Energia Elettrica bene comune. Eccezionale riuscita dello sciopero in Enel Distribuzione

Comunicato stampa. Pressoché unanime l’adesione dei lavoratori di Enel Distribuzione allo sciopero nazionale di 4 ore proclamato contro le esternalizzazioni selvagge, la concessione in appalto di importanti attività dell’Ente e affinché si proceda a nuove assunzioni.

I lavoratori della provincia di Rimini hanno manifestato davanti alla sede di via Covignano in collegamento facebook con i colleghi di Parma e Piacenza. Dalle testimonianze sono emerse situazioni simili circa le politiche dell’Ente ma anche con tratti territoriali specifici.

Per quanto riguarda la provincia di Rimini va detto che già nell’agosto del 2018 era stata inviata una lettera all’allora Presidente della Provincia e Sindaco del capoluogo Andrea Gnassi per sollecitare il suo intervento rispetto alle problematiche del settore. La lettera era stata inviata all’indomani di alcuni episodi di blackout che avevano avuto effetti molto negativi sia sulle attività economiche e produttive che sui consumatori domestici. Inoltre, metteva in evidenza le difficoltà che avevano incontrato i lavoratori, sui quali erano ricadute le forti pressioni della cittadinanza, per il ripristino delle linee vista l’inadeguatezza dell’organico.

Sono problemi che si ripresentano ad ogni estate, fatta eccezione per quest’ultima, e ancor più da quando sono iniziate le grandi opere di riqualificazione soprattutto in alcune zone di Rimini, dal Parco del Mare al Centro Storico, da Rimini Nord ai Viali delle Regine. Va bene pretendere che gli armadietti stradali siano dipinti con effetto corten, ma occorrono anche i collegamenti efficienti e sicuri! Perché saremo pure in epoca digitale, ma senza la luce tutto si ferma.

Una maggiore programmazione a tutti i livelli, sia per quanto riguarda i lavori di riqualificazione sia per l’attività dell’Ente contribuirebbe a garantire un servizio qualificato e un’assistenza continua.

Ma ENEL preferisce esternalizzare il lavoro, creare precarietà lavorativa, non assumere nelle Aree operative in cui vi è una forte carenza di personale, organizzare turni di reperibilità estenuanti e ripetuti (a scapito anche della sicurezza sul lavoro), chiudere centinaia di presidi.

L’energia elettrica è un bene comune e pertanto la missione industriale di E-Distribuzione deve rimanere quella di garantire un servizio essenziale al Paese, anche in considerazione della transizione energetica in atto.

Le Segreterie Territoriali Filctem CGIL, Flaei CISL e Uiltec UIL




Sciopero nazionale Enel Distribuzione di 4 ore. Diretta streaming dai presidi di Rimini, Parma e Piacenza

Comunicato stampa. “Accendiamo il buon lavoro e spegniamo le esternalizzazioni”, “ENEL più appalti=più disagi”, sono questi alcuni degli slogan che le lavoratrici e i lavoratori di ENEL Distribuzione porteranno stampati sugli striscioni al presidio davanti alla sede di via Covignano a Rimini.

Dopo
oltre un mese di blocco dello straordinario e di assemblee in tutte
le sedi operative, il 19 novembre, infatti, sarà sciopero nelle
prime 4 ore di lavoro in E-Distribuzione, società del gruppo Enel,
con oltre 15 mila dipendenti (69 nella provincia di Rimini), che
svolge l’esercizio della rete elettrica in concessione dallo Stato.

Stanchi
della situazione che da tempo stanno patendo i tanti lavoratori e
visto il perdurare dell’indifferenza aziendale rispetto alle
problematiche presenti, scioperare è stata la scelta obbligata, non
per avanzare richieste economiche, ma per difendere un servizio
pubblico essenziale nell’interesse generale del Paese. Il rischio è
che scelte sbagliate, che nulla hanno di industriale, finiscano per
favorire soltanto il business a scapito del servizio elettrico del
Paese. Nonostante la carenza di personale, i lavoratori e le
lavoratrici di E-Distribuzione si sono fatti carico di questo
servizio essenziale, nel silenzio e nel disinteresse generale, in
primis della politica. Si calcolano picchi di ore di straordinario
annue pro capite di 900 ore, dato confermato anche a Rimini. Questo
non può perdurare.

