Legge 194. Ne parliamo con Serena Sorrentino Segr. nazionale FP CGIL

Nella piattaforma di genere TUTTE, INSIEME, VOGLIAMO TUTTO approvata dall’ultimo Congresso nazionale della CGIL, una delle priorità indicate nel capitolo “Salute delle donne” riguarda i Consultorii e la piena applicazione della Legge 194 che dal 1978 ha regolamentato le modalità di accesso all’interruzione di gravidanza e ha decriminalizzato l’aborto.

Trascorsi 41 anni dall’approvazione della legge, interrompere la gravidanza in Italia non è più un reato, ma presenta non poche difficoltà a partire dal numero di medici obiettori che ha raggiunto una media nazionale del 70% con punte anche del 90% in alcune Regioni. Anche per quanto riguarda la diffusione sul territorio dei consultorii e sul loro funzionamento è necessaria una rinnovata attenzione adeguata ai nuovi bisogni delle persone.

Nell’ambito di un programma di iniziative legate alla piattaforma di genere, CGIL e Funzione Pubblica CGIL di Rimini hanno organizzato un’assemblea pubblica per discutere di Legge 194 e Consultorii nel territorio provinciale. L’assemblea si terrà il 27 giugno dalle ore 9.30 alle 13.30 presso la sede sindacale di via Caduti di Marzabotto, 30.

Interverranno: Ornella Giacomini Segr. Generale FP CGIL Rimini, Cristian Lucarelli Segr. FP CGIL Rimini, Isabella Pavolucci Segr. Generale CGIL Rimini.

Porteranno il loro contributo: Marcello TONINI direttore generale AUSL Romagna, Maurizio BIGI responsabile servizi consultoriali, Elvira ARIANO di Rompi il silenzio.

Previste testimonianze di ex operatrici dei Consultori: Nives VASELLI, Daniela DANIELE.

Presiederà Claudia Cicchetti CGIL Rimini.

Concluderà Serena SORRENTINO Segretaria nazionale FP CGIL

 

Locandina

 




Fallimento Mercatone Uno. Senza risposte i 1.800 lavoratori, 450 dei quali in Emilia Romagna. Presidio anche a Rimini

Comunicato stampa. Anche a Rimini continua la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del Mercatone Uno, unitamente a Filcams Cgil e Fisascat Cisl, per difendere il posto di lavoro. Venerdì 7 giugno dalle ore 9,30 alle 12,30 verrà effettuato un presidio presso il Punto Vendita (chiuso) di Rimini Nord, per chiedere che il Mise velocizzi tutte le procedure promesse, necessarie per la retrocessione dei contratti (ritorno alle condizioni contrattuali ante acquisto Shernon srl) e l’attivazione della Cassa Integrazione. Senza questi interventi per le lavoratrici e lavoratori, sospesi dal 24 maggio scorso e senza retribuzione da un mese, verrebbe meno qualsiasi sostentamento.

Inoltre, per il futuro, ribadendo la necessita della continuità d’impresa, si chiede a tutti i soggetti interessati di attivarsi affinché l’azienda non venga chiusa: soluzione nefasta che comporterebbe delle pesanti ripercussioni sociali.

p. FILCAMS CGIL Rimini – FISASCAT CISL Romagna / Massimiliano Gabrielli – Luigi D’Alessandro

Rimini 6 giugno 2019




14 Giugno. Sciopero generale dei metalmeccanici

I lavoratori metalmeccanici sciopereranno in tutta Italia venerdì 14 giugno con tre grandi manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli per chiedere al Governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, i salari, i diritti. Una decisione determinata dalla sempre maggiore incertezza sul futuro vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro. I lavoratori riminesi parteciperanno alla manifestazione di Firenze.

Il Governo e le imprese non possono scaricare sui lavoratori la nuova crisi che stiamo vivendo: per affrontare la situazione sono necessari investimenti pubblici e privati per l’innovazione, le competenze, l’ecosostenibilità, l’occupazione, la prevenzione e la salvaguardia di salute e sicurezza.

