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Economia illegale, lavoro irregolare, scarsa qualità del Turismo: maglie di una stessa catena

Comunicato stampa. La notizia del sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Rimini, relativo ad una società che gestisce un hotel a Torre Pedrera, si inserisce nel contesto di un territorio dove sempre più frequenti sono i fenomeni sentinella di un’economia illegale. Economia illegale e lavoro irregolare fanno il paio con la scarsa qualità del prodotto turistico, anzi, si potrebbe dire che si tratta di aspetti fortemente correlati, se non conseguenti.

Il radicamento della criminalità organizzata ed il lavoro.
La relazione del II semestre 2018 della Direzione Investigativa Antimafia ed i contenuti in essa riferiti all’Emilia Romagna e più nello specifico al Riminese, suggeriscono ulteriori riflessioni sul tema della legalità nel nostro territorio. Destano infatti preoccupazione il modus operandi affaristico portato avanti dalle mafie nei territori emiliano romagnoli e la confermata presenza nel riminese di criminalità organizzata di matrice nazionale ed internazionale.
Da ultimo i “Quaderni dell’Antiriciclaggio dell’Unità di Informazione Finanziaria” della Banca D’Italia evidenziano in provincia di Rimini un aumento di segnalazioni di operazioni sospette nel 2018 rispetto al 2017 (questo in attesa che escano i dati del I semestre 2019).
Il radicarsi di organizzazioni criminali è oramai assodato che implichi sfruttamento del lavoro, cancellazione di diritti fondamentali per i lavoratori e l’impedimento dell’esercizio delle libertà sindacali.

Il mercato del lavoro stagionale nel turismo.
Va ricordato, come dato di contesto, che a Rimini circa il 25% dei lavoratori nel turismo sono assunti in maniera irregolare. Tutto ciò avviene mentre si assiste, da un triennio, all’evolversi di una crisi del mercato del lavoro stagionale; se è vero che l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro evidenzia preoccupanti criticità (non solo nel turismo riminese). Su questo specifico punto, per i lavoratori stagionali del turismo e per riqualificare il lavoro rendendolo più appetibile, serve urgentemente un meccanismo d’indennità di disoccupazione che da un lato incentivi formazione e legalità e dall’altro garantisca continuità di reddito durante l’anno.

Un patto territoriale per il lavoro di qualità nel turismo.
L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo. Sui temi dell’economia turistica e del lavoro è necessaria una regia condivisa anche in questo territorio. E’ urgente l’attuazione dell’ordine del giorno contro il lavoro gravemente sfruttato, adottato nel marzo 2013 dal Comune di Rimini ma mai portato a compimento. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata e per la legalità del lavoro. Occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio, come già ribadito nel nostro Manifesto per il lavoro nel settore del turismo sul quale più volte da diversi mesi abbiamo pubblicamente posto la necessità di avviare un confronto.

Mirco Botteghi – Segr. Generale FILCAMS CGIL Rimini

 




“Sindacato di strada”. Il Segretario nazionale Maurizio Landini al banchetto della Filcams Cgil di Rimini

Giovedì 8 Agosto, nell’ambito della campagna sul lavoro stagionale nel Turismo, il banchetto informativo della Filcams Cgil territoriale sarà allestito a Rimini in piazzale Fellini (presso la Fontana dei quattro cavalli) dalle ore 18.00 alle 21.30. Alle 18.00 è attesa la partecipazione del Segretario nazionale Maurizio Landini, “a sottolineare – ci tiene a dire la Segretaria Isabella Pavolucci – l’importanza che la Cgil attribuisce alle criticità del Sistema Turismo. Sarà un’occasione per parlare anche delle tante emergenze che l’Italia sta attraversando in questa fase politica e dei provvedimenti del Governo che stanno minando fino alla radice i principi e i valori di uguaglianza e di solidarietà che sono alla base della nostra Costituzione”.

“Il mondo del lavoro è cambiato, purtroppo in peggio. La frammentazione delle unità produttive ha indebolito i lavoratori e la precarizzazione li ha resi più isolati e con meno tutele. Tanti anni di crisi hanno avuto effetti deleteri sul contesto socio-economico, effetti che hanno modificato anche il modello organizzativo e operativo del nostro sindacato che sempre di più sceglie di essere sindacato di strada”. Così Isabella Pavolucci e Mirco Botteghi, rispettivamente segretari generali della Cgil e della Filcams Cgil di Rimini, spiegano l’impegno di tutta l’Organizzazione ad essere ancor più vicini e presenti là dove i lavoratori sono precari e dove i cittadini vivono situazioni di disagio sociale ed economico.

