consultori: Nives VASELLI, Daniela DANIELE.

Presiederà Claudia Cicchetti CGIL Rimini.

Concluderà Serena SORRENTINO Segretaria nazionale FP CGIL

 

Locandina

 




‘Il Futuro È Servizi Pubblici’. Manifestazione nazionale Sabato 8 Giugno

Sabato 8 Giugno si terrà in piazza del Popolo a Roma una grande manifestazione nazionale dei servizi pubblici. Scendiamo in piazza per difendere il valore dei servizi pubblici. Alla manifestazione parteciperanno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, oltre che i segretari delle categorie dei servizi Pubblici, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

Ogni realtà nazionale fa perno proprio sull’efficienza dei servizi che offre ai cittadini. Senza una pubblica amministrazione di qualità, senza prendersi cura dei servizi pubblici erogati dal privato, i paesi finiscono al collasso. Ed è quello che sta succedendo in Italia, a causa di una politica che negli ultimi anni ha svilito i servizi pubblici, ha disinvestito, ha tagliato le spese, lasciando i servizi in balia del caos, a dover far fronte ad una grande richiesta da parte dei cittadini ma con le risorse e gli strumenti al minimo. Noi dobbiamo invertire questa tendenza, questa progressiva delegittimazione del valore dei servizi pubblici. Non esiste paese vivibile senza un servizio ai cittadini che si rispetti.

Ripartire non è possibile con i soli slogan elettorali. Rimettere in moto la macchina del nostro paese significa ridare dignità e qualità ai servizi che si offrono. Una causa che restituirebbe non solo orgoglio a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si occupano della collettività, ma anche servizi efficienti sui quali si può tornare a contare come cittadini, senza doversi rassegnare a liste d’attesa lunghe mesi, a servizi scadenti e al limite delle possibilità.

La battaglia di sabato 8 giugno è una battaglia che ci riguarda tutti, la cui eco dovrà convertirsi in un cambio di rotta della politica. Assunzioni, contratti e dignità al lavoro: questi i tre grandi temi su cui verterà la nostra azione rivendicativa. Dobbiamo partire dalle assunzioni, perché avere meno personale vuol dire penalizzare la qualità e la quantità dei servizi che si offrono ai cittadini. Bisogna rinnovare tutti i contratti, e con le risorse necessarie, non al ribasso. Dobbiamo difendere il valore dei servizi pubblici garantendo investimenti adeguati.

I nostri obiettivi:

• lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini
• il rinnovo di tutti i contratti, pubblici per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate e privati alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili
• cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati
• una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere
• rivendicare più investimenti nei servizi pubblici per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione dei servizi pubblici che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini
• un taglio netto a consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato
• l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità
• finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.
• che il Governo e le Autonomie Locali aprano un vero confronto con i Sindacati Confederali, sia sul rinnovo dei Contratti che sul Welfare
• che le Associazioni Datoriali diano risposte sui Contratti a partire da quello della Sanità Privata

Scendiamo in Piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti.

Dunque, sabato 8 giugno scendiamo tutti insieme in piazza, cittadini e lavoratori, per difendere il valore del lavoro. Perché non c’è futuro senza lavoro, e non c’è uguaglianza senza servizi pubblici.




Sanità Privata: Sciopero regionale il 28 gennaio. A Rimini presidio davanti alla ‘Sol et Salus’

#tempo scaduto, è lo slogan scelto per lo sciopero regionale di lunedì 28 gennaio per l’intera giornata o turno di lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata afferenti ai CCNL AIOP per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da ormai 12 anni.

Sono previsti presidi territoriali in tutte le province, e a Rimini il presidio si terrà dalle ore 11.30 alle 13.30 davanti all’OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO “Sol et salus”.

Lo sciopero è indetto dai sindacati di categoria Fp/Cgil, Cisl/Fp, Uil/Fpl dell’Emilia Romagna e fa seguito alla protesta nella regione Lazio dello scorso 14 dicembre.

A livello regionale coinvolge oltre 7.500 occupati e il settore della sanità privata gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati forniti dalla stessa AIOP) oltre 730 milioni di fatturato.

Nella Provincia di Rimini interessa strutture sanitarie, accreditate, e non, con il Servizio Sanitario Nazionale, quali Casa di cura Villa Salus, l’ospedale privato accreditato Sol et Salus, l’ospedale privato accreditato Villa Maria, Luce sul mare Onlus, Casa di cura Montanari e Centro medico San Patrignano per quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (esclusa la dirigenza medica).

