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Piano del Lavoro 2020. Scenari in movimento

Video conferenza stampa della Segreteria confederale della CGIL di Rimini per la presentazione del Piano del Lavoro 2020. Con la Segretaria generale Isabella Pavolucci hanno partecipato Mirco Botteghi, Claudia Cicchetti, Ornella Giacomini, Francesca Lilla Parco.
Per la Segretaria generale “la fase storica che sta attraversando il Paese rende necessaria quella che noi definiamo, una rivoluzione delle priorità, con una forte centralità della persona e dei suoi bisogni primari, del territorio e dell’ambiente. Tutto ciò significa progettare un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la qualità delle produzioni, la rivalutazione dei beni comuni e pubblici, il risparmio di energia, la tutela dell’ambiente e il contrasto alle disuguaglianze. Ed è quello che come CGIL ci prefiggiamo e che abbiamo cercato di tracciare nel Piano del Lavoro 2020. Guardiamo ad uno scenario futuro profondamente e necessariamente diverso dall’attuale, da costruirsi con il concorso di chi sarà disponibile a soluzioni innovative e coraggiose.”
Quale strumento e luogo fisico, allora, per dare corso a questa costruzione? Con l’Agenzia per lo Sviluppo Territoriale – dice Isabella Pavolucci – si potrebbe elaborare uno “stock di progetti” ampiamente articolato, suscettibile di usi plurimi, in grado di utilizzare diverse energie intellettuali, a partire da quelle universitarie, che coinvolga tanti campi: salute, scuola, università, ricerca, riconversione ecologica, riqualificazione dei territori, nuova agricoltura, rigenerazione urbana, beni culturali, cura, tempo libero, innovazione sociale.
Il territorio potrebbe avere l’occasione di costruire un luogo di confronto politico, in grado di progettare e orientare lo sviluppo.
Piano del Lavoro 2020



SANITA’ PRIVATA – VERSO LO SCIOPERO DEL 16 SETTEMBRE

Comunicato stampa. Padroni/Predoni, che dopo tre anni di contrattazione, 14 di attesa ancora non procedono alla sottoscrizione del contratto la cui preintesa è stata siglata il 10 giugno . Un comportamento inaccettabile che mette in luce l’avidità della parte datoriale.

A memoria non si ricorda nella storia recente un atteggiamento tanto arrogante e sprezzante delle buone relazioni sindacali e del rispetto per chi ogni giorno suda la divisa nei reparti.

Nella sola provincia di Rimini sono circa 700 i lavoratori della sanità privata in attesa del rinnovo del CCNL ormai scaduto da più di un decennio, e sempre a Rimini, sono 5 le strutture accreditate che applicano il CCNL Aiop, Sol et Salus, Villa Maria, Luce sul Mare, Casa di Cura Clinica Montanari e Villa Salus, sodalizi che continuano a fare profitti, frutto di accordi con il SSR, sulle spalle di lavoratori che nonostante tutto continuano a offrire professionalità, dedizione e sacrificio alla causa.

E’ stato riconosciuto da tutti l’impegno profuso durante il tragico periodo di picco del Covid-19, lavoratori definiti da tutti eroi, definizione che hanno sempre rimandato al mittente sottolineando che si stava facendo solo il lavoro per cui erano stati chiamati ma per loro nessun premio solo qualche pacca “mediatica” sulla spalla.

FP CGIL ha sempre sostenuto che “uguale lavoro uguale retribuzione” e con la firma della preintesa questo obbiettivo era stato raggiunto livellando difatti i tabellari tra pubblico e privato.

14 anni di latenza che hanno prodotto un esodo di professionisti verso il pubblico, un allargamento della forbice economica tra pubblico e privato ma soprattutto un arricchimento dei datori di lavoro che in questi anni non hanno sicuramente risentito della mancata sottoscrizione del CCNL.

Quello a cui assistiamo oggi è un impoverimento professionale, i lavoratori non fidelizzano più con le aziende e la scelta di lavorare presso queste strutture e solo un passaggio in attesa che vengano banditi concorsi nel SSN, professionisti svuotati dell’entusiasmo e della prospettiva di vedersi valorizzati.

Fp Cgil mobiliterà tutte le forze a disposizione per raggiungere l’obbiettivo ma è chiaro che non può e non deve essere l’unica, ci vuole sinergia con la Politica, le istituzioni e la cittadinanza, alzare l’asticella del conflitto e andare a prendersi il contratto.

