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La Riviera di Rimini ha ancora molto da dare… ma a chi?

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Comunicato stampa. La temperatura nell’ultimo weekend di Pentecoste è stata magnifica, l’afflusso dei turisti degno dei periodi più favorevoli di piena estate. Soddisfazione generale per tutti gli operatori turistici, gli esercizi commerciali e in generale per tutte le attività. La Riviera riminese ha ancora molto da dare e da dire. Ma cosa? E a chi?

Guardiamo questi ultimi due o tre giorni di cronaca economico-finanziaria e di campagna elettorale nei Comuni della provincia dove si vota. Un tempo piccolo ma forse sufficiente per farsi un’idea delle principali problematiche del territorio riminese.

Partiamo dai redditi. Il Sole24Ore ci dice che, stando alla dichiarazione dei redditi 2016, in provincia di Rimini il 48,14% dei contribuenti dichiara un reddito inferiore ai 15mila euro, al di sotto della media nazionale che è del 44,56% e peggio delle altre città del Nord. Evasione, difficoltà e lavoro povero e sfruttato ci consegnano questa fotografia.

Illegalità, lavoro povero, sfruttamento e mancanza di regole sono terreni fertili per il proliferare della malavita organizzata.

L’onorevole Rosy Bindi presidente della Commissione parlamentare antimafia è stata a Rimini per ribadire che occorre fare attenzione, che la malavita organizzata è presente più di quanto non si possa pensare: riciclaggio, gioco d’azzardo, prostituzione, droga, sono tutti segnali che la mafia c’è e tanta. L’invito, da parte della Presidente, è stato quello della massima allerta.

Voucher. Apparentemente il partito dei voucher a Rimini schiera molti accaniti sostenitori, dai politici, salvo rare eccezioni, a molti rappresentanti delle Istituzioni, alle associazioni datoriali, anche se siamo convinti che se il Governo non avesse fatto il colpo di mano che ha fatto calpestando la Costituzione e avesse permesso ai cittadini il 28 maggio di votare al referendum sarebbe stato il partito dei contrari ai voucher ad avere la maggioranza.

Abbiamo problemi che potremmo definire di sistema che la crisi ha in parte accentuato e in parte giustificato come l’uso sfrenato e spregiudicato di strumenti che hanno precarizzato il lavoro, favorito l’evasione o, per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica, impoverito e deregolamentato le risorse che appartenevano alla collettività: scuola, sanità, assistenza sociale, trasporto, sicurezza, integrazione sociale.

Rimini è la provincia più povera della Regione, ci chiediamo dove finisce la ricchezza prodotta ed il denaro che non viene dichiarato? Poi ci sono i 2 milioni di voucher del 2016 con tutto il loro carico di lavoro nero, di giovani precari senza futuro, della maggioranza dei cittadini che si impoverisce mentre in pochi accumulano ricchezza.

Al Sindaco di Rimini abbiamo chiesto, unitariamente come sindacato, più di un mese fa, un incontro su questi temi, ma come al solito la data non è arrivata. Il lavoro, i lavoratori non interessano ed anche nella narrazione politico-istituzionale il tema è sconosciuto, se non per gli emendamenti sui voucher presentati da qualche parlamentare per compiacere qualche associazione. Tra qualche giorno si vota per il rinnovo di alcune Amministrazioni Comunali e per il momento anche nei programmi dei candidati questo tema non ci pare cosi presente, ma ci auguriamo e chiediamo che il lavoro con il suo valore ed i sui diritti sia al primo posto nell’agenda dei futuri Sindaci.

Intanto sabato 17 giugno anche da Rimini partiranno molti lavoratori per partecipare alla manifestazione nazionale della Cgil in piazza San Giovanni contro lo scippo del Referendum sui voucher per affermare il valore del lavoro e della democrazia e per chiederci se ci saranno altre elezioni in cui i cittadini potranno decidere.

Graziano Urbinati – Segretario Generale CGIL Rimini

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