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ROSSO: IL FRONTE - LABORATORIO DELLE MEMORIE AL FEMMINILE - GEMMANO 2005-2006



ROSSO: IL FRONTE
Laboratorio delle memorie al femminile

di Silvana Cerruti
del coordinamento donne provinciale dello SPI-CGIL "Il posto delle fragole"
e responsabile del progetto "Laboratorio delle memorie al femminile"di Gemmano

Il Laboratorio è utilizzato come strumento per recuperare l'identità  territoriale, incrementare lo scambio intergenerazionale al fine di stimolare uno sviluppo locale auto-sostenibile.

Il progetto è nato con il preciso intento di affermare il diritto alla memoria sia per chi racconta che per chi ascolta e impedire che il patrimonio rappresentato dai RICORDI delle donne vada perduto.

Uno degli obiettivi dello SPI-CGIL e di AUSER, è diventare depositari della memoria degli anziani, per trasmetterla alle altre generazioni, stimolare la comunità  a riappropriarsi delle conoscenze per utilizzarle in un più ampio processo di riqualificazione dell'intero territorio e indirizzarle ad una successiva progettazione e programmazione partecipata, finalizzata ad un' ipotesi di sviluppo sostenibile.

Questo progetto è nato da una particolare situazione emozionale.

Mi trovavo, infatti, nel settembre del 2004 a Gemmano, in occasione del 60° anniversario del passaggio del fronte. Mentre assistevo alle varie celebrazioni sono stata avvicinata da un anziano.

Gli ho sorriso vedendolo con l'abito della ”festa” e il petto ricoperto di medaglie.

E' stato come incontrare un fiume in piena che mi ha travolto con racconti in cui i suoi diciannove anni, l'età  che aveva all'epoca, sembravano venire fuori con l'irruenza della parola nel descrivere di morti e morti e morti accatastati, bombe e macerie e fumo ... e postazioni di artiglieria anticarro e carri armati ... e nel tono della voce, nei gesti, l'orgoglio di esserci stato.

Mi sono commossa e ho provato le sue paure il suo orrore e il suo orgoglio per essere stato presente.

Ma mentre lo ascoltavo dentro di me sentivo che tutto questo ricordare non era ... completo.

Mossa dalla voglia di conoscere e capire, mi sono procurata alcuni scritti sul passaggio del fronte a Gemmano, e ho letto con attenzione particolare il libro scritto da Amedeo Montemaggi, ricerca precisa ed esauriente, diario di guerra di notevole effetto ... ma:

"Dove erano le donne, dove i loro racconti? Perchè non c'erano che brevi cenni, piccole testimonianze ?"


La curiosità, è stata la spinta iniziale, poi sono passata alla parte organizzativa: ho incontrato gli interlocutori che potevano fare al caso, i dirigenti dello SPI CGIL, di AUSER, Luciano Colombari Sindaco di Gemmano, l'Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Rimini e l'idea si è trasformata in progetto.


le donne e la

Far parte di un sindacato come lo SPI CGIL, ben radicato sul territorio, ricco di risorse umane e di comunicazione è stato un vantaggio sia nella fase iniziale che per la concretizzazione dei progetti che ne sono derivati.


Il metodo utilizzato
:
il Laboratorio, inteso come luogo di progettazione collettiva, di partecipazione attiva e di democrazia applicata che valorizza risorse e competenze della comunità locale.

I componenti del Laboratorio all'inizio sono stati i nostri anziani iscritti al sindacato, poi la platea si è allargata e dal 15 giugno 2005 il laboratorio si è arricchito con la presenza di alcuni giovani molto motivati, con i quali si sono poi avviati alcuni importanti progetti rispetto allo sviluppo locale auto-sostenibile.

I componenti del laboratorio sono gli unici "mediatori" che possono aiutare a contattare inizialmente le persone da intervistare.

L'interesse reale, la partecipazione emotiva, l'approccio sereno e privo di pregiudizi hanno favorito in seguito la comunicazione e l'allargamento della platea degli intervistati.

Dare agli anziani la possibilità  di raccontarsi, al di là  dell'importanza della "raccolta" in sè, li aiuta a socializzare, a sentirsi di nuovo soggetti attivi e a riscoprire una maggiore autonomia.

Il raccontare ha infatti un effetto liberatorio e quasi terapeutico, perchè, oltre a rivivere le emozioni, dopo ogni incontro, le persone acquisivano una maggior sicurezza e socializzavano più liberamente.