In particolare, per quanto riguarda il settore turistico, in tutti i territori del Paese, anche quest’anno è in corso una campagna per combattere le irregolarità, gli abusi e il mancato rispetto delle norme. Ha per titolo #Backstage: il lavoro che non vedi, vale e ha come obiettivo di contrastare e migliorare le condizioni di chi lavora nel settore turistico che ha bisogno di professionalità e qualità a partire dal fattore lavoro. Un’ulteriore opportunità affinché le lavoratrici e i lavoratori possano porre domande e richiedere informazioni per conoscere, e conseguentemente per esigere, i propri diritti.

Dalle ore 18.00 diretta streaming su https://www.facebook.com/rn.filcams/

In caso di maltempo ci sposteremo presso la Sala del Palazzo del Turismo (piazzale Fellini 3).




#Backstage. Campagna contro le irregolarità nel lavoro stagionale

#Backstage: il lavoro che non vedi, vale

Una campagna per combattere le irregolarità, gli abusi, il mancato rispetto delle norme promossa dalla Filcams Cgil e dalla Cgil Emilia Romagna.

Come ogni anno, la Filcams Cgil lancia la campagna di informazione e comunicazione a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori stagionali del turismo: cuochi, bagnini, camerieri, addetti alle pulizie.

Partiremo giovedì 25 luglio presso il Parco Fellini di Rimini dove verrà allestito uno stand informativo dalle ore 20.30 alle 22.30.

#BackStage: il lavoro che non vedi, vale, vuole mettere in evidenza e valorizzare l’impegno e la professionalità di chi lavora dietro le quinte, richiamando l’attenzione dei viaggiatori sull’importanza di tutto quello che non vedono, ma che è fondamentale per rendere “indimenticabile” la loro vacanza.

“Dalle cucine dei ristoranti, alle spiagge, passando per i guardaroba dei musei delle città d’arte, il lavoro è centrale, necessario, insostituibile, un buon lavoro, professionalizzato, equamente retribuito, formato, è garanzia di un servizio all’altezza delle aspettative.”

Anche quest’anno abbiamo assistito alla solita litania delle associazioni di categoria e delle imprese della Riviera sulle difficoltà nel reperire la necessaria manodopera stagionale. Lamentano la mancanza di qualche migliaio di lavoratori ed in particolar modo la difficoltà nel trovare personale qualificato. Un tema, come detto, che negli ultimi anni ha occupato le cronache alla vigilia di ogni stagione estiva.

Alcune considerazioni e valutazioni sui motivi, che a nostro avviso, sono causa di questo fenomeno.

Nel corso dello scorso anno, nelle provincie della costa, sono state oltre mille le vertenze attivate dalla Filcams Cgil per contenziosi in rapporti di lavoro stagionale nel settore turistico, la maggior parte di queste per recupero crediti dovuti a pagamenti non effettuati, mancato riconoscimento del lavoro straordinario e del corretto inquadramento rispetto alla mansione svolta. Molti sono anche i casi di denuncia sulle condizioni di lavoro, del riposo settimanale mai concesso. Non sono poi mancati i casi di licenziamento ingiustificato, anche comunicato verbalmente, il ricorso al lavoro grigio, se non quando al lavoro nero, come confermano anche gli interventi della Guardia di Finanza.

Tali abusi hanno, per le lavoratrici e per i lavoratori del settore, un duplice effetto negativo, oltre al non pagamento corretto delle retribuzioni contrattuali, all’evasione previdenziale e quindi anche fiscale, comportano anche una diminuzione in termini economici e previdenziali per la maturazione del diritto alla NASPI.

Ancora una volta rilanciamo la richiesta agli organismi Istituzionali preposti, perché mettano in campo tutte le energie per estirpare questo mal costume, fatto di irregolarità, illegalità, che mette in serio pericolo oltre il lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori, anche le aziende virtuose che applicano integralmente le norme contrattuali e sociali.