Il rischio di un’esternalizzazione selvaggia, che vede l’azienda impegnata a “concedere” in appalto importanti pezzi delle attività distintive di Enel Distribuzione, inadeguato livello di assunzioni, quantità elevate di ore straordinarie, turni di reperibilità estenuanti e ripetuti (a scapito anche della sicurezza sul lavoro), organici ridotti all’osso e mancanza di programmazione dei carichi di lavoro non più sostenibili sono le maggiori criticità. Per risolverle le rappresentanze sindacali chiedono:

– un sostanzioso numero di assunzioni per dare risposte concrete agli impegni aziendali;

il
mantenimento in azienda delle attività principali e il blocco
dell’utilizzo eccessivo e non concordato degli appalti;


un piano di investimenti che riporti l’Italia al centro dell’azione
economica dell’Azienda, nata e sostenuta da capitali italiani;


la ripresa di confronti con ogni territorio per verificare, con dati
veri, la reale situazione della reperibilità e dei carichi di
lavoro;


che la missione industriale di E-Distribuzione rimanga quella di
garantire un servizio essenziale al Paese, anche alla luce della
transizione energetica in atto.

Servono
nuove assunzioni di giovani, anziché portare importanti attività
all’esterno, una decisa sferzata nei rapporti sindacali e il giusto
riconoscimento all’impegno che tutti i lavoratori e le lavoratrici
di quest’azienda svolgono con coraggio e silenziosa abnegazione.

Ricordiamo
che, come stabilito dalla regolamentazione dello sciopero nel Settore
elettrico, saranno garantiti i servizi essenziali.

Dalle
ore 8.30 alle ore 11.00 diretta streaming dai presidi di Rimini,
Parma, Piacenza
sulla
pagina Fb di Filctem CGIL Parma
https://www.facebook.com/FILCTEMCGILPARMA

Le
Segreterie Territoriali Filctem CGIL, Flaei CISL e Uiltec UIL

Rimini
18 novembre 2020




Coronavirus. CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini chiedono un’unica cabina di regia economica sul territorio, in capo alla Provincia.

Comunicato stampa. CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini, senza allarmismi, ma con la preoccupazione dovuta agli effetti che il coronavirus sta determinando anche sul sistema produttivo e dei servizi pubblici e privati, ribadiscono la necessità che si realizzi un’unica cabina di regia economica sul territorio e che sia in capo alla Provincia. Dovranno farne parte le istituzioni, le categorie economiche e le organizzazioni sindacali.

Per quanto contenuta, la diffusione del virus sta lasciando strascichi pesanti nelle attività lavorative oltreché nella vita delle persone a partire, per esempio, dalla chiusura delle scuole che porta con sé la sospensione di alcuni servizi di trasporto, delle mense scolastiche e del pulimento, l’annullamento delle gite scolastiche. Pesanti contraccolpi si rilevano nel settore turistico con le prenotazioni bloccate non solo a Pasqua ma per l’intera stagione estiva.

Sono in sofferenza alcuni artigiani del settore metalmeccanico, le aziende di allestimento fieristico, la cooperazione sociale impiegata nelle scuole.

Difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, soprattutto se provenienti dalla Cina, coinvolgono le aziende tessili che hanno problemi anche riguardo alle campagne vendita dopo la fuga degli acquirenti che hanno presenziato alle sfilate di Milano e, complessivamente, sull’export.

Si conferma a livello locale la richiesta fatta alla Regione da CGIL CISL UIL dell’Emilia Romagna affinché vengano definiti ammortizzatori specifici a copertura di tutti i lavoratori dipendenti e non, che sono temporaneamente sospesi dalle attività lavorative e un provvedimento di carattere nazionale che garantisca uniformità delle tutele salariali e di conservazione del posto di lavoro.