Il Laboratorio ha quindi avuto come protagonisti i cittadini di Gemmano, con i quali a ogni incontro (quindici in tutto) si sono discusse le interviste effettuate, le curiosità da soddisfare e gli argomenti da approfondire.

Le testimonianze delle persone intervistate sono state trascritte per intero e consegnate al Comune di Gemmano, insieme alle registrazioni e alle documentazioni visive, nel corso di una riunione del Laboratorio.

il passaggio del fronte

Sulla guerra e sui suoi orrori tante pagine sono state scritte e memorie raccolte, ma la voce delle donne emerge raramente, e prevalentemente in studi di genere.

Le donne che ho intervistato hanno memorie diverse da quelle maschili, legate alla cura per gli altri e alle difficoltà  quotidiane. Non parlano di postazioni militari o di strategie, ma di compassione, di sofferenze, di paura, di sacrifici, di dolore.

Le donne, insieme ai bambini sono le vittime passive delle guerre, anche per questo conservano ricordi diversi e attualizzano i discorsi, entrano nei particolari di un'operosità  silenziosa nella sofferenza, che mette in risalto la loro adattabilità alle situazioni in nome della famiglia.

L' obiettivo era conoscere le emozioni, i problemi contingenti, le soluzioni, le esperienze di vita ... senza trascurare il punto di vista degli uomini.


E insieme a quelli di guerra sono emersi i racconti legati alla vita di tutti i giorni, l'immagine di una società  contadina i cui valori, le cui usanze e tradizioni sono fondamentali per conoscere le nostre radici.



foto dei riti contadini dell'epoca

Durante il percorso, incontro dopo incontro, si è evidenziata l'importanza del progetto come strumento, per rafforzare, negli intervistati, il senso di appartenenza al proprio territorio e incrementare nelle altre generazioni una crescita di attenzione nei confronti dello stile di vita passato rispetto a quello attuale, stimolando la ricerca.

Sottolineo inoltre il fatto che - attraverso le interviste - insieme a una mappa etnico-culturale-antropologica e territoriale, è emersa anche una mappa dei reali bisogni e delle esigenze degli anziani di Gemmano.

Terminate le interviste, la seconda fase prevedeva la pubblicazione di un libro e la realizzazione di un documentario.

Per ottimizzare lo scambio intergenerazionale abbiamo preferito dare la precedenza al filmato con la collaborazione di due giovani: Marco Caligari, laureato in Storia Contemporanea, attento ricercatore e studioso e Manuel Zani giovane operatore cinematografico, entrambi pieni di entusiasmo.

A ottobre ho ricominciato le interviste, ora più mirate, e con l'ausilio di microfoni e telecamere professionali ho così avuto modo di reintervistare quasi tutti i narratori.

Ho ripreso da capo il lavoro, è interessante sottolineare che le seconde interviste sono risultate un po' diverse dalle prime. Nelle prime l'onda delle emozioni portava a parlare in dialetto, a esprimere i sentimenti in modo più spontaneo, nelle seconde un po' per la soggezione verso la telecamera e l'operatore, un po' per la ripetitività , c'era meno pathos.

Al termine del lavoro ci siamo ritrovati con più di venti ore di interviste e di filmati girati sul territorio.

Nel frattempo grazie al prezioso lavoro di Marco Calidari, consulente storico del filmato, abbiamo recuperato filmati e foto dell' Imperial War Museum che documentano il passaggio del fronte a Gemmano, depositati presso l'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea di Forlì.


foto della chiesa di Gemmano durante la guerra

Dal Comune di Gemmano e da alcuni anziani abbiamo ottenuto le foto storiche, dal Parroco il diario di Don Morelli (Parroco all'epoca del Fronte) e con tutti questi elementi abbiamo montato il dvd.

La prima difficoltà  da affrontare è stata: cosa tenere e cosa scartare, perchè il dvd non doveva superare i 60 minuti, perchè le stesse cose, gli stessi avvenimenti sono raccontati da più persone, perchè c'è chi è più chiaro nel racconto e chi meno, perchè ci sono episodi più significativi e altri meno ... non è stata una scelta facile!

Seguendo una sceneggiatura di massima, abbiamo iniziato il percorso e abbiamo realizzato un filmato contenente una narrazione collettiva che si intreccia con le interviste effettuate e i filmati originali.

Il 12 luglio 2007 il documentario è stato presentato e proiettato a Gemmano nel corso di una serata che ha visto riunita tutta la popolazione.

foto dell'iniziativa del 12 luglio 2007 foto dell'iniziativa del 12 luglio 2007 foto dell'iniziativa del 12 luglio 2007


Perchè Rosso: il fronte.