Per questo, come ogni anno, è partita, anche nel nostro territorio, la campagna per combattere le irregolarità, gli abusi, il mancato rispetto delle norme, per contrastare e migliorare condizioni di chi lavora nel settore: il turismo ha bisogno di professionalità e qualità a partire dal fattore lavoro.

Attraverso l’affissione di decine e decine di manifesti informativi e le iniziative che la FILCAMS CGIL di Rimini ha messo e continuerà a mettere in campo nel corso della stagione estiva, si cercherà di dare la possibilità alle lavoratrici e ai lavoratori di poter porre domande e richiedere informazioni per conoscere, e conseguentemente per esigere, i propri diritti.

FILCAMS CGIL Rimini




Turismo balneare, Bolkestein e lavoro. Incontro pubblico promosso da Cgil e Filcams Cgil di Rimini

Comunicato stampa. In coerenza con il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 frutto di un percorso aperto e partecipativo, Filcams CGIL e CGIL Rimini hanno elaborato il proprio Manifesto provinciale a partire dal presupposto che non può esservi un modello turistico sostenibile e di sviluppo se non fondato sul concetto della piena e buona occupazione. Per questo riteniamo che sia necessario definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del territorio, che la CGIL si è proposta di elaborare aggiornando il proprio Piano del Lavoro.

Nell’immediato futuro è intenzione della nostra organizzazione sindacale mettere in atto una serie di iniziative che andranno nella direzione dei contenuti del Manifesto stesso.

Tra le criticità dell’attuale sistema che abbiamo portato in primo piano vi sono quelle che periodicamente e stagionalmente sono oggetto di dibattito pubblico: carenza di forza lavoro, qualità dell’offerta turistica, sfruttamento del lavoro, infiltrazioni criminali. A ciò si aggiungono le novità introdotte dalle più recenti normative, annunciate e rimandate o già in essere, sia nazionali che europee. Dalla direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali, ai condhotel, alla cancellazione dell’indennità di disoccupazione stagionale

Quali soluzioni, dunque, occorrerebbero affinché non si ripropongano all’infinito le criticità che ben conosciamo? Quali prospettive per la riqualificazione del turismo balneare? Quali servizi pubblici essenziali per la sicurezza della balneazione?

Se ne parlerà nel dibattito promosso da Camera del Lavoro e Filcams Cgil Rimini il 16 maggio in Sala Marvelli, presso la Provincia di Rimini in via Dario Campana 64.
Dalle ore 10 si alterneranno nel dibattito Paolo Montalti (Segretario Generale Filcams Emilia Romagna), Roberto Biagini (Avvocato, ex Assessore comunale al Demanio del Comune di Rimini), Aleardo Maria Cingolani (Ammiraglio, Presidente Lega Navale Rimini) e Marco Broccati (Dipartimento delle politiche del Turismo CGIL nazionale).

Mirco Botteghi Segr. generale Filcams Cgil Rimini




MANIFESTO del Lavoro nel Turismo riminese

Nella riviera riminese il turismo, fin dalla metà dell’ ‘800, è stato determinante per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione locale. Il sistema che si è stratificato nel tempo ha garantito progresso sociale ed economico diffuso ma al contempo ha anche contribuito a consolidare criticità e storture che periodicamente trovano spazio nella ribalta mediatica. Filcams Cgil e Cgil territoriale intendono proporre un nuovo modello turistico che ha i suoi punti salienti sintetizzati in un “Manifesto del Lavoro nel Turismo riminese”.

Testo del Manifesto del lavoro nel turismo riminese

Il turismo rappresenta, da metà ‘800, un volano per l’occupazione nel territorio provinciale. Da turismo di élite fino al secondo conflitto mondiale, a turismo di massa, l’economia riminese deve al terziario ed in particolare al turismo un contributo fondamentale allo sviluppo ed al progresso sociale del territorio.

Le criticità dell’attuale sistema sono quelle che periodicamente trovano la ribalta mediatica e alimentano il dibattito pubblico: carenza di forza lavoro, qualità dell’offerta turistica, infiltrazioni criminali.

Con questo “manifesto”, Camera del Lavoro e Filcams CGIL Rimini intendono proporre un’idea diversa e complessiva di modello turistico per il territorio riminese a partire da una riflessione sulle principali questioni che lo riguardano.