Oggi più che mai si rende necessario che la stessa Naspi venga riformata a garanzia di un maggiore riconoscimento economico del lavoro stagionale nel turismo.

Come CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini chiediamo alle aziende di non assumere iniziative in modo unilaterale che possano ledere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori (si veda ad esempio in alcuni territori la richiesta di autocertificazioni o l’allontanamento ingiustificato dal posto di lavoro) e di attenersi strettamente alle procedure stabilite dalle autorità competenti.

Per gli operatori della Sanità Pubblica che in queste settimane stanno svolgendo un lavoro straordinario è stato convenuto, con le organizzazioni sindacali, che la Regione dia indicazioni affinché tutte le prestazioni straordinarie e aggiuntive del personale del S.S.R. determinate dalla situazione di emergenza collegata al Coronavirus, vengano gestite come prestazioni aggiuntive. Un’emergenza che sta coinvolgendo con particolare accanimento le persone più anziane e di salute più cagionevole.

Nel caso di proroga di chiusura delle scuole e per garantire la continuità delle attività lavorative e ridurre la mobilità delle persone, dovranno essere concordati con le aziende l’utilizzo di permessi straordinari, ferie e quant’altro e dove sarà possibile anche l’utilizzo temporaneo del lavoro agile (smart-working).

La situazione impone il massimo di coordinamento e di competenza. Auspichiamo che la richiesta di una cabina di regia trovi riscontro immediato da parte della Provincia e degli altri soggetti istituzionali e di categoria chiamati a governare l’attuale contingenza economica.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini  Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

 




Prevenzione Coronavirus

AVVERTENZA per iscritti e utenti che si rivolgono agli uffici della CGIL presso le sedi del territorio della provincia di Rimini.

In coerenza con quanto previsto dalla circolare del Ministero della Salute relativa alle indicazioni per gli operatori dei servizi a contatto con il pubblico, vi comunichiamo che:

  • tutte le sedi della CGIL resteranno aperte, perlomeno sino a diverse disposizioni da parte delle autorità competenti;
  • chi dovesse recarsi presso i nostri uffici è preferibile che prima prenda un appuntamento al fine di evitare assembramenti numerosi;
  • consigliamo di rinviare tutto ciò che non è urgente fino alla scadenza dell’ordinanza regionale (e/o salvo sua ulteriore proroga).



Leggi bene per non farti male

Riservato alle lavoratrici e ai lavoratori con contratto in somministrazione (ex interinale). Attraverso Inca e NIdiL, i lavoratori in somministrazione a tempo determinato e indeterminato possono avere tutela in caso di infortunio sul lavoro. Il Contratto collettivo nazionale per le agenzie di somministrazione lavoro prevede infatti alcune misure di sostegno erogate attraverso Ebitemp (Ente bilaterale per il lavoro temporaneo)…

Locandina




IL FILO DEL LAVORO – Sintesi dei lavori del convegno organizzato da Filctem CGIL Rimini

Un concentrato di cultura, tradizione e bellezza, un luogo davvero appropriato quello del cinema Fulgor di Rimini per ospitare il Convegno “il Filo del lavoro” organizzato dalla Filctem Cgil per parlare di lavoro nel settore della moda e in particolare del tessile e abbigliamento.

Sono passati dieci anni dall’inizio della crisi che ha sconvolto e trasformato l’economia mondiale e sebbene la ripresa in Italia sia molto lenta e tardiva, c’è la necessità per la Cgil di analizzare i cambiamenti che sono intervenuti e fare il punto sullo stato attuale delle imprese e del mercato del lavoro.

Purtroppo – ha detto in apertura Francesca Lilla Parco Segr. Filctem Cgil Rimini – gli anni di crisi hanno prodotto in gran parte la svalorizzazione del lavoro, perché molto spesso il lavoro è diventato precario, povero, un lavoro che non mette al centro la professionalità, le competenze, il sapere.