Lo sciopero coinvolge tutte le lavoratrici ed i lavoratori che lavorano in strutture nelle quali viene applicato il CCNL AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Aziende Sanitarie associate e non ad AIOP.

E’ un settore in cui il Contratto Nazionale di Lavoro è scaduto nel 2007, vale a dire da ben 12 anni. L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e per la parte economica dal 2007, i dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste Aziende garantiscano prestazioni “pubbliche” ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato.

Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico.

Queste aziende hanno continuato a fare utili anche in questi anni, ma dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Utili che in pochissime occasioni hanno visto tra l’altro il doveroso riconoscimento ai dipendenti della produttività. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata rivendicano un giusto salario e la più che meritata valorizzazione professionale.

Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl respingono la posizione delle Aziende che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Questo non è accettabile soprattutto perché gli utili generati ad oggi non evidenziano alcuna crisi del settore, e sono anche il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuta la propria professionalità e competenza acquisita in questi 12 anni di blocco contrattuale.

In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni con turni sempre più intensivi e sempre maggior flessibilità/disponibilità chiesta agli operatori. I professionisti si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici come l’obbligo dell’iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione “obbligatoria” professionale per la colpa grave.

Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni.

In preparazione all’iniziativa e il giorno dello sciopero verrà distribuito un adesivo che potrà essere utilizzato anche da tutti i dipendenti che non potranno scioperare perché precettati per garantire i servizi essenziali – concludono i sindacalisti -“

QUINDI, TEMPO SCADUTO

RIVENDICHIAMO : STESSO LAVORO – STESSI DIRITTI – STESSO SALARIO

GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI AL PRESIDIO DAVANTI A SOL ET SALUS  LUNEDI’ 28 GENNAIO DALLE ORE 11:30




Violenze nelle strutture per anziani. Ingiustificabili ritardi istituzionali

Comunicato stampa. Mai come in questo caso ci dispiace aver ragione, ma noi l’avevamo detto e soprattutto avevamo chiesto, in maniera formale già nel maggio 2017, di avere informazioni dai Comuni sulle strutture che ospitano anziani per un indispensabile monitoraggio sulle condizioni in essere. La stragrande maggioranza non ci rispose, in alcuni casi anche sottovalutando esplicitamente l’importanza del tema.

Sono passati appena pochi giorni dalla scoperta delle violenze subite dagli anziani ospiti della casa famiglia Villa Franca di Rimini e un’altra terribile situazione è venuta alla luce nella casa di riposo La Collina di Mondaino. Delle pietose condizioni dei 36 anziani rinvenute dai Carabinieri all’interno della struttura, al momento sono state prese misure cautelari nei confronti di 5 persone ed è stata tratta in arresto la titolare Maria Luisa Bulli. E già da questo arresto emerge un problema nel problema. Infatti, si tratta di una donna condannata per un fatto analogo risalente al 2001 e nella medesima casa di riposo che allora si chiamava Montebello e che oggi si chiama La Collina.

Abbiamo chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente ai Presidenti dei Distretti di Rimini Nord e Rimini Sud per vere un quadro completo case famiglia per anziani presenti nei Comuni dei rispettivi distretti e conoscere quanti e quali controlli sono stati fatti sino ad ora e quali risultati hanno prodotto, inoltre, per definire un regolamento locale sulle case famiglia per anziani, come prevede il “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle case famiglia per anziani.

Ora occorre fare chiarezza chiamando anche in causa gli uffici comunali preposti e chi ha responsabilità di governo e di controllo sulle strutture socio-sanitarie e assistenziali, pubbliche e private, relative ai cittadini anziani.