Legalità

Contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata ed il sostegno alle istituzioni e associazioni impegnate nella lotta alle mafie sono il fondamento del nostro impegno a favore della legalità nel settore turistico riminese.

Nel nostro territorio aumentano nel 2018 le segnalazioni antiriciclaggio alla Banca d’Italia e permangono infiltrazioni della malavita organizzata come rilevato da Banca D’Italia e DIA. L’evasione fiscale ed il lavoro nero rendono appetibile il tessuto economico per le organizzazioni criminali. Questo contesto, insieme al lavoro gravemente sfruttato, e generalmente alle irregolarità sul piano retributivo e normativo, fanno parte di quelle illegalità spia di un possibile interesse economico malavitoso.

Per questa ragione riteniamo fondamentale integrare, nel Protocollo prefettizio del 2013 per la Legalità nel settore turistico ricettivo, anche le organizzazioni che rappresentano il lavoro. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore alberghiero.

Contrasto al lavoro gravemente sfruttato.

Riteniamo che il tema del lavoro gravemente sfruttato debba essere affrontato anche sul piano istituzionale oltre che contrattuale e vertenziale. Il Comune di Rimini nel marzo 2013 ha approvato linee guida per il contrasto al lavoro gravemente sfruttato nel settore turistico; tali linee guida vanno innanzitutto attuate ed estese sul resto del territorio.

E’ necessario sollecitare il Ministero del Lavoro ad incrementare il numero di ispettori destinati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini.

E’ necessario altresì, come già presente per il settore edile, un protocollo d’intesa per lo sviluppo delle attività coordinate e congiunte per la prevenzione ed il contrasto del lavoro nero ed irregolare nel settore turistico.

Vanno delineate in tutti i Comuni della provincia modalità di esclusione, per le aziende sanzionate per irregolarità in materia di lavoro, sicurezza e previdenza, da progetti di marketing istituzionali.

Al fine dell’eventuale creazione di un marchio di qualità del turismo riminese è necessario un accordo sindacale provinciale che impegni le associazioni d’impresa a promuovere, con strumenti efficaci verso i loro associati, il rispetto della normativa e dei CCNL, ad individuare indici di congruità utili a valutare le situazioni di illegalità ed a sollecitare verso le imprese associate l’adozione di una certificazione etica del lavoro. Va avviato un percorso in ambito provinciale di campagne d’informazione/sensibilizzazione istituzionale diretto ad informare la cittadinanza, in particolare gli studenti e le imprese, sui diritti e sugli obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza.

Una visione condivisa del sistema appalti nel settore alberghiero.

Attività centrali negli alberghi (un hotel può scegliere di non avere la cucina, ma non di non avere stanze e servizi connessi) il più delle volte vengono appaltate a società esterne, le quali applicano contratti collettivi diversi da quelli del turismo sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, spesso si tratta di veri e propri contratti pirata.

L’appalto dei servizi alberghieri in questa provincia, anche per le ragioni legate ai problemi di legalità presenti, deve sottostare ad uno specifico protocollo che vincoli le imprese appaltanti (in questo caso gli alberghi) ad affidare l’appalto ad imprese che applichino uno dei CCNL “leader” del turismo. L’applicazione di un simile protocollo, oltre a garantire parità salariale all’interno della stessa struttura alberghiera, sarebbe utile a salvaguardare la responsabilità solidale dell’appaltante.

Stabilizzazione del sistema

Un ammortizzatore sociale per i lavoratori stagionali del turismo.

Punto centrale di un rilancio del lavoro nel settore turistico come scelta professionale, e non come ripiego dequalificante, è la proposta di una nuova indennità di disoccupazione da affiancare alla NASPI attuale, ma specifica per i lavoratori stagionali del turismo.

Tale istituto dovrà innanzitutto garantire un periodo di copertura sia in termini di indennità che di contribuzione previdenziale equivalente e proporzionale al periodo lavorato (con un minimo di giornate), in modo da favorire il contrasto del lavoro nero e grigio, attraverso un maggior interesse al controllo da parte del lavoratore delle retribuzioni e dei periodi lavorati reali. I lavoratori del turismo potranno inoltre contare su una prospettiva pensionistica, anche se il lavoro stagionale dovesse protrarsi negli anni, prospettiva oggi negata.