Per rilanciare il mercato interno è indispensabile aumentare i salari, ridurre la tassazione, garantire lo stato sociale.

E’ necessario che Governo e sistema delle imprese riconoscano il ruolo dei lavoratori. Il Governo deve adottare politiche mirate a contrastare delocalizzazioni e le chiusure di stabilimenti, a partire dal Mezzogiorno, ancora una volta, duramente colpito dalla crisi e a sostenere i buoni motivi per attrarre investimenti industriali. Vanno rafforzati i vincoli della responsabilità sociale delle imprese verso i lavoratori e il territorio. Occorre investire per creare occupazione per i giovani disoccupati, attraverso il consolidamento di alcuni settori in cui il nostro paese ha una leadership e incentivi per l’ecosostenibilità del nostro sistema industriale.

Per Fim Fiom e Uilm, le politiche pubbliche devono concentrarsi su ciò che crea lavoro, sull’occupazione, sulla qualità e la dignità del lavoro e in questo contesto misure come il reddito di cittadinanza non possono essere sostitutive di questo impegno e soprattutto non possono essere il solo strumento di lotta alla povertà.

Serve subito un cambio di rotta, sia da parte del governo che delle imprese e agire con urgenza sui seguenti elementi:

FUTURO PER L’INDUSTRIA

Difendere e aumentare l’occupazione con gli investimenti pubblici e privati, per produrre con qualità e sostenibilità sociale e ambientale, per rilanciare settori strategici del paese e reindustrializzare le aree di crisi;

AUMENTARE I SALARI

E’ necessario aumetare i salari con i contratti nazionali e di secondo livello, e attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente;

DIRITTI PER IL LAVORO

Contrastare la precarietà con la stabilizzazione dell’occupazione, applicare i contratti erga omnes, ed estendere i diritti ai lavoratori degli appalti, allargare la rappresentanza e la partecipazione collettiva dei lavoratori;

CONTRATTARE L’INNOVAZIONE

Redistribuire la produttività delle nuove tecnologie per creare nuovo lavoro e aumentare i salari, diminuire gli orari di lavoro attraverso le opportunità che la tecnologia mette a disposizione;

EQUITÀ FISCALE

Diminuire le tasse sul lavoro dipendente, lotta all’evasione, basta condoni che premiano i furbi;

GIUSTIZIA SOCIALE

Riformare l’iniqua legislazione sulle pensione, estendere e qualificare gli ammortizzatori sociali, garantire a tutti salute e istruzione di qualità;

SALUTE E SICUREZZA

Investire sulla salute dei lavoratori e sull’ambiente di lavoro, combattere gli infortuni con la prevenzione e la formazione professionale.

Locandina /f  Locandina r




L’Assemblea generale ha eletto Isabella Pavolucci Segretaria generale della Cgil di Rimini

Isabella Pavolucci è il nuovo Segretario generale della Cgil di Rimini.

Sostituisce Primo Gatta che ha dovuto rassegnare le dimissioni dall’incarico di Segretario per ragioni di salute.

La sua candidatura è stata presentata all’Assemblea generale della Camera del Lavoro di Rimini dal Segretario regionale Luigi Giove.

Eletta dall’Assemblea con il 75% dei voti favorevoli sul totale degli 82 votanti, Isabella Pavolucci è la sesta donna su 11 a dirigere una Camera del Lavoro nel territorio Emiliano-Romagnolo.

45 anni iscritta alla Cgil dal 1991 (anno della prima domanda di disoccupazione stagionale), ha lavorato per 10 anni come stagionale presso strutture alberghiere e poi come commessa nella grande distribuzione.

In distacco sindacale nella Filcams dal 2004, dal 2011 a fine 2017 è stata Segretaria generale Filcams; dalla fine del 2017 ad oggi, Segreteria confederale con delega all’Organizzazione.

A Isabella Pavolucci e Primo Gatta gli auguri da parte di tutta l’Organizzazione.




