Circa 200 lavoratori e disoccupati del territorio della provincia di Rimini del settore partiranno con i pullman per manifestare a Roma in piazza del Popolo, a sostegno delle proposte dei sindacati di categoria delle costruzioni di CGIL, CISL, UIL.

Per rilanciare il nostro Paese serve una seria politica industriale, in grado di fare ripartire l’intera filiera dell’edilizia. Vogliamo affrontare questo tema per dare una risposta agli oltre 3.300 edili che hanno perso il lavoro a livello locale e a tanti che rischiano di perderlo. Siamo passati dai 7.000 addetti del 2018 ai 3.700 attuali. Un territorio che ha visto in 10 anni ridurre le ore lavorate nel settore edile da 6 milioni a 3 milioni dell’ultimo anno.

Una crisi da mancanza di lavoro e di liquidità che continua a colpire anche le aziende locali. Ne è un esempio la crisi finanziaria della cooperativa CMC di Ravenna impegnata nel consorzio di imprese che lavorano nel cantiere del PSBO di piazzale Kennedy a Rimini, difficoltà economiche che hanno investito anche aziende a lei collegate, come la Società Adriatica impianti e cave con sede a Santarcangelo che la settimana scorsa ha presentato concordato con riserva.

Lo stesso settore del legno purtroppo non è da meno. Proprio la settimana scorsa abbiamo siglato un accordo di cassa straordinaria per cessazione di attività alla Comeca, azienda leader del settore delle porte.

Intanto anche in Emilia Romagna il Governo ha deciso di fermare opere che si era già deciso di realizzare, bloccando di fatto la crescita e a scapito dell’occupazione.

Al contrario, sarebbe necessario, per esempio, promuovere un grande piano di messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico. Un’emergenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio essendo classificati come zona sismica di medio rischio.

Inoltre, nel nostro territorio si sarebbero già dovuti cantierizzare importanti interventi come quelli previsti nel Bando periferie o sulla Statale 16 che a causa di ritardi inconcepibili da parte del Ministero competente non si sa quando partiranno. Infine siamo fortemente preoccupati dalla recente modifica del Codice degli Appalti nazionale che prevede che si aumentino le soglie per procedere all’affidamento dei lavori senza gara, con il rischio di incrementare la corruzione.

Anche per questi motivi tanti lavoratori delle aziende del territorio saranno “in trasferta” a Roma per chiedere lavoro e sviluppo, con la consapevolezza che se non riparte il settore delle costruzioni non ripartirà il Paese”.

 

I Segretari generali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal UIL di Rimini – Renzo Crociati, Roberto Casanova, Francesco Lorusso

Locandina




Codice degli appalti. Modifica pericolosa

Comunicato stampa. Le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Rimini, FILLEA CGIL – FILCA CISL – FENEAL UIL, unitamente alle confederazioni CGIL CISL UIL territoriali, sono fortemente preoccupati dalla recente modifica al Codice degli Appalti nazionale contenuta nella legge di Bilancio. Tale norma prevede che si aumentino le soglie per procedere al massimo ribasso e per l’affidamento senza gara fino a 150 mila euro, mentre in precedenza, tale soglia si assestava a 40mila euro.

Siamo di fronte ad un provvedimento pericoloso, che potrebbe aumentare i rischi di corruzione. Inoltre, la legge delega sugli appalti, che verrà a breve discussa, aumenta la possibilità di ricorrere al lavoro in subappalto e con trattativa privata senza bando pubblico. Una misura molto miope, quella presa da questo Governo, a rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in un settore fortemente esposto come quello dell’edilizia.

Per tali motivazioni riteniamo necessario aggiornare il Protocollo provinciale sulla legalità ed appalti siglato dalle parti nel 2013 e che, ormai, a nostro parere, non è più adeguato al contesto attuale.

Un Protocollo, che all’epoca è stato all’avanguardia sul tema della legalità e che ha avviato un percorso per la definizione delle white list in applicazione alle normative antimafia e che, soprattutto, ha contribuito a far sì che la competitività fra imprese avvenisse su fattori qualitativi. Da quel Protocollo, infatti, emergeva l’idea di contrastare la logica del massimo ribasso, basato unicamente sulla considerazione del risparmio economico, anteponendo, piuttosto, la concezione dell’offerta economicamente vantaggiosa, ossia dell’idea che la valutazione debba prendere in esame un numero maggiore di elementi, tra i quali anche la qualità dell’opera e le condizioni dei lavoratori. Le modifiche introdotte dal nuovo Codice impongono ora una verifica di ciò che è stato realizzato fin qui e di un aggiornamento dove è necessario.