Il 16 settembre è previsto lo sciopero nazionale, con presidio davanti a Confindustria a Bologna, in via S. Domenico, 4 dalle ore 10. Consapevoli delle difficoltà di ogni singolo lavoratore auspichiamo che la partecipazione raggiunga numeri mai visti prima perché per una Sanità Privata di qualità ci vuole un contratto nuovo che coglie esigenze normative (anch’esse ferme al 2007) ed economiche in linea con i tempi che viviamo.

Daniele Esposito FP CGIL RIMINI

 




L’emergenza Covid-19 e le fragilità del sistema di assistenza degli anziani. Urgente il confronto con i Distretti Socio-Sanitari

Comunicato stampa. La pandemia dovuta al Covid-19 ha colpito duramente e drammaticamente la realtà degli anziani dell’Emilia Romagna e in particolare della provincia di Rimini. Alla data del 6 luglio 2020 (ultima rilevazione disponibile) sono stati registrati in regione 4.538 casi positivi al Covid-19 fra gli ospiti delle strutture residenziali per anziani e disabili, in Romagna sono stati 603 di cui 161 deceduti e di questi 59 nel territorio riminese.

L’emergenza ha fatto affiorare fragilità fino ad oggi non così evidenti: nella logistica, nel numero e nella formazione degli operatori, nella difficoltà di integrazione con il sistema sanitario, nella grave difficoltà a reperire i DPI, solo per citarne alcuni, ma anche nella stessa capacità di controllo e governo del committente pubblico.

Non sappiamo cosa ci attende nel prossimo futuro, certo è che non è più rimandabile quel confronto e approfondimento che sono mancati durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.

Come sindacato, unitariamente, mentre abbiamo chiesto di aprire su questi temi una fase di confronto con la Regione Emilia Romagna, parimenti e in contemporanea, riteniamo necessario aprire un analogo percorso con i Distretti del nostro territorio, ai quali abbiamo già inviato una formale richiesta.

Alle Presidenti dei Distretti Socio Sanitari Rimini e Riccione, Gloria Lisi e Renata Tosi, abbiamo anche inviato un documento che indica alcune linee di lavoro mirate a innovare il sistema di assistenza agli anziani.

Riprendendo in estrema sintesi alcuni passaggi del documento ciò che intendiamo evidenziare è che la residenzialità ha mostrato di essere una risposta non adeguata alla fragilità degli anziani e dei disabili, specie per soggetti affetti da pluripatologie e da un alto grado di non autosufficienza. Di contro, la rete territoriale delle cure primarie mostra di poter svolgere un ruolo importante nel contrasto al virus e non solo, in particolare dove maggiore è l’integrazione tra sistema sanitario e quello socio-assistenziale. Va rilanciata l’idea dell’integrazione dell’intera filiera socio-sanitaria del territorio su cui programmare gli investimenti. In questa direzione un ruolo fondamentale deve assumerlo la Conferenza Socio Sanitaria Territoriale (CSST).Vanno potenziate e consolidate le cure primarie, gli Ospedali di Comunità (OSCO) che rappresentano il nodo sanitario della rete delle cure intermedie, le Case della Salute e le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) che svolgono attività domiciliari per i pazienti.Il luogo dell’integrazione dei servizi socio-sanitari e assistenziali deve sempre più essere assolto dalle Case della Salute che costituiscono il modello organizzativo della Sanità pubblica nella sua dimensione territoriale. Va detto che nella provincia di Rimini le Case della Salute sono 5, ma, a tutt’oggi non rispondono pienamente ai compiti loro assegnati, né per dimensioni né per quantità e qualità dei servizi prestati agli utenti. Chiederemo anche che venga individuato al più presto il sito dove realizzare la CdS del Comune di Rimini tenendo presente che non possa trattarsi di un luogo isolato e periferico, non sufficientemente servito.

CGIL Rimini – SPI CGIL Rimini / CISL Romagna – FNP CISL Romagna / UIL Rimini – UIL Pensionati Rimini




L’attività del Sindacato Pensionati CGIL durante e dopo il lockdown

Comunicato stampa. Si riceve solo su appuntamento ma da Lunedì 25 Maggio gli uffici del Sindacato dei Pensionati CGIL saranno aperti. Per prendere l’appuntamento iscritti/e e utenti possono chiamare al mattino al numero delle sedi delle delle Camere del Lavoro.