‘Il Futuro È Servizi Pubblici’. Manifestazione nazionale Sabato 8 Giugno

Sabato 8 Giugno si terrà in piazza del Popolo a Roma una grande manifestazione nazionale dei servizi pubblici. Scendiamo in piazza per difendere il valore dei servizi pubblici. Alla manifestazione parteciperanno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, oltre che i segretari delle categorie dei servizi Pubblici, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

Ogni realtà nazionale fa perno proprio sull’efficienza dei servizi che offre ai cittadini. Senza una pubblica amministrazione di qualità, senza prendersi cura dei servizi pubblici erogati dal privato, i paesi finiscono al collasso. Ed è quello che sta succedendo in Italia, a causa di una politica che negli ultimi anni ha svilito i servizi pubblici, ha disinvestito, ha tagliato le spese, lasciando i servizi in balia del caos, a dover far fronte ad una grande richiesta da parte dei cittadini ma con le risorse e gli strumenti al minimo. Noi dobbiamo invertire questa tendenza, questa progressiva delegittimazione del valore dei servizi pubblici. Non esiste paese vivibile senza un servizio ai cittadini che si rispetti.

Ripartire non è possibile con i soli slogan elettorali. Rimettere in moto la macchina del nostro paese significa ridare dignità e qualità ai servizi che si offrono. Una causa che restituirebbe non solo orgoglio a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si occupano della collettività, ma anche servizi efficienti sui quali si può tornare a contare come cittadini, senza doversi rassegnare a liste d’attesa lunghe mesi, a servizi scadenti e al limite delle possibilità.

La battaglia di sabato 8 giugno è una battaglia che ci riguarda tutti, la cui eco dovrà convertirsi in un cambio di rotta della politica. Assunzioni, contratti e dignità al lavoro: questi i tre grandi temi su cui verterà la nostra azione rivendicativa. Dobbiamo partire dalle assunzioni, perché avere meno personale vuol dire penalizzare la qualità e la quantità dei servizi che si offrono ai cittadini. Bisogna rinnovare tutti i contratti, e con le risorse necessarie, non al ribasso. Dobbiamo difendere il valore dei servizi pubblici garantendo investimenti adeguati.

I nostri obiettivi:

• lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini
• il rinnovo di tutti i contratti, pubblici per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate e privati alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili
• cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati
• una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere
• rivendicare più investimenti nei servizi pubblici per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione dei servizi pubblici che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini
• un taglio netto a consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato
• l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità
• finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.
• che il Governo e le Autonomie Locali aprano un vero confronto con i Sindacati Confederali, sia sul rinnovo dei Contratti che sul Welfare
• che le Associazioni Datoriali diano risposte sui Contratti a partire da quello della Sanità Privata

Scendiamo in Piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti.

Dunque, sabato 8 giugno scendiamo tutti insieme in piazza, cittadini e lavoratori, per difendere il valore del lavoro. Perché non c’è futuro senza lavoro, e non c’è uguaglianza senza servizi pubblici.




“Dateci retta”. Manifestazione nazionale dei pensionati

Sabato 1 Giugno, decine di migliaia di pensionati sono scesi in piazza San Giovanni a Roma per partecipare alla manifestazione “Dateci retta” indetta dai Sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
Una manifestazione – la prima dopo 15 anni a tenersi nello storico punto di ritrovo del movimento sindacale – molto partecipata, segno tangibile del sentimento di insofferenza e di insoddisfazione nei confronti di un governo che non ha fatto nulla per migliorare la condizione di vita di 16mln di persone anziane.

Pensionati bancomat. Perdita fino a 20mila euro in meno di dieci anni.