Primo Gatta Segr. generale CGIL Rimini – Paola Taddei Segr. CISL Romagna – Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

I Segretari generali territoriali Francesco Lorusso Feneal UIL – Roberto Casanova Filca CISL – Renzo Crociati Fillea CGIL 

 




Terremoto e messa in sicurezza del territorio. Le proposte della FILLEA CGIL

Il territorio di Rimini – come ci ha ricordato nei giorni scorsi il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Rimini Andrea Barocci – è stato classificato come sismico solo a settembre del 1983 quando oltre il 70% degli edifici era già stato realizzato.

La consapevolezza del rischio, che non può essere avvertita soltanto per effetto dell’allarme creato dalle scosse di terremoto, deve farci intervenire in un duplice modo. Oltre al prioritario compito di evitare tragedie umane e materiali, infatti, può dare anche un significativo contributo al rilancio del settore edile, colpito, in questi anni, molto duramente dalla crisi.

La Fillea Cgil, denuncia la mancanza di politiche strutturali e di un’attenzione profonda e duratura, da parte del Governo attuale e dei Governi precedenti, in merito alla messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico.

Un’urgenza che riguarda anche i Comuni del nostro territorio, per i quali è necessaria la realizzazione di un piano di consolidamento antisismico degli immobili essendo classificati come zona sismica di livello 2.

A fronte di tale classificazione i proprietari di abitazioni, ma anche di imprese all’interno delle quali ogni giorno si trovano i lavoratori, possono, sin da subito, iniziare i lavori di adeguamento antisismico usufruendo del “bonus sisma”, realizzato dal precedente Governo e tuttora in vigore, ricevendo una detrazione di imposta da recuperare in 5 anni.

Tale detrazione, che rappresenta forse l’unica misura significativa adottata in questi anni per fronteggiare il pericolo sismico, può apportare un rientro fiscale, compreso tra il 70% e l’85% del costo sostenuto per la ristrutturazione, in base alla riduzione di classi di rischio.

Un’agevolazione molto importante che andrebbe divulgata e sostenuta con forza anche dalle parti sociali, dai datori di lavoro e dai cittadini, insieme alle Amministrazioni Comunali.

La Fillea Cgil, considerando prioritaria la sicurezza dei lavoratori e della popolazione tutta, è da subito disponibile a dare il proprio contributo per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza e le Istituzioni, facendo anche leva sulla consapevolezza che i costi di una manutenzione preventiva sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere per la ricostruzione dopo le tragedie, sia in termini umani che economici.

A tal fine stiamo organizzando un percorso di iniziative e momenti di confronto fra esperti del settore e amministratori locali a cui chiediamo un’attenzione ed un impegno maggiormente vigile su tale tema.

Inoltre, avviare un tale processo significherebbe dare anche un contributo determinante in termini lavorativi rispetto ad un settore che ha visto in dieci anni ridurre del 50% i suoi addetti.

Renzo Crociati Segretario generale FILLEA CGIL Rimini




CBR. I lavoratori approvano l’accordo sul contratto integrativo

Mercoledì 13 dicembre 2017 i lavoratori della Società Cooperativa Braccianti Riminese hanno approvato l’ipotesi di accordo raggiunta da FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL con la CBR* per il contratto integrativo aziendale.

Questa firma è motivo di soddisfazione per il sindacato innanzitutto perchè si tratta di un contratto aziendale conquistato dopo tantissimo tempo e inoltre perchè anticipa alcuni elementi di novità presenti nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale attualmente in discussione. (Da dire a questo proposito che per il 18 dicembre è stato organizzato uno sciopero generale nazionale della categoria degli edili a sostegno di una trattativa su lavoro, contratto e pensioni che segna una fase di arresto).

Giudizi positivi sono stati espressi anche nel merito dell’accordo per il raggiungimento di alcuni importanti risultati tra i quali: l’adesione ad un Fondo per la Sanità integrativa che garantirà il rimborso delle spese sanitarie per cure effettuate con strutture convenzionate; gli impegni sulla prevenzione degli infortuni e la sicurezza; le corrette relazioni sindacali, il premio di produzione.

