La Cgil ha lanciato “I diritti non si appaltano”: una campagna nazionale di comunicazione, in sette diverse lingue, per il lavoro dignitoso, contro lo sfruttamento e i falsi appalti.
In particolare nei settori privati – dal terziario alla logistica, dal tessile al metalmeccanico, dalla cantieristica navale al turismo, fino all’edilizia – si osserva una sistematica distorsione del ricorso agli appalti. Si moltiplicano i casi di “imprese serbatoio” che nascono e scompaiono nel giro di poche settimane, fenomeni di sotto-inquadramento e dumping contrattuale, abusi negli orari e nei carichi di lavoro. Tutto questo determina una spirale perversa che alimenta concorrenza sleale, salari sempre più bassi, evasione fiscale e contributiva, e un aumento preoccupante degli infortuni sul lavoro.
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