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Difino – Antonello Cimatti




Arresti a Villa Franca. Per l’apertura delle Case famiglia per anziani non può bastare la comunicazione di inizio attività

Comunicato stampa. Calore umano, competenza, professionalità, serenità. Suonano oggi come una tragica beffa le parole scritte sul cartello pubblicitario all’ingresso di Villa Franca, casa famiglia per anziani di Rimini. Qui i Carabinieri hanno compiuto un’operazione con arresti per maltrattamenti gravi nei confronti dei degenti. Si occuperanno le forze dell’ordine e la Magistratura di appurare le responsabilità degli operatori della cooperativa Bella Età che gestiva la casa famiglia, per quanto la documentazione raccolta sembra non lasciare dubbi sulle terribili violenze a cui venivano sottoposti gli anziani. A noi preme riaprire una discussione sulla legislazione nazionale in atto che purtroppo consente l’apertura di queste piccole strutture con un massimo di 5 ospiti senza che debbano sottoporsi a particolari controlli. Infatti, è sufficiente una comunicazione di inizio attività (SCIA) al settore delle attività economiche del Comune e niente altro. Questo tema non è nuovo per i sindacati che, anche alla luce di quanto accaduto in altre località della Regione e nazionali, hanno posto il problema della necessità di un Regolamento provinciale sia in ambito distrettuale che ai tavoli della contrattazione territoriale sui Bilanci dei Comuni. L’offerta delle strutture per anziani è molto variegata e le informazioni disponibili sono spesso poco trasparenti. Ciò penalizza in primo luogo gli anziani ospiti ma anche le famiglie che necessitano dei servizi residenziali. Pertanto nelle nostre richieste sia sui Piani di Zona con i Distretti che con i Comuni sui Bilanci e politiche sociali abbiamo inserito uno specifico capitolo sulle Casa famiglia per anziani affermando:

Visto che in data 18/7/2018 è stato sottoscritto un “verbale di accordo sugli indirizzi regionali per i regolamenti locali sulle Case Famiglia”, abbiamo chiesto di aprire confronti in sede Distrettuale e Comunale per la definizione di appositi regolamenti locali in materia di case famiglia per anziani, al fine di tutelare gli anziani e le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di tali servizi.

Abbiamo ribadito altresì necessario che venga messa in atto una vera e propria mappatura dell’esistente, al fine di conoscere quali e quante case famiglia/appartamenti per anziani insistono nei rispettivi territori.

A tal fine riteniamo necessario che tra Assessorato alle attività produttive che riceve la SCIA e l’Assessorato ai Servizi sociali vi sia uno scambio di informazioni e azioni comuni per il monitoraggio e controllo.

La violenza è sempre da rinnegare ma lo è semmai ancora di più nei confronti di persone indifese e fragili. Regolamentare, monitorare e controllare l’efficienza delle strutture e la professionalità di chi vi opera, sono condizioni essenziali nella ricerca di soluzioni assistenziali capaci di rispondere alle esigenze degli anziani e conseguentemente delle loro famiglie.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini

Primo Gatta – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

SPI CGIL Rimini – FNP CISL Romagna – UIL Pensionati

Meris Soldati – Giuseppe Di Fino – Antonello Cimatti

Rimini 6 dicembre 2018




Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la legge di Bilancio 2019

Per ridisegnare il futuro del Paese e fronteggiare una manovra “inadeguata” e “carente di visione strategica”, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e approvato lo scorso 22 ottobre nel corso degli esecutivi nazionali, una piattaforma unitaria.

Proposte concrete su sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.

Ora il documento sarà portato al dibattito di delegati, lavoratori e pensionati attraverso attivi unitari in tutti i territori, e assemblee nei luoghi di lavoro. Scarica VOLANTONE

Le proposte in sintesi

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE – Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE – Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei ed all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni 5 anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI – Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE – Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il de’calage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE – Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI – Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ -Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’ -Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA -Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.




Tutelati. Assicurazione gratis per gli iscritti NIdIL CGIL

Oggetto: polizza assicurativa lavoratori servizi sanitari e sociosanitari – Convenzione per iscritti NIdIL CGIL

 Ai lavoratori della sanità con Partita Iva, in Collaborazione, in Somministrazione iscritti a NIdiL Cgil 2018 l’assicurazione RC COLPA GRAVE è grauita

La polizza (All. 1) è destinata a coprire, in forma collettiva, la RC Colpa Grave Sanitaria delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi sanitari e sociosanitari privati e pubblici, non dirigenti, iscritti a NIdiL CGIL, sia in ambito di magistratura ordinaria che di Corte dei Conti.

Pertanto, iscrivendosi a NIdiL CGIL le lavoratrici e i lavoratori avranno gratuitamente la suddetta polizza.

La validità della polizza assicurativa convenzionata LLOYD’S n. 10520471L che vi alleghiamo insieme agli altri documenti è annuale e decorre dal 1 marzo 2018 e scade il 1 marzo 2019.

