Emergenza casa e stallo del confronto: CGIL, CISL, UIL e Sindacati degli inquilini in presidio il 23 giugno davanti al Consiglio Comunale di Rimini
Di fronte a un’emergenza abitativa sempre più stringente, che schiaccia migliaia di lavoratrici, lavoratori e pensionati riminesi, CGIL, CISL, UIL e i sindacati degli inquilini unitariamente, invitano la cittadinanza a partecipare al presidio indetto per martedì 23 giugno 2026 a partire dalle 18:00 all’esterno del Consiglio comunale di Rimini, durante il suo svolgimento, in via Solferino.
Da settimane si è bloccato qualunque confronto in merito alle proposte delle scriventi Organizzazioni Sindacali, dettagliate al Comune in una apposita Piattaforma sul tema dell’abitare e negli incontri di confronto sul bilancio di previsione 2026. Il tema più stringente della discussione è quello della revisione dell’Accordo territoriale sui canoni concordati e su una possibile rimodulazione delle agevolazioni IMU per i proprietari.
L’Amministrazione si era infatti impegnata a svolgere un ruolo attivo nei confronti delle Associazioni dei Proprietari per favorire l’avvicinamento delle reciproche posizioni e a dare continuità al confronto con i Sindacati degli Inquilini, un percorso che tuttavia risulta fermo al 22 gennaio.
Dobbiamo constatare che l’Amministrazione, al di là delle affermazioni di principio e della presa d’atto dell’emergenza, sembra traccheggiare quando arriva il momento di utilizzare gli strumenti propri, che, ne siamo ben consapevoli, sono pochi, ma ci sono. Va evidenziato che, stando a quanto affermato dall’Amministrazione, l’ammontare degli incentivi per la riduzione dei canoni di locazione deriva dall’applicazione delle agevolazioni ai proprietari che sottoscrivono contratti ad affitto concordato, e che ciò si traduce per il Comune in un mancato gettito di 1,35 milioni di euro.
I Canoni concordati oggi presentano un affitto molto simile a quelli di mercato.
È normale? È corretto?
Per noi di certo questa situazione non è condivisibile.
A fronte di aumenti di oltre il 23% dei canoni concordati nel giro di un anno e mezzo, non è più coerente ed equo che i proprietari immobiliari continuino ad avere anche forti agevolazioni anche sulle aliquote IMU come previsto dall’applicazione degli aumenti “automatici” contemplati dall’accordo territoriale sottoscritto nell’ormai lontano 2018, in un momento di inflazione molto più bassa. Oggi occorre intervenire mettendo un tetto a questo automatismo, prevedendo aumenti ragionevoli. Alle condizioni attuali, nei fatti quello che dovrebbe essere uno strumento di calmierazione dei canoni si traduce in una mera sovvenzione per la proprietà immobiliare. Rimodulare queste agevolazioni in maniera più equa significa riportare il mancato gettito per il Comune all’essere strumento di efficienza per il bilancio comunale.
A fronte di oltre 12.600 alloggi sfitti e 3.000 famiglie in graduatoria, vincolare i benefici fiscali a tetti reali sui canoni garantirebbe all’Amministrazione un duplice vantaggio: recuperare risorse strategiche utili anche per il Fondo per l’abitare e la morosità incolpevole abbattendo così’ i costi assistenziali oggi spesi per rincorrere l’emergenza sfratti.

Abbiamo richiesto più volte un confronto sul tema “casa” con l’Amministrazione, per ultimo alla Presidente e ai Gruppi consiliari, ma dopo mesi di offerta di dialogo perpetuata a più riprese, non ci resta che prendere atto della situazione informando la cittadinanza e coinvolgendola, mettendo in campo gli strumenti propri dell’iniziativa sindacale
Pertanto, invitiamo la cittadinanza a partecipare al presidio indetto per martedì 23 giugno a partire dalle ore 18:00 all’esterno del consiglio comunale, in via Solferino, per ribadire che l’amministrazione deve rispondere delle risorse pubbliche oggi introdotte e che la casa non può essere terreno di polemiche o contrapposizioni politiche. Serve una politica coesa su una criticità che blocca anche lo sviluppo del territorio, per questo abbiamo interessato tutte le forze politiche del Consiglio Comunale.
Il presidio del 23 giugno è il primo passo di una mobilitazione che, se non si riapre un confronto serio, non si fermerà qui.
Rimini, 20/6/2026
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