La “rivoluzione” di UNSIC per sopperire alla tanto lamentata carenza di personale fa leva su presupposti sindacalmente inaccettabili

NOTA STAMPA IN MERITO ALL’INTERVISTA DEL 21 FEBBRAIO 2024 SU CORRIERE ROMAGNA ED. RIMINI :Assunzione di lavoratori dall’estero? I tirocini meglio del decreto flussi”

In premessa: il diritto d’ingresso nel nostro Paese per svolgere un tirocinio esiste da tempo, molto prima del cosiddetto “Decreto Cutro”, diritto previsto dal testo unico e dai regolamentati delle Linee Guida del 2008 e 2014.

Per esperienza, le quote dei visti per tirocinio sono di norma sottoutilizzate: nel triennio precedente sono state utilizzate solo 3.219 quote sulla disponibilità di 15.000 quote previste.

Nonostante ciò il Governo ha deciso di mantenere invariato, nonostante il sottoutilizzo, il contingente per il triennio 2023/2025, in vista di futuri accordi di collaborazione con paesi terzi per l’ingresso di cittadini che intendono svolgere un tirocinio.

Il “Decreto Cutro” introduce la possibilità di convertire il permesso per lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento in permesso di lavoro senza vincoli di quote.


L’assunto “politico” di UNSIC

Siccome non si trova personale e ci sono norme troppo vincolanti per l’immigrazione di mano d’opera, si suggerisce il tirocinio. Tale strumento, in questi casi rivolto esclusivamente a studenti stranieri che scelgono di intraprendere un percorso di formazione in Italia, non pensiamo sia lo strumento idoneo a sopperire alla cronica carenza di forza lavoro. Questo tanto più in settori quali il manifatturiero ed edile, o comunque in ambiti professionali nei quali francamente rischia di apparire non chiaro il limite tra formazione e lavoro. Rispetto all’iniziativa di UNSIC, CGIL Rimini vigilerà e trasmetterà eventuali segnalazioni agli enti di vigilanza preposti ove si ravvisasse una “forzatura” della norma, specialmente in ambiti (come quello edile per esempio) dove il principale presupposto d’impiego dovrebbe essere la qualificazione dei lavoratori, piuttosto che l’uso di strumenti che nemmeno sono contratti di lavoro.

I nodi da sciogliere

In tema di politiche migratorie e di mercato del lavoro i nodi da sciogliere sono tanti, uno tra tutti quello che imporrebbe l’urgenza di introdurre in Italia il permesso di soggiorno per ricerca di occupazione; a proposito di “lungaggini del decreto flussi”.

Piuttosto che esercitarsi in circumnavigazione delle norme, serve battersi per rendere più giusto il mercato del lavoro, come da anni messo in evidenza anche da SOL CGIL (Struttura Orientamento Lavoro CGIL).

Servono ammortizzatori sociali specifici per i lavoratori stagionali del turismo e cambiare le politiche migratorie e dell’integrazione in Italia.

Infine va evidenziato che, a proposito di tempi legati alle pratiche di immigrazione, nella Questura di Rimini parte del personale preposto a tali aspetti lavora con contratti precari. La stabilizzazione – che gioverebbe all’attività del settore e dunque all’intero sistema economico – dipendente dal Ministero dell’Interno.

Rimini, 26/2/2024

CGIL RIMINI – NIDIL CGIL RIMINI

Francesca Lilla Parco – Valeria Podrini

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