In sintesi i punti del contratto

RELAZIONI SINDACALI

Semestralmente, nel corso di appositi incontri, la Direzione Aziendale illustrerà alle Organizzazioni Sindacali il piano industriale a medio e lungo termine e nello specifico informerà sull’andamento aziendale.

SICUREZZA, MERCATO DEL LAVORO, REGOLARITA’

Le Parti convengono che la prevenzione in materia di sicurezza riveste carattere di assoluta priorità nella Cooperativa.

Al fine di promuovere la cultura della sicurezza e delle prevenzione nei luoghi di lavoro, viene istituito, con cadenza annuale, un apposito incontro. Tale incontro vedrà la partecipazione dei funzionari della Cooperativa, degli RLS e dell’RLST per analizzare l’andamento degli infortuni sul lavoro e le iniziative da intraprendere al fine di evitarli.

La Cooperativa nel momento in cui intenderà affidare specifiche lavorazioni in subappalto verificherà che le imprese affidatarie applichino i medesimi standard della Cooperativa in materia di sicurezza sul lavoro.

La Cooperativa dichiara che non sta utilizzando e non utilizzerà forme di lavoro accessorio, nei propri cantieri.

PART-TIME

La Cooperativa si impegna a valutare eventuali richieste di trasformazione, anche temporanee, del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time per quei lavoratori con comprovate esigenze personali e/o di assistenza ai familiari entro il primo grado anche di fatto, anche se non conviventi.

La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale potrà essere concesso alle lavoratrici madri fino al compimento del secondo anno di vita del bambino.

CONGEDO RETRIBUITO NASCITA FIGLIO

In occasione della nascita del figlio sarà riconosciuto al padre un giorno di permesso retribuito in aggiunta al congedo obbligatorio stabilito dalla legge (3 giorni invece di 2); tale congedo potrà essere richiesto anche in caso di affidamento e adozione.

ASPETTATIVA PER GRAVI MALATTIE

In caso di patologie gravi accertate (tumorali, leucemiche, cardiologiche, deficienza immunitaria conclamata e trapianti di organi) che comportino terapie salvavita, il lavoratore avrà diritto ad una aspettativa, senza oneri né diretti né indiretti per la Cooperativa, per un periodo massimo di 365 giorni di calendario.

PASTO CALDO

Ad integrazione del contratto integrativo territoriale edile la Cooperativa garantirà il consumo del pasto caldo, in ristoranti convenzionati, a tutti gli operai che lavorano in cantiere, compresi quei lavoratori che non si trovano in regime di trasferta.

SANITA’ INTEGRATIVA

Premesso che sia il CCNL Cooperative Edili e gli Accordi a livello territoriale non prevedono forme di adesione alla Sanità Integrativa, le Parti concordano di aderire ad un fondo per la Sanità Integrativa per tutti i dipendenti con la qualifica di operaio, impiegato e quadro, con contratto a tempo indeterminato. Il fondo individuato è il Fondo ALTEA costituito tra Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl.

L’adesione sarà volontaria, e la contribuzione viene fissata a carico della Cooperativa, in € 11,00 mensili, e in € 2,00 mensili a carico del lavoratore.

COPERTURA INFORTUNI EXTRAPROFESSIONALE

La Cooperativa stipulerà, con primaria Compagnia Assicurativa, a favore di tutti i dipendenti operai, impiegati e quadri, una polizza per infortuni occorsi fuori dall’orario di lavoro; detta polizza avrà un massimale, per ogni singolo dipendente, di € 50.000,00 per invalidità permanente e € 50.000,00 per causa morte.

PREMIO DI RISULTATO

La Cooperativa riconoscerà un “premio di risultato”, definito sulla base di alcuni parametri, che sarà erogato di norma con le competenze di giugno, nei seguenti importi, uguali per tutti i dipendenti:

  • € 150,00 al realizzo di un Utile di Bilancio compreso tra i 100.000 e 500.000 €;

  • € 300,00 al realizzo di un Utile di Bilancio compreso tra i 500.001 e 1.000.000 €;

  • € 400,00 al realizzo di un Utile di Bilancio compreso tra i 1.000.001 e 1.250.000 €;

  • € 500,00 al realizzo di un Utile di Bilancio compreso tra i 1.250.001 e 1.500.000 €;

  • € 600,00 al realizzo di un Utile di Bilancio superiore a € 1.500.000.