La copertura assicurativa è prestata nella forma “claims made” vale a dire che è resa attiva per le richieste di risarcimento o circostanze di sinistro notificate per la prima volta nel corso del periodo di assicurazione. Sono coperti gli eventi accaduti o commessi non prima della data di retroattività convenuta (dieci anni).

Il massimale annuale per ogni assicurata/o è di € 250.000, l’estensione postuma (ultrattività) è di 10 anni ma è acquistabile a domanda dell’assicurata/o, quando cessa dal servizio, pagando, una tantum, la quota di:

·         € 33,80 se infermiere o altra professione sanitaria del comparto;

·         € 25,40 se altra professione assistenziale (OSS, OTA, Ausiliari, Massaggiatori, ecc.).

La decorrenza della copertura assicurativa partirà dal primo giorno lavorativo del mese successivo a quello di sottoscrizione della scheda di adesione (ad es. Modulo sottoscritto il 3 aprile 2018, indicare decorrenza dal 2 maggio 2018 al 1° marzo 2019).

Per ulteriori informazioni contattare Alessandra Gori Segr. generale NIdiL CGIL Rimini via Caduti di Marzabotto, 30




Personale carente negli Ospedali della Romagna. La denuncia della FP CGIL

Permangono e sono evidenti le difficoltà, legate alla carenza di personale nei reparti degli Ospedali della Romagna. 
La FP CGIL denuncia le criticità legate alle condizioni di lavoro degli infermieri e degli OSS e le inevitabili ripercussioni 
sulla qualità dell'assistenza e richiede interventi con carattere di urgenza.
Dopo aver più volte sollecitato l'azienda, ancora non c'è certezza rispetto ai tempi che saranno necessari per coprire tutte le posizioni di 
lavoro che ad oggi risultano vacanti. La risposta è più che urgente tenendo conto anche del dato di partenza sul numero del personale in
servizio, infatti, nell'ultima verifica sul personale in servizio alla data del  31/12/2016, il rapporto del numero di infermieri ogni 1000 abitanti 
per la Romagna era di poco superiore al 5/1000. Un  dato che, se raffrontato con i dati nazionali attestati su un rapporto pari o poco inferiore 
a 6 inf/1000 abitanti, evidenzia una importante carenza strutturale nella assistenza del nostro territorio.
Inoltre la situazione assunzioni e pensionamenti in sanità pubblica è totalmente in disequilibrio.
Dobbiamo prevedere che in soli 6 anni circa il 30 % dei lavoratori e delle lavoratrici della Sanità Pubblica potrebbero raggiungere i requisiti
per la pensione. Oggi i lavoratori over 60 anni di età sono 230.057. Per mantenere almeno l'attuale livello dei servizi e delle prestazioni è
necessario assumere più personale rispetto il semplice turn-over. I servizi della Sanità soffrono, vanno rafforzati.
Ribadiamo quanto già affermato pubblicamente della Segretaria Generale nazionale della FP CGIL, Serena Sorrentino, quando afferma che per
riuscire a mantenere un buon livello dei servizi della Sanità, non solo bisogna sbloccare il turn-over, ma è il momento di lanciare “un
piano straordinario di assunzioni” che vada oltre il ricambio tra chi esce e chi entra, superando anche il programma di stabilizzazioni
previsto dalla riforma Madia.



Corte dei Conti e contratto della Sanità. Mettiamo in ordine le cose, la verità è una sola.

Comunicato stampa. Serpeggia nei servizi sanitari la voce che del rinnovo contrattuale del comparto sanità non se ne farà nulla perché bocciato dalla Corte dei Conti, voce alimentata ad arte dai maestri della disinformazione che non hanno sottoscritto il contratto e che nel malessere e nel caos vedono la possibilità di raccogliere dei voti alle prossime elezioni RSU.

La voce prende spunto da un articolo di ADKronos, agenzia con cinquant’anni di storia, che titola, “Statali, Corte conti boccia il nuovo contratto”, titolo fuorviante e inopportuno, immediatamente rilanciato da un altro organo di stampa on line di nome ASSOCARENEWS e subito dopo da NURSETIME.

Inopportuno perché la delibera ha come oggetto, viceversa da quanto si legge nel titolo, l’approvazione dell’ipotesi di rinnovo del CCNL delle funzioni centrali.

Un’approvazione netta e senza dubbi, sia della parte normativa che della parte economica.