Politiche attive del lavoro per i lavoratori stagionali del turismo.

Ulteriore elemento di qualificazione complessiva del settore, dovrà essere il collegamento dell’indennità al sistema di formazione nel settore ricettivo-alberghiero, ristorazione, accoglienza etc., basato su una disponibilità del lavoratore interessato alla nuova indennità a frequentare corsi di aggiornamento e qualificazione professionale nei periodi di non lavoro, organizzati sia dal sistema pubblico, sia dalla bilateralità di settore.

Valorizzazione del sistema scolastico e universitario territoriale.

E’ necessario dare prospettive di inserimento lavorativo dignitoso e professionale alle tante ragazze e ragazzi che stanno frequentando gli istituti alberghieri (oltre 1.800 e 300 adulti nei corsi serali), la formazione professionale regionale (ca. 1.300), l’istituto tecnico per il turismo (oltre 800). Si dovrebbe partire da una verifica dell’adeguatezza delle esperienze di stage e tirocini presso le aziende locali e della disponibilità delle imprese a favorire un corretto e regolare ingresso nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il sistema universitario, resta troppo bassa la richiesta di laureati nelle imprese turistiche locali. E’ sconfortante pensare a quante risorse qualificate e preparate non trovano spazio, mentre proprio di loro c’è bisogno per riconvertire il modello turistico locale.

Modello e partecipazione

Da turismo di massa a meta di turismo sostenibile e responsabile.

I dati dei flussi turistici dell’anno 2018 continuano a confermare la forte vocazione balneare dell’attuale modello turistico.

Sono 4.704 le imprese di alloggio e ristorazione della provincia, che rappresentano il 13% del totale delle imprese del nostro territorio; 2.230 alberghi e 1.772 extra- alberghiere, con una capacità ricettiva pari a 176.000 posti letto.

Gli arrivi nel 2018 sono stati 3.700.000 (+3% sul 2017) e le presenze 16.000.000 (+1,4% sul 2017).

Il 58% degli arrivi e il 71% delle presenze si sono registrati nel trimestre giugno/luglio/agosto.

La maggior crescita in percentuale degli arrivi rispetto alle presenze determina il costante abbassamento, già in atto da diversi anni, del numero dei pernottamenti medi che per l’anno 2018 si attesa a 4,4 notti.

Questa modalità “mordi e fuggi” pone necessario e non rinviabile ragionare sul concetto di sostenibilità e responsabilità del turismo; ovvero un nuovo modello turistico che si basi sul valore sociale, sulla tutela dell’ambiente per determinare una diversa “ cultura dello scambio tra produzione e riproduzione” (si veda ad esempio l’obiettivo del progetto Parco del mare).

Inoltre, il concetto di sostenibilità va inteso anche come opportunità di valorizzare tutte le vocazioni turistiche del territorio ampliandone così l’offerta nella direzione della destagionalizzazione.

Sviluppo dei condhotel con il coinvolgimento dei portatori d’interessi economici e sociali.

La recente Legge regionale n.3 del 23/04/2019 disciplina l’esercizio dei Condhotel e il recupero delle colonie marine e nei prossimi mesi ne verificheremo l’impatto nella nostra provincia.

Le osservazioni della CGIL al testo della Legge, non recepite in sede di stesura, permangono un obiettivo da raggiungere; la preoccupazione per le ricadute occupazionali, a fronte della modifica della destinazione d’uso delle strutture ricettive già esistenti, impongono che vengano individuati meccanismi a garanzia della qualità e della quantità del lavoro, sia per i lavoratori dipendenti diretti di tali imprese che per i lavoratori coinvolti negli appalti.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle colonie marine è necessario prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi economici e sociali, a partire dalle Organizzazioni Sindacali quale ulteriore elemento a sostegno del rispetto del valore sociale di tali realtà; andranno in ogni modo garantiti percorsi atti ad evitare speculazioni edilizie e tentativi di infiltrazioni malavitose.

Qualificazione dell’offerta turistica balneare.

I cambiamenti meteo-climatici in atto hanno determinato nel corso degli anni una possibile e diversa fruibilità del turismo balneare in termini di collocazione temporale.

Nella logica pertanto di un modello sempre più qualificato, così come da alcuni anni si è notevolmente ampliato il periodo della stagione balneare individuato dall’ordinanza balenare regionale (01 gennaio – 31 dicembre), si ritiene necessario prevedere anche l’allungamento dell’attività balneare, ovvero della copertura temporale del servizio di salvamento.