Perchè rosso è il colore del sangue, della paura, della rabbia, del dolore, della commozione, del senso di impotenza ...


immagini del fronte e della guerra

Gli anziani parlando, dipingono con le parole, e i colori sono le emozioni.

Nel trascrivere al computer le lunghe interviste in cui i ricordi danzano avanti e indietro nel tempo sfiorando argomenti e situazioni diverse, seguendo le emozioni, ho utilizzato colori diversi a seconda dei temi trattati. I ricordi di guerra li o trascritti in rosso.

Il libro sarà  scritto in modo da non riproporre semplicemente le interviste, ma prendendo in considerazione i vari argomenti/colori: le storie di vita, le tradizioni, gli antichi mestieri, i riti ecc.


La documentazione del lavoro effettuato

  • 15 gli incontri di Laboratorio
  • 39 le persone intervistate
  • trascrizione delle interviste
  • rielaborazione per argomenti
  • raccolta di fotografie antiche
  • verifiche, approfondimenti, produzione e distribuzione di un dvd
  • pubblicazione di un libro in via di stesura

Progetti nati durante gli incontri di Laboratorio:

  • Progetto "Laboratorio delle storie" rivolto agli alunni delle elementari del Comune di Gemmano e condotto da Alice Kupczyk di Onferno (Gemmano) in collaborazione con gli anziani intervistati.
  • Nascita a Gemmano della Festa dell'Agri-cultura nel mese di luglio.
  • Progetto AUSER territoriale, Provincia di Rimini, SPI-CGIL, F.L.C, CGIL, Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea di Rimini:
    • sperimentazione in atto di unità  didattiche strutturate, che comprendono la proiezione del dvd, destinate alle classi finali delle scuole medie e delle superiori, a cura di Marco Caligari
    • progettazione unità  didattiche rivolte alla formazione dei docenti
  • Progetto "Identità, memoria e valorizzazione del patrimonio locale" che ci vede partners di due Progetti Europei:
    • Parks and Economy: Incontri partecipati per lo Sviluppo Locale Auto-sostenibile: coordinato dalla Provincia, prevede tre gruppi di lavoro
      • sviluppo rurale
      • turismo sostenibile
      • gestiti con gli abitanti di Gemmano che hanno costituito un Consorzio di produttori di beni e servizi con relativo Marchio di Vallata al cui interno opera la cooperativa di giovani: Terre solidali.

      • identità, memoria e valorizzazione del patrimonio locale, gestito utilizzando le memorie raccolte e ridisegnando la mappa degli antichi sentieri - lavatoi - borghi - linea gotica e relativi rifugi, pievi, cellette votive, ecc.
    • Laboratorio di progettazione partecipata del paesaggio del PROGETTO CONCA in collaborazione con la Provincia
  • Progetto Teatrale della Compagnia del Serraglio che prevede:
    • Produzione di uno spettacolo utilizzando le memorie raccolte
    • Laboratorio teatrale con le scuole superiori per realizzare uno spettacolo che si svilupperà  direttamente sul percorso della linea gotica e nei rifugi recuperati.
  • Progetto ricerche archeologiche organizzate dall' Università  di Ravenna: nella piana di San Pietro grazie ad alcune testimonianze raccolte e con l'intervento del dott. Andrea Tirincanti, si stanno effettuando dai primi di maggio scavi con la collaborazione di due gruppi di 25 studenti provenienti dalle Università  Europee.

  • Progetto recupero sentieri: in luglio quindici giovani di Lega Ambiente provenienti da tutta Europa collaboreranno alla pulizia dei sentieri da recuperare per un turismo sostenibile e per la ridelineazione della Linea Gotica.

  • Progetto filiera corta: sono in fase di elaborazione gli obiettivi per:
    • la crescita di una cultura per una domanda consapevole da parte dei consumatori,
    • un' offerta di produzioni agricole locali di qualità: biologica e/o a lotta integrata,
    • eliminazione delle intermediazioni tra domanda e offerta (obiettivo "chilometro zero"),
    • creazione di punti vendita dedicati per piccoli produttori locali,
    • contenimento dei prezzi al consumo.

L'iniziativa punta anche all'integrazione di vari interessi in campo, per uno sviluppo economico dell'intero territorio, in stretta relazione con l'economia turistica, rispettoso dell'ambiente, delle tradizioni locali e della sua storia.

Il progetto vedrà la partecipazione di diversi partners quali Enti locali (Provincia e Comuni), Associazioni di produttori, Associazioni di tutela dei consumatori, Sindacati Pensionati e di categoria.