Per trasparenza e chiarezza alleghiamo la delibera n.1 della Corte dei Conti di approvazione del CCNL delle funzioni centrali.

La bocciatura di cui ADNKronos parla è legata a un’interpretazione del giornalista di un passaggio della delibera della Corte, in cui si definisce deludente la differenziazione salariale che alla luce della legge Brunetta, defunta fortunatamente in alcune delle sue parti peggiori, doveva essere più ampia. La Corte auspicava una maggiore differenziazione.

Così invece non è andata perché abbiamo voluto un contratto perequativo che la ricchezza la distribuisca anziché differenziarla.

Premesso che la bocciatura della Corte sull’ipotesi di contratto non esiste, se l’oggetto del contendere è la distribuzione della ricchezza, per noi quella della Corte è una promozione con 10 in condotta.

FP CGIL Sanità Romagna




16 Ottobre. Presidio a sostegno delle proposte del Sindacato su Pensioni, Lavoro, Contratti, Salute.

“Cambiare le pensioni; dare lavoro ai giovani; difendere l’occupazione; garantire a tutti una sanità efficiente; rinnovare i contratti”. La mobilitazione a sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, indetta da CGIL CISL UIL nazionali per il 14 ottobre con presidi in tutta Italia, a Rimini è stata spostata a LUNEDI’ 16 OTTOBRE con presidio davanti alla Prefettura dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

La riforma Fornero è tra le più disastrose riforme italiane perché ha sottratto reddito ai pensionati e pensionandi e insieme alle altre misure adottate dagli ultimi Governi per limitare i diritti dei lavoratori (primi fra tutti il Jobs act e l’abolizione dell’art.18) ha condannato un’intera generazione di giovani ad un futuro incerto e precario e gli anziani a lavorare oltre ogni limite di sopportabilità.

Il testo del volantino:

II Governo e il Parlamento si apprestano a discutere e ad approvare la legge di bilancio per il 2018.
Cgil-Cisi-Uil ritengono necessario che in questa fase vengano affrontate alcune priorità fondamentali per la tenuta sociale del nostro Paese, con misure e risorse adeguate.
Sui temi delle pensioni, dei giovani, dell’occupazione, della sanità e dei Contratti, il sindacato confederale ha presentato delle proposte precise che ha deciso di sostenere con una giornata di mobilitazione dei lavoratori, disoccupati, giovani e pensionati con dei presidi territoriali davanti a tutte le Prefetture d’Italia.

PENSIONI
La Legge Monti-Fornero sulle pensioni è stata un’enorme operazione di cassa che ha prelevato nel periodo 2012-2020 circo 80 miliardi di euro. Una manovra che ha introdotto elementi di eccessiva rigidità, che ha spostato per tutti il traguardo pensionistico, ben oltre i livelli degli altri Paesi europei, con ricadute importanti, anche di natura sociale. La Piattaforma unitaria ”Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, ci ha permesso di giungere alla sottoscrizione del Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 ed all’emanazione di importanti misure, nella “fase uno”, che hanno introdotto un principio di flessibilità di accesso alla pensione. Lo stesso verbale, prevedeva una fase due di confronto, che sarebbe dovuta servire ad affrontare alcuni temi importanti nelle direzione indicata nella Piattaforma sindacala. La proposte unitaria che il sindacato in questa fase ha avanzato al Governo sul tema della previdenza intende superare le attuali difficoltà nell’accesso al pensionamento, favorendo cosi anche un inserimento lavorativo dei giovani, e affrontare il tema dell’adeguatezza dei trattamenti pensionistici, attuali e futuri.
I punti più significativi sono i seguenti:
1 il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale normativa.
2 II superamento della disparità di genere delle donne e la valorizzazione del lavoro dl cura.
3 II sostegno alle future pensioni, che riguarderanno in particolare i giovani, al fine di aumentare la flessibilità in uscita e garantire trattamenti dignitosi.
4 Interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni.
5 La separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale.
6 II ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici.
7 Nell’ambito delle misure richieste per favorire la flessibilità in uscita, allargamento della platea dei destinatari dell’Ape sociale e dei benefici per i lavoratori precoci ed emanazione delle disposizioni attuative affinché vi sia la possibilità di cumulare la contribuzione versata anche nelle casse dei liberi i professionisti.
8 La revisione delle norme che prevedono il posticipo del termine di percezione dei Tfr e dei Tfs nel pubblico impiego.
9 La verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati, gestendo le problematiche aperte.
10 La necessità di favorire una rapida approvazione della legge di riforma della governance degli Enti e previdenziali, per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.

