Primo maggio: Cgil, Cisl e Uil manifestazione nazionale a Bologna

‘La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale’. Le parole d’ordine che Cgil, Cisl e Uil hanno scelto quest’anno per celebrare la festa dei lavoratori. Sarà Bologna ad ospitare la manifestazione nazionale dei sindacati alla quale prenderanno parte i segretari generali delle tre confederazioni, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Il concentramento è previsto alle ore  9.30 in Piazza XX Settembre e nel piazzale antistante l’Autostazione di Bologna, il corteo partirà alle ore 10.00 e, percorrendo Via Indipendenza, Via Rizzoli, Piazza Re Enzo, arriverà in Piazza Maggiore, dove intorno alle ore 11.30 inizieranno gli interventi dal palco, e a partire dalle 12.10 prenderanno la parola i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

Nel pomeriggio, come ogni anno, appuntamento per il ‘concertone’ in Piazza San Giovanni a Roma. “Quest’anno abbiamo deciso di dedicare la manifestazione del mattino a Bologna e il ‘Concertone’ del pomeriggio in Piazza San Giovanni, al tema ‘La nostra Europa’, con tre sottotitoli: lavoro, diritti e welfare”, così il segretario confederale della Cgil Nino Baseotto durante la conferenza stampa di presentazione del ‘concertone’  presso la sede Rai di Viale Mazzini. “Pensiamo – ha proseguito – che in questo titolo ci sia un po’ tutto: la scelta irrinunciabile dell’Europa come cardine del futuro e la richiesta che l’Europa che conosciamo cambi e non sia semplicemente l’Europa delle banche, della finanza e dei conti, ma sia fatta di lavoro, diritti e stato sociale. Una Europa che offra prospettiva vivibile ai giovani”.
“Per noi – ha aggiunto- è importante tradurre questo nel Concertone, perchè la musica unisce e abbatte le barriere. Ci prepariamo anche all’anno prossimo, quando festeggeremo il trentennale di questo appuntamento convinti che la musica non solo unisca, ma faccia cultura che serve a rilanciare un’idea di
Europa rinnovata e cambiata”.

PARTENZA PULLMAN CGIL Rimini per Bologna

Cattolica casello A14 – ore 07.15 Riccione casello A14 – ore 07.30

Rimini parcheggio CGIL – ore 07.45 Rimini Nord casello A14 – ore 08.00

per prenotare: 0541 779946/779911 – cell. 3357747516




EDILI. 25 MAGGIO – Una grande giornata

Una grande giornata di mobilitazione nazionale degli edili. La soddisfazione di Fillea Filca Feneal nazionali: grande affluenza alle manifestazioni territoriali, ora il governo risponda alle nostre richieste   

Grande affluenza di lavoratori dell’edilizia nelle manifestazioni interregionali che si sono svolte oggi in occasione della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. In oltre 5.500 hanno partecipato alla manifestazione di Bologna, dove solo confluite le delegazioni dalle regioni del Nord, 3mila le presenze a Roma sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, con delegazioni dalle regioni del Centro Italia, oltre 4mila i lavoratori del Mezzogiorno che hanno partecipato alle manifestazioni di Bari, spostata al chiuso per la pioggia, e di Palermo e Cagliari.

Pensioni, lavoro, sicurezza, contratto le parole d’ordine al centro della piattaforma unitaria, che i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi hanno ribadito dai palchi di Bologna Roma e Bari. Pieno appoggio e solidarietà agli edili è arrivata dai segretari generali delle confederazioni:  impegnata nei congressi, Annamaria Furlan da twitter ha fatto sapere che “la Cisl sostiene la mobilitazione degli edili nelle città italiane”, mentre Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo hanno portato la solidarietà di Cgil e Uil al presidio romano.

Al primo posto della mobilitazione è  la richiesta al Governo di intervenire per correggere i requisiti per l’accesso all’Ape Agevolata, che per i sindacati penalizzano proprio gli edili, caratterizzati dalla discontinuità lavorativa. Una ingiustizia che genera drammi, come ha ricordato il segretario generale Filca-Cisl Franco Turri dal palco di Roma ”anche nel 2017 continua la strage sui posti di lavoro: ad oggi sono morti 255 lavoratori, di cui 55 nelle costruzioni. Nel nostro settore, inoltre, aumentano le vittime con più di 55 anni: oltre una certa età non è possibile lavorare sulle impalcature, nelle cave, nelle cementerie. La riforma delle pensioni ha permesso il superamento della Legge Fornero, ma non basta: bisogna allargare i criteri dell’Ape Sociale, consentendo ad un numero maggiore di lavoratori edili di andare in pensione prima e senza penalizzazioni. Infine bisogna rafforzare i sistemi ispettivi nei cantieri, e introdurre strumenti come la Patente a punti, in grado di selezionare le imprese virtuose”.

E di qualità del lavoro e delle imprese ha parlato il segretario generale FenealUil Vito Panzarella dal palco di Bologna,  a pochi giorni dalla ripresa del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto nazionale del comparto “chiediamo alle nostre controparti di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile e del riconoscimento delle professionalità. Insieme, attraverso la contrattazione,  possiamo contrastare la destrutturazione e la dequalificazione che negli ultimi anni hanno fortemente indebolito il settore delle costruzioni. Occorre arrivare a definire un vero e proprio “contratto di cantiere”, perché alla prolungata violenza della crisi non si può rispondere diminuendo garanzie e tutele ma, al contrario, vanno innovati i diritti e aggiornati gli strumenti.”

Sindacati e parti sociali debbono fare la propria parte, ma occorre l’intervento del Governo per affrontare la grande emergenza del paese, il lavoro, come ha ricordato da Bari il segretario generale Fillea-Cgil Alessandro Genovesi “occorre far ripartire gli investimenti pubblici e privati, a cominciare dagli interventi sul sistema infrastrutturale, che è al collasso. Ed insieme la messa in sicurezza del territorio, penso al piano nazionale scuole sicure, al Piano nazionale per le periferie, la riqualificazione dell’edilizia popolare: vogliamo sapere perché i cantieri non partono, ed incalzare, protestare, proporre. Perché ognuno faccia la propria parte, imprese, stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni. Questo, tutti insieme, forti della nostra unità sindacale, chiediamo oggi e continueremo a chiedere.”

Su tutto questo, centinaia di migliaia di lavoratori dell’edilizia, insieme agli 800mila che dal 2008 hanno perso il lavoro, attendono risposte.

dal sito  http://www.filleacgil.net/155-fillea/15650-25maggio-una-grande-giornata.html