Al contrario, piena e buona occupazione è ciò che abbiamo affermato, prima, nel nostro Piano del Lavoro Nazionale e, dopo, sottoscrivendo, insieme agli altri attori pubblici, il Patto per il Lavoro in Emilia Romagna. Lo scopo: creare buon lavoro, mettendo al centro lo sviluppo del territorio e rendendo l’intervento pubblico un motore dell’economia. Per fronteggiare la crisi abbiamo scelto la strada di una proposta di sistema elaborando la Carta dei Diritti Universali del lavoro, una legge d’iniziativa popolare presentata in Parlamento con 1,5 milioni di firme raccolte.”

Per il territorio ha portato il saluto istituzionale Alice Parma consigliera provinciale con delega al Lavoro che ha confermato il suo impegno per la ripresa del tavolo anticrisi, a suo tempo istituito in Prefettura, da aggiornare in relazione alle condizioni attuali del mercato del lavoro.

Nel corso dei lavori è stata presentata la ricerca “Il tessile nella provincia di Rimini” a cura di Gianluca De Angelis dell’Ires Emilia Romagna.

Rispetto al contesto regionale, quello riminese mostra segni di forte vivacità e le sole imprese in diminuzione sono quelle del reparto dei prodotti in pelle. Dopo un periodo di variazioni negative, e in modo più significativo che nel resto della Regione, sono tornate ad aumentare le esportazioni anche se le importazioni crescono di più.

La manodopera è in larga parte subordinata, a tempo indeterminato, femminile, di età avanzata e lavora in gran parte tra le 31 e le 40 ore.

Tra i temi affrontati nel dibattito, le innovazioni tecnologiche, i luoghi di produzione, la trasformazione del lavoro e il contributo degli Istituti scolastici e dell’Università per la costruzione delle competenze necessarie. Una riflessione propedeutica all’individuazione di quelli che potrebbero essere gli scenari e le strategie da intraprendere per una nuova crescita, che va fatta da tutti i soggetti in campo. Dunque un confronto necessario tra imprese, sindacato e istituzioni che è ciò che ha ispirato la tavola rotonda all’interno del convegno, al quale non si sono sottratti, sollecitati da Simona Mulazzani giornalista di Icaro TV, l’assessore regionale Palma Costi, i rappresentanti delle imprese Aeffe, Gilmar e Fuzzi, il professor Giampaolo Proni del Corso di Laurea in Culture e Tecniche del costume e della moda – Campus di Rimini, il Segretario della Filctem CGIL regionale Giordano Giovannini.

Il compito di tirarare le fila della discussione è stato affidato a Sonia Paoloni, Segretaria nazionale della Filctem Cgil. “Se il made in Italy vuole continuare a mantenere la sua leadrship nel mondo non può rinunciare alla grande professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore – ha detto Paoloni. Il settore ha subito notevoli trasformazioni ed evoluzioni, alcune traumatiche che hanno visto la perdita di migliaia di posti di lavoro, altre, governate dalle imprese insieme alle Organizzazioni sindacali, hanno saputo riposizionare le aziende con politiche di gestione dell’occupazione su livelli competitivi alti, puntando sullo sviluppo tecnologico e sulle produzioni di qualità. Le professionalità sono indispensabili per il mantenimento degli elevati standard qualitativi – ha continuato la Segretaria nazionale. C’è bisogno, oggi più che mai di una visione di sistema concertata. Formazione continua, investimenti strutturali della politica e di ricerca delle aziende coniugate a politiche di trasparenza per far emergere le sacche di sfruttamento nella filiera produttiva, sia italiana che estera, che ledono i diritti dei lavoratori e impoveriscono interi territori”.




17 settembre 2018. Un altro avvio di anno scolastico in salita.