Altri punti dell’accordo riguardano le trasferte, le procedure di ricorso alla cassa integrazione ordinaria, il vestiario, la reperibilità.

Il contratto avrà validità dall’1.1.2018 al 31.12.2020.

 

* La CBR occupa 269 lavoratori di cui 109 sono soci lavoratori. A questi si aggiungono attualmente 40 lavoratori a tempo determinato




Contratto subito. Le rivendicazioni degli edili in sciopero il 18 dicembre

Un milione di lavoratori edili da più di un anno e mezzo attende il rinnovo del Contratto nazionale di settore, ma le posizioni tra Sindacati FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e controparti datoriali (al tavolo però siedono solo ANCE e COOP) restano molto distanti, tanto che è già in programma uno sciopero nazionale per il 18 dicembre. Sei le città dove si terranno le manifestazioni interregionali: Torino, Padova, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari. I lavoratori di Rimini manifesteranno a Torino.

Questa mattina la categoria ha messo in campo una iniziativa straordinaria di informazione, con volantinaggi e presidi. A Rimini il presidio si è svolto davanti alla sede dell’ANCE in piazza Cavour. A seguire, i Segretari: Massimo Bellini (Fillea Cgil Rimini), Roberto Casanova (Filca Cisl Romagna), Francesco Lo Russo (Feneal Uil Rimini) hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare i contenuti della piattaforma sindacale per il rinnovo contrattuale.

Nella provincia di Rimini – ha esordito Massimo Bellini – la crisi ha falcidiato il 50% delle imprese riducendo il numero degli addetti iscritti alla cassa edile da 7.000 (anno 2008) agli attuali 3.200. Resta imprecisato, ora, come prima della crisi, il numero dei lavoratori costretti ad aprire una partita iva per poter lavorare pur essendo dipendenti a tutti gli effetti”.

I punti qualificanti della piattaforma sono stati evidenziati da Roberto Casanova:

– aumenti salariali in grado di riattivare i consumi (richiesto un aumento di 106 euro);

– riforma delle casse edili a tutela dei lavoratori e contro il lavoro nero e l’evasione;

– maggiore sicurezza sui posti di lavoro;

– creazione di un fondo sanitario integrativo nazionale;

– potenziamento del fondo integrativo per il pensionamento anticipato.

Contro le finte Partite Iva, la presenza di altre figure spurie nei cantieri e le irregolarità nelle assunzioni rese possibili da appalti spregiudicati, la piattaforma introduce la richiesta del contratto unico di cantiere. Ciò anche nell’ottica del cambiamento che è intervenuto nel ciclo delle costruzioni, che per procedere verso l’innovazione e la riconversione necessita di una visione unica di sistema.

Alla base delle singole rivendicazioni c’è dunque la necessaria riqualificazione del settore sia per quanto riguarda le imprese che sul piano della formazione dei lavoratori. “Purtroppo – ha aggiunto Massimo Bellini – mentre l’economia sta lentamente tentando una risalita e si potrebbe intervenire per un cambiamento, mancano la volontà politica e contrattuale per fare questo”.

Intanto, il contratto resta largamente inapplicato e il ricambio dei lavoratori è impossibile a causa dell’attuale ordinamento pensionistico.

Il settore edilizio – sostiene il Sindacato – ha bisogno di una competizione alta dove la ripresa occupazionale sia intesa anche come avvicendamento generazionale favorendo interventi che determinino il giusto e meritato riposo di operai più anziani, puntando all’ingresso di giovani tecnici e operai specializzati.

A livello locale nel 2013 venne firmato un Protocollo sugli appalti pubblici tra tutti i soggetti affinché, nel determinare l’assegnazione dei lavori, venisse considerata l’offerta economicamente più vantaggiosa piuttosto che il massimo ribasso. La Prefettura avrebbe dovuto convocare un tavolo ad hoc ma fino ad oggi non è successo nulla.

Nel tempo, proprio negli appalti pubblici, da cui ci si attenderebbe il rispetto delle regole – ha detto Francesco Lo Russo – abbiamo riscontrato diverse anomalie. Per esempio l’incongruenza rilevata tra la mole del lavoro e il numero degli addetti nel corso di diverse ispezioni ai cantieri del Palacongressi e della Fiera; il caso dei lavoratori non retribuiti del Valgimigli per i quali l’applicazione della responsabilità solidale, per fortuna, ha fatto sì che gli stipendi fossero recuperati; Anthea, che non applica il contratto dell’edilizia quando concorre a gare per l’asfalto delle strade e simili”.

