Cala il ricorso alla Cassa integrazione in Emilia-Romagna, ma nel secondo trimestre torna a salireIn provincia di Rimini si scende a 2.362.592 ore nel primo semestre 2026 (-25,1% sul 2025), un calo comunque inferiore alla media regionale (-30,2%)La situazione in Emilia-Romagna al 30 giugno 2026In sintesi, l’Osservatorio INPS – i cui dati sono stati elaborati dal Dipartimento Politiche Contrattuali CGIL Emilia-Romagna – quantifica il ricorso complessivo nel periodo gennaio-giugno 2026 in Emilia-Romagna a 23.019.668 ore per Cassa Integrazione Guadagni (Cigo-Cigs-Cigd), in calo del 30,2% rispetto alle 32.959.036 ore dello stesso periodo 2025. A queste si aggiungono 441.716 ore autorizzate dai Fondi di solidarietà (Fis e Altri Fondi), in flessione del 50,6% (erano 893.874).
Questi i dettagli sulla Cassa Integrazione Guadagni:
• 13.663.804 ore di Cigo (erano 20.810.324 nel 2025, -34,3%)
• 9.355.864 ore di Cigs (erano 12.148.712 nel 2025, -23,0%), di cui:
• 3.518.604 ore per causale Solidarietà (erano 7.027.952, -49,9%)
• 5.837.260 ore per causale Riorganizzazione e crisi (erano 5.120.760, +14,0%)
• Nessun ricorso alla Cassa in deroga, come nel 2025 Fondi di solidarietà:
• 415.586 ore di FIS (erano 779.464, -46,7%)
• 26.130 ore di Altri Fondi (erano 114.410, -77,2%)
Il secondo trimestre 2026 racconta un’altra tendenza
Se il confronto semestrale è in netto calo, l’andamento mensile del trimestre aprile-giugno mostra una risalita: dalle 3.715.130 ore complessive di aprile si scende a 3.126.828 a maggio, per poi risalire a 4.522.856 a giugno, il valore mensile più alto del trimestre (+44,6% su maggio). Un dato, quello di gennaio-giugno 2026, che resta comunque il più basso registrato dal 2019 a oggi, ben lontano dal picco di 294,7 milioni di ore del 2020.Settori: cala l’industria, crescono edilizia e commercioIl calo complessivo è trainato dall’industria (20.925.910 ore, -34,2%), mentre crescono l’edilizia (803.740 ore, +8,9%) e soprattutto il commercio (1.281.898 ore, +213,1%). Il comparto artigianato censito da INPS crolla a sole 1.632 ore (-93,4%), ma il dato non trova conferma nei flussi del Fondo bilaterale FSBA, che nei primi cinque mesi del 2026 mostra invece una crescita costante: da 464 aziende e 2.874 dipendenti coinvolti a gennaio a 535 aziende e 3.375 dipendenti a maggio. In crescita anche il ricorso al Fondo TIS per i lavoratori somministrati, che tocca il picco di 245 dipendenti coinvolti a giugno.Provincia di Rimini: il calo c’è, ma resta tra i più contenuti della regioneNel primo semestre 2026 la provincia di Rimini ha utilizzato 2.362.592 ore di Cassa integrazione, il -25,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 (3.155.540) e il -34,2% rispetto al 2024 (3.588.000). Si tratta però di una riduzione inferiore alla media regionale (-30,2%): tra le nove province, solo Bologna (-15,5%) e Forlì-Cesena (-17,8%) registrano un calo più contenuto, mentre Piacenza è l’unico territorio in controtendenza, con un +94,6%.
Dentro questi numeri si muovono dinamiche settoriali che meritano attenzione: nel meccanico, comparto storicamente più esposto, le ore calano del 23,7% ma restano pari a 1.428.612; nell’abbigliamento il calo è del 58,0%; la chimica, gomma e materie plastiche registra invece un balzo del +536,4% sul 2025 (da 68.930 a 438.700 ore, +1.915,3% sul 2024). In crescita anche l’edilizia artigiana (+25,7%) e l’industria delle costruzioni (+0,5%).Un calo che non può essere letto come segnale univocoLa flessione del ricorso complessivo agli ammortizzatori sociali non racconta da sola la salute del sistema produttivo regionale: la crescita della causale Riorganizzazione e crisi nella Cassa straordinaria, la risalita delle ore nel mese di giugno e l’aumento dei lavoratori artigiani coinvolti nei fondi bilaterali indicano un tessuto ancora attraversato da tensioni. A Rimini, dove la riduzione resta tra le più contenute della regione e dove il comparto chimico segna un’impennata da monitorare, la domanda resta la stessa posta un anno fa: rendere strutturale il Tavolo provinciale di gestione delle crisi, anche in considerazione della ridefinizione e del rafforzamento del ruolo delle province previsto nel percorso del riordino territoriale, soprattutto in un territorio come il nostro particolarmente esposto. Inoltre, i dati in calo, ci raccontano anche di chiusure, di licenziamenti collettivi e la fine del contatore della cassa integrazione utilizzabile dalle imprese. Per rispondere alle crisi e progettare il futuro sono necessarie iniziative concrete a sostegno degli investimenti nel manifatturiero.
Rimini, 4/8/2026
Camera del Lavoro Territoriale – CGIL Rimini
Materiali: (dati cig serie storiche https://www.cgilrimini.it/wp-content/uploads/2026/08/Dati-CIG-INPS_Serie-Storiche-Mensili-x-Provincia_cf_2026_06-1.pdf ) (settori https://www.cgilrimini.it/wp-content/uploads/2026/08/2026_06_Settori-1.pdf )
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