Pensionati bancomat dei governi. Al centro della protesta i continui tagli degli assegni operati in poco meno di dieci anni e che hanno portato ad una perdita pro capite fino a 20mila euro.
Tagli non irrilevanti e reiterati nel tempo a cui si aggiungono quelli decisi dal governo in carica, che attraverso il nuovo meccanismo di rivalutazione in vigore da aprile sottrarrà a chi è in pensione 3,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni.
Altri 100 milioni rientreranno invece nelle casse dello Stato già nel mese di giugno attraverso un conguaglio con cui i pensionati dovranno restituire una parte di quanto ricevuto a gennaio, febbraio e marzo.
I Sindacati denunciano inoltre l’insopportabile pressione fiscale sui redditi da pensione, che è la più alta in Europa e maggiore anche di quella applicata al lavoro dipendente per effetto delle minori detrazioni.

Non autosufficienza e sanità emergenze nazionali.

Diritto alle cure e ad invecchiare bene. La sanità e la non autosufficienza vere emergenze nazionali che il governo e la politica non stanno affrontando.
Oltre alle pensioni la protesta ha abbracciato anche altri temi di estrema rilevanza per un paese che invecchia sempre di più e in cui cresce inevitabilmente la domanda di salute e di assistenza.
I sindacati hanno chiesto quindi il rilancio del Sistema Sanitario nazionale, che sia davvero universale e non a disposizione solo di chi può permetterselo, e una legge sulla non autosufficienza, necessaria a sostenere milioni di persone in condizioni di fragilità e le loro famiglie.




Start esternalizza a condizioni peggiorative per i lavoratori

Comunicato stampa. Il 21 maggio scorso, con una lettera di due righe, il dirigente delle risorse umane di Start ha informato le organizzazioni sindacali di aver appaltato il servizio di biglietteria di Riccione, per l’estate 2019, alla società Holacheck.

Richiesto immediatamente un incontro, abbiamo avuto conferma di quanto era facile immaginare e cioè che, in questa operazione di esternalizzazione, ai lavoratori dipendenti della società appaltante non verrà applicato lo stesso contratto dei colleghi, bensì quello di Multiservizi che, neanche a dirlo, è peggiorativo rispetto a quello applicato in Start.

Dunque, mansioni uguali con contratti diversi.

Di fronte alle rimostranze da parte sindacale il dirigente ha risposto che la nostra è solo un’opinione. Chiedere il rispetto dei contratti, parità di condizioni a parità di mansioni nella stessa azienda, per il dirigente è un’opinione, ovviamente contraria alla sua.

Come sindacati di categoria FILT CGIL – FIT CISL – UILTRASPORTI UIL giudichiamo intollerabile tale comportamento e già abbiamo chiesto all’Azienda di poter discutere delle eventuali esternalizzazioni prima che si proceda in tal senso e che esse vengano comunque normate contrattualmente. Nello specifico chiediamo anche assicurazioni circa la collocazione del personale non più idoneo alla guida, adibito solitamente al lavoro in biglietteria.

Segreterie FILT CGIL Rimini – FIT CISL Romagna – UILTRASPORTI UIL Rimini

Rimini 31 maggio 2019




Start Romagna. Manca un progetto industriale

Comunicato stampa. Le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente comunicato denunciano il totale disinteresse da parte della proprietà di Start Romagna (Sindaci di Rimini, Ravenna, Forlì, Cesena) e dell’Assessorato regionale competente, sulle richieste da noi avanzate. Nessuna risposta infatti abbiamo ricevuto alle nostre lettere inviate il 6 dicembre 2018 e ancora il 2 aprile 2019 con le quali si chiedeva un confronto ai soggetti sopra citati.

Giudichiamo tale atteggiamento molto grave e lesivo di una corretta relazione tra le parti, tanto più in presenza di un’impresa a totale controllo pubblico che in Romagna occupa circa 1.000 dipendenti diretti.

I temi al centro delle nostre richieste attengono al futuro di Start Romagna, anche alla luce di quanto convenuto con il Patto Regionale del dicembre 2017 per il trasporto gomma/ferrosi nella regione Emilia Romagna. Si va verso i bandi di gara. Come si può mantenere un’azienda così importante per il servizio pubblico, senza avere un preciso progetto industriale che traguardi allo sviluppo del servizio?
E possibile discutere di tali argomenti?
Start ha un Cda scaduto, un presidente che ne segue le orme, un bilancio preventivo 2019 non ancora presentato, un piano industriale/finanziario che non trova alcun riscontro.
Le Organizzazioni sindacali ritengono necessario/utile/indispensabile un confronto di merito immediato per tutelare al meglio il lavoro, ma anche un patrimonio del servizio pubblico dell’intera Romagna.