Lunedì 17 settembre oltre 45.000 studenti della provincia di Rimini sono tornati sui banchi di scuola, facendo registrare una lieve flessione della popolazione scolastica nella primaria. Ma se vi è certezza sui numeri degli alunni non è così per il personale docente e ATA. Nonostante l’intenso lavoro dell’Ufficio Scolastico Territoriale già nei mesi di Luglio e Agosto, sono moltissimi i posti ancora scoperti al termine delle operazioni per l’immissione in ruolo a causa dell’esaurimento delle graduatorie e del mancato decollo delle procedure concorsuali tanto attese. Risultato: nella provincia di Rimini mancano 63 collaboratori scolastici e oltre 30 assistenti amministrativi. 17 posti da Direttore Amministrativo sono stati coperti, in via provvisoria, dal personale, già in forza nelle segreterie, che ha accettato di ricoprire un incarico impegnativo e di responsabilità e, come è noto, ancora più critico il dato che riguarda i Dirigenti Scolastici: 17 scuole su 39 sono in reggenza.

Non va meglio sul fronte dei docenti, tante le cattedre ancora vacanti, ma il dato più allarmante si registra sul sostegno: tra infanzia e primaria sono oltre 120 i posti disponibili che andranno assegnati ad incarichi annuali. Un altro anno di supplenze dunque, che impedisce la garanzia della continuità didattica in un segmento particolarmente delicato come quello delle alunne e degli alunni con disabilità certificata.

Purtroppo occorre ancora una volta constatare che questa situazione è il frutto di scelte politiche che non tengono conto della realtà e dei tempi della scuola, prive di una programmazione pluriennale e spesso con procedure del tutto disallineate con le esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche. Così, quest’anno, oltre ai problemi sul reclutamento si sono aggiunti quelli relativi al ritardo di pubblicazione delle graduatorie, legate alle scadenze stabilite dal MIUR, aggiungendo elementi di incertezza e confusione sulle procedure di nomina.
Insomma, un’altra partenza in salita!

FLC CGIL Rimini




Per il settore chimico-farmaceutico un contratto di «nuova generazione»

(rassegna.it) Rinnovato il Ccnl dei 176 mila addetti del chimico-farmaceutico: l’aumento complessivo è di 129 euro. Novità su sicurezza, orari e formazione. Miceli (Filctem Cgil): “Un accordo che coniuga l’innovazione con l’ambizione delle persone che lavorano”

A sei mesi dalla sua scadenza naturale, è stata raggiunta l’intesa tra i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le associazioni imprenditoriali Federchimica e Farmindustria sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto chimico-farmaceutico, che coinvolge oltre 176 mila lavoratori in più di 2.700 imprese, con scadenza al 30 giugno 2022. Il raggiungimento dell’intesa in tempi così brevi conferma la validità del sistema di relazioni industriali tra le parti che ha permesso il raggiungimento di importanti risultati a livello contrattuale.

Con quest’accordo abbiamo tutelato il potere d’acquisto dei lavoratori in un momento di bassa crescita del Paese sottraendolo alla sola misura dell’inflazione”, spiegano i segretari generali Emilio Miceli (Filctem), Nora Garofalo (Femca) e Paolo Pirani (Uiltec Uil): “Abbiamo così posto le premesse per uno sviluppo concreto dell’economia nazionale attraverso la parte di industria che rappresentiamo. È un’intesa che rispecchia a pieno i contenuti dell’accordo interconfederale firmato lo scorso 9 marzo”.

L’aumento complessivo è di 129 euro. L’intesa prevede un incremento medio sui minimi (Trattamento economico minimo) di 97 euro (categoria D1) divise in quattro tranche: 30 euro al 1° gennaio 2019, 27 euro al 1° gennaio 2020, 24 euro al 1°luglio 2021 e 16 euro al 1° giugno 2022. Dal mese di luglio 2018 sarà confermato l’Edr (Elemento distinto del reddito) di 22 euro, cui si aggiungeranno altri 9 euro da gennaio 2019 derivanti dalle verifiche del passato contratto. “Al termine della vigenza contrattuale – proseguono i sindacati – ci si incontrerà per fare una verifica complessiva tra inflazione programmata e quella realizzata, tenendo conto però dell’andamento complessivo del settore. Per la prima volta un rinnovo contrattuale sarà la diretta conseguenza non solo dell’aumento generale del costo della vita, ma anche del complessivo andamento degli scenari di settore”. Inoltre, è stato deciso l’aumento di un euro per i turni notturni.