Con lo sciopero del 18 dicembre le Organizzazioni Sindacali chiedono alle controparti di smetterla con i tatticismi e di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile, del riconoscimento delle professionalità.




Scuola, Pubblico impiego ed Edilizia. La mobilitazione dei lavoratori

Settimana di mobilitazione e di presidi per i lavoratori della scuola, del pubblico impiego e dell’edilizia.

Il 17 novembre Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa, Usb-Pi, Flp e Federazione Intesa effettueranno un presidio davanti alla Prefettura di Rimini dalle ore 10 alle 12 contro l’ennesimo affronto ai lavoratori del Ministero del Lavoro, Inl e Anpal, privati delle giuste risorse.

Il 18 novembre, nell’ambito della mobilitazione “La scuola è aperta a tutti e tutte. Cento appuntamenti per la scuola”, presidio dalle ore 11 alle 13 in piazza Ferrari a Rimini organizzato dai sindacati della scuola di CGIL CISL UIL e dallo Snals

Il 20 novembre presidio degli edili davanti alla sede dell’ANCE in piazza Cavour a Rimini dalle ore 9 alle 12, in vista dello sciopero nazionale del 18 dicembre proclamato da FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto scaduto da un anno e mezzo.




Edili in stato di agitazione per il rinnovo del Contratto interprovinciale

Le organizzazioni sindacali di categoria FENEAL UIL – FILCA CISL – FILLEA CGIL di Rimini e Forlì-Cesena, a seguito dell’atteggiamento avverso delle controparti (ANCE, Legacoop Romagna, Confcooperative, AGCI) e dei continui rinvii per la definizione del rinnovo del contratto integrativo interprovinciale di lavoro per il settore edile industria e cooperazione, hanno proclamato lo stato di agitazione nel settore.

Le organizzazioni sindacali di categoria, inoltre, nel dichiararsi disponibili alla ripresa immediata del confronto, hanno comunicato alle controparti di ritenersi sin da ora libere di agire con ulteriori iniziative a sostegno della vertenza.




EDILI. 25 MAGGIO – Una grande giornata

Una grande giornata di mobilitazione nazionale degli edili. La soddisfazione di Fillea Filca Feneal nazionali: grande affluenza alle manifestazioni territoriali, ora il governo risponda alle nostre richieste   

Grande affluenza di lavoratori dell’edilizia nelle manifestazioni interregionali che si sono svolte oggi in occasione della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. In oltre 5.500 hanno partecipato alla manifestazione di Bologna, dove solo confluite le delegazioni dalle regioni del Nord, 3mila le presenze a Roma sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, con delegazioni dalle regioni del Centro Italia, oltre 4mila i lavoratori del Mezzogiorno che hanno partecipato alle manifestazioni di Bari, spostata al chiuso per la pioggia, e di Palermo e Cagliari.

Pensioni, lavoro, sicurezza, contratto le parole d’ordine al centro della piattaforma unitaria, che i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi hanno ribadito dai palchi di Bologna Roma e Bari. Pieno appoggio e solidarietà agli edili è arrivata dai segretari generali delle confederazioni:  impegnata nei congressi, Annamaria Furlan da twitter ha fatto sapere che “la Cisl sostiene la mobilitazione degli edili nelle città italiane”, mentre Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo hanno portato la solidarietà di Cgil e Uil al presidio romano.

Al primo posto della mobilitazione è  la richiesta al Governo di intervenire per correggere i requisiti per l’accesso all’Ape Agevolata, che per i sindacati penalizzano proprio gli edili, caratterizzati dalla discontinuità lavorativa. Una ingiustizia che genera drammi, come ha ricordato il segretario generale Filca-Cisl Franco Turri dal palco di Roma ”anche nel 2017 continua la strage sui posti di lavoro: ad oggi sono morti 255 lavoratori, di cui 55 nelle costruzioni. Nel nostro settore, inoltre, aumentano le vittime con più di 55 anni: oltre una certa età non è possibile lavorare sulle impalcature, nelle cave, nelle cementerie. La riforma delle pensioni ha permesso il superamento della Legge Fornero, ma non basta: bisogna allargare i criteri dell’Ape Sociale, consentendo ad un numero maggiore di lavoratori edili di andare in pensione prima e senza penalizzazioni. Infine bisogna rafforzare i sistemi ispettivi nei cantieri, e introdurre strumenti come la Patente a punti, in grado di selezionare le imprese virtuose”.