Filt CGIL – Fit CISL – Uiltrasporti UIL – Faisa CISAL – USB




Agenzia interinale Alma. Nessuna certezza per il pagamento degli stipendi

Il Gruppo Alma conta circa 17.000 dipendenti, suddivisi in 32 società, operante prevalentemente nella somministrazione di lavoro interinale attraverso la società madre Alma SpA, nonché operando in appalto nei servizi di pulizie e servizi integrati/multiservizi, logistica, call center e nei settori industriali dell’alimentare e metalmeccanico.
Le società del Gruppo applicano diversi CCNL a seconda della tipologia di appalto.
Vista la complessità e il coinvolgimento di sei categorie, Filcams, Filt, Fiom, Flai, Nidil e SLC, la Cgil nazionale aveva inviato una richiesta urgente di incontro al MISE lo scorso marzo. Nessuna risposta.

Il Gruppo è alle prese con questioni di ordine giudiziario e ultimamente è anche inottemperante rispetto al pagamento degli stipendi e quidi per ciò che riguarda la responsabilità in solido delle imprese utilizzatrici verso lavoratrici e lavoratori in somministrazione. In sostanza l’Agenzia per il lavoro Alma ha comunicato che le retribuzioni del mese di aprile saranno erogate su base forfettaria e saldate soltanto quando avverrà il pagamento da parte dei Committenti.

Il 13 maggio CGIL CISL UIL hanno inoltrato un’ulteriore lettera al Gruppo per chiedere l’incontro.

In allegato il comunicato sindacale

 




Gruppo SGR. Rinnovato il contratto aziendale

Comunicato stampa. I lavoratori di Sgr Servizi, Gruppo Sgr e Adrigas, riuniti in assemblea hanno approvato all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale valevole per il 2019-2021.

Con soddisfazione Filctem Cgil e Femca Cisl consolidano, in importanti imprese del nostro territorio, un modello contrattuale che lascia alle spalle una posizione difensiva, per maggior salario e diritti e un modello di relazioni industriali che pone al centro la dignità del lavoro.

Questo nuovo contratto aziendale consolida nel premio di produzione variabile (che aumenterà del 22%), gli obiettivi di incremento della produttività, qualità e redditività del servizio, obiettivi sempre raggiunti negli anni passati e spesso superati dai lavoratori del Gruppo Sgr.

Tutela i lavoratori che si trovano in gravi condizioni di salute, prevedendo una procedura sindacale congiunta, affinché si difenda la conservazione del posto di lavoro, anche ove tale periodo di malattia sia stato superato secondo il contratto nazionale.

Aumenta la quota a carico azienda nel Fondo Pensione Complementare di settore, rispetto a quanto previsto dal Contratto nazionale di riferimento, rafforzando così attraverso la contrattazione, uno strumento di governance trasparente e partecipata dei lavoratori.

Interviene sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori dai luoghi di lavoro. La Filctem Cgil e la Femca Cisl, giudicano un traguardo molto positivo aver esteso, in un’altra importante azienda del territorio (vedi contratto AEFFE), l’accordo sulle molestie e violenze, che prevede: un aiuto concreto nei confronti delle vittime, con l’aspettativa retribuita da SGR, ricollocazione ove fosse necessario e la costituzione di un fondo economico aziendale, che ci permetterà di svolgere iniziative congiunte con la rete antiviolenza e la Consigliera di pari opportunità, e diffondere tra i lavoratori il riconoscimento sociale della violenza contro le donne.

p. FILCTEM CGIL – p. FEMCA CISL

Francesca Lilla Parco – Cristian Fabbri