LAVORO E GIOVANI
Nel nostro Paese la ripresa appare ancora congiunturale, debole e meno sostenuta che in altre economie europee. Per queste ragioni la prima misura di politica economica è il sostegno agli INVESTIMENTI, pubblici e privati che possano generare nuova occupazione di qualità, far ripartire la domanda, in particolare quella interna, favorire la crescita. Solo in questo contesto si possono promuovere politiche volte a:
– favorire l’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro;
– aumentare il tasso di occupazione, recuperando i divari con gli altri paesi europei e riducendo il divario Nord-Sud;
– sostenere una ripresa che determini anche l’aumento dei posti di lavoro, di qualità;
– garantire a tutti l’acceso ai percorsi scolastici e di istruzione e formazione professionale e favorire il completamento degli studi di base e la crescita delle specializzazioni come obiettivo strategico per lo sviluppo economico del Paese.
Per favorire l’occupazione, soprattutto quella giovanile, CGIL CISL UIL ritengono necessario:
-Favorire il lavoro stabile a partire dal contrasto all’abuso dei tirocini extracurricolari;
-Rafforzare e qualificare l’apprendistato come forma prevalente di ingresso nel mercato dei lavoro, valorizzandone la componente formativa;
-Qualificare i percorsi di alternanza scuola lavoro, sottraendoli alla frammentarietà e promuovendo reti territoriali che sappiano coinvolgere strutturalmente istituzioni, sistema scolastico e tessuto produttivo territoriale;
-Puntare all’apprendimento permanente, valorizzando competenze e professionalità e sviluppando un piano nazionale di formazione, garantendo un sistema di certificazione delle competenze acquisite.

DIFESA DELL’OCCUPAZIONE E AMMORTIZZATORI
La filosofia delle ultime riforme del mercato del lavoro ha determinato un nuovo e diverso bilanciamento fra strumenti di politica attiva e strumenti di politica passiva (gli ammortizzatori sociali). Per CGIL CISL UIL è urgente avviare e rafforzare le politiche attive nel nostro Paese, a partire dalle certezze di stabilizzazione degli operatori in esse occupati e dal rafforzamento delle dotazioni organiche dei centri per l’impiego, che devono svolgere un ruolo centrale dentro un sistema unitario e nazionale che rafforzi le politiche per la presa in carico, l’accompagnamento, Il sostegno ai lavoratori nelle transizioni, rafforzandone l’occupabilità.
In questa fase, tuttavia, che vede ancora un’elevata necessità per il sistema delle imprese di intraprendere processi di ristrutturazione produttiva e occupazionale, vi è il rischio che il combinato disposto tra forte riduzione degli ammortizzatori e aumento dei costi per il loro utilizzo, renda più facili i licenziamenti, che oggi sono più semplici e più convenienti rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
La tutela della occupazione deve essere prioritaria e a partire da tale assunto vanno gestirte le riorganizzazioni e le ristrutturazioni produttive.
Per questo CGIL CISL UIL ritengono necessario un intervento volto a :
-Avviare, sostenere, rafforzare le politiche attive;
-Allargare, anche in via transitoria, la durata e le modalità di utilizzo della cassa integrazione nelle e aree di crisi, complesse e non complesse;
-Modificare il Fondo di Integrazione Salariale per renderlo maggiormente fruibile e per dare certezze di pagamento delle prestazioni ai lavoratori coinvolti;
-Intervenire, a partire dai casi di maggiore criticità su durata di Naspi e mobilità, legandola alla fruizione di politiche attive e sostenendo un rilancio dell’Asdi;
-Valutare l’introduzione di uno strumento o la trasformazione di strumenti glà in essere per le imprese fino a 5 dipendenti, oggi prive di ammortizzatori sociali;
-Riequilibrare costi ed accessibilità della Cassa integrazione e dei licenziamenti.

