il convegno

A dieci anni dall’entrata in vigore della Legge 199/2016 contro lo sfruttamento lavorativo, Rimini fa rete per un’agricoltura libera dal caporalato.

Con un incontro pubblico promosso da INPS RIMINI è nata la Sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità di Rimini. L’incontro si è tenuto il 28 ottobre presso la Sala Conferenze “Marvelli”: si è tracciato un quadro approfondito del comparto agricolo locale, della forza lavoro occupata e degli strumenti ufficiali disponibili per l’incrocio tra domanda e offerta. Un momento di confronto che ha visto la partecipazione attiva delle istituzioni, delle associazioni datoriali agricole e delle organizzazioni sindacali di categoria.

Un fronte comune contro il lavoro irregolare e lo sfruttamento I dati ufficiali presentati impongono una responsabilità collettiva che non ammette sottovalutazioni. Sebbene la provincia di Rimini presenti dimensioni territoriali e di comparto più contenute rispetto ad altre realtà regionali, la guardia deve rimanere altissima. Lo sfruttamento lavorativo e il caporalato rappresentano una piaga inaccettabile che colpisce le fasce più vulnerabili della filiera — spesso lavoratori stranieri privi di tutele autonome in termini di mobilità, alloggio e regolarità amministrativa. Di fronte a queste criticità, tutti i soggetti intervenuti all’iniziativa hanno manifestato una decisa e unanime volontà di collaborare per elaborare e mettere in pratica azioni concrete di contrasto.

Strumenti di trasparenza e politiche attive: il ruolo della Rete Il contrasto al lavoro sommerso e al caporalato passa necessariamente attraverso l’efficienza dei servizi pubblici e la trasparenza degli strumenti di incontro tra domanda e offerta, valorizzando il ruolo del Centro per l’Impiego e dell’Agenzia regionale del lavoro. Allo stesso tempo, è indispensabile l’utilizzo rigoroso degli indici di coerenza del comportamento aziendale e della vigilanza interistituzionale per premiare la parte sana del comparto agricolo. Le imprese sane e le organizzazioni datoriali hanno un interesse primario a estromettere dal mercato chi pratica la concorrenza al massimo ribasso, dimostrando che la qualità del lavoro e la dignità dei diritti vanno di pari passo con lo sviluppo economico del territorio.

L’appello allargato e l’impegno costante del territorio Nel corso dell’iniziativa è stato ribadito più volte un appello fondamentale: allargare la collaborazione e la partecipazione attiva anche a quei soggetti e a quelle realtà che non hanno ancora aderito formalmente al protocollo o presenziato all’evento di lancio. La lotta al lavoro indegno non si esaurisce nei convegni periodici ma richiede continuità operativa. In questa direzione, è stato confermato che la Prefettura di Rimini inviterà periodicamente la Rete territoriale per essere costantemente aggiornata sull’evolversi dei lavori e sullo stato di attuazione delle misure intraprese.

Le Organizzazioni Sindacali ribadiscono l’impegno unitario a proseguire su questa strada, affinché la legalità e la qualità del lavoro agricolo continuino a mettere radici profonde nel nostro territorio.

Rimini, 5/11/2026

FLAI CGIL Rimini – FAI CISL della Romagna-Rimini – UILA UIL Rimini

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