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Sciopero generale il 20 novembre: la CGIL ferma per 24 ore tutti i settori pubblici e privati su salari, pensioni, sanità, fisco, casa e contro il riarmo

La proclamazione | La CGIL ha proclamato per venerdì 20 novembre 2026 uno sciopero generale nazionale di 24 ore, per tutti i settori pubblici e privati. L’obiettivo è contestare le politiche economiche e sociali del governo e chiedere un cambiamento delle priorità del Paese: al centro della mobilitazione ci sono salari, pensioni, sanità, scuola, fisco, precarietà e diritto alla casa, insieme alla richiesta di fermare la corsa al riarmo e di destinare più risorse ai bisogni delle persone. Alla base della scelta, per la CGIL, c’è una convinzione: mentre aumenta il costo della vita, diminuiscono le tutele e si allargano le disuguaglianze, la legge di bilancio non offre risposte adeguate a lavoratori, pensionati e giovani.

Salari e fisco | L’inflazione degli ultimi anni ha eroso il potere d’acquisto e i rincari energetici continuano a pesare sui bilanci familiari: per la CGIL le misure del governo sono insufficienti. Da qui la richiesta di sostenere i rinnovi dei contratti collettivi, pubblici e privati, per recuperare quanto perso e aumentare davvero i salari, con ulteriori stanziamenti per il pubblico impiego e la piena rivalutazione degli assegni per i pensionati. Sul fronte fiscale, il sindacato denuncia un sistema che continua a gravare soprattutto sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, e chiede la restituzione delle somme sottratte dal fiscal drag, l’indicizzazione dell’Irpef all’inflazione, una distribuzione più equa del carico fiscale e una lotta efficace all’evasione.

Sanità, scuola e riarmo | La Confederazione contesta la scelta di aumentare le spese per il riarmo mentre sanità pubblica, istruzione, politiche sociali e assistenza alle persone non autosufficienti soffrono per la carenza di finanziamenti. Le conseguenze, osserva la CGIL, si vedono nella vita quotidiana: liste d’attesa interminabili, difficoltà di accesso alle cure, servizi territoriali insufficienti, scuole e università che richiedono maggiori investimenti.

Pensioni, industria e lavoro | Sul fronte previdenziale il sindacato chiede di bloccare l’aumento dell’età pensionabile e di garantire condizioni più eque per chi svolge lavori gravosi e per le nuove generazioni, con carriere discontinue e retribuzioni insufficienti. Quanto al futuro produttivo del Paese, la CGIL denuncia l’assenza di una strategia industriale e chiede investimenti, politiche industriali, strumenti di tutela occupazionale e un ruolo attivo dello Stato nelle transizioni, per prevenire le crisi aziendali invece di inseguirle quando esplodono le vertenze.

Giovani, casa e sicurezza sul lavoro | Tra le rivendicazioni anche interventi concreti sul diritto allo studio, politiche pubbliche per l’abitare e misure strutturali contro la precarietà. La CGIL chiede inoltre interventi più incisivi per prevenire infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro, con investimenti, prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti.

Una legge di bilancio da cambiare | Tutte queste istanze convergono in una richiesta politica precisa: aprire un confronto vero sulla legge di bilancio e modificare le scelte economiche del governo. Per la CGIL non si tratta di contestare singoli provvedimenti, ma di mettere in discussione un modello che destina risorse al riarmo senza affrontare l’emergenza salariale, il declino dei servizi pubblici e le crescenti disuguaglianze. Lo sciopero vuole riportare al centro dell’agenda politica il lavoro, i diritti sociali e la redistribuzione della ricchezza.

Come si svolgerà lo sciopero | L’astensione dal lavoro interesserà l’intera giornata del 20 novembre 2026 e coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati, compresi i servizi in appalto e quelli strumentali. La mobilitazione si svolgerà nel rispetto della legge 146 del 1990 e delle successive modifiche: nei servizi pubblici essenziali saranno garantite le prestazioni indispensabili, secondo le procedure previste per ciascun settore. CGIL di Rimini da appuntamento a lavoratori, pensionati, studenti e cittadinanza venerdì 20 novembre alle ore 9.30 davanti all’Arco di Augusto di Rimini, per un corteo che si snoderà nel centro cittadino fino a piazza Cavour dove si terranno i comizi conclusivi.

Rimini, 23/10/2026

CGIL RIMINI

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