E di qualità del lavoro e delle imprese ha parlato il segretario generale FenealUil Vito Panzarella dal palco di Bologna,  a pochi giorni dalla ripresa del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto nazionale del comparto “chiediamo alle nostre controparti di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile e del riconoscimento delle professionalità. Insieme, attraverso la contrattazione,  possiamo contrastare la destrutturazione e la dequalificazione che negli ultimi anni hanno fortemente indebolito il settore delle costruzioni. Occorre arrivare a definire un vero e proprio “contratto di cantiere”, perché alla prolungata violenza della crisi non si può rispondere diminuendo garanzie e tutele ma, al contrario, vanno innovati i diritti e aggiornati gli strumenti.”

Sindacati e parti sociali debbono fare la propria parte, ma occorre l’intervento del Governo per affrontare la grande emergenza del paese, il lavoro, come ha ricordato da Bari il segretario generale Fillea-Cgil Alessandro Genovesi “occorre far ripartire gli investimenti pubblici e privati, a cominciare dagli interventi sul sistema infrastrutturale, che è al collasso. Ed insieme la messa in sicurezza del territorio, penso al piano nazionale scuole sicure, al Piano nazionale per le periferie, la riqualificazione dell’edilizia popolare: vogliamo sapere perché i cantieri non partono, ed incalzare, protestare, proporre. Perché ognuno faccia la propria parte, imprese, stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni. Questo, tutti insieme, forti della nostra unità sindacale, chiediamo oggi e continueremo a chiedere.”

Su tutto questo, centinaia di migliaia di lavoratori dell’edilizia, insieme agli 800mila che dal 2008 hanno perso il lavoro, attendono risposte.

dal sito  http://www.filleacgil.net/155-fillea/15650-25maggio-una-grande-giornata.html




Edilizia e burocrazia. A proposito delle dichiarazioni del Presidente del Collegio dei Costruttori

Purtroppo gli indici a nostra disposizione sul settore edile nella provincia non ci fanno essere ottimisti. Infatti, i dati della Cassa Edile riminese del primo periodo dell’anno edilizio, ottobre, novembre, dicembre 2016- 2017, rispetto allo stesso trimestre 2015-2016, indicano una massa salari inferiore e precisamente -11,62%, analoga la diminuzione per le ore lavorate: -11,86%.

Dunque, a partire da questo, non possiamo condividere l’analisi sull’andamento del settore proposta dal presidente del Collegio Costruttori Ulisse Pesaresi così come è stata riportata dal quotidiano on line buongiornoRimini.

La situazione congiunturale per l’edilizia resta negativa. A parte i bonus che hanno dato un po’ di respiro alle piccole e medie imprese, mancano le grosse commesse. Inoltre, a rendere più difficile la situazione, sono i pagamenti a lunghissimo tempo della Pubblica Amministrazione, problema divenuto ormai endemico, e il forte contenzioso per il recupero dei contributi non versati alle casse edili da parte delle aziende. Si calcola che nell’anno 2014/2015 non siano stati pagati alla Cassa Edile di Rimini 136.000 euro + altri 494.000 euro dalle aziende fallite, il tutto sommato a 1.066.000 euro di debito storico accumulato dal 1988. Da aggiungere il debito accumulato nei confronti della CEDAIIER di Rimini, che dal 1995 ad oggi, è di 2.083.740 euro.

Il presidente Pesaresi imputa molta responsabilità della ripresa alla burocrazia, troppe regole che non faciliterebbero lo sviluppo. Come sindacato possiamo anche capire che vi sia necessità di accelerare l’effettiva realizzazione di opere e lavori, anche tenendo conto della crisi, ma ciò non può significare abbassare la guardia su legalità e sub appalto che alla fine non favorirebbe le imprese più serie e solide, scaricando le contraddizioni sui lavoratori più deboli all’interno della filiera.

Come Fillea Cgil chiediamo che vengano tutelate le aziende, qualunque sia la loro dimensione, che vogliono scommettere sulla qualità e non su altro. Legalità e trasparenza nel settore degli appalti sono anche gli obiettivi che la Cgil si è proposta con il referendum che vuole abrogare le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti impedendo che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in sub-appalto

Massimo Bellini Segr. generale FILLEA CGIL Rimini