Tale attività rappresenta un “fiore all’occhiello” del sistema turistico provinciale, sia in termini di qualità dell’offerta che in termini di garanzia e tutela della salute e sicurezza sulle nostre spiagge.

Un patto per il lavoro di qualità nel turismo riminese.

L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo.

Tutti i soggetti coinvolti, Organizzazioni Sindacali comprese, hanno contribuito ad individuare le nuove linee strategiche per un diverso sviluppo del settore, atto a aumentare la competitività del nostro Paese all’insegna dell’innovazione, della specializzazione e della sostenibilità, ponendo al centro della discussione anche il tema del lavoro.

Il nostro “manifesto” provinciale si colloca, nei contenuti e nelle modalità, esattamente in coerenza con il Piano Nazionale; non può esistere un modello turistico sostenibile e di sviluppo, se non fondato sul concetto della piena e buona occupazione.

Per queste motivazioni occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio che la CGIL nelle prossime settimane elaborerà aggiornando il proprio Piano del Lavoro.

Rimini, aprile 2019

 MANIFESTO




Turismo. Sconcertanti gli esiti dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro

Scomparsa dal lessico del lavoro stagionale la parola voucher che tanto spazio aveva avuto nelle cronache del passato, precarietà e sfruttamento permangono inossidabili.

A fronte di scelte da parte dei passati Governi che la CGIL giudica non accettabili perché non sono servite a contrastare la disoccupazione, ad aumentare gli investimenti, a valorizzare il lavoro, non si è arresa la volontà di proseguire il cammino per ottenere la Carta dei Diritti Universali (il nuovo Statuto dei lavoratori). Un percorso intrapreso dalla CGIL insieme alla richiesta dei tre referendum su voucher, appalti e licenziamenti. Quell’appuntamento referendario, chiesto con milioni di firme ma che è stato impedito di fatto (nel caso dei voucher abrogando delle norme subito dopo reintrodotte sotto nuove forme di lavoro occasionale.

Ed eccoci ancora in campo, all’alba di una nuova stagione estiva, a contrastare quel modello competitivo, scelto da tante imprese, che punta a svalorizzare il lavoro e a ridurre i diritti dei lavoratori. Eccoci ancora una volta a dire che illegalità, lavoro povero, sfruttamento e mancanza di regole, accentuate dall’estendersi del fenomeno delle esternalizzazioni, aprono la strada all’impoverimento complessivo della nostra economia (vedi l’esodo di tanti giovani verso altri Paesi) e sono terreni fertili per il proliferare della malavita organizzata.

Sono sconcertanti gli esiti dei controlli effettuati dall’Ispettorato del lavoro di Rimini. Da quanto si evince dalle notizie di stampa, non una attività è risultata in regola. Lavoro nero, contratti non rispettati, irregolarità contributive che danneggiano in primo luogo i lavoratori ma anche quella parte di imprenditoria che rispetta le regole.

Giudichiamo positivamente le dichiarazioni rilasciate dal responsabile del servizio di vigilanza dell’Ispettorato circa le attività di controllo che verranno effettuate nel corso dell’estate.

Chiediamo che il Sistema turistico della Riviera, comprensivo del lavoro e a partire dal Piano strategico nazionale sul Turismo, sia più “frequentato” dalla discussione politica locale al di là dei particolari interessi delle varie categorie economiche che si susseguono di volta in volta. Chiediamo che venga tenuta alta la guardia sui temi della legalità e della salute e sicurezza.

Come CGIL di Rimini abbiamo presentato nei giorni scorsi l’avvio della campagna informativa #dillo alla Filcams che prevede la sistematica presenza della Filcams Cgil vicino alle lavoratrici e ai lavoratori dove questi prestano la loro attività. Sono i precari che, a causa della crisi e di minori tutele contrattuali, hanno visto peggiorare le condizioni di lavoro e accrescere le condizioni di disuguaglianza e ricattabilità economica.

Rivendichiamo, anche nella nostra provincia, un modello economico che rimetta al centro i temi della qualità del lavoro e dei diritti.

per la Segreteria CGIL Rimini Primo Gatta Segretario generale