SANITA’
L’universalità e la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale sono fortemente messe a rischio dalle scelte di progressivo de-finanziamento della spesa sanitaria. Anche nell’ultima Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza si prevede una riduzione dell’attuale 6,6 % della spesa sul PIL, già al di sotto della media UE, al 6,3% nel 2020. Il mutare dei bisogni di salute (cronicità, nuovi LEA, farmaci innovativi, non-autosufficienza e altro) necessiterebbe di un investimento in politiche di prevenzione, cura, riabilitazione e non invece del perseguimento di una politica dei tagli. Oggi milioni di persone ritardano o rinunciano alle cure a causa dei costi e della difficoltà di accesso al servizio e cresce la spesa privata delle famiglie solo in piccola parte intermediata dagli strumenti di sanità integrativa. Un quadro chiarissimo confermato dai diversi indicatori e che incide, prevalentemente, sugli strati di popolazione più fragili con carattere più accentuato nelle regioni maggiormente disagiate. La stessa attuazione del DPCM che istituisce i Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, attesi da anni, rischia di essere compromessa, in tutto il territorio nazionale, da una mancanza di copertura di circa 800 milioni di euro.Per queste religioni CGIL CISL UIL chiedono:
– Il progressivo incremento del finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale per allineare il livello di spesa sul PIL alla media degli altri paesi europei.
– La predisposizione di uno straordinario piano per la prevenzione e la promozione di sani stili di vita su cui
investire in termini di risorse, mettendo a sistema campagne di sensibilizzazione, piani di prevenzione primaria e secondaria e percorsi di educazione alla salute, allo sport ed alla buona alimentazione. L’ immediata eliminazione del superticket introdotto nel 2011 che rappresenta un ulteriore costo per le prestazioni dl diagnostica e specialistica;
– La rimodulazione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria per escludere dal pagamento dei ticket i soggetti in condizione di povertà percettori del reddito d’inclusione;
– Azioni strutturali mirate a realizzare un equilibrato rapporto tra strutture ospedaliere e servizi territoriali per
avvicinare i cittadini ai presidi di salute:
– La garanzia dei livelli essenziali in tutto il territorio nazionale in ambito sanitario sono noti i problemi di adeguatezza e di esigibilità dei nuovi LEA;
– Vanno definiti interventi strutturali adeguatamente finanziati per qualificare i servizi nel Mezzogiorno al fine di ridurre la mobilità passiva sanitaria (valore attuale 4,154 miliardi di euro);
– L’Introduzione di meccanismi anche di natura organizzativa per fare fronte al problema delle liste d’attesa al fine di garantire in tutti i territori l’accesso ai servizi;
– L’incremento del finanziamento del fondo per la non-autosufficienza;
– Un intervento sulla dotazione del personale per garantire la stabilizzazione e l’adeguatezza degli organici per rendere realmente esigibili i Livelli Essenziali di Assistenza.

CONTRATTI
Chiudere i contratti, accelerare li negoziato su tutti i comparti del Pubblico Impiego, nel rispetto dell’accordo del 30 novembre 2016.
CGIL CISL UIL ritengono che la stagione contrattuale debba essere rivolta a tutelare il lavoro e a innovare la pubblica amministrazione, superando la politica dei tagli, il blocco delle assunzioni e delle retribuzioni perseguita in quesiti anni.
Rinnovare i contratti per:
– Valorizzare il lavoro pubblico e migliorare li servizio ai cittadini;
– Stabilizzare i precari;
– Incrementare i salari e tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni, garantendo le risorse per tutti i comporti, che assicurino l’incremento degli 85 euro e il mantenimento degli 80 euro del bonus Renzi;
– Ricostruire nuove relazioni sindacali, per il pieno rilancio e valorizzazione della contrattazione di secondo livello e il ripristino della vigenza triennale dei contratti;
– Estendere al Pubblico Impiego la defiscalizzazione del salario di produttività e del welfare contrattuale.

PENSIONI, GIOVANI, OCCUPAZIONE, SANITÀ, CONTRATTI SONO DELLE PRIORITA’ SOCIALI ALLE QUALI IN QUESTA FASE E’ INDISPENSABILE DARE DELLE RISPOSTE, AD INIZIARE DALLE SCELTE CHE SI FARANNO CON LA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO.

CGIL CISL UIL SI MOBILITANO A SOSTEGNO DELLE LORO PROPOSTE ED INVITANO I LAVORATORI, I DISOCCUPATI, I GIOVANI, I PENSIONATI A CONTRIBUITE ALLA RIUSCITA DI QUESTA PRIMA GIORNATA DI MOBILITAZIONE PARTECIPANDO NUMEROSI ALLE MANIFESTAZIONI!!!