Contro gli infortuni domestici è obbligatorio assicurarsi. Scadenza il 31 gennaio

L’obbligo di assicurarsi contro gli infortuni domestici vige per le persone che svolgono, a titolo gratuito e senza vincolo di subordinazione, un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’ambiente in cui dimorano, in modo abituale ed esclusivo, vale a dire che non svolgono altre attività per le quali sussiste obbligo di iscrizione a un altro ente o a una cassa previdenziale. Interessa, dunque, tutte le casalinghe.

Il pagamento deve essere effettuato entro il 31 gennaio di ogni anno.

In caso di mancato o ritardato pagamento del premio, è prevista l’applicazione di somme aggiuntive graduate a seconda del ritardo.

L’obbligo di stipulare l’assicurazione e il diritto alle tutele assicurative si applica alle persone dai 18 ai 67 anni.

Il premio assicurativo è fissato in 24,00 euro.

Il grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita deve essere pari o superiore al 16%.

Per inabilità permanenti accertate comprese tra il 6% e il 15% si ha diritto ad una prestazione una tantum di 300 euro.

In presenza di determinate gravi menomazioni si ha diritto all’assegno per l’assistenza personale continuativa (APC) pari a 545,02 euro.

Per la richiesta di prima iscrizione all’assicurazione, è obbligatorio ed esclusivo l’invio telematico. I servizi telematici sono riservati ai soli utenti in possesso delle credenziali dispositive che possono essere richieste presso le sedi territoriali Inail, presentando il modulo apposito, “Utenti con credenziali dispositive”. Per questa procedura non è previsto l’intervento del Patronato (o CAF), è pertanto a carico del cittadino procurarsi sia le credenziali dispositive che occuparsi della compilazione on line dei modelli sopra elencati.

A coloro che devono effettuare il rinnovo dell’assicurazione, l’Inail invia direttamente a casa l’avviso di pagamento (le modalità di pagamento rimangono le stesse dello scorso anno).

Patronato Inca CGIL Rimini




Ispezioni alla Fiera. Nessuna giustificazione per il lavoro nero

Comunicato stampa. Scoperti sei lavoratori in nero su ventisette controllati nel corso di un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Rimini e del Nucleo dell’Ispettorato del Lavoro d’intesa con la direzione dell’Ente Fiera. Le otto aziende sottoposte a verifica – riferiscono gli organi di informazione – si occupavano di allestimenti fieristici, un settore molto delicato con implicazioni dirette per quanto riguarda la sicurezza sia dei lavoratori, che degli operatori, che degli stessi visitatori degli stand.

Nell’ottobre scorso in occasione della 68ma giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro l’ANMIL ha diffuso i dati sull’andamento degli infortuni sul lavoro che sono in ripresa e che colpiscono significativamente i lavoratori più giovani anche per quanto riguarda gli infortuni mortali. Un ulteriore motivo per sostenere ancora di più la cultura della sicurezza e la formazione professionale permanente. Dai dati provinciali emerge che nei primi 8 mesi del 2018 gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia di Rimini sono stati 3.610, 63 in meno se confrontati con lo stesso periodo del 2017. Un calo dell’1,9%, superiore a quello medio nazionale (-0.6%) e regionale (-1%). Le malattie professionali denunciate, scendono da 285 a 257 (-9,8%). Gli infortuni mortali a Rimini sono stati 3 a fronte dei 6 del 2017. Sebbene il numero sia calato finché si verificheranno incidenti mortali non sarà possibile però parlare di andamento positivo.

Ben vengano dunque i controlli da parte delle forze dell’ordine e ispettive anche se, a margine, vorremmo riprendere le dichiarazioni che su un quotidiano (il Resto del Carlino) sono state attribuite, virgolettate, all’Arma dei Carabinieri. Dichiarazioni che, se confermate, stupiscono laddove, quasi a giustificazione del lavoro nero, si prende a riferimento la congiuntura economia negativa e la pressione fiscale. Come CGIL riteniamo che il lavoro nero, le irregolarità contributive e i contratti non applicati danneggiano non solo i lavoratori ma anche quella parte di imprenditori che rispettano le regole e la crisi non può essere in nessun modo una giustificazione.

Segreteria CGIL Rimini