97 euro in 3 anni e mezzo, l’innovazione di un salario variabile che misura anche gli andamenti di settore. Una nuova funzione dei responsabili alla sicurezza che vigileranno anche sulle imprese degli appalti”. Questo il commento di Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil: “Un’attenta ricognizione dei bisogni individuali, di cura e di assistenza e una scelta di campo, pure dentro le mura della fabbrica, contro la violenza di genere: è un contratto di nuova generazione che coniuga l’innovazione con l’ambizione delle persone che lavorano. Adesso la parola alle assemblee, alle lavoratrici e ai lavoratori che sono non i destinatari, ma i protagonisti di questo contratto”.

Novità in materia di salute e sicurezza: nei siti produttivi caratterizzati dalla presenza di più aziende (comprese le aziende appaltatrici) sarà costituito il coordinamento dei Rlssa (Rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza) diretto da un rappresentante dell’azienda prevalente nel sito industriale. Per quanto riguarda l’organizzazione dell’orario di lavoro, per far fronte al sempre più dirimente problema dell’invecchiamento attivo del personale del settore chimico-farmaceutico e per favorire un adeguato ricambio generazionale il nuovo contratto prevede, oltre al fondo Tris (tramite accordi di secondo livello), la possibilità di una riduzione dell’orario di lavoro per i lavoratori più anziani, favorendo così l’ingresso di giovani. Si dà la possibilità, inoltre, di destinare le risorse economiche del premio di partecipazione per favorire quest’iniziativa.

Sulla formazione è previsto il consolidamento e il rafforzamento della figura del delegato alla formazione e della formazione delle rappresentanze. Sul tema dell’innovazione e dell’avanzamento scaturito da questa particolare fase storica (Industria 4.0), è previsto che nella contrattazione di secondo livello si possano determinare nuovi profili professionali e nuovi inquadramenti specifici che tengano conto dei nuovi “ruoli” che si andranno a creare in azienda. Infine, in questo rinnovo gli osservatori e i comitati per gli scenari economici apriranno un confronto sul ruolo dell’informazione scientifica del farmaco per determinarne meglio il perimetro operativo nel proprio ambito strettamente scientifico.

Soddisfazione per l’accordo esprimono anche i rappresentanti delle parti datoriali. “Un rinnovo lampo che dimostra la responsabilità delle parti”, commenta Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria: “In un mondo che con l’innovazione cambia rapidamente è necessario giocare d’anticipo. Con la firma del contratto abbiamo dimostrato che insieme si può centrare l’obiettivo. Così come siamo fiduciosi che il dialogo con le istituzioni possa portare in tempi brevi a un cambiamento della governance. Solo con un’alleanza tra istituzioni e parti sociali si potranno affrontare e vincere le sfide della competitività continuando a garantire occupazione di qualità”. Il presidente di Federchimica Paolo Lamberti evidenzia che “il rinnovo del contratto chimico-farmaceutico ha confermato, ancora una volta, la validità di un sistema di relazioni industriali partecipativo e innovativo, fondato sul dialogo continuo, capace di sostenere competitività e occupazione e valorizzare una contrattazione aziendale virtuosa ed effettivamente correlata con la produttività e la redditività delle imprese”

accordo




Tutelati. Assicurazione gratis per gli iscritti NIdIL CGIL

Oggetto: polizza assicurativa lavoratori servizi sanitari e sociosanitari – Convenzione per iscritti NIdIL CGIL

 Ai lavoratori della sanità con Partita Iva, in Collaborazione, in Somministrazione iscritti a NIdiL Cgil 2018 l’assicurazione RC COLPA GRAVE è grauita

La polizza (All. 1) è destinata a coprire, in forma collettiva, la RC Colpa Grave Sanitaria delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi sanitari e sociosanitari privati e pubblici, non dirigenti, iscritti a NIdiL CGIL, sia in ambito di magistratura ordinaria che di Corte dei Conti.

Pertanto, iscrivendosi a NIdiL CGIL le lavoratrici e i lavoratori avranno gratuitamente la suddetta polizza.

La validità della polizza assicurativa convenzionata LLOYD’S n. 10520471L che vi alleghiamo insieme agli altri documenti è annuale e decorre dal 1 marzo 2018 e scade il 1 marzo 2019.

La copertura assicurativa è prestata nella forma “claims made” vale a dire che è resa attiva per le richieste di risarcimento o circostanze di sinistro notificate per la prima volta nel corso del periodo di assicurazione. Sono coperti gli eventi accaduti o commessi non prima della data di retroattività convenuta (dieci anni).

Il massimale annuale per ogni assicurata/o è di € 250.000, l’estensione postuma (ultrattività) è di 10 anni ma è acquistabile a domanda dell’assicurata/o, quando cessa dal servizio, pagando, una tantum, la quota di:

·         € 33,80 se infermiere o altra professione sanitaria del comparto;

·         € 25,40 se altra professione assistenziale (OSS, OTA, Ausiliari, Massaggiatori, ecc.).

La decorrenza della copertura assicurativa partirà dal primo giorno lavorativo del mese successivo a quello di sottoscrizione della scheda di adesione (ad es. Modulo sottoscritto il 3 aprile 2018, indicare decorrenza dal 2 maggio 2018 al 1° marzo 2019).

Per ulteriori informazioni contattare Alessandra Gori Segr. generale NIdiL CGIL Rimini via Caduti di Marzabotto, 30




Personale carente negli Ospedali della Romagna. La denuncia della FP CGIL

Permangono e sono evidenti le difficoltà, legate alla carenza di personale nei reparti degli Ospedali della Romagna. 
La FP CGIL denuncia le criticità legate alle condizioni di lavoro degli infermieri e degli OSS e le inevitabili ripercussioni 
sulla qualità dell'assistenza e richiede interventi con carattere di urgenza.
Dopo aver più volte sollecitato l'azienda, ancora non c'è certezza rispetto ai tempi che saranno necessari per coprire tutte le posizioni di 
lavoro che ad oggi risultano vacanti. La risposta è più che urgente tenendo conto anche del dato di partenza sul numero del personale in
servizio, infatti, nell'ultima verifica sul personale in servizio alla data del  31/12/2016, il rapporto del numero di infermieri ogni 1000 abitanti 
per la Romagna era di poco superiore al 5/1000. Un  dato che, se raffrontato con i dati nazionali attestati su un rapporto pari o poco inferiore 
a 6 inf/1000 abitanti, evidenzia una importante carenza strutturale nella assistenza del nostro territorio.
Inoltre la situazione assunzioni e pensionamenti in sanità pubblica è totalmente in disequilibrio.
Dobbiamo prevedere che in soli 6 anni circa il 30 % dei lavoratori e delle lavoratrici della Sanità Pubblica potrebbero raggiungere i requisiti
per la pensione. Oggi i lavoratori over 60 anni di età sono 230.057. Per mantenere almeno l'attuale livello dei servizi e delle prestazioni è
necessario assumere più personale rispetto il semplice turn-over. I servizi della Sanità soffrono, vanno rafforzati.
Ribadiamo quanto già affermato pubblicamente della Segretaria Generale nazionale della FP CGIL, Serena Sorrentino, quando afferma che per
riuscire a mantenere un buon livello dei servizi della Sanità, non solo bisogna sbloccare il turn-over, ma è il momento di lanciare “un
piano straordinario di assunzioni” che vada oltre il ricambio tra chi esce e chi entra, superando anche il programma di stabilizzazioni
previsto dalla riforma Madia.