Per quanto l’emergenza Coronavirus ci abbia costretto alla chiusura, il Sindacato ha comunque continuato a svolgere la sua attività cercando, anche se non in presenza, di sbrigare pratiche, dare consigli e informazioni, sostenere pensionati, lavoratori e cittadini a orientarsi nel dedalo delle normative del Governo.

Dunque i collaboratori e volontari del sindacato dei pensionati SPI della provincia di Rimini torneranno ad essere presenti presso le sedi della CGIL anche se con modalità organizzative un po’ diverse perché risentiranno dei limiti posti dalla prevenzione necessaria ad arginare la diffusione del Covid-19: appuntamento, gel, mascherine e tutto il resto.

Il filo diretto nella quarantena

Due mesi fa, quando ci siamo trovati nella necessità di chiudere al pubblico le nostre sedi a causa della pandemia, la prima domanda che ci siamo posti è stata come mantenere un contatto con i nostri iscritti, come continuare a dare risposte ai tanti anziani che dal sindacato cercano risposte ai loro bisogni. Cittadini fragili resi ancor più fragili dall’isolamento necessario.

Così, per non interrompere quel filo diretto, anzi, per alimentarlo, abbiamo pensato di chiamarli noi. Elenchi alla mano, dai novantenni in giù, un gruppo di 35 volontari ha iniziato a telefonare, per chiedere come va, per raccogliere bisogni di vario tipo, per aiutarli ad affrontare le scadenze (dichiarazione dei redditi, IMU, contributi badanti, pensione di reversibilità), richieste rispetto allo stato di salute, ma soprattutto per ascoltare e chiacchierare.

Un’esperienza apprezzata tantissimo dai nostri iscritti, “questa è una telefonata meravigliosa” ci siamo sentiti dire, ma che ha gratificato anche noi, non solo per l’entusiasmo e l’apprezzamento che abbiamo ricevuto, ma perché ci ha consentito di fare un focus sulla condizione degli anziani in questa particolarissima situazione. Dei circa 7.000 anziani contattati la prima constatazione positiva che possiamo fare è che in grandissima parte sono persone seguite e accudite dalle famiglie. Nell’insieme persone serene, salvo alcuni casi ovviamente, e orgogliose di dire “alla spesa ed ai farmaci ci pensano i miei figli, non mi fanno mancare niente”. Qualcuno si è dimostrato più impaziente che rassegnato, con il rimpianto per i propri orti che quest’anno non produrranno niente. Persone che volentieri parlano del loro passato ma allo stesso tempo preoccupate per un presente e un futuro molto difficile per i loro figli e i loro nipoti “noi ne abbiamo passate tante, anche questa la sfangheremo, ma loro?”

Il welfare necessario e la contrattazione territoriale

L’esperienza di questi due mesi ci conferma la necessità di estendere ed intensificare ancora di più la nostra attività sul territorio. Un sindacato, quello dello Spi di Rimini, che con i suoi oltre 24.000 iscritti ha già un forte radicamento sociale, ma che può ulteriormente consolidare ed estendere in un rapporto ancora più stringente e partecipativo con iscritti e cittadini.

Dalle persone che rappresentiamo ci viene consegnato uno spaccato dei loro bisogni, che noi poi dobbiamo/vogliamo tradurre in rivendicazioni nella contrattazione territoriale che facciamo con i Comuni e con i Distretti. Al momento possiamo solo prevedere quanto usciremo martoriati da questa calamità, di certo le scelte di welfare nel territorio saranno fondamentali per evitare l’ulteriore impoverimento sociale ed economico di quella parte della popolazione che la crisi dell’ultimo decennio ha già colpito duramente.

Meris Soldati Segr. Generale SPI CGIL Rimini




Primo Maggio al tempo della pandemia

Comunicato stampa. Era già successo il 25 Aprile, tornerà a ripetersi il 1° Maggio, le manifestazioni di piazza e i tradizionali cortei  per la prima volta dal dopoguerra non potranno tenersi. Ma questa rinuncia, dovuta alle misure di contenimento della pandemia da Covid-19, non cancellano il significato profondo di queste celebrazioni.
Per il 1° Maggio 2020 CGIL CISL UIL nazionali hanno scelto come slogan “Lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro” che si può considerare il manifesto della grande campagna che i sindacati stanno conducendo per la tutela della salute e per il rispetto del protocollo sulla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.
L’emergenza ha aggravato le difficoltà già esistenti, a partire dall’impoverimento sistematico della Sanità pubblica e ne ha create altre; ha evidenziato e accentuato le criticità strutturali del sistema-paese (già chiare al tempo della crisi economica scoppiata nel 2008 e non ancora superata), che richiederebbero, per essere affrontate, nuove politiche economiche e sociali e nuove riforme di struttura.
La pandemia ha provocato uno sconvolgimento globale dalle conseguenze che ancora non possiamo prevedere. Un futuro pieno di incognite e un presente che ci consegna un’economia che arranca fatta di piccole e grandi imprese già in ginocchio, di cittadine e cittadini che dopo un mese senza entrate economiche o stipendio dichiarano di non poter sopravvivere senza sussidi. Affiorano con maggiore forza fragilità sociali: di genere (violenze domestiche – problemi di cura familiare), difficoltà nel settore dell’istruzione (l’accesso alle lezioni a distanza non garantito a tutti), solitudini degli anziani ma non solo; fragilità economiche: disoccupazione che si accentua ancor di più tra i giovani e le donne, disuguaglianze, povertà ancor più povere, a cui occorre dare soluzioni, con politiche attive e misure straordinarie ed inedite; arretratezza tecnologica che si sta cercando di recuperare a tappe forzate per consentire, ad esempio, lo smart working o l’espletamento di tante pratiche on-line.
Abbiamo insistito, e non da ora, affinché venissero rafforzati gli ammortizzatori sociali ricomprendendo tutti i lavoratori o lavoratrici oggi esclusi (atipici, lavoratori domestici e assistenti familiari), abbiamo sostenuto che la Naspi vada riscritta perché totalmente insufficiente soprattutto in territori come quello riminese a vocazione turistica e con un lavoro stagionale molto diffuso.
La fase che stiamo vivendo è straordinaria e ci impone delle scelte sia per quanto riguarda la produzione che gli stili di vita delle persone. Noi riteniamo che si debba scegliere la via alta dello sviluppo che scommetta sulla piena e buona occupazione, che ridia centralità ai bisogni fondamentali della persona e del territorio: salute e sicurezza, conoscenza, ambiente, valore del lavoro. Vanno evitate a nostro avviso discussioni sociali e politiche concentrate a cercare risposte immediate e di breve respiro, mentre al contrario è urgente discutere di futuro, di sistema e di nuovo modello e ciò a partire dal turismo.
E’ recentissima la costituzione da parte della Regione Emilia Romagna di un Tavolo di confronto sul Turismo e Commercio, composto da tre gruppi di lavoro: Balneazione, Strutture ricettive, alberghi e campeggi, Esercizi commerciali e servizi, bar, ristoranti. L’intenzione manifestata è quella di individuare e condividere delle linee guida che possano permettere la riapertura in sicurezza di tali attività non appena ciò sarà reso possibile dalle decisioni del Governo. Ecco, sarebbe necessario che un analogo confronto avvenisse anche nell’ambito della Provincia di Rimini; peraltro proprio nel documento che come Organizzazioni Sindacali abbiamo inviato quale contributo alla discussione sulla gestione della Fase 2, abbiamo appunto proposto l’attivazione di tavoli tematici su diversi settori e ambiti di ragionamento.
Pertanto auspichiamo che il Tavolo provinciale, che ad oggi si è riunito il giorno 19 aprile, venga riconvocato quanto prima.
Intanto auguriamo Buon Primo Maggio a tutte e tutti anche se “da remoto” e segnaliamo due  appuntamenti nazionali del 1° Maggio: uno speciale del Tg3 con i leader sindacali Landini, Furlan e Barbagallo a partire dalle 12:20 sui temi del lavoro, della ripresa produttiva e dell’emergenza sanitaria; in serata (dalle ore 20 alle 24), invece, i tre Segretari generali parteciperanno, sempre su Rai Tre, al grande evento musicale promosso dai sindacati e realizzato dalla Rai con collegamenti a distanza, riflessioni e testimonianze.

CGIL Rimini – CISL Romagna – UIL Rimini
Isabella Pavolucci – Paola Taddei – Giuseppina Morolli

locandina

 

 

                                  




Coronavirus – Il Sindacato nella crisi devastante causata dalla pandemia

Comunicato stampa. A seguito della sospensione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, la scrivente ditta comunica la necessità di richiedere l’intervento del Fondo di Integrazione Salariale, oppure: l’azienda deve procedere con urgenza ad una contrazione o totale sospensione dell’attività produttiva e pertanto fa richiesta per le proprie maestranze della Cassa Integrazione. Cominciano così le centinaia e centinaia, le migliaia di mail indirizzate alle nostre categorie sindacali per avviare le procedure che porteranno alla definizione di accordi sugli ammortizzatori sociali.

Ad oggi, trascorso un mese dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia), gli accordi firmati nella provincia di Rimini sono oltre 3.000 (di cui almeno 1.300 nel settore artigianato), con oltre 26.000 lavoratori coinvolti.
Una crisi dagli effetti devastanti. Non c’è settore che possa ritenersi escluso dalla crisi anche se, viste le caratteristiche economico-produttive del territorio riminese, si possono ritenere maggiormente coinvolti commercio, turismo, servizi, edilizia, le imprese del settore produttivo alimentare e la manifattura in genere dalla metalmeccanica al tessile.

L’attività sindacale di sostegno ai redditi

In ottemperanza con le ordinanze e le circolari del Governo, della Regione e della Prefettura, le nostre sedi sono rimaste chiuse al pubblico con pochissimi operatori all’interno impegnati a rispondere alle innumerevoli richieste dei cittadini confusi e disorientati, non solo da ciò che sta accadendo rispetto alla diffusione dell’epidemia, ma anche sul cosa fare. Chiedono sostanzialmente se e come poter accedere alle misure vecchie e nuove di sostegno all’economia familiare e personale. Considerando che le persone che si rivolgono ai nostri uffici appartengono spesso alle fasce più precarie e deboli della popolazione, è facile dedurre quanto sia alto il numero di contatti telefonici e mail che pervengono quotidianamente ai nostri Patronati, ai nostri CAF in questo periodo. Bonus, Naspi, Congedi parentali, Isee, per queste pratiche le richieste sono più che laconiche, più che essenziali, un nome, un indirizzo mail o il cellulare e il titolo della domanda, come, ad esempio, 600 euro, che è quella che ricorre di più. Da rilevare, come nota a margine, che le conoscenze digitali della maggioranza delle persone sono assai scarse, cosa di cui chi governa non tiene in sufficiente conto.

Le condizioni per la ripartenza

Mentre stiamo contribuendo alla gestione attuale della crisi che è dentro e fuori i luoghi di lavoro, l’altra priorità per noi resta il modo in cui impostare la ripartenza quando sarà autorizzata dalle autorità sanitarie. E’ ormai una consapevolezza consolidata che la convivenza con il virus sarà lunga, ciò nondimeno il tema principale resta la salute e sicurezza nei luoghi di. Si lavora soltanto dove sono garantite la salute e la sicurezza. Vanno pertanto ripensati i modelli organizzativi, gli spazi, gli orari di lavoro, la mobilità, e osservati i dispositivi di protezione individuali (DPI).

Per fare questo occorre aprire tavoli provinciali coordinati dalle istituzioni con la partecipazione dei sindacati, delle associazioni datoriali, Ausl, Itl, Inail, per definire le linee guida sulla salute e sicurezza, e, a seguire, accordi nelle aziende, nei siti o di bacino e la messa a punto da parte degli Enti preposti di un sistema di controlli e verifiche sui luoghi di lavoro strutturato ed efficace. Abbiamo avanzato formalmente, e già da un mese, la richiesta di un tavolo sull’economia provinciale per ragionare del futuro: investimenti – riqualificazione – ambiente – qualità del lavoro – legalità. Queste e altre parole d’ordine dovrebbero a nostro parere vedere impegnati in un lavoro collegiale, e condiviso nei suoi obiettivi principali, tutti i soggetti coinvolti.

Isabella Pavolucci Segr. Generale CGIL Rimini 

Paola Taddei Segr. CISL Romagna

Giuseppina Morolli Segr. Generale UIL Rimini

 

 

 




Coronavirus. Come affrontare l’emergenza nelle Case di riposo

Comunicato stampa. I dati sui contagi e i decessi avvenuti nelle strutture residenziali per anziani, che abbiamo dovuto leggere sugli organi di informazione, confermano quanto sia stato e sia necessario, data la natura di questi luoghi, riservare un’attenzione specifica alle case di riposo.

Già dalle scorse settimane avevamo ricevuto  diverse segnalazioni e richieste di messa in sicurezza, e ne avevamo messo a parte sia la Prefettura, nell’ambito del Tavolo di monitoraggio sull’osservanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro,  che i Distretti Socio Sanitari di Rimini Nord e Rimini Sud.

Giudichiamo inadeguate le risposte che ci sono ad oggi pervenute dai diversi livelli, perché, malgrado l’attuazione dei protocolli di monitoraggio, il numero dei contagiati ci conferma che sono necessari ben altri interventi.

Lo diciamo per la fragilità che è la condizione precipua degli ospiti di queste strutture, ma anche per la salute e la sicurezza delle persone che vi lavorano.

Chiederemo, pertanto, al Direttore generale dell’AUSL Marcello Tonini di convocare un incontro alla presenza dei Distretti Nord e Sud per affrontare le problematiche presenti e conoscere nel dettaglio quali percorsi sono stati attivati per prevenire e fronteggiare l’emergenza pandemia.

Isabella Pavolucci Segr. CGIL Rimini   Meris Soldati  Segr. SPI Rimini

Paola Taddei Segr. CISL Romagna  Domenico Forte Segr. FNP Romagna

Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini  Antonello Cimatti Segr. UILP Rimini

 

 




Coronavirus. Le attività di aiuto concreto e di ascolto dello SPI CGIL e di Auser

SPI CGIL

Se mai ce ne fosse stato bisogno, questa epidemia generata dal Coronavirus ci ha mostrato quanto sia più esposta e più fragile la popolazione anziana e quanto sia necessario dedicarle attenzione e sostegno. Il Sindacato dei pensionati SPI CGIL di Rimini, in ottemperanza ai decreti ministeriali, non sta svolgendo attività di sportello nelle sedi, ma, già da una decina di giorni, si è organizzato da casa telefonando ai propri iscritti per cercare di raccogliere le svariate richieste e i bisogni che in questo difficile momento rischiano di rimanere senza risposte. In ciò lo SPI si è unito alla rete di solidarietà che è rappresentata dai tanti volontari che continuano ad agire sul territorio e alle stesse Amministrazioni Comunali che, attraverso i Servizi Sociali si stanno adoperando in tal senso.

I pensionati iscritti allo SPI del territorio di Rimini sono 24.000, di cui 2.204 superano i novant’ani e 62 i centenari. I primi ad essere contattati dagli attivisti delle Leghe SPI sono i novantenni e via via i meno anziani. Molti hanno problemi concreti da risolvere e le loro esigenze vengono raccolte e girate agli uffici e alle strutture competenti, altri vivono momenti di grande solitudine e dunque parlare e ascoltarli può contribuire a sollevare almeno per un po’ il loro stato depressivo. Metterli in allerta rispetto ad eventuali approfittatori, consigliare di restare in casa e non aprire a sconosciuti sono altre raccomandazioni che è sempre importante ribadire.

AUSER

In questo momento di grande emergenza sanitaria e sociale e di isolamento forzato, un importante contributo pratico anche dall’associazione di volontariato Auser che si è messa a disposizione ed in rete con i Comuni, le Unità Sanitarie Locali, i Prefetti e la Protezione Civile. Auser, oltre alla spesa, ai farmaci e ai pasti caldi consegnati a casa alle persone non autosufficienti e fragili, è impegnata nell’ascolto telefonico e nel più impegnativo accompagnamento verso i luoghi di cura.
Per contattare Auser: tel e fax 0541778111, tel. 0541779997, e.mail: auser-rimini@libero.it, presidenza@auserrimini.it.
I volontari di Auser sono muniti del modulo di autocertificazione che dice esplicitamente che escono per “attività di volontariato di prima necessità” rivolto a persone sole e fragili e lettera di incarico firmata dal Presidente dell’associazione. I Comuni sono informati sulle attività dei volontari che sono dotati dei necessari strumenti di protezione (mascherine, guanti, gel, chiesti ai Comuni).
Per quanto riguarda l’attività più generale della CGIL provinciale di Rimini è attivo il centro unico telefonico 0541 779911 oppure l’indirizzo mail info@cgilrimini.it

 

Meris Soldati Segr. Generale SPI CGIL Rimini Massimo Fusini Presidente AUSER Rimini




Coronavirus.Rispetto delle norme anche per le banche

Comunicato stampa. A seguito dei successivi DPCM, delle Ordinanze Regionali riguardanti la provincia di Rimini e degli accordi firmati il 16 e 24 marzo tra Organizzazioni Sindacali ed ABI e Ferdercasse, riassumiamo il combinato disposto delle norme di settore  che a nostro avviso devono essere applicate nel territorio riminese.

1 – Le banche sono chiuse al pubblico;

2 – Gli unici servizi erogabili in presenza fisica sono quelli disponibili dai bancomat;

3 – Solo se il cliente non può utilizzare il bancomat oppure per l’esercizio di servizi indifferibili e di comprovata necessità, le banche possono (quindi potrebbero anche non farlo) prevedere esclusivamente su appuntamento, l’apertura straordinaria e temporanea. In ogni caso, gli eventuali appuntamenti dovranno essere scaglionati per impedire flussi di persone in contemporanea, nel rispetto delle norme di prevenzione.

4 – Per caricare l’ATM e per eventuali aperture straordinarie e temporanee, l’accesso alle agenzie è consentito solo al personale strettamente necessario (il punto 19 dell’Ordinanza, 48 del 24 marzo, vieta tutti gli assembramenti di persone in numero superiore alle 2 unità);

5 – L’eventuale servizio allorché la banca decida offrirlo ancorché non obbligatorio, deve essere svolto in un ambiente sistematicamente sanificato, nel rispetto della distanza tra persone di almeno 1,5 metri e con i necessari DPI (mascherine, guanti, detergenti per le mani e pannelli di plexiglas), considerato che in molte agenzie della provincia, è difficile garantire la distanza minima di sicurezza interpersonale descritta.

Confidando nell’assidua e scrupolosa attività di vigilanza e controllo da parte delle Forze dell’ordine, abbiamo anche scritto al Prefetto per rinnovargli la nostra collaborazione nel presidio della puntuale applicazione delle norme in vigore, al fine di salvaguardare la salute dei bancari e della clientela.

E’ anche per questo che invitiamo tutti i lavoratori degli Istituti di credito della Provincia a segnalare eventuali comportamenti difformi alle scriventi Organizzazioni Sindacali

Le Segreterie Territoriali FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA




Coronavirus. Metalmeccanici pronti allo sciopero se non verrà rispettato il Protocollo

Comunicato stampa. Alla luce dei decreti governativi emanati in questi giorni per far fronte all’emergenza da Covid-19, in particolare visto il Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure di sicurezza da attuare nelle aziende firmato il 14 Marzo 2020 da Cgil Cisl Uil, Confindustria e Governo, che aggiunge ulteriori regole alle aziende per cercare di evitare la diffusione dei contagi, consapevoli di quanto sta accadendo in gran parte delle aziende e di quanto sia difficile attenersi alle norme di sicurezza, i Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini, Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi e Carmelo Bellè, chiedono, a partire dal 16 Marzo, il pieno rispetto della sua applicazione a tutte le imprese del settore metalmeccanico.

Sarà richiesto prioritariamente e nell’immediato:

1) Di concordare fermate produttive, “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa, al fine di consentire alle aziende di sanificare e rendere salubri gli stabilimenti ed avere il tempo necessario per adottare tutte le misure previste dal Protocollo del 14 Marzo 2020.

2) Da Lunedì 16 Marzo 2020, ove presenti le Rsu e Rls, devono essere costituiti i “Comitati per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo” al fine di monitorare costantemente le misure intraprese e le azioni ancora da intraprendere.

Nelle aziende prive di rappresentanza sindacale, sarà chiesto a tutte le Associazioni Datoriali ed all’Ordine dei Consulenti del lavoro, un costante aggiornamento e confronto con le Segreterie Fim Fiom Uilm di Rimini.

In mancanza di ciò ed in carenza di disponibilità al confronto e ad attivare eventuali ammortizzatori fino al 22 Marzo 2020, siamo pronti alla proclamazione dello sciopero, così come indicato da Fim Fiom Uilm nazionali, per tutte le ore necessarie e per l’intera categoria a prescindere dal contratto utilizzato.

Ogni lavoratore deve essere a conoscenza che, indipendentemente dall’azienda in cui lavora, se non si sentisse in una condizione di tranquillità per lavorare, lo sciopero unitario nazionale è posto a sua tutela.

I Segretari di Fim Fiom Uilm di Rimini  Davide Tagliaferri, Daniele Baiesi, Carmelo Bellè