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Quando si parla di Fondi Pensione non bisogna cadere nell'equivoco di considerarli delle semplici forme di investimento. Se per alcune persone, effettivamente, possono rappresentare solo uno strumento di risparmio, per la maggior parte di esse i Fondi Pensione costituiscono una reale necessità, dettata dalla situazione del sistema previdenziale pubblico.
La legge Dini (L. 8 agosto 1995, n. 335), in vigore dall'1 gennaio 1996, ha apportato delle modifiche radicali al sistema pensionistico, intervenendo in particolare sulla metodologia di calcolo della pensione pubblica.
ANTE RIFORMA
METODO RETRIBUTIVO: l'importo della pensione era calcolato nei modi più variegati, ma generalmente si basava sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro. Nella maggior parte dei casi, dal 1992 in poi, il calcolo considerava gli ultimi 10 anni. Secondo tale metodo, chi andava in pensione percepiva mediamente il 70-80% dell'ultima retribuzione .
POST RIFORMA
METODO CONTRIBUTIVO: l'importo della pensione è strettamente correlato ai contributi previdenziali versati all'INPS e non più all'ultima retribuzione percepita.
Il nuovo metodo di calcolo ha nettamente ridimensionato l'importo che si arriverà a percepire al momento della pensione.
In pensione con 60 anni di età e 35 di contributi:

Un lavoratore dipendente con 35 anni di contributi e 60 anni di età riceverà una pensione pubblica pari a circa il 50% dell'ultima retribuzione.
Chi andrà in pensione con le nuove regole si troverà nella necessità di colmare ciò che la previdenza pubblica non è più in grado di garantire. Da qui deriva l'importanza della previdenza complementare.
Chi rientra nel nuovo metodo di calcolo previsto dalla riforma del 1995?
- Tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dall' 01/01/1996.
- Chi al 31/12/1995 aveva meno di 18 anni di contributi rientra in un sistema di calcolo “misto”( metodo retributivo per l'anzianità maturata sino al 1995, metodo contributivo per l'anzianità maturata dal 1° gennaio 1996).
Chi, invece, al 31/12/1995, aveva almeno 18 anni di contributi rientra ancora nel vecchio metodo retributivo.
Per questi e solo per questi la previdenza privata oggi non rappresenta la fonte economica per garantirsi un tenore di vita adeguato al momento della pensione, ma una utile forma di investimento che consente di beneficiare di una contribuzione aziendale e di investire il proprio denaro a